Legacy of Kain: Blood Omen 2Blood Omen 2 

L’ascesa al potere del perfido vampiro di Nosgoth è svelata. Eidos prosegue con la sua saga di successo “Legacy of Kain” e cerca di calamitare l’attenzione dei suoi aficionados. Jotaro spiega se ci troviamo davanti ad un capolavoro oppure ad una bieca operazione commerciale.

Blood Omen 2 Blood Omen 2

Vi piacerebbe impersonare un vampiro?

Questo “Blood Omen 2” è un gioco d’azione in terza persona a tutti gli effetti. L’inquadratura (variabile con la levetta analogica destra) segue il nostro protagonista in maniera più o meno consona tranne in alcuni momenti in cui appare troppo vicina a Kain. Le azioni performabili inizialmente si riducono alla solita corsa, salto ed a qualche piccola combo di tre colpi. E’ anche possibile prendere in “prestito” alcune armi dai nemici, che man mano perderanno la vita per volontà vostra, al fine di sfruttarne il potere distruttivo (come ad es. bastoni, spade, mazze chiodate ecc.). L’attività principale all’interno del gioco è rappresentata dallo sterminio di umani e vampiri nemici alternato alla risoluzione di alcuni semplicissimi enigmi, i quali si riducono al solito “tira la leva ed apri il cancello” di stampo Tomb raideriano… La curva di apprendimento dei comandi disponibili è abbastanza corta, merito soprattutto della nostra “compagna d’avventura” Umah (davvero una bella vampira) che ci guiderà ed illuminerà, almeno inizialmente, nell’uso dei tasti a disposizione. La risposta ai comandi impartiti al joypad nero è piuttosto scaltra, anche se capita di premere un tasto senza che la CPU rilevi alcuna stimolazione. Ciò appare strano ma spiegabile. Infatti, sicuramente, rappresenta un piccolo bug trascurato in fase di beta-testing. Il nostro Kain, così come il vecchio (ma, paradossalmente, più giovane) Raziel di “Soul Reaver 2”, può planare in aria tramite pressione continuata del tasto X. Ciò torna utile nei momenti in cui si rende necessario effettuare lunghi balzi per accedere in particolari zone dello scenario. Molto galvanizzante la possibilità di “prelevare” letteralmente il sangue dalle vittime al fine di rigenerare l’energia vitale del nostro (V)alter-ego virtuale (dove “V” sta per vampiro). Altre note positive si riscontrano in alcuni momenti del gioco, ad esempio quando si ricevono particolari Dark Gift (poteri oscuri) che permettono a Kain di attingere a svariati poteri . Per elencarne qualcuno potrei citare il Myst (ovvero il potere di trasformarsi in nebbia a mo’ di Alucard di “Castlevania: Simphony of the night”) con cui rendersi invisibili agli occhi dei nemici e colpirli alle spalle. Da vigliacchi ma funziona. Ma quando si ha a che fare con demoni ogni tattica è permessa e non esiste lealtà che tenga. Il gameplay di “BO2” risulta compromesso non tanto nel sistema di controllo (comunque basico e semplice) quanto nella povertà di attacchi disponibili che portano ad un esasperata linearità dei livelli che, per essere risolti, necessitano di pochissimo sforzo, tanto da rendere quasi inutili i poteri mistici in possesso. Si, all’inizio è gratificante vedere come un nemico venga decapitato a sua insaputa dal letale braccio di Kain, ma col passare del tempo ciò viene lasciato in secondo piano. Il vecchio “Soul Reaver 2” su PS2 risultava molto più profondo sotto questo punto di vista, sia per la difficoltà nei combattimenti (qui troppo semplici) e per l’IA dei nemici, sia per la facoltà data a Raziel di varcare a proprio piacimento la soglia del mondo spettrale. Possibilità, questa, che arricchiva ed approfondiva la godibilità generale ed il feeling del vecchio prodotto. Non è che questo episodio sia male dal punto di vista della giocabilità, anzi. L’unico problema risiede solamente nell’eccessiva linearità causata dai fattori summenzionati. Il che non è certo poco se consideriamo anche una certa mancanza di frenesia durante gli scontri (quella propria di “Devil May Cry”, per intenderci).

Blood Omen 2 Blood Omen 2

Sangue che schizza!

