Chrome: SpecForceChrome SpecForce - Recensione 

Il ritorno di Logan! (...non stiamo parlando di Wolverine...)

Specforce appare datato… forse graficamente inferiore al primo Halo

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Escono dalle pareti, escono fuori dalle f... pareti!

Il comparto sonoro è nella media, con ogni rumore al posto giusto (anche se le armi non è che si distinguano più di tanto…) e un dignitoso doppiaggio inglese (in italiano tutti i menù e sottotitoli). E’ possibile impostare le librerie EAX di Creative per migliorare un po’ la resa. Buone le musiche di sottofondo anche se in certi frangenti tendono a ripetersi in continuazione, diventando presto monotone.

Logan degli X-Men? No! Gabe Logan della CIA? No! Bolt Logan! Chi??

Chrome SpecForce è il seguito del precedente Chrome, uscito diverso tempo fa sotto etichetta Take2. Nei panni dell’ennesimo Logan (incredibile quanti protagonisti di giochi si chiamino così!) sarete chiamati a portare a termine diverse missioni sul pianeta Estrella, in cui una sorta di mafia sta preparando qualcosa di diabolico… che poi degenererà in un conflitto universale. A grandi linee questa è la trama che, bisogna subito far notare, viene spiegata senza alcuna scena d’intermezzo ma tramite scarne spiegazioni con l’andare delle missioni. Sostanzialmente Chrome è uno sparattutto in prima persona con alcuni elementi simili ad un RPG. Non vi è una crescita d’esperienza, ma la possibilità di usare determinate capacità speciali grazie ad un’armatura che indosseremo sempre. In più il personaggio dispone di uno zaino-inventario in cui si può riporre un numero limitato di oggetti (armi incluse). Quest’ultima introduzione è piuttosto fastidiosa in quanto se volete raccogliere qualcosa da un cadavere appare la schermata di selezione; ciò comporta un’esposizione agli attacchi dei nemici che spezza l’azione. I potenziamenti invece sono attivabili fin da subito e si distinguono in quattro tipi: la stimolazione neurale non è altro che una visuale rallentata atta a prendere meglio la mira (nessun effetto grafico, solo movimenti più lenti); la velocità si spiega da sé (anche se è come correre in un gioco normale!); gli scudi per proteggersi e infine l’invisibilità (totalmente inutile contro i soldati nemici). Purtroppo attivarne uno o più comporta il consumo delle batterie, che hanno breve durata e soprattutto non si ricaricano; dovrete cercarle in giro e usarle ogni volta che si consumano (niente ricarica automatica). La cosa fa un po’ storcere il naso visto che in certi frangenti bisogna vagare per le enormi mappe a piedi e poter correre sempre sarebbe stato meglio. Attivare poi le diverse funzioni in battaglia davvero problematico perché sparare, ricaricare le batterie e scegliere cosa usare non è il massimo della semplicità. Sinceramente poi non è che brillino per praticità questi potenziamenti…

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Commento finale

Chrome SpecForce è uno sparatutto che sa di già visto e non comporta chissà quali innovazioni (tanto decantate da alcuni) ma, può risultare un diversivo a chi ha masticato troppo tempo i vari Halo e Pariah (quest’ultimo decisamente superiore). Essendo comunque il titolo venduto a prezzo budget non si può che apprezzare il lavoro svolto dai programmatori, che nonostante si fregi di alti e bassi, rende il gioco migliore di molti altri proposti in questa fascia di prezzo. Se vi piacciono gli sparatutto futuristici e con qualche variante fateci un pensierino. Se invece il prezzo non è per voi motivo di preoccupazione meglio puntare a prodotti più blasonati.

Pro Mappe enormi Prezzo budget Armi e veicoli in quantità Contro Graficamente datato Sistema d’inventario fastidioso Un miscuglio di scopiazzamenti da altri giochi

Hutson, Apone, Hicks, Ferro, Vasquez, Ripley…

Il multiplayer permette di giocare con una media di sedici giocatori o volendo anche in numero superiore. Sfortunatamente le modalità di gioco sono sempre le classiche: deathmatch (tutti contro tutti o a squadre) e cattura la bandiera. Ci si aspettava la possibilità di fare gare coi veicoli o missioni del tipo "infiltrazione", ma purtroppo niente da fare. E’ possibile giocare in LAN o Internet e creare facilmente un server con le mappe prescelte (ne trovate una dozzina). Per adesso sono disponibili tre server ufficiali in cui non si è ancora vista l’ombra di un giocatore; speriamo che col tempo la situazione migliori. Di certo i potenziamenti dell’armatura offrono una variante tattica in più ma nulla di speciale.

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Halo? Pariah? Unreal? AvP?

Come per gli ultimi sparatutto anche qui troviamo alcuni veicoli di chiara ispirazione “Haloana”. L’ottima Dune Buggy (da cui si può sparare anche da soli), un mech e altri mezzi piò o meno utili, ideali per esplorare le immense mappe che il gioco offre. La nota negativa è che spesso le missioni fanno vagare per lunghi tratti o cercare oggetti tornando sui propri passi. Ne deriva una sensazione di noia e a volte di frustrazione, con nemici che poi tornano in quantità e armi nella maggior parte poco soddisfacenti. Come se non bastasse molte cose sono scopiazzate dalla concorrenza: interni degli edifici, veicoli (l’APC è uguale a quello di Aliens!), le armi stesse, per un polpettone che non vuole saperne di differenziarsi dagli altri, se non fosse per inventari e potenziamenti…

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Hacking o memory?

Nel gioco è presente un sistema di hacking che serve per superare determinate porte o attivare macchinari. Una sorta di memory in cui bisogna indovinare coppie di simboli entro un certo numero di mosse. Interessante se funzionasse per tutte le porte… Capiterà non di rado di dover cercare le chiavi nei posti più disparati…

LV-426? NO, ESTRELLA!

Diciamolo subito: Specforce appare datato… forse graficamente inferiore al primo Halo. Nonostante la vastità delle mappe e qualche buon modello poligonale, molte cose appaiono qualitativamente scarse, dando l’idea di una produzione lasciata a metà. Se negli esterni il gioco si lascia ammirare, con paesaggi e orizzonti di sicuro effetto, negli interni il discorso cambia: si è cercato di dare un po’ di varietà, ma niente da fare, il tutto rassomiglia a decine di altri titoli (Alien vs Predator su tutti) e fa uso di texture povere e ripetitive. I personaggi e i veicoli hanno dell’imbarazzante: alcuni realizzati veramente bene, rotondeggianti e solidi (tipo la Dune Buggy o i soldati nemici); altri scandalosi e assolutamente fuori standard (citiamo i grossi blindati, con le ruote più cubettose mai viste in un titolo 2005! Il fucile da cecchino ha la punta triangolare!). La palette cromatica poi si basa su due colori principali, nero e marrone, che alla lunga e soprattutto in certe locazioni annoia (molte zone sono rabbuiate, e la regolazione del contrasto è obbligatoria).

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