Conquest è un nuovo RTS ambientato nello spazio in cui la storia ci vede protagonisti in quello che è il primo viaggio interstellare del genere umano: è la TCS Andromeda a fare il classico "salto". All'arrivo nel sistema Tau Ceti ci ritroveremo - chiaramente - nel bel mezzo di una guerra tra due diverse razze aliene!

Terrestri, Alieni Xenofobi e Guardiani dell'Universo

Questo gioco è stato fortemente "ispirato" da Starcraft, e già dalle prime battute è possibile accorgersene: infatti le tre razze protagoniste del gioco ricordano quelle del capolavoro Blizzard. Avremo infatti i Terrestri (la razza xenofoba e assetata di sangue...), una razza insettoide chiamata dai primi i "Mantis" (la classica razza amante della pace e della giustizia) e infine i "guardiani dell'universo", una razza fatta di pura energia, chiamata i "Celareon". Vi ricordano per caso i Terran, gli Zerg e i Protoss? Beh anche a noi, ma sfortunatamente la somiglianza finisce qui, infatti se in Star Craft ogni razza era completamente diversa in termini di modo di giocare, in Conquest le differenze riguardano soprattutto l'aspetto grafico: ogni razza ha all'incirca le stessa unità. Inoltre nel gioco non sono previste delle campagne diverse per ogni razza, ma una sola che riguarda i Terrestri, ma nel corso del gioco avrete modo di usare le altre occasionalmente.

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Top Down 3D RTS

Conquest è "tecnicamente" un Top Down 3D RTS, e con questo abbiamo già detto molto! Infatti il suddetto RTS sfrutta la classica visuale dall'alto per immergerci nel gioco, dandoci inoltre la possibilità di zoomare. Come potete vedere dalle immagini i modelli sono splendidamente realizzati ma purtroppo a causa della impostazione data al gioco parte della spettacolarità delle visuali di Homeworld viene persa (anche se chi ci avrà giocato si ricorderà che tale spettacolarità veniva controbilanciata dalla scomodità nel controllare il movimento delle unità in uno spazio tridimensionale attraverso la superfice piatta dei nostri monitor, mentre Conquest rimane più sul classico). Avrete inoltre notato come le immagini che fanno da sfondo al gioco siano estremamente sfocate e davvero mal realizzate, il che è davvero un peccato visto che qualunque comune mortale può collegarsi al sito della NASA e scaricare delle immagini di una bellezza inaudita... scelta strana dunque.

La trasposizione nello spazio delle meccaniche di gioco di un comune RTS presenta non pochi problemi: sulla Terra abbiamo ostacoli naturali... nello spazio non ve ne sono, almeno nel senso "popolare" del termine, se poi vogliamo discutere sul fatto che una nebulosa grande migliaia di anni luce al cui interno si susseguono numerose attività energetiche possa costituire o meno un "ostacolo", è un altro discorso. In ogni caso in Conquest si sono attrezzati e hanno inventato "muri di antimateria" che vi bloccano il percorso, nebulose e campi di asteroidi adatti all' "uopo", dai quali potrete ottenere le preziose risorse che vi permetteranno di mobilitare la "vostra potente macchina da guerra".

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Il Gameplay

In Conquest vi sono alcune importanti caratteristiche che lo salvano dal non essere considerato una banale total conversion di Starcraft. Infatti a farla da padrone in Conquest non sarà l'azione sfrenata ma un attenta pianificazione strategica: come capirete meglio più avanti, il tutto si gioca ad un ritmo estremamente lento rispetto alle rush a cui siamo abituati negli altri RTS.

Essendo nello spazio, tutto si svolge sui pochi pianeti che riuscirete a trovare in un particolare settore dello spazio: su di questi pianeti potrete costruire una sorta di stazione spaziale che in realtà assomiglia più ad una "cintura". Questa "cintura" sarà costituita da un numero di "moduli" diversi, che potrete costruire e aggiungere come desiderate fino a "chiudere" la suddetta cintura. Tra i moduli troviamo le classiche strutture degli RTS, industrie per la raffinazione delle risorse, lo spazioporto per la costruzione dei veicoli, sensori, caserme di addestramento per i marines, e via dicendo. Infatti oltre al metallo e al gas dovrete fare i conti con i marines, cioè le vostre truppe: ogni astronave ne avrà bisogno di un certo numero per poter essere costruita. Potrete dunque "allevare" i marines sui pianeti che troverete. Tra le tante cose verrebbe da obiettare come una simile cintura spaziale costruita intorno al pianeta grande quanto tutta la zona equatoriale lascerebbe gli abitanti di quella parte del pianeta in una sorta di crepuscolo eterno... non ci fate caso, sono solo io che mi preoccupo degli abitanti virtuali dei vari pianeti!

