Animal Crossing: Let's Go to the City - Recensione  13

Uno dei più grandi successi di GameCube e Nintendo DS arriva su Wii insieme a Wii Speak.

Inserire il disco di Animal Crossing: Let's Go to the City e ascoltare la canzone di introduzione della serie ci porta a molti anni indietro, ai tempi in cui stringevamo tra le mani un pad viola e provavamo per la prima volta la stravagante esperienza di gioco offerta dalla serie. Un tipo di gioco che oramai conoscono bene in molti grazie anche all'episodio uscito su Nintendo DS. Con questa versione per Wii, Nintendo non ha voluto assolutamente approfondire le diverse sfaccettature che compongono il gioco, nonostante molte delle caratteristiche del Wii sarebbero calzate a pennello, e più che altro sembra che abbia confezionato un prodotto con l'intenzione di iniziare al brand tutta la nuova utenza del Wii. Per i fan storici le cose non sono praticamente cambiate, ma è comunque difficile resistere al suo fascino anche grazie all'introduzione della chat vocale su Nintendo Wii.

Guardiamo indietro

La strada presa da Nintendo per la versione Wii di Animal Crossing è stata quella di riciclare praticamente ogni cosa, e in effetti questa scelta non è nuova se consideriamo che il gioco non è mai evoluto dall'epoca GameCube, o dalla versione di importazione per Nintendo 64. Il lavoro svolto su Wii è più che altro quello di conversione dell'episodio portatile, senza preoccupazione di trarre vantaggio alcuno dalla caratteristiche del Wii (Wiimote, Wifi Connetion, capacità di calcolo, etc) e mettendo mano più che altro a quello che su Nintendo DS non s'era potuto fare a causa di limiti tecnici. Trovarsi di fronte ad uno stile e ad un motore grafico volutamente antiquato non stupisce più di tanto, visto che mai l'aspetto tecnico è stato un vezzo del gioco, quello che però lascia più l'amaro in bocca, è che niente è stato fatto per portare il gioco ad un altro livello. Nessuna nuova introduzione, nessuna nuova interazione, e stavolta neanche nessuna grossa variazione nelle possibilità offerte dal villaggio se non quella costituita dalla città. La città è una sorta di piazza dove sono state trasferite alcune attività che prima risiedevano nel villaggio, e dove hanno preso posto i personaggi itineranti. Ad esempio il venditore Volpolo, Griffa la Giraffa, e Vanda la chiromante ora sono reperibili in città, senza dovere per forza aspettare il giorno esatto del loro arrivo. Molti dei loro servizi comunque non si aggiornano prima di una settimana rendendo quindi solo più accessibili le loro prestazioni, ma non più numerose. Persino Frodolo l'assicuratore ha trovato posto in città e gestisce ora l'Accademia dell'ABC, quella che da sempre ha stimato la bellezza della vostra casa.

Un piede in due staffe

Quello che Nintendo ha fatto con la WiiConnect24 probabilmente è una grande confusione. Ha creato un sistema capace di essere collegato in ogni momento, e tuttavia, dall'esordio del servizio fino ad ora si è visto unicamente software che si collega solo quando se ne fa richiesta. Sembra quasi che Nintendo non sappia che strada prendere, se quella votata all'online completo o quella dei servizi opzionali, che non tolgono troppo a chi ne vuole fare a meno. Dopo l'annuncio delle caratteristiche innovative del Wii tutti quanti hanno pensato ad Animal Crossing come banco di prova per la WiiConnect24 , ma anche in questo caso Nintendo è stata avara di ambizioni. Forse per limiti tecnici o forse per un riciclo troppo marcato delle librerie della serie, anche questo episodio si collega online solo facendone richiesta al cancello. Un po' poco se consideriamo il fatto che il gioco potrebbe comunicare con internet anche a console spenta. Se la connessione è attiva, e se la memoria è accessibile, non ci dovrebbero essere troppi problemi a fare un download di un villaggio “spento” e a risalvarne i cambiamenti a fine partita. A che scopo imbastire un servizio del genere se per ogni accesso al mondo esterno si deve andare manualmente online? Sembra assurdo che la funzione di Stan-By sia stata messa in piedi solo per scaricare i messaggi verso la bacheca, se così fosse sarebbe solo uno spreco di risorse, fatto sta comunque, che anche in questo caso la famigerata WiiConnect24 non sortisce nessun effetto all'interno di un gioco.

Mr. Resetti

A voler essere più possibilisti si può pensare che sia tutta colpa della talpa Mr. Resetti che non vuole assolutamente che si spenga senza salvare. In Animal Crossing infatti non si può spegnere il gioco se non si è prima usciti dal villaggio mediante l'opzione di salvataggio. La cosa è nata per impedire ad un giocatore che resettasse a causa di un affare andato a male, di un furto di monete o bari simili. All'utente disobbediente una logorroica ramanzina di Mr Resetti al seguente riavvio (e pare anche espropriazioni di beni dopo continue infrazioni). Questo sistema fa sì che il gioco debba essere costantemente monitorato, anche perché molte delle interazioni col villaggio si basano proprio sulle relazione tra i vari personaggi/giocatori nonché con il calendario di gioco. Pensate ad esempio di aver ottenuto un oggetto speciale, di quelli non ordinabili in negozio, e pensate di volero spedire per posta a “Pucci” che abita nel villaggio “Multiplayer”. Adesso pensate di resettate per riprendere l'oggetto. Ecco stavate pensando di fregare il gioco, invece è lui che ha fregato voi, in quanto ogni evento che avete giocato non sarà veramente accaduto fino al momento in qui non avrete salvato.

