Legion ArenaLegion Arena - Recensione 

Uno strategico venduto a prezzo budget che promette di far rivivere sullo schermo lo splendore degli antichi romani. Missione riuscita?

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Il mestiere di Comandante

Come ci hanno mostrato i primi minuti de “Il Gladiatore”, guidare un’armata non si riduce solo alla battaglia, al clangore delle spade e al sangue che scorre a fiumi.
In Legion Arena le migliaia di responsabilità del comandante si riducono all’acquisto delle unità militari e del loro equipaggiamento. Viene da chiedersi come sia possibile “acquistare” un’unità di legionari… come se bastasse andare al mercato per sentire gridare “venghino venghino sihorri e sihorre, oggi abbiamo in offerta due unità di legionari e una di cavalieri ausiliari, e per i primi cinque clienti in omaggio uno degli elefanti da compagnia di Annibale…”. Bah, si sa, la storia è piena di punti oscuri…
Come in ogni strategico che si rispetti ogni unità ha caratteristiche diverse dalle altre, a partire dal numero effettivo di soldati presenti per poi scendere nel dettaglio dei singoli aspetti. Se poi non saremo soddisfatti delle prestazioni dei nostri soldati in battaglia potremo sempre sciogliere l’unità e riceveremo esattamente quanto speso in origine per acquistarla.
Una volta soddisfatti delle nostre truppe non ci resta che avviare la missione poi, una volta terminata con successo, torneremo nuovamente nella stessa schermata per organizzare lo sviluppo delle unità in base all’esperienza accumulata. Proprio come in un gioco di ruolo infatti le varie unità guadagneranno esperienza in base al numero di nemici abbattuti, e ogni livello acquisito ci permetterà di assegnarle una nuova abilità speciale.
L’equipaggiamento è trattato alla stessa stregua delle abilità speciali, infatti solo le unità più esperte potranno utilizzare le armi e le armature migliori. Il tutto quindi si riduce ad una semplice questione di denaro ed esperienza.
Meno brillante è invece il modo in cui vengono gestite le perdite. Ad ogni missione portata a termine viene conferito un determinato quantitativo di fama che può essere speso per rimpiazzare i caduti; peccato che questa vada ben oltre quella necessaria, quasi che in fase di sviluppo si fosse pensato di utilizzarla anche in altro modo (cosa che sembrerebbe confermata dal fatto che tutto ciò che può essere acquistato, dalle unità agli equipaggiamenti ha nel costo anche la fama, solo che il suo valore è sempre zero). [C] Legion Arena - Recensione Il riepilogo della missione con le prestazioni delle singole unità e i punti esperieza guadagnati. Legion Arena - Recensione Effettuare il "passaggio di livello" (per dirla con termini da gioco di ruolo) è estremamente facile e veloce. Legion Arena - Recensione Il "mercato" dell'esercito romano. Come già detto è strano che il costo in fama sia sempre zero. [/C]

Si torna a scuola…

L’incubo di tutti coloro che ce l’hanno fatta!
Beh, potete rilassarvi, non è esattamente così, ma ci va molto vicino… Infatti il modo in cui vengono narrate le vicende tra una missione e l’altra ricorda molto i vecchi libri di storia delle medie e del liceo.
Legion Arena è costituito da 3 campagne distinte: i Latini, i Romani e i Celti. La prima è un breve tutorial indispensabile per imparare come comandare le truppe. La campagna romana è la più lunga, e costituisce il fulcro di tutto il gioco. Infine c’è quella celtica, poco più della metà di quella romana, che dovrebbe completare il gioco.
Si tratta di campagne assolutamente lineari: un breve filmato introduttivo costituito da immagini statiche ed una voce narrante introduce una serie di missioni, al termine delle quali un nuovo filmato di tipologia analoga ci guida alla vicenda successiva. Vivremo quindi in prima persona la storia di Roma, dalle prime battaglie per il controllo delle tribù dell’Italia centrale, passando per le Guerre Puniche e gli scontri con i barbari, per arrivare fino alle guerre interne per il controllo di Roma stessa.

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La guerra lampo, duemila anni prima della Seconda Guerra Mondiale...

Breve, breve, troppo breve… è questo l’unico commento che viene in mente dopo aver giocato ad un missione di Legion Arena: tre, cinque minuti al massimo, decisamente troppo poco.
Gli scenari vengono presentati da due, tre visuali degli schieramenti condite da una quindicina di righe di spiegazione scritte a caratteri cubitali, poi si entra nella fase di distribuzione delle truppe.

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La guerra lampo, duemila anni prima della Seconda Guerra Mondiale...


Il campo di battaglia può essere di due dimensioni: piccolo o microscopico, al punto che c’è a mala pena lo spazio per posizionare il massimo numero di unità schierabili.
A parte la fatica necessaria a volte per destreggiarsi negli spazi stretti e l’assenza dell’aiuto di un qualsivoglia zoom, la disposizione delle truppe è senza dubbio l’operazione più importante di tutto il gioco, infatti quasi sempre le battaglie si decidono in questo momento. Bisogna osservare campo di battaglia, cercare di prevedere dove gli eserciti si scontreranno e scegliere le unità che si comporteranno meglio su quel terreno, senza ovviamente dimenticare il tipo di avversario contro cui si scontreranno. Ne risulta quindi un gioco di equilibrio che comporta un po’ di attenzione all’inizio, ma che dopo poche missioni diventa quasi automatico.
Gli obiettivi delle missioni poi non spiccano di certo per originalità… solitamente si tratta del banalissimo “distruggi tutto”, ogni tanto complicato da un tempo limitato o da un limite massimo di perdite che si possono concedere. In caso di fallimento bisogna provare ancora finché non si riesce, perché non c’è altro modo di proseguire.
A parole può sembrare difficile, ma in realtà quasi tutte le battaglie si risolvono con una semplice carica diretta, facendo in modo di far scontrare le proprie unità con quelle che sono maggiormente svantaggiate contro di esse.
Le variazioni nella tattica in ogni caso sono quasi impossibili, infatti gli ordini che si può dare alle varie unità in battaglia costano un determinato numero di punti azione, ed il comandante ne ha un quantitativo limitato terminati i quali bisognerà aspettare che si rigenerino, sperando che nel frattempo l’avversario non ne approfitti per massacrarci.

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Commento finale

Legion Arena è un titolo budget, quindi non ha la pretesa di diventare un capolavoro e neanche quella di confrontarsi con titoli più blasonati (per quanto rimanga sempre quella perla di Runaway, titolo budget, e capolavoro tra gli adventure…). Eppure non riesce a convincere… Non ci sono errori grossolani o macroscopici ed è per questo che comunque riesce a sfiorare, se pur a stento, la sufficienza, ma non fa assolutamente nulla per meritarsi di più.
Le missioni sono un quantitativo spropositato, ma sono anche incredibilmente facili e brevi, e nonostante tutto si riesce comodamente a finire il gioco in un paio di giorni. Troppe volte viene riciclata la stessa mappa di gioco e si vede fin troppo bene come tutti gli scenari siano stati creati grazie ad un editor fin troppo elementare.
La stessa gestione delle campagne non è convincente. Intanto sono di lunghezza molto diversa; inoltre non sono per nulla legate tra loro, però devono per forza essere portate a termine in ordine e non se ne capisce il motivo. Non convince particolarmente neanche la scelta del momento storico in cui termina il gioco (l’ascesa di Ottaviano per i Romani, e la conquista romana della Bretagna per i Celti): la storia di Roma e dei Celti è proseguita per secoli oltre questo punto, e considerando quanto poco tempo è necessario per creare gli scenari, non si capisce proprio perché si siano fermati così…
La stessa opzione multiplayer lascia il tempo che trova, visto che alla fine si tratta di semplicissime battaglie dirette, che vista la brevità degli scontri terminano subito.
Legion Arena è un titolo assolutamente mediocre, che ha il suo unico punto di forza nel costo contenuto, ma che da solo non è sufficiente a renderlo interessante. Può essere una buona scelta se siete patiti del genere storico o se vi interessa un sostituto più complesso ai soliti solitari di Windows.

Pro Niente da segnalare Contro Estremamente breve Approccio troppo semplificato Imprecisioni un po’ ovunque

Intervista a JD McNeil

Abbiamo avuto l'occasione di fare qualche domanda a JD McNeil, responsabile amministrativo di Slitherine, su Legion Arena.
Ecco le sue risposte.

Multiplayer.it: Legion Arena ha un'impostazione strettamente storica: i risultati del giocatore non influenzano in alcun modo lo svolgersi degli avvenimenti, ed è necessario rigiocare gli scenari falliti ancora ed ancora fino a ottenere il successo per proseguire il gioco. Come mai avete scelto questa impostazione?
JD McNeil: Noi volevamo creare una struttura nel gioco tramite la quale ricompensare i giocatori per i loro progressi e rendere gli scenari progressivamente più difficili. Questo è stato un cambio di rotta per noi, dato che in passato i nostri giochi, anche se situati in un contesto storico, permettevano ai giocatori di progredire in ogni direzione. Questo approccio non era funzionale per Legion Arena che si concentra abbastanza chiaramente sul controllo del campo di battaglia e le tattiche. Inoltre volevamo mantenere le battaglie individuali relativamente brevi in modo che i giocatori potessero effettuare progressi significativi in un periodo di gioco relativamente breve, per esempio durante la pausa pranzo. Così abbiamo valutato che collegare le campagne e gli scenari utilizzando la storia del periodo avrebbe funzionato bene, e allo stesso tempo sarebbe stato utile anche per imparare qualcosa. Uno dei punti cardine del gioco è che le tattiche e le abilità di comando e controllo miglioreranno man mano che si procederà nel gioco attraverso gli scenari, e in caso di fallimento ci sarà un infinito numero di modi per mettere le cose a posto. Come ho detto, le battaglie sono relativamente brevi così che rigiocarle sarà di solito un’esperienza divertente mentre si cerca di capire dove si è sbagliato e mettere le cose a posto.

Multiplayer.it: Storicamente le legioni romane si muovevano lente e compatte, ed attendevano che fossero gli altri ad attaccare. Al contrario, in LA la quasi totalità degli scenari si risolve caricando, e spesso si è persino costretti a farlo per i limiti di tempo, rendendo così del tutto inutile l'utilizzo di tattiche più "raffinate". E' un risultato voluto o non è stato possibile rendere le battaglie maggiormente realistiche (soprattutto riguardo alla campagna romana)?
JD McNeil: Le tattiche romane di quest’epoca erano rivoluzionarie e vennero limate con molti anni di innovazione e di addestramento. Tutto questo può essere ricreato, ma soltanto mentre progredite attraverso il gioco. All’inizio le vostre truppe saranno piuttosto semplici e capaci solo delle formazioni e tattiche più rudimentali e dovrete sviluppare un programma per fare l'uso migliore delle unità che saranno a vostra disposizione. Presto vi renderete conto che i Romani hanno sviluppato le loro formazioni e tattiche per una buona ragione e se cercherete di seguire i loro insegnamenti dovreste riuscire abbastanza bene, ma ovviamente per cominciare sarete capaci solo di formazioni e tattiche tribali. Le abilità di livello superiore e le formazioni di battaglia giungeranno quando farete i progressi e imparerete come usarle. Inoltre molte delle missioni hanno condizioni che devono essere soddisfatte che non sono così semplici come vincere o in alcuni casi perdere. Si tratta anche di soddisfare i requisiti delle vostre missioni per guadagnare le ricompense necessarie per progredire nelle missioni successive. Usare semplicemente le cariche frontali può sconfiggere il nemico, ma a quale costo? In Legion Arena avrete bisogno di tenere un occhio sui parametri della missione ed essere sicuri di soddisfarli, o i progressi agli alti livelli diventeranno molto difficili.

Multiplayer.it: Legion Arena è incentrato sulla semplicità, ed è comprensibile visto che si tratta di un titolo budget. Che il controllo delle unità risulti semplice ed intuitivo è senza dubbio in pregio; spesso però si riscontra questa semplicità anche nelle stesse battaglie (aree di gioco molto ristrette, unità che non possono essere annientate, eserciti nemici di livello quasi sempre molto inferiore al proprio), tanto che alla fine raramente le missioni raggiungono i 5 minuti di durata. Scenari semplici quindi, ma in grandissimo numero (se non sbaglio ci si aggira sui cento tra le due campagne): la ritenete un'accoppiata vincente?
JD McNeil: Abbiamo lavorato duramente per mantenere l’Interfaccia Utente la più intuitiva e accattivante possibile. Le informazioni devono essere sulle punte delle dita dei giocatori quando ne hanno bisogno, e devono avere i controlli a portata di mano per far accadere gli eventi. Se questo viene fatto bene non sarà notato, ma l’esperienza verrà migliorata. Noi puntiamo a rendere l’esperienza di gioco il più gratificante possibile per i nostri giocatori e se possiamo semplificare un bel po’ di minuteria per ottenere questo, allora lo consideriamo un punto a nostro favore. Abbiamo pensato duramente e a lungo sul permettere che le unità venissero distrutte, ma sappiamo che molti giocatori la considerano un’esperienza negativa. Perdere un personaggio, o in questo caso un’unità, al cui sviluppo hanno dedicato ore di gioco, può essere piuttosto frustrante, così abbiamo deciso di permettere alle unità di sopravvivere, ma di patire altre conseguenze. Considerate le perdite come i rimpiazzi, allo stesso modo in cui li otterrebbe una vera unità, allo stesso tempo però la sua progressione e il suo sviluppo ne vengono duramente danneggiati. In passato i nostri giochi sono stati enormi, con letteralmente centinaia di ore di gioco, e le nostre ricerche hanno mostrato che spesso i giocatori non arrivavano mai alla fine, così in Legion Arena le battaglie sono state mantenute in un tempo più gestibile, in modo che i giocatori possano progredire in sessioni relativamente brevi. Questo inoltre garantisce che possano portarlo alla sua conclusione. Quindi dovrete imparare un nuovo set di abilità e diventare un Generale Celtico. Per molti versi questa è un a campagna molto più dura, perché durante la Campagna Romana stavate guidando un’armata in ascesa, mentre nel caso della Campagna Celtica è il caso inverso. Quindi, in risposta alla tua domanda, pensiamo sia una formula vincente, ma solo il tempo potrà dirlo.

Multiplayer.it: Le due campagne sono piuttosto brevi. Pensate di sviluppare degli aggiornamenti, inserendone di nuove o allargando quelle esistenti ai successivi periodi storici?
JD McNeil: E’ interessante che consideriate le campagne un po’ corte, in passato siamo stati ‘criticati’ perché i nostri giochi erano “troppo grandi”. Comunque, se accettiamo il suggerimento che le battaglie durino circa 5 minuti ciascuna, più, diciamo, altri 5 minuti per il piazzamento e circa lo stesso per la gestione e il passaggio di livello delle unità, otteniamo circa 15 minuti di tempo di gioco per scenario. Ce ne sono più di 100, quindi potete vedere che si tratta di un sostanziale quantitativo di tempo di gioco. Va anche menzionato che quando si utilizza un’armata al completo è necessario molto più tempo per combattere le battaglie. Abbiamo così tante idee per il futuro alle quali stiamo attualmente considerando che mi gira la testa, ma siate certi che ascolteremo attentamente i commenti dei nostri giocatori e questo influenzerà cosa faremo. Con Legion Arean le possibilità di add-on sono abbastanza ovvie, ma oltre a queste ci sono altri scenari sui quali stiamo investigando.

Multiplayer.it: Passando all'interfaccia di sviluppo delle unità. Abbiamo notato alcune anomalie nei grafici (le barre verdi che non calano quando si applica una penalità, alcune abilità che non crescono oltre ad un certo livello...). Avete in programma di rilasciare delle patch per correggere queste imprecisioni?
JD McNeil: Avremmo dovuto avervi durante il beta test... Inevitabilmente ci sono sempre piccoli difetti, ma noi prendiamo ogni problema che viene riscontrato dai nostri giocatori molto seriamente. Abbiamo un forum attivo per chi si occupa di questo tipo di questioni, e incoraggiamo ogni tipo di commento. Gran parte del team tecnico e di sviluppo si sono presi una ben meritata pausa questa settimana, dato che sono tutti crollati quando hanno terminato Legion Arena, ma investigheremo su quanto ci avete fatto notare il prima possibile e vi ringraziamo per averlo portato alla nostra attenzione.

Multiplayer.it: Domanda volutamente provocatoria (e che ci piacerebbe allargare a tutti i produttori di videogiochi)... perché non c'è il correttore di luminosità nonostante ci siano alcuni scenari decisamente oscuri?
JD McNeil: Immagino che vi stiate riferendo agli scenari notturni. Abbiamo cercato di utilizzare un modello di illuminazione realistico attraverso Legion Arena, e questo si riflette nelle battaglia notturne. I problemi di Comando e Controllo durante l’azione notturna sono stati grandemente esagerati, e questo è il motivo per cui ce ne sono così pochi nella storia, ma accadevano. Così li abbiamo inclusi nel gioco, e le schermate sembrano belle. Cesare non poteva semplicemente “alzare la luminosità” quando comandava la sue truppe di notte, così abbiamo pensato che allo stesso modo neanche i giocatori avrebbero dovuto aver modo di farlo. Ovviamente potete sempre barare e usare i controlli del monitor…

La storia di Roma ha sempre suscitato un fascino particolare. Sarà perché in quanto italiani viviamo in quello che era il suo cuore pulsante, sarà perché a scuola è sempre stato privilegiato a discapito degli altri periodi storici, o perché dopo due millenni possiamo ancora vedere con i nostri occhi i resti delle loro magnifiche opere, è difficile a dirsi. Più probabilmente è colpa (o merito, decidete voi) delle centinaia di film ambientati nei più disparati periodi del suo dominio, ma quando si sente parlare di Impero Romano appare quasi naturale nