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Redazione

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BIT.TRIP BEATPong incontra Arkanoid 14

Tra atmosfere psichedeliche e musica elettronica, BIT.TRIP BEAT ci offre un'esperienza coinvolgente, un "viaggio" appunto fra suoni e colori che si consuma a suon di "beat".

Come dimostrato dal geniale Tetsuya Mizuguchi con Rez e il promettente Child of Eden, esiste un sottogenere action di successo che costruisce le proprie fondamenta sulla commistione fra immagini e musica. Non si tratta di semplici rhythm game, bensì di "esperienze" che spesso richiamano il concetto di psichedelia e hanno quasi sempre in comune la presenza di uno spazio vuoto, all'interno del quale il giocatore si trova a interagire con elementi colorati e con suoni elettronici. Pong incontra Arkanoid Bastano pochi secondi per capire che BIT.TRIP BEAT appartiene proprio a questo filone: sfondo nero, colori spesso "acidi", beat che ci martellano e che caratterizzano la nostra interazione con i pixel che abbiamo il compito di ribattere. A metà fra Pong e Arkanoid, nel titolo sviluppato da Gaijin Games controlliamo una semplice barra colorata che lungo quattro differenti percorsi deve ribattere i quadratini che "cadono" dalla destra dello schermo. La maggior parte di essi rimbalza e sparisce, altri sono più coriacei e richiedono diversi impatti per essere eliminati, altri ancora arrivano in gruppi serrati che scorrendo modificano la propria traiettoria, fino ad arrivare ai boss (ebbene sì) che si "smembrano" letteralmente durante le proprie routine d'attacco. Ogni impatto fra la nostra barra e i pixel riproduce un suono perfettamente a ritmo con la musica, un po' come succedeva nell'ottimo Space Invaders Extreme per Nintendo DS, restituendo l'idea di un "legame" fra i vari elementi che compongono l'esperienza di gioco.

Batti e ribatti

Per fare un esempio stupido, giocare con BIT.TRIP BEAT è un po' come fare una partita a Pong senza avversario: arrivano le "palline" e dobbiamo cercare di respingerle tutte, anche perché ogni battuta mancata ci costa un po' di "energia" e può farci precipitare in un baratro monocromatico da cui è possibile uscire solo con un bel po' di concentrazione, pena il game over. Come accennato in precedenza, sono quattro gli scenari inclusi nella versione base, e altrettanti è possibile acquistare tramite un sistema di download in-game. Non sono tutti disponibili fin da subito, bisogna sbloccarli man mano e vantano un grado di difficoltà crescente: nel primo ci si trova ad affrontare sequenze relativamente semplici, che solo verso la fine diventano più complesse e richiedono anche uno sforzo di memoria; dal secondo in poi si assiste a una serie di evoluzioni tanto spettacolari quanto difficili da gestire, che di fatto promuovono il classico "trial & error" visto che la struttura degli avvenimenti rimane la stessa e non viene randomizzata fra una partita e l'altra. Pong incontra Arkanoid Il sistema di controllo di default ci vede muovere la barra utilizzando l'accelerometro dell'iPhone, e dunque inclinare il dispositivo a seconda delle nostre esigenze. Si tratta di una soluzione certamente intuitiva, ma che non risulta abbastanza affidabile negli stage più avanzati. In tali frangenti è infatti il caso di andare nella schermata delle opzioni e selezionare i controlli manuali, che funzionano semplicemente spostando un dito sul touch screen (il pollice destro, ad esempio) e che quindi si prestano a manovre più rapide e precise. Il gioco dispone di una modalità multiplayer sia in locale che online, e integra il Game Center di Apple per la gestione delle partite e degli amici. Purtroppo nei giorni della prova non siamo mai riusciti a trovare un solo sfidante, il che ci è sembrato davvero strano. Se si tratta di un bug dell'attuale versione, tuttavia, verrà probabilmente risolto in fretta tramite un aggiornamento. Passando al discorso prettamente tecnico, è chiaro che un prodotto come BIT.TRIP BEAT non conta su poligoni e sequenze spettacolari per colpire il giocatore, bensì su soluzioni basate esclusivamente sullo stile, sul contrasto fra i colori e su una determinata direzione artistica. Possiamo dire che il risultato finale è davvero piacevole tanto da vedere quanto da sentire, seppure il comparto sonoro risulti relativamente "povero" rispetto alle aspettative.

La versione testata è la 1.0.1
Prezzo: 3,99€
Link App Store

Più che un semplice videogame, BIT.TRIP BEAT è un'esperienza che fonde immagini e suoni in un'unica soluzione, coinvolgendo il giocatore e spronandolo a migliorare le proprie prestazioni anche attraverso una serie di prove ed errori. I quattro scenari disponibili nella versione base (ma è possibile acquistarne altrettanti per raddoppiare la durata) vantano un grado di difficoltà crescente e ben bilanciato, ma si basano su sequenze predeterminate che appunto possono essere memorizzate e che non ci offrono qualcosa di differente a ogni partita, anzi. Ciò nonostante BIT.TRIP BEAT che svolge alla perfezione il proprio compito fra luci, suoni e colori, includendo peraltro una interessante modalità multiplayer online per sfidare gli amici. L'ideale per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Gameplay immediato e coinvolgente
  • Ottima direzione artistica
  • Controlli touch affidabili e precisi...

Contro

  • ...mentre con l'accelerometro si fatica un po'
  • Qualche bug, anche per il multiplayer
  • Sonoro un po' troppo essenziale