Dungeons: The Dark LordRitorno nel dongione 

Secondo capitolo in un anno per Dungeons... varrà la pena di rimettere mano alle trappole?

Ci sono molti brand storici dall'enorme potenziale che i videogiocatori veterani vorrebbero veder tornare nell'era del gaming ipertecnologico. Per questo motivo, negli ultimi anni ha preso piede l'usanza di recuperare titoli caduti nel dimenticatoio o sconosciuti alle nuove generazioni, e si contano svariati remake e reboot in sviluppo. Nella lista dei tanti giochi di culto riportati alla vita, tuttavia, non figura uno dei più amati strategici di sempre, Dungeon Keeper. I fan del capolavoro targato Bullfrog credevano di rimanere a bocca asciutta, ma la mancanza di un "gestionale di antro malefico" degno non è passata inosservata ai ragazzi di Realmforge Studios, che all'inizio del 2011 hanno rilasciato un curioso giochillo di nome Dungeons. Ritorno nel dongione All'inizio l'opera di Realmforge era parsa molto simile all'illustre antenato, fattore che l'ha portata in pochissimo tempo sotto i riflettori. Una volta uscita invece si è rivelata fondamentalmente diversa e non altrettanto brillante. Non che il gameplay fosse da buttare, ma a molti giocatori non è andato giù il fatto che il principale compito del signore del male protagonista fosse doversi curare dei bisogni degli eroi invasori, e non di quelli dei propri carissimi mostriciattoli. Nonostante i difetti, Dungeons è risultato un discreto successo, e Kalypso Media ha pensato bene di pubblicare una sua espansione ufficiale, Dungeons: The Dark Lord. Gli sviluppatori avranno aggirato i problemi del sistema di gioco? E i contenuti aggiuntivi varranno il prezzo del biglietto? Vediamo.

Hell hath no fury like a scorned woman

La storia di Dungeons: The Dark Lord riparte dalla conclusione del predecessore. Calypso, l'acidissima succube ex-fidanzata del signore oscuro protagonista del primo capitolo, sta giustamente marcendo in prigione dopo aver tradito il suo ragazzo ed aver tentato di sottrargli il magico trono di cristallo. La demoniaca tentatrice riesce però facilmente a evadere sfruttando la stupidità di un goblin che vagava da quelle parti, e inizia a meditare vendetta. Perchè il suo piano riesca, decide di allearsi con due creature malvagie quanto lei, ma più stupide e facili da controllare: il possente minotauro Minos e il re degli zombie. Quel che la demonessa non sa è che il signore oscuro ha fuso il suo trono in un possente anello del potere e che è impossibile eliminarlo finchè l'artefatto è intatto. Ritorno nel dongione Parte quindi una demenziale avventura scopiazzata dalla trama del Signore degli Anelli, con un enorme toro, uno scheletro che cammina ed una succube in bikini al posto degli hobbit di tolkeniana memoria. La campagna principale dura circa otto ore, e presenta missioni leggermente più varie di quelle viste nel Dungeons originale. La novità principale consiste nel poter utilizzare tre signori del male contemporaneamente durante alcuni capitoli, chicca che garantisce al gameplay un po' di divertimento e complessità extra ma non ne risolve i difetti. Primo fra tutti la ripetitività. Fortunatamente The Dark Lord non aggiunge solo qualche quest al pacchetto base: l'espansione comprende infatti quattro modalità multiplayer nuove di pacca per coloro che vogliono mostrare le proprie abilità di "dungeon design" in rete.