Quindi scambi epistolari, acquisti e vendite ai negozi, trasferimenti di oggetti e cose del genere devono essere costantemente sincronizzate con il salvataggio locale e tra i giocatori coinvolti. Probabilmente è per la scarsa voglia di rivedere questo sistema che non è possibile essere sempre online e interagire apertamente con gli altri giocatori, visto che gli imprevisti di una connessione sono sempre dietro l'angolo. E proprio per questo su Wii come su Ds è stata aggiunta una funzione di salvataggio che permette di salvare i dati e continuare a giocare quando si è online. Nintendo sembra gelosissima di questo sistema, quasi una priorità per Animal Crossing, tanto che se giocando con il villaggio aperto ad internet (anche senza giocatori in città), dovesse cadervi la linea il gioco restituisce un errore e si resetta, facendo perdere tutto quello che si era fatto fino al momento dell'apertura della città (quando viene effettuato un selvaggio automatico). Mr Resetti per lo meno, viene risparmiato al giocatore.

Tra vecchio e nuovo

Animal Crossing non ha obbiettivi. Si tratta di vivere in un villaggio creato casualmente e popolato da animali antropomorfi, di collezionare insetti e pesci, di arricchire il catalogo di mobili, e di scoprire nuovi eventi , continuando a giocare giorno dopo giorno. Per una descrizione più approfondita del titolo potete leggere la recensione di Animal Crossing: Wild Word per Nintendo DS che è praticamente lo stesso gioco: in questa sede ci limitiamo a parlare delle nuove aggiunte. Oltre ad un catalogo di pesci ed insetti più ricco ci sono nuovi servizi e qualche modifica fatta al villaggio. Gli animali hanno un'intelligenza artificiale leggermente diversa che fa limitare le loro conversazioni ad un argomento alla volta invece di continui dialoghi slegati tra loro. Sempre i personaggi non giocanti potranno parlarvi degli amici registrati nell'apposita lista, anche se non vi è ancora capitato di giocare insieme. Uno dei punti di forza del brand Nintendo è proprio quello dato dall'illusione che i giocatori siano davvero tutti collegati, quando in verità sono tutti mondi chiusi e asincroni che si scambiano solo qualche dato ogni tanto. Gli abitanti ad esempio possono passare da un villaggio all'altro in base alle simpatie, e tenere memoria storica del loro villaggio precedente. Nell'ufficio dell'ABC sarà citato l'arredamento più bello che magari è di un personaggio che vive da un vostro amico, la nuova casa d'aste vi permetterà di vendere e comprare oggetti esposti da altri giocatori, e ovviamente grazie alle poste potete essere sempre in contatto mediante corrispondenza. Stavolta però potrete anche parlarvi grazie a Wii Speak, un microfono da applicare sopra la tv o dove meglio credete. Abbiamo provato la periferica in più occasioni e a parte qualche problema che si può verificare nelle prime fasi di collegamento (regolazioni volumi, test, echi, eccetera) la qualità audio è più che accettabile e sufficiente a portare avanti una conversazione senza problemi. Segnaliamo a volere essere pignoli, un certo ritardo nella conversione della voce, sicuramente dovuto ad una manipolazione del segnale, atta a ripulirlo da disturbi e ritorni di ogni tipo. Va comunque bene così pur di liberarsi delle odiose cuffie.

Commento

Animal Crossing è il solito gioco, e a questa frase potete dare l'accezione che ritenete più vicino al vostro pensiero. Potete leggerci una critica all'immobilità del brand praticamente identico dall'esordio, oppure una smielata conferma che, nonostante gli anni e i sequel, è difficile trascurare il proprio villaggio e non amare questo gioco. Certamente non è merito dell'integrazione con la Wifi Connection che non offre nulla più rispetto a quanto visto nello scorso episodio, e nemmeno dei controlli che soffrono delle stesse imprecisioni del pennino. A questo proposito è meglio collegare un Nunchuk per avere un movimento più accurato del personaggio. Infine non è neanche merito delle poche novità inserite, praticamente ininfluenti nell'economia complessiva. Nintendo è andata sul sicuro, ma nonostante tutte le critiche che si possono muovere Animal Crossing: Let's Go to the City resta un prodotto estremamente accattivante e duraturo, che riesce a far presa sul giocatore che tornerà giorno dopo giorno a vedere cosa c'è di nuovo nel suo caro villaggio. La formula è talmente rilassante e attraente che sarebbe capace di funzionare anche solo con un tabellone e qualche carta da gioco.

Pro

  • Il villaggio torna dal grande schermo
  • Wii Speak incluso nel gioco
  • Possibilità di importare personaggio e catalogo dalla versione DS
Contro
  • Nessuna novità
  • Funzioni online ancora carenti
  • Il Wii sottosfruttato in ogni campo