Sul piano tecnico il prodotto Eidos Interactive non eccelle affatto. I modelli poligonali non rappresentano certo il massimo in fatto di cura nei particolari, pur attestandosi su livelli qualitativi sufficienti. Anche l’aggiornamento video soffre parecchio in troppi momenti del gioco. Anche piccole rotazioni dell’inquadratura fanno sudare l’engine poligonale portando a frequenti rallentamenti che incidono parecchio sulla giocabilità. Davvero fastidiosi. Non credo proprio che tutto ciò sia colpa dell’hardware Sony… A dispetto di tali incuranze, bisogna sottolineare l’ottimo design delle architetture degli edifici che contribuiscono a rendere al gioco quell’atmosfera gotica che ottimamente si sposa con la sua sceneggiatura. Altro particolare positivo è rappresentato dalla definizione dei fondali (tutti anti-aliased!). Purtroppo lo stesso discorso non vale per la cura riposta nel character design, piuttosto grezzo. A cercare di migliorare una situazione non proprio buona intervengono alcuni effetti di luce e giochi d’ombra abbastanza carini, ma niente che faccia gridare al miracolo. A causa dei difetti tecnici appena riportati, il titolo sviluppato da Crystal Dynamics non esalta sotto il profilo cosmetico. Provandolo, infatti, sembra di trovarsi di fronte ad un gioco uscito parecchio tempo fa. Il precedente capitolo, con protagonista Raziel, fa ancora le scarpe a questa nuova produzione a giustificazione del fatto che i programmatori non si sono creati troppi grattacapi nella sua realizzazione. Per questo non hanno saputo offrire al pubblico qualcosa di innovativo o, almeno, comparabile a ciò che erano riusciti a tirar fuori qualche mesetto addietro. Colpa della fretta? Fatto sta che i possessori del monolite nero, ormai “viziati” da titoli tecnicamente quasi perfetti, pretendono di più; e questo è più che giustificato. Trattando del comparto sonoro del gioco, c’è da dire che le musiche di sottofondo riescono ad abbracciare l’atmosfera generale risultando alquanto carine e godibili. Gli effetti sonori, invece, appaiono datati ed un tantino fuori luogo. Specie quelli che corredano i colpi inferti in battaglia. Mentre il doppiaggio merita una piccola lode sia nella sincronizzazione del labiale che nella professionalità dei doppiatori (galvanizzanti le urla di Kain o la voce della sensuale Umah).

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Kain assetato di fans più che di sangue?

Come già spiegato, il difetto principale di “Blood Omen 2” risiede nella sua esasperata linearità. Infatti procedere nei livelli (che sembrano avere tutti la stessa meccanica) ed assassinare i nemici risulta più un passatempo che un vero e proprio action game. Gli enigmi, dal canto loro, sfiorano il fondo della semplicità essendo risolvibili anche da bambini di cinque anni (non scherzo!). Ma anche il sistema di rigenerazione dell’HP (energia vitale) non cerca di risolvere la situazione. Pensate che ogni nemico (umano e non) offre tanto sangue da far ricaricare mezza barra energetica. Piccole trovate come l’attacco “Fury” (disponibile quando la spada in alto a sinistra dello schermo si riempie di plasma) ed i summenzionati Dark Gift non riescono ad approfondire più di tanto la longevità del prodotto. Il problema è che, giocandoci, ci si avvede del fatto che tutto scorre troppo liscio, senza intoppi, e senza che succeda mai qualcosa di particolarmente stimolante. Capiamoci. “BO2” si lascia giocare abbastanza bene ed in maniera piacevole. Però tutto ciò, col passare delle ore diventa alquanto ripetitivo e noioso. Magari ci giocherete, vi divertirete (ma non troppo, fidatevi), lo finirete, ma senza che vi lasci il segno. Cosa che, invece, accade con titoli di maggior spessore (come il prequel). Concludendo, il prodotto Eidos è carino, ma nulla più e qualcosina in meno. Uno di quei giochi indolore, come le punture di zanzara, adatti solo a quelle persone che, essendo fan dell’intera saga, si lasciano abbagliare dalla visione di un divertimento che, in realtà, risulta molto limitato. Un gioco mediocre, un’ottima operazione commerciale.

Pro: Divertente all’inizio. Interessanti i poteri di Kain. Contro: Eccessivamente lineare. Indolore. Frequenti rallentamenti.

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Blood Omen 2

Un tuffo nel passato.

Questo “Blood Omen 2” rappresenta il quarto episodio appartenente alla vampiresca “Legacy of Kain series”. Bisogna dire, però, che dalla sua prima incarnazione ludica la serie ha modificato radicalmente la sua struttura. Infatti si è partiti con “Blood Omen” (Pc e Psone) che era il risultato di un equilibrato connubio tra elementi adventure ed RPG. Mentre già a partire dal secondo capitolo, “Legacy of Kain” (sempre PC e Psone), si è passati ad un vero e proprio gioco d’azione che è riuscito ad attirare orde di videogiocatori assetati di sangue virtuale. La storia si è ripetuta qualche mese fa su Playstation 2 con il bel “Soul Reaver 2”, molto ben accolto dalla critica. Questo “BO2” segue per filo e per segno la struttura di quest’ultimo anche se con qualche differenza riguardo ad altri elementi. Innanzitutto l’ultimo episodio compie un passo (anche lungo) nel passato, narrando le vicende accadute molti secoli prima che il malefico Kain regnasse su Nosgoth e circa duecento anni dopo essersi trasformato in vampiro. Questi, dopo essere stato sconfitto dal signore dei Seraphan e dopo essere stato privato della leggendaria mietitrice d’anime (o soul reaver) sempre dallo stesso, ha un unico desiderio: vendetta! In questo capitolo, quindi, saremo chiamati ad impersonare il feroce Kain ed a guidarlo nella sua ascesa al potere fino all’immancabile scontro con il cattivone di turno. Più lineare di così.