Squadra che pareggia... andrebbe rimaneggiata

Come abbiamo detto in precedenza, il sistema di gioco di Dungeons: The Dark Lord ha un enorme difetto, la ripetitività. La cosa strana è che riesce a risultare noioso nonostante la sua notevole complessità. Lo scopo del vostro eroe (o eroina nel caso di Calypso) è costruire un dungeon di tutto rispetto, dove stereotipatissimi eroi entreranno periodicamente in cerca di fama e ricchezza. Ogni paladino della giustizia ha dei bisogni specifici, ad esempio una forte necessità di disarmare trappole, o tendenze masochistiche. Per accontentare questi bisogni dovrete scavare stanze nella roccia con l'aiuto di velocissimi e ubbidienti goblin evocati, ed arredarle in modo da renderle efficaci prigioni, librerie, armerie, covi per i mostri e via così. Guerrieri e maghi vagheranno per il vostro labirintino rifugio, combattendo contro i bestioni da voi evocati, e rubando il rubabile. Una volta soddisfatti, saranno pieni zeppi di energia spirituale, una delle principali "monete" del gioco, utile per potenziare i propri alter ego, e migliorare il dungeon. Non è certo difficile far contenti i nemici, quel che risulta impegnativo è eliminarli una volta raggiunta l'energia spirituale massima senza farli ammazzare prima dai mostri del dungeon o lasciarli scappare. Ritorno nel dongione Si tratta di una serie di meccaniche interessanti durante le prime ore, ma ci vuole poco a perdere interesse e al centesimo eroe massacrato si inizia a voler qualcosa di più. Boss fights occasionali, la necessità di tenere d'occhio il "cuore del dungeon", le molteplici risorse utilizzabili (importantissimo il "prestigio " ottenibile con alcune costruzioni), e qualche obiettivo peculiare non bastano a risollevare il tutto. Un peccato, anche perchè il gameplay presenta degli interessanti elementi ruolistici, e moltissime opzioni di miglioramento del proprio antro. Non c'è nessuna via di mezzo con Dungeons: The Dark Lord, o lo si ama o lo si detesta. Potreste perdere ore a costruire il covo definitivo, o stancarvi dopo 25 secondi netti. Dipende solo dai vostri gusti, certo, ma poteva oggettivamente venir strutturato meglio. Tra i problemi ci sono infatti anche alcune imprecisioni nei comandi, uno scarso senso di crescita dei protagonisti (ad ogni missione le loro statistiche si azzerano e si deve ripartire da capo), una barra delle abilità che non si modifica di personaggio in personaggio, e un tutorial non chiarissimo. Nulla di terrificante, ma sono tutte scheggiature che contano nel giudizio finale, e impediscono al titolo di porsi come evoluzione di Dungeon Keeper.

Ho comprato una ruota delle torture IKEA

Il multiplayer di Dungeons: The Dark Lord, ha del potenziale. Sfidare giocatori umani dovrebbe alzare il livello di sfida dell'opera di Realmforge e garantire ore di svago in più. Persino le quattro modalità proposte promettono benone: Ritorno nel dongione con le classiche Deathmatch, King of The Hill e Survival, e la curiosa Pinata (niente prigioni, e prestigio guadagnato ad ogni uccisione di eroe). Tutto questo tuttavia si sfalda a causa di alcune gravi carenze. Prima fra tutte dei server piuttosto instabili che hanno la spiacevole tendenza a cacciar fuori dalle partite, sempre che si riesca a trovarne qualcuna. Pessimi anche i menu, poco intuitivi e inutilmente complessi. Superate queste avversità, e scoprirete che il multiplayer è indubbiamente il modo migliore per godersi Dungeons: The Dark Lord. Comunque, vista la sua importanza, un po' di cura in più non avrebbe certo fatto male. Tecnicamente il gioco ha un certo stile, che spesso omaggia l'opera di Bullfrog a cui è ispirato, ma non stupisce certo per livello di dettaglio o bellezza. Buoni i doppiaggi in inglese e simpatici alcuni dialoghi, seppur la trama sia originale quanto il tarocco di una pietra pomice.

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7.5

Redazione

7.5

Lettori (6)

Dungeons: The Dark Lord itera una seconda volta la formula originale, a cui aggiunge il multiplayer e la possibilità di utilizzare più personaggi nella campagna in singolo. Il sistema di gioco rimane però pieno di difetti che avremmo voluto veder risolti in questo secondo episodio. Primo fra tutti una certa ripetitività. Questo è un titolo che si ama o si odia. Molti verranno catturati dalle tante possibilità di personalizzazione del proprio antro, ma se la scintilla non dovesse scoccare ci metterete pochissimo ad abbandonarlo. Se non avete amato il primo, non sperate di rivedere la vostra opinione con The Dark Lord, non è cambiato abbastanza.

Aligi Comandini
 

Pro

  • Sistema di gioco complesso e profondo
  • Nuove missioni singleplayer, nei panni di più signori del male
  • Multiplayer divertente

Contro

  • Il gameplay è ancora molto ripetitivo
  • Alcune imperfezioni nei controlli e scelte opinabili nella formula di gioco
  • Tecnicamente non eccelso

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore: AMD Phenom X4 964 da 3.40 GHz
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video: ATI Radeon 5770x2 in Crossfire
  • Sistema operativo: Windows 7 a 64 bit
  • Requisiti Minimi
  • Windows XP SP2, Vista, 7
  • Processore 2.0GHz Dual Core
  • 3 GB di Ram
  • Scheda video 256 MB DirectX 9.0c

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