Dolci un po' costosi  18

Dopo aver spopolato sui vari dispositivi Apple, il "sequel spirituale" di Angry Birds arriva sul negozio virtuale Nintendo: ma quanto sono compatibili tra loro queste due filosofie di digital delivery?

Quest'articolo, prima di ogni cosa, è la recensione di un videogioco, che sarà descritto, analizzato, sviscerato nei suoi lati positivi e in quelli negativi come in ogni articolo del genere. Ma non potremo esimerci, per motivi che vedrete presto, da considerazioni più generali di ordine economico e quasi "filosofico" (filosofia del mercato videoludico, ovviamente), che rendono la stesura del pezzo un po' più complicata di quanto ci aspettassimo all'inizio. Andiamo però con ordine e vediamo che tipo di corde ci viene ingiunto di tagliare...

Om Nom, Om Nom, Om Nom...

Il gioco si apre con una brevissima e simpatica cut scene: una misteriosa scatola viene recapitata a casa di un ignoto personaggio, che si può supporre sia il giocatore, il quale aprendola vi trova un tenerissimo... "coso" (veramente non sapremmo come altro definirlo!) verde dal faccino irresistibile, che risponde al nome vagamente mistico di Om Nom. Om Nom è ghiottissimo di dolcetti, e sin dall'etichetta stampata sulla scatola ne chiederà in continuazione al suo nuovo padrone; c'è però un problema: il dolcetto si trova nella scatola, ma legato ad una corda a sua volta legata ad un perno. Ora, sorvolando sul fatto che ogni volta che riusciamo a dare alla creaturina il suo agognato premio, quando riapriamo la scatola la situazione è cambiata completamente e c'è un nuovo dolcetto, nuove corde e nuovi marchingegni disposti in modo completamente diverso (è il surreale modo di Chillingo per rappresentare un nuovo livello), quello che dobbiamo fare è semplicemente sfruttare degli elementari concetti della fisica quali la forza di gravità e l'effetto pendolo per far sì che il mostriciattolo, che non si degnerà di muoversi neanche un po' se non per spalancare la bocca, venga adeguatamente nutrito.

Ovviamente se il gioco si limitasse a questo, non sarebbe neanche un gioco: basterebbe un minimo di ragionamento per capire quali corde tagliare e quando (per esempio, se Om Nom si trova subito sotto il dolcetto la corda va tagliata quando è ferma, se invece non è in asse bisogna farlo prima in modo da sfruttare l'inerzia dell'effetto pendolo); è per questo che in ogni livello sono presenti tre stelline, e il giocatore deve fare in modo che il biscottino (o caramellina, o quel che è) passi per almeno una di queste prima di entrare in contatto con gli acuminati canini di Om Nom per poter giocare il livello successivo. Più stelline si raccolgono, e non solo aumenta il punteggio, ma c'è la possibilità di aprire altre quattro scatole: ogni scatola non è altro che un "mondo" composto di 25 livelli (per un totale di 125) di difficoltà e, oseremmo dire, diabolicità crescente. Difatti, ben presto vengono aggiunti alla formula elementi quali bolle che spingono il dolcetto in alto, corde che lo legano in automatico non appena questo passa nelle loro vicinanze, aculei che lo distruggono, pompette d'aria che, azionate dal giocatore (con comicissimo effetto sonoro), lo spingono in un'altra direzione e così via, elementi questi che aumentano di gran lunga la complessità rispetto al semplicissimo concept di base, con conseguente aumento esponenziale della sfida, delle capacità di ragionamento e dei riflessi richiesti al giocatore e, in ultima analisi, del divertimento.

Finissima pasticceria

Cut the Rope è la quintessenza del "mobile casual gaming" così come si è affermato in questi anni soprattutto grazie alla proliferazione dei dispositivi Apple: è un prodotto privo di troppi fronzoli ma assolutamente coinvolgente ed appassionante, che mette alla prova in egual misura l'intelligenza e la coordinazione occhio-mano del giocatore, e la cui struttura risulta perfetta per la fruizione al volo, in quei cinque minuti di pausa nel lavoro o nello studio, o quando ci si annoia durante un viaggio. E' anche un titolo che sa essere difficile ma mai frustrante, e oltretutto grafica e sonoro, sebbene molto semplici, sono ben realizzati, all'insegna della freschezza e della simpatia; notevole inoltre, e funzionale al gameplay, l'implementazione di alcune leggi della fisica, e poco importa se, una volta completato al 100%, la mancanza di multiplayer non restituisce motivi alla rigiocabilità.

A 79 centesimi, meno del prezzo di un espresso al bar, sarebbe un delitto lasciarselo sfuggire anche da parte di chi ha ben altri gusti videoludici. Purtroppo però, Cut the Rope costa sì 79 cent, ma sull'App Store: su DSiWare il prezzo aumenta fino alla cifra di 5 Euro, vale a dire più che quintuplicato. E' vero che si tratta di un prezzo in linea con le altre offerte che troviamo sullo Shop Nintendo, e la qualità che ci troviamo di fronte è superiore alla media della concorrenza, ciononostante non possiamo fare a meno di mostrare un certo disappunto di fronte a una tale differenza: perché un utente Nintendo deve pagare oltre cinque volte il prezzo originale di un gioco che, per di più, oggi su App Store, allo stesso costo di lancio, è aggiornato alla versione 1.4 ed è arrivato a contare ben 200 livelli (quasi il doppio di quelli che troviamo su DSiWare)? Uno dei punti di forza di questo tipo di applicazioni sta proprio nel prezzo irrisorio; se questo viene a mancare, allora si perde anche parte dell'attrattiva. Chiaramente quello che qui stiamo accennando è un discorso troppo lungo e complesso per essere sviscerato a dovere in una recensione, ma è anche il motivo per il quale, mentre a suo tempo la versione iOS prese un altisonante ma giustissimo 9, la versione per DSiWare prende un voto alquanto più basso, pur attestandosi per indubbi meriti propri ampiamente sopra la sufficienza.

Multiplayer.it

6.5

Lettori (4)

6.3

Il tuo voto

Una recensione del genere avrebbe bisogno di due distinte valutazioni: una per il gioco in sé, ottimo, ed una per il rapporto tra la profondità dell'esperienza e il prezzo, o, meglio ancora, per la differenza di prezzo tra l'uscita originale iOS e questa per DSiWare. Differenza che suscita una qualche perplessità, considerando anche che su DS manca qualsiasi funzionalità online e su iOS oggi ci sono molti contenuti in più. Cut the Rope è un gioco semplice, divertentissimo, appassionante e anche notevolmente difficile nelle sue fasi avanzate, e se non esistesse la versione per iPhone/iPad probabilmente avremmo giudicato il prezzo di 5 Euro come congruo; di fronte però alle offerte di smart phone et similia è evidente come, se si possiede oltre a un DSi/3DS anche un qualsiasi gadget con la Mela, non è questa qui recensita la versione da preferire. Chi ha solo un portatile Nintendo per le proprie esigenze ludiche non ha scelta, e saranno sicuramente 5 Euro ben spesi, ma con un po' di rammarico.

PRO

  • Divertente e coinvolgente
  • Graficamente simpaticissimo

CONTRO

  • Prezzo più che quintuplicato
  • Meno contenuti rispetto alla versione iOS