Hitchcock: the final cutHitchcock: the final cut 

Arriva sui nostri monitor una avventura di stampo classico ispirato alla produzione del mago del brivido, Alfred Hitchcock, nella quale saremo chiamati a risolvere enigmi degni delle vecchie produzioni Lucas. Arts..

Hitchcock: the final cut Hitchcock: the final cut

Grafica e filmati

Dato che si tratta di un'avventura "grafica", come minimo dobbiamo spendere qualche parola sulla grafica del gioco. Il motore di base è composto da scene bidimensionali renderizzate in programmi tipo 3DStudio ed utilizzate come bitmap per i fondali, mentre il giocatore e gli altri personaggi che si incontrano sono realizzati completamente in 3D. Dal punto di vista della qualità dei fondali, essa non è eccelsa. Molte scene sembrano particolarmente irreali a causa dell'erroneo uso dei materiali e ai pochi dettagli che avrebbero invece potuto arricchire le ambientazioni.
In particolare parlo del fatto che quasi tutti gli oggetti del gioco sembrano appena usciti da una fabbrica e che qualcuno li abbia appena lucidati, anche se si tratta di corde, utensili di vario genere, posate, piatti.. insomma.. sembrano completamente finti proprio per la mancanza di usura.

Hitchcock: the final cut Hitchcock: the final cut

Grafica e filmati


Al contrario, i personaggi 3D sono realizzati in maniera accurata. Utilizzano un sistema di animazione scheletrale (tipo quello di Half Life, per intenderci) che permette loro di muoversi in maniera credibile e senza produrre artefatti.
Il gioco è disseminato di filmati, alcuni tratti da films di Hitchcock, ed altri realizzati in qualche programma 3D. I filmati tratti dalle animazioni 3D hanno le stesse pecche dei fondali. Poca cura nel rendere realistici gli oggetti e i personaggi rappresentati. Anche la qualità utilizzata nella codifica dei filmati è piuttosto scadente.
C'è da dire però che spesso i filmati aiutano a seguire lo svolgersi della trama, e quelli tratti dai films di Hitchcock calzano sempre a pennello con le situazioni in cui ci si trova. Addirittura, a volte, il nostro personaggio ha delle visioni quando tocca particolari oggetti. Vede situazioni in cui si è trovata la vittima di un omicidio. Anche questi sono tutti filmati. L'intero gioco è disseminato di riferimenti ad Alfred Hitchcok e ai suoi films. Addirittura alcuni enigmi hanno a che fare con i titoli dei films, o con i personaggi.
Anche le inquadrature utilizzate all'interno del gioco sono state create seguendo lo stile del regista, senza lasciare nulla al caso.

Hitchcock: the final cut Hitchcock: the final cut

Interfaccia e gameplay

L'interfaccia di gioco è composta da una visuale a schermo intero dell'ambiente che ci circonda, con il nostro personaggio rappresentato in 3D su questo fondale. Controlliamo direttamente i movimenti di Joseph tramite la tastiera, mentre con il mouse possiamo selezionare gli oggetti presenti sullo schermo e accedere all'inventario.
L'interfaccia è quindi decisamente semplice ed intuitiva ed aiuta a semplificare un gioco che già di per se ha una trama piuttosto complessa e difficile da seguire. Una delle idee geniali è quella di avere implementato un inventario, menù e registro degli eventi in un palmare che possiamo attivare con la pressione del tasto destro del mouse. Joseph si occuperà di annotare sul palmare, in automatico, le informazioni che man mano scopriremo. Anche i vari oggetti che raccogliamo vengono catalogati nel palmare da cui possiamo selezionarli direttamente.

Hitchcock: the final cut Hitchcock: the final cut

Interfaccia e gameplay

Pur essendo un'avventura grafica (alla Arxel Tribe garantiscono almeno 30 ore di gioco!), ci sono alcune parti d'azione, in cui dobbiamo pilotare il nostro Joseph in modo tale da superare ostacoli, oppure ingaggiare un combattimento a fuoco con un assassino. Queste situazioni non guastano e tengono viva l'attenzione anche nei momenti in cui sembra che non ci sia più niente da fare o che la trama stia diventando troppo lineare.
Un altro aspetto interessante è dato dalla visuale che ci viene presentata quano scopriamo un cadavere. In queste situazioni, è possibile avvicinarsi al corpo e utilizzare una lente d'ingrandimento che ci permette di scandagliare il cadavere alla ricerca di segni particolari o oggetti nascosti nei vestiti.

Hitchcock: the final cut Hitchcock: the final cut

Package e problemi tecnici

HTFC è composto da 2 CDs e da un manuale piuttosto scarno, con quattro paginette in Italiano e con la mappatura dei tasti e niente di più.
Purtroppo il gioco è disseminato di bugs. Dopo qualche ora di gioco, ad un certo punto tutto comincia a rallentare fino a quando il gioco non si blocca completamente e torna a Windows lasciandoci senza la possibilità di salvare la partita. All'inizio pensavo si trattasse di un problema con il mio PC, ma dopo averlo provato anche su un altro, ho avuto lo stesso identico comportamento. Non è un problema a cui non si possa trovare soluzione. E' possibile salvare la partita, uscire e lanciare nuovamente il gioco, e come per incanto tornerà a funzionare come si deve. Confido nel fatto che venga pubblicata una patch al più presto.
Un altro particolare piuttosto fastidioso è dato dal fatto che HTFC voglia il CD 1 per far avviare il gioco, ma che poi voglia invece il CD 2 mentre si gioca. Dopo un'installazione di 600Mb in cui si è copiato tutto il primo CD, mi aspettavo di poter lasciare sempre inserito il secondo.

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Musica e dialoghi

HTFC è stato doppiato completamente in Italiano. Questa è una gran cosa, visto che i dialoghi sono molto importanti per seguire la trama che è particolarmente complessa.
Il doppiaggio deve però aver avuto qualche problema, perchè a volte i dialoghi sono tagliati o sono completamente mancanti. Per fortuna ci sono i sottotitoli che salvano la situazione.
La colonna sonora non è niente male. Adatta all'ambientazione e non troppo invasiva, diciamo un giusto compromesso tra un background musicale che non deve infastidire, ed allo stesso tempo un tema piacevole all'orecchio.

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Conclusione

"Hitchcock: the final cut" è un'avventura adatta a chi sente la mancanza dei capolavori di Sierra e LucasArts. Pur non avendo quel tocco di classe che contraddistingue i due "colossi" delle avventure, è pur sempre un'avventura ben congeniata ed in grado di offrire svariate ore di divertimento. La complessità della trama, unita all'intrecciarsi delle vicende e alle visioni del personaggio principale, garantisce un livello di difficoltà medio in grado di non far diventare nervoso chi non è avvezzo a questo genere di giochi, ma allo stesso tempo di impegnare anche i giocatori "hardcore".

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La storia

Non mi dilungherò molto in un'introduzione a "Hitchcok: the final cut", dato che il nome dice già tutto. Si tratta di un'avventura grafica che ricalca lo stile dei films del grande regista. Niente di più e niente di meno.
Il gioco, che in seguito chiamerò HTFC, ci vede nei panni di Joseph Shamley, un detective privato con una storia familiare un pò strana. I suoi genitori sono infatti morti in un incidente stradale il giorno stesso in cui è stato celebrato il funerale di Alfred Hitchcock, e da quel giorno Joseph ha acquisito delle doti medianiche.
Durante la partenza per una vacanza, Joseph viene costretto ad accettare un lavoro da parte di una bellissima bionda. Questa ragazza, che è muta, vive con lo zio Robert Marvin-Jordan, un imprenditore dell'industria farmaceutica con il pallino per i films d'autore.
Durante le riprese del suo film, di punto in bianco, tutto lo staff ingaggiato sparisce, ed è compito di Joseph scoprire cosa è successo.

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