Disney's Magical Quest Starring Mickey Mouse  0

Cosa fareste se il vostro cane venisse rapito da un re cattivo? Probabilmente chiamereste la protezione animali o la Polizia, ma voi non vi chiamate Topolino e non siete il protagonista di un videogame…

In Magical Quest c’è una trama di fondo che vede Topolino (o Minnie) vagare per i sei livelli che compongono il gioco alla ricerca di Pluto, rapito da re Gambadilegno. I sei livelli sono suddivisi in tre o quattro sottolivelli, alcuni dei quali vi vedranno impegnati nella lotta contro dei boss. La meccanica comunque non si discosta molto dai classici platform e si risolve nel saltare di piattaforma in piattaforma, nel balzare sulle teste dei nemici (una volta per stordirli ed eventualmente lanciarli contro altri nemici, due volte per eliminarli del tutto), nel raccogliere frutta per incrementare il punteggio e soldi da utilizzare in alcuni negozi per comprare scorte di energia o item utili per poter usare i tre vestiti presenti nel gioco. La trovata del cambio d’abito è l’unica nota distintiva di questo titolo e contribuisce ad aggiungere un minimo di ragionamento su come affrontare i vari stages ed i boss di fine livello. All’inizio avrete l’aspetto classico di Topolino (quello con i pantaloncini e le bretelle) ma andando avanti potrete indossare un abito da mago che vi permette di lanciare delle saette e di poter nuotare a lungo sott’acqua, la tuta da pompiere equipaggiata di idrante utile a spegnere e spostare piattaforme infuocate ed infine un costume da scalatore provvisto di arpione per potersi aggrappare a piattaforme altrimenti impossibili da raggiungere. Il cambio d’abito può avvenire in qualsiasi momento del gioco ed è accompagnato da una simpatica scenetta.

Ad una meccanica abbastanza semplice e priva di soluzioni originali su come affrontare i vari livelli (sarà perché mi è capitato sotto mano Mario Sunshine?) si aggiunge una realizzazione tecnica solo discreta che sfigura rispetto ad alcune produzioni pensate esclusivamente per GBA (Pinobee, Rayman, ecc). Gli sfondi, pur facendosi apprezzare per un buon uso della palette dei colori, sono abbastanza spogli e perdono il confronto con l’analoga versione per SNES. Sono comunque da apprezzare il design abbastanza ispirato di alcuni boss e la presenza, in alcune circostanze, di effetti speciali di buon livello. Anche il sonoro non è il massimo, non tanto per la qualità dei brani che sono molto orecchiabili (in tipico stile Disney), ma quanto per il mancato utilizzo delle potenzialità del chip sonoro del GBA; in poche parole sembra di essere ritornati alla qualità del vecchio Game Boy con una differenza rispetto alla ultime produzione chiaramente avvertibile. Questa mancanza si riflette anche sugli effetti sonori, oltretutto non presenti nella giusta quantità.

Dove i programmatori hanno speso un po’ del loro tempo è la sezione dedicata al multiplayer (due giocatori con una sola cartuccia) fatta di mini giochi utili per passare un po’ di tempo con un amico e nella possibilità di collegare il GBA al Game Cube, per utilizzare gli item comprati nel gioco Disney’s Magical Mirror.

In definitiva un titolo diretto sicuramente ad un pubblico molto giovane ma che non riesce, per via di una meccanica troppo semplice e banale, di una ridotta longevità (si finisce in poche ore aiutati anche dai continue infiniti) e di un realizzazione tecnica di medio livello, ad affascinare gli utenti più navigati.

    Pro:
  • È Topolino!
  • Musiche orecchiabili
  • Alcuni boss di fine livello
    Contro:
  • Grafica e sonoro migliorabili
  • Troppo semplice
  • Livelli privi di idee originali

Il GBA passerà alla storia come la console con più porting da un altro sistema mai creata; non credo di esagerare se affermo che almeno la metà dei giochi che vengono immessi sul mercato siano delle conversioni di titoli precedentemente usciti su SNES, la console “casalinga” della quale il GBA sembra essere la versione portatile. Se per certi “titoloni” la cosa può essere appetibile lo è meno per i giochi di livello solo discreto, per i quali sarebbe stato più opportuno un completo remake. D.M.Q.S.M.M. fa purtroppo parte di quest’ultima categoria trattandosi di un platform vecchio stampo che non ha difetti tali da classificarlo come “immondizia videoludica” ma che comunque non ha nulla che possa farlo emergere nella marea di titoli simili presenti sul GBA.