Tra le varie risorse una menzione importante va fatta alle "supplies" che costituiscono in parole molto povere, come del resto il nome lascia intuire, la "benzina" delle vostre astronavi, una semplice caratteristica che cambia radicalmente il modo di giocare. Infatti man mano che le vostre flotte si muovono o sparano consumano questa risorsa e quando saranno finite la vostra astronave rimarrà inoperativa e dovrete dunque tornare indietro per evitare che ciò accada. Oppure far arrivare nella zona una sorta di support ship che aumenta il numero di supplies disponibili in modo da fornire alle vostre navi un raggio notevolmente più ampliato. Chiaramente dovendo fare i conti con ciò le vostre tattiche andranno riviste.

Un'altra caratteristica è il fatto che le battaglie si svolgono su più settori contemporaneamente cioè avrete a vostra disposizione varie "mappe" ciascuna rappresentante un settore dello spazio. Questi settori sono collegati fra loro mediante i classici "star gates" costruiti attorno ai soliti wormhole. Come è facile intuire il controllo di questi wormholes avrà una notevole importanza per la difesa e l'attacco. A causa di questa particolare impostazione le battaglie, specie quelle più avanzate dove il tutto si svolge su molti settori dovrete dunque fare notevoli sforzi per raggiungere i vostri obiettivi (obiettivi che rimangono tutto sommato nella norma: quando nel briefing vedrete qualcosa tipo "[Nome-eroe] must survive"...).

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In Conclusione

Ho pensato a lungo su come "giudicare" questo RTS e nella mia mente è balenata l'idea che forse meglio si avvicina al tipo di prodotto che Conquest rappresenta. Secondo me, Conquest è un prodotto, come dire... "accademico". Infatti da una parte abbiamo un'ottima realizzazione tecnica, e la mancanza pressochè assoluta di mancanze a livello di design o gameplay (l'impostazione lenta e riflessiva potrà deludere gli appassionati di qualcosa di più frenetico come i titoli Westwood, ma non si può dire che sia fatta male), abbiamo inoltre anche la presenza di alcune caratteristiche innovative come lo svolgersi del gioco su più settori contemporaneamente (in multiplayer potrete anche delegare all'AI il mantenimento e l'utilizzo di alcune delle vostre flotte). Cos'è che manca dunque? Conquest sembra essere un gioco costruito "come da manuale", ma come del resto chi tra di voi avrà studiato un minimo di storia dell'arte, non si può ridurre la stessa ad un insieme di regole da seguire e che senza genio non vi è arte. Quel che manca a Conquest è proprio questo, non vi è nulla di rivoluzionario ma nemmeno nulla di catastrofico. Conquest è un buon prodotto ma se cercate qualcosa di nuovo e innovativo, dovrete aspettare.

Conquest: Frontier Wars

Conquest, era originariamente un prodotto della Digital Anvil, infatti tra gli ideatori del gioco figurano personaggi del calibro di Chris & Erin Roberts (Wing Commander per dirne uno), ma per motivi a noi sconosciuti questo titolo venne lasciato dalla Microsoft e solo recentemente la Ubi Soft lo ha rilevato e pubblicato.

Siamo dunque di fronte all'ennesimo RTS ambientato nello spazio ma ben lontani da ciò che fu Homeworld, infatti Conquest è più "terreno" come gameplay. La storia ci vede protagonisti in quello che è il primo viaggio interstellare del genere umano: è la TCS Andromeda a fare il classico "salto". All'arrivo nel sistema Tau Ceti (famoso "videoludicamente" anche per System Shock...) ci ritroveremo - chiaramente - nel bel mezzo di una guerra tra due diverse razze aliene.

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