Final Fantasy: Anniversary Edition - Recensione  2

Nel ventennale della sua nascita il 'papà' di una intera generazione di JRPG arriva sulla PSP in una edizione rinnovata.

Final Fantasy... Un nome evocativo per tutti coloro che almeno una volta si sono avvicinati al mondo dei videogiochi. Chi nell'ambiente non ha infatti mai sentito parlare di questo marchio? Chi, magari volendo consigliare ad un amico un RPG di buona fattura, non ha utilizzato il termine "è un gioco alla Final Fantasy" per descriverne in un attimo la qualità grafica, tecnica e della trama? Questo brand è da anni ormai sinonimo di Gioco di Ruolo, anzi, di “grande” GDR, e non solo se ci si riferisce a quelli di stampo nipponico. Era il lontano 1987 quando il geniale Hironobu Sakaguchi, lo stesso del nuovo, ottimo Lost Odyssey per Xbox 360 (a proposito di capostipiti di una saga) diede sfogo al suo genio in un ultimo, quasi disperato tentativo, di inventare qualcosa che potesse risollevare le sorti di Squaresoft, software house per la quale lavorava, che ci crediate o no all'epoca dei fatti sull'orlo del fallimento. Le console di riferimento in quel periodo erano il SEGA Master System e il Nintendo NES e fu proprio quest'ultima ad avere l'onore e l'onere di ospitare quello che, come suggerisce il titolo, "Fantasia Finale", doveva essere l'ultimo lavoro della casa dei Chochobo e invece, oltre a risollevare le sorti di Squaresoft elevandola a "casa Madre" dei moderni giochi di ruolo giapponesi, si rivelò l'inizio di una cavalcata trionfale che nel corso degli anni ha partorito decine di prodotti fra sequel, spin-off, film, fumetti, gadget e quant'altro si possa immaginare.

L’origine di un Mito

Nel Regno di Coneria esistono quattro cristalli magici che regolano e gestiscono il potere degli elementi base, e cioè Terra, Acqua, Fuoco e Vento. Quando uno sciagurato giorno questi spariscono più o meno misteriosamente, il caos si diffonde ovunque e il malvagio Garland rapisce la Principessa Sarah, gettando nel panico la popolazione e la famiglia Reale. Ma a portare sollievo arrivano le parole del saggio Lukhan che profetizzano l'arrivo di quattro Guerrieri della Luce, capaci da soli di sconfiggere il Male dilagante e liberare la giovane nobile, e l'effettiva comparsa dei suddetti con in mano i cristalli degli elementi. E' questa a grandi linee la trama iniziale di un'avventura che si dipanerà pian piano davanti agli occhi dei giocatori, attraverso un lungo viaggio che lo porterà virtualmente ad esplorare foreste, lande ghiacciate, deserti, oceani e locazioni varie, affrontando di volta i volta orde di terribili nemici. Nel primo caso, come da tradizione (nata anche proprio con questo titolo -Ndr) l'utente muove il Pg principale, che per la cronaca contrariamente ai capitoli successivi è anonimo, come tutti i suoi compagni ai quali possiamo solo assegnare la classe di appartenenza, come vedremo più avanti, su di una mappa raffigurante il mondo, decidendo di volta in volta, o per esigenze di trama o per le proprie (acquisizione di nuovi Item o armi nei negozi, Sub-Quest, etc), se "entrare" in qualche città o area specifica, spostandosi talvolta anche con l’ausilio di mezzi. Qui si agisce come sempre in base alla situazione: si può dialogare con dei NPC, cercare informazioni, riposare nelle locande, fare scorta negli Shop, scovare tesori o cimentarsi in battaglie rigorosamente a turni.

Le battaglie

Queste vengono generate casualmente e avvengono in apposite schermate dove le due fazioni contrapposte sostano perfettamente immobili una di fronte all’altra in attesa sia di un comando, sia del proprio turno di azione. Attraverso il canonico menù a tendina il videogamer controlla quindi i quattro membri del party utilizzabili decidendo quale mossa fargli compiere. E qui entrano in ballo la classi di appartenenza dei vari eroi, che, come accennavamo prima, sono l’unico elemento non estetico a differenziarli, visto che essi sono privi di nomi, dettagli “storici” e quindi di background. Le classi, in tutto sei (Guerriero, Ladro, Monaco, Mago Bianco, Nero e Rosso) selezionabili e assegnabili all’inizio del gioco influiscono effettivamente sullo stile di combattimento che si intende adottare, visto che è possibile creare team incentrati sulla sola forza fisica o magica, oppure più equilibrati miscelando le due tipologie di “arti” e abilità. I parametri che regolano le capacità tecniche e fisiche di ogni personaggio come tradizione vengono poi migliorati attraverso i punti esperienza (EXP) ottenibili alla fine di ogni battaglia vinta.

Novità

Se si escludono alcuni dungeon inediti (“Soul of Chaos”), un bestiario, una nuova gestione delle telecamere e una galleria di immagini, a conti fatti gli unici, veri cambiamenti rispetto all'originale Final Fantasy qui sono da ricercare nei comparti grafico e sonoro. In questi settori il restyling è pressoché totale. Come si evince fin da subito dal punto di vista estetico abbiamo dei personaggi ricreati in toto con sprite bidimensionali caratterizzati da un livello di dettaglio, una vivacità e brillantezza di colori straordinari, che riescono ad esaltarsi pur sul piccolo schermo della PSP. Gli stessi scenari possono vantare una realizzazione cromatica di ottima fattura, pur con tutti i distinguo del caso. Belli i filmati in CG. Nonostante ciò i tempi di caricamento per fortuna non sono eccessivi e c'è la quasi assenza totale di rallentamenti. Per quanto concerne la parte audio abbiamo una colonna sonora nuova di zecca, nel senso che è stata rivisitata e rielaborata, migliorata, con in più l'aggiunta di parecchi nuovi brani musicali.

Commento

A volte capita a tutti noi di rivedere un vecchio film, di rigiocare un videogame, di leggere un libro che non toccavamo da anni, o di fare qualcosa che in passato ci ha divertito, magari fatto letteralmente sognare, ma che a distanza di tempo, “riassaporandolo” dopo aver vissuto altre esperienze specifiche, ci delude, forse perché privo ormai di quella scintilla che all’epoca l’aveva reso quasi magico. Purtroppo è così. Ci sono cose che col trascorrere del tempo si deteriorano, altre che invece migliorano, come ad esempio il buon vino. Altre ancora invece mantengono inalterati fascino e qualità, pur nella loro antiquatezza. Final Fantasy appartiene proprio a quest’ultima categoria: è un qualcosa che va oltre il tempo. E’ la Storia, nel suo campo. E’ un titolo che va giocato senza preclusioni di sorta, con la mente libera da pregiudizi inerenti grafica o stile antiquato, per assaporare, conoscere ciò che questo marchio ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà sempre nell’universo dei videogames. Per i fan e non solo.

    Pro:
  • E' il capostipite di una autentica leggenda videoludica.
  • Ottimo restyling tecnico.
  • Discreta giocabilità.
    Contro:
  • Combattimenti casuali troppo frequenti.
  • Mancata localizzazione in italiano.
  • Forse un pò ripetitivo alla lunga.