Elfi in battaglia  2

Nuovo titolo ma stessa ricetta per il seguito illegittimo di Fantasy Wars.

Con Fantasy Wars del 2007 lo sviluppatore russo Ino-Co ha introdotto un'inedita variante nello stagnante panorama degli strategici a turni, riscuotendo un discreto successo di critica e pubblico; da qui la decisione della nuova proprietà - il publisher 1C che ha acquisito la società qualche mese fa - di riproporne una versione aggiornata pur con un titolo diverso sotto etichetta Paradox. Elven Legacy, così come il predecessore, è un curioso mix tra Etherlords e Ground Control: del primo sono state prese a piene mani le ambientazioni fantasy e anche qualche unità;

del secondo la struttura di gioco in cui tutto si decide sul campo di battaglia. Non c'è raccolta di risorse, né potenziamenti da scoprire o acquistare nelle roccaforti. Queste, pur continuando ad esistere e a rappresentare in buona sostanza gli unici edifici sulla mappa, servono esclusivamente per permettere di inserire o rimpolpare le truppe, fornendo al contempo una certa quantità d'oro indispensabile per reclutare nuove milizie. Non mancano delle unità uniche come gli eroi di WarCraft III e mille altri titoli, ma queste non rappresentano che una piccola aggiunta sulla bilancia degli scontri, e chi pensa di poterle utilizzare come macchine da guerra dovrà ricredersi dopo qualche partita disputata anche al livello di difficoltà più basso, complice una raffinata intelligenza artificiale che dimostra sin dalle prime schermaglie le proprie abilità. Queste poche righe potrebbero già essere sufficienti per descrivere quanta cura è necessaria anche solo per disporre i propri "carri armatini" sullo scacchiere virtuale, che viene suddiviso in esagoni. La visuale adottata è la classica isometrica; a seconda del livello di zoom le truppe vengono rappresentata dai singoli guerrieri di cui sono composte (qualora ci si avvicini molto) o da un'unica e più grande unità.

Stile made in URSS

Elven Legacy è il classico titolo facile da imparare quanto difficile da padroneggiare. Ci sia consentito levare una nota di demerito per lo sterile tutorial, quanto di più grezzo si sia visto nei recenti videogame: aldilà di un problema di localizzazione (una parte del parlato era nel natio russo), è stato tedioso e poco istruttivo essere costretti a guardare un propedeutico filmato in bassa risoluzione (stile YouTube) prima di impratichirsi con il mouse, device necessario e sufficiente per controllare completamente l'interfaccia. Una volta comprese le meccaniche di gioco, bisognerà ingegnarsi su come sfruttare al meglio le peculiarità dei propri uomini e le caratteristiche morfologiche della mappa. Naturalmente posizionare una catapulta in cima a una collina ne aumenterà gittata e precisione, mentre muoversi con dei cavalieri all'interno di una foresta ne rallenterà a dismisura i movimenti e le capacità difensive. Vige anche in Elven Legacy la sacra regola della morra cinese: ad esempio le unità aeree come i grifoni possiedono tra i valori d'attacco più alti eppure sono estremamente vulnerabili ai pur fragili arcieri. La tattica dei pochi ma buoni quindi non paga quasi mai e rende l'aspetto strategico più raffinato. Con l'esperienza acquisita sul campo di guerra le truppe aumentano il loro livello, e il giocatore può scegliere con quali modificatori potenziarle: è interessante notare che non sempre il miglioramento è a senso unico - i maghi, per esempio, possono prolungare gli effetti di certi incantesimi dovendo sacrificare però un po' di capacità difensive. Dal menu principale è possibile scegliere se affrontare un'interessante campagna, in cui si conosceranno tutte e cinque le fazioni presenti in gioco, oltre ovviamente a scenari da giocare contro il computer o su internet. La modalità single-player è degna di nota non tanto per la storia, scontata e di scarso mordente, piuttosto perché in Elven Legacy la necessità di aumentare il livello delle proprie unità non è affatto marcata e la possibilità di affrontare missioni di volta in volta più impegnative ne rappresenta il vero valore aggiunto. Non è sufficiente infatti annichilire le fazioni nemiche: in alcuni casi è richiesto di farlo entro un certo limite di turni (e chi meno ne impiega, più sarà ricompensato con oro o altri bonus), oppure di raggiungere indenni una zona della mappa, compito che potrebbe apparire semplice a prima vista, considerato che le dimensioni dei livelli sono sempre contenute, ma che nasconde più insidie di quanto si creda. Il fatto poi che gli eroi che accompagnano il giocatore dall'inizio alla fine dell'avventura siano sempre gli stessi permette di creare quel gradevole legame virtuale e contribuisce a fare in modo che ci si pensi due volte prima di mandare al macello i propri alter-ego, favorendo l'approccio riflessivo alle battaglie. In totale ci sono 18 livelli alla Out-Run: se si sceglie di intraprendere una strada le altre verranno automaticamente precluse, dando così vita a diversi finali e aumentando la rigiocabilità.

La realizzazione tecnica

Il motore grafico è lo stesso del precedente Fantasy Wars, e riesce a malapena a nascondere le rughe dell'età. Utilizzato per la prima volta da SkyFallen per il pessimo hack and slash Dawn Of Magic (ma anche per il ben più valido King's Bounty), il TheEngine, datato 2005, utilizza ancora le librerie DirectX 9 e pertanto può arrivare al massimo del dettaglio anche su Windows XP. Una grafica essenziale può essere utile, specie per titoli che, come Elven Legacy, non fanno del comparto visivo una delle proprie priorità, ma è altrettanto vero che gli attuali standard sono ben altri. La versione testata non era esente da qualche sbavatura che sarà di certo corretta da qualche piccola patch. Anche il comparto sonoro resta nell'anonimato più assoluto, sia per quanto riguarda le musiche, non particolarmente ispirate per quanto consoni alle atmosfere fantasy del gioco, sia per il doppiaggio, veramente pessimo. Il fattore longevità è garantito dalla summenzionata campagna per giocatore in singolo, mentre solleviamo delle riserve sull'effettiva bontà del titolo in multiplayer, dove si perde una buona dose d'atmosfera che solo il single player sa offrire. Noi della redazione di Multiplayer.it non abbiamo avuto la fortuna di trovare altri giocatori in rete, ma abbiamo rimediato con una classica sessione in LAN e dobbiamo ammettere che l'entusiasmo non era certo ai livelli di titoli più blasonati.

Multiplayer.it

6.7

Lettori (9)

7.4

Il tuo voto

Il giudizio su Elven Legacy non può prescindere dal gioco che lo ha preceduto. In questo caso bisogna dire che di novità sul piatto non ce ne sono molte: una fazione in più, unità meglio bilanciate, scenari e IA perfezionati. L'impressione è quella che alla Ino-Co ci si sia limitati a svolgere l'essenziale non essendoci la necessità di stravolgere un gameplay che comunque non conosce molti rivali. Chi possiede Fantasy Wars dovrebbe valutare con attenzione l'acquisto di un prodotto proposto comunque a prezzo budget: potrebbe non trovare quelle innovazioni che si aspetta. Per gli altri amanti di strategia invece è un'occasione da tenere in considerazione ma tenendo bene in mente che non si tratta certo di un gioco per tutti i gusti.

PRO

  • IA autorevole
  • Buona longevità
  • Stuttura di gioco inedita

CONTRO

  • Realizzazione tecnica anonima
  • Poche novità rispetto a Fantasy Wars
  • Tutorial da dimenticare

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
    • Sistema Operativo: Windows XP o Vista (32/64 bit)
    • CPU: Intel Pentium IV 2,4 GHz or AMD 3500+ (single core)
    • NVIDIA GeForce 6800 or ATI Radeon X850XT
    • 1 GB di RAM
Requisiti minimi
    • Sistema Operativo: Windows XP o Vista (32/64 bit)
    • CPU: Intel Pentium IV 1,5 GHz or AMD 2000+ (single core)
    • NVIDIA GeForceFX 5700 or ATI Radeon 9600
    • 512 MB di RAM
    • 3 GB di spazio libero su disco
Requisiti consigliati
    • CPU: Intel Core 2 Quad Q9450 (2.6 GHz)
    • 4 GB di RAM
    • Scheda video: Radeon HD4850 Crossfire