Le sala giochi sono morte, è vero, (oppure sono preda dei truzzi che le hanno elette a luogo principe per sfoggiare le loro pettinature il pomeriggio)
ma certe passioni non si sopiscono mai e il fascino dei controller dei cari e vecchi cassoni ha trovato nuova linfa nella scena emulatoria e nel riemergere di generi che si credevano estinti. Dedicati soltanto ai veri appassionati e pensati principalmente per essere sfruttati con i picchiaduro a incontri, almeno su console, i joystick arcade sono periferiche generalmente costose e ingombranti. I vantaggi che derivano dal loro uso sono evidenti, ad iniziare dal feeling che trasmettono, ma senza dimenticare la maggiore precisione nei controlli che ne deriva. Il Multi Arcade Stick della Nitho è pensato per avvicinare più utenti possibili al mondo dei joystick arcade. Il prezzo a cui viene venduto è molto inferiore a quello dei mostri sacri della Hori o della MadCatz, così come i componenti di cui è costruito non sono dello stesso livello (magari un giorno si potrebbe dedicare uno speciale ai componenti arcade), ma sarebbe sinceramente ingiusto mettersi a fare troppi confronti diretti, vista la diversa fascia di mercato a cui questi prodotti sono indirizzati.
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Prove tecniche
Sulla plancia del Multi Arcade Stick ci sono otto tasti principali di dimensioni maggiori più i tasti Start,
Select, L3 ed R3 di dimensioni inferiori posizionati in alto a destra. Al gruppo sono stati aggiunti due tasti speciali: il Turbo, che fa proprio quello che promette, ovvero preme automaticamente a ripetizione uno degli altri; e il Combo, che consente di registrare una combinazione di pulsanti richiamabile (una specie di cheat hardware, insomma).
Il joystick della Nitho è compatibile con la PlayStation 3 e con il PC. Per testarlo abbiamo scelto giochi relativamente recenti come Tekken 6 e Street Fighter IV (su PlayStation 3), ma anche picchiaduro più seri ed equilibrati come i Guilty Gear (su PC), alcuni titoli emulati dal MAME come Garou Mark of the Wolves, oltre a diversi sparatutto, come il classico R-Type o il più recente e misconosciuto Reflex, che sono ottimi per trarre considerazioni sulla precisione dello stick.
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Prove pratiche
In generale possiamo dire che il joystick si è comportato bene, nonostante le dimensioni ristrette dello stick che ci ha obbligati a impugnarlo in modo anomalo. Soprattutto i pulsanti sono stati delle vere sorprese. Con gli sparatutto
abbiamo ottenuto ottime risposte e risultati eccellenti. I movimenti sono risultati precisi e il feeling è stato quello dei controller da sala giochi, soprattutto grazie ai pulsanti. Anche nei picchiaduro non abbiamo avuto troppo da lamentarci. In Tekken 6 la tecnica di muovere a caso lo stick premendo tutti i tasti contemporaneamente a ripetizione è riuscita perfettamente. Nei picchiaduro più tecnici non abbiamo avuto problemi ad eseguire le mosse, anche quelle più complesse. Buoni i risultati con Street Fighter IV, altrettanto buoni con i Guilty Gear e Garou. Gli unici problemi rilevati sono state delle rare mosse fallite nei momenti più concitati a causa di movimenti diagonali andati a vuoto.
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- Economico
- Tasti di buona qualità
- Costruzione generale solida
- Qualche movimento va a vuoto
- Lo stick è piccolo