Age of Empires III: The WarChiefsAge of Empires III: The WarChiefs - Recensione 

Ad un anno esatto dall'uscita di Age of Empires, Ensemble Studio è pronta a rinnovare il consueto appuntamento con l'espansione WarChiefs. Un balzo avanti nel tempo ci consentirà di prendere parte alle concitate fasi di conquista del Nord America, tra rivoluzioni e scontri con i Nativi...

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I bufali si stanno muovendo

L’espansione apporta alcune novità al titolo originale, pur senza sconvolgerne i contenuti. Le nuove civiltà introdotte condividono numerosi edifici, unità e poteri. Le tribù degli Irochesi e dei Sioux possono contare sul consiglio tribale anziché sulla città madre. Una delle principali novità introdotte presso i nativi è rappresentata dalla struttura speciale “Falò”. Attorno al falò gli abitanti possono riunirsi e danzare per ottenere preziosi bonus, guadagnabili mediante la preghiera congiunta della popolazione riunita attorno al fuoco. A seconda del tipo di danza selezionata dal giocatore la tribù riceverà particolari benefici.
Alcune danze agiscono sulla produzione di risorse e sulla velocità dell’estrazione, altre sulla velocità di produzione delle unità, altre ancora generano guerrieri speciali. I Nativi dispongono anche dell’abilità “Furtività” in grado di rendere alcune unità invisibili alla maggior parte dei nemici. Un’altra utilissima abilità è quella che consente di sfruttare gli animali a guardia dei tesori come proprie unità, tale abilità prende il nome di “Amicizia con la natura”.

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Esaminiamo le novità

Sotto l’aspetto dell’arricchimento dell’offerta del titolo originale questa espansione può vantare l’aggiunta di 6 nuove mappe: i Territori del Nord-Ovest, la California, il Deserto Dipinto, Araucaria, Orinino e le Ande. La principale aggiunta alle civiltà Europee è rappresentata dal Saloon, edificio che permette di reclutare micidiali mercenari da schierare fra le proprie fila. L’Ambasciata dei Nativi invece permette di addestrare direttamente le unità delle popolazioni native alleate, senza dover ricorrere all’espediente dei Trading Post come avveniva nel titolo originale. Fra le unità speciali reclutabili al Saloon figurano i Fucilieri (unità di fanteria leggera con moschetto), gli Elmeti (condottieri italiani, unità di cavalleria pesante), i Ninja (spie mercenarie, con attacchi potenti e silenziosi) e la Bombarda piccola (unità di artiglieria pesante trainata a cavallo).

fra le nuove opzioni per le civiltà europee figura la Rivoluzione. Una volta raggiunta la quarta era (quella Imperiale) si può scegliere di rinunciare allo stadio finale di evoluzione per tentare una rivoluzione

Esaminiamo le novità

Fra le nuove opzioni per le civiltà europee figura la Rivoluzione. Una volta raggiunta la quarta era (quella Imperiale) si può scegliere di rinunciare allo stadio finale di evoluzione per tentare una rivoluzione. Questa soluzione consente di avere un notevole boost militare, convertendo tutte le unità civili in milizia, ma limita fortemente lo sviluppo tecnologico, costituendo in pratica un’ottima arma da sfoderare in un unico massiccio attacco. Difficilmente, però, la scelta rivoluzionaria lascia spazio ad un secondo tentativo, poiché dopo il primo poderoso attacco il divario tecnologico con i nemici imperiali sarebbe devastante. La Rivoluzione inoltre converte le carte del mazzo della città madre in sole quattro carte da utilizzare per l’attacco decisivo: Cannone Gatling (potente progenitore della mitragliatrice), Milizia Coloniale (la produzione di abitati del centro città si converte in reclutamento di milizia, producendo unità molto combattive), Corazzata (possente nave da guerra) e Carro-forte (unità mobile che consente la costruzione di fortezze).
La campagna per giocatore singolo presenta 15 missioni e continua la storia già iniziata con il titolo originale. Continuano le vicende della famiglia Black. Due nuove generazioni saranno messe a confronto nella conquista finale del nuovo mondo. Nathaniel Black figlio di madre nativa e di padre europeo ed il nipote Chayton Black, saranno i protagonisti di questa campagna. Sullo sfondo di una storia imbastita sulle figure di questi affascinanti personaggi si muovono anche le forze europee. Il Colonnello Kuechler rappresenta la forte ed autoritaria potenza Assiana sul suolo americano, il generale George Washington ed il generale Custer sono invece chiamati a rappresentare due dei più complessi ed emozionanti periodi storici del primo secolo di vita degli Stati Uniti d’America.

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Conclusioni

In sostanza l’espansione compie pienamente il proprio dovere conferendo maggiore spessore al titolo originale ed approfondendo l’aspetto dei Nativi d’America, che fu, senza ombra di dubbio, fondamentale in quel particolare frangente storico. Pur non alterando il gameplay (ed è quello che ci si augura da un’espansione) il nuovo titolo garantisce una maggiore longevità ed una profondità maggiore, aggiungendo numerose nuove unità e aspetti strategici (il Saloon e la Rivoluzione su tutti) capaci di rimescolare le carte e di riproporre nuovi schemi di gioco, anche sul piano del gioco in multiplayer. La comunità online dovrà infatti fare i conti con le nuove caratteristiche e studiare nuove strategie vincenti anche alla luce delle importantanti innovazioni introdotte.

Pro Tre nuove civiltà introdotte Rinnova le dinamiche di gioco introducendo nuove soluzioni strategiche E' un buon supplemento al titolo originale Contro La spesa per l'espansione è di poco inferiore a quella del titolo originale

Requisiti di sistema

Ecco i requisiti per poter giocare con tranquillità a WarChiefs. Innanzitutto ricordiamo che per poter installare l'espansione è necessario avere già installato sul proprio PC una copia del titolo principale, Age of Empires III.
Requisiti minimi Windows XP o superiore con 256 MB di RAM (512 MB consigliati) Processore a 1,4 Ghz, 2 GB liberi sul disco fisso, una scheda video da 64MB con supporto per illuminazione e trasformazione hardware.

Una consuetudine

L’uscita di un’espansione è ormai consuetudine consolidata della saga di Age of Empires fin dal primo titolo. L’appuntamento non poteva saltare con Age of Empires III, e puntuale come un orologio svizzero, dopo un anno esatto ecco che l’espansione fa capolino sul mercato. Completamente localizzato in italiano, il nuovo titolo (che richiede la presenza di una copia del titolo principale per essere eseguito) prende spunto dalle vicende della conquista del nuovo mondo, già affrontate in Age of Empires III, per focalizzarsi sulla vita dei nativi d’America nei tumultuosi anni della conquista dei loro territori da parte degli Europei.

alle numerose fazioni già presenti nel titolo originale vengono aggiunte quelle delle tre principali potenze native, con le civiltà degli Iroquesi, dei Sioux e degli Atzechi
Alle numerose fazioni già presenti nel titolo originale vengono aggiunte quelle delle tre principali potenze native, con le civiltà degli Iroquesi, dei Sioux e degli Atzechi. In verità queste tre popolazioni erano già presenti nel primo titolo, ricoprendo il ruolo di comprimari nella storia principale. L’espansione consente di vivere l’esperienza di gioco con queste tre nuove popolazioni espandendone le possibilità fino ad equipararle alle altre popolazioni già presenti, con la possibilità di costruire insediamenti propri, città e di avere a disposizione un proprio esercito. Per non lasciare un vuoto nella fila dei comprimari queste tre popolazioni sono sostituite da tre ulteriori popolazioni comprimarie, introdotte per l’occasione (nel ruolo di comprimari gli Huron rimpiazzano gli Irochesi, i Cheyenne i Sioux, i Zapotechi gli Atzechi). Inoltre sono state aggiunte altre quattro nuove tribù minori (per un totale di 16, contro le 12 del gioco originale): i Klamath, gli Apache, i Navajo e i Mapuche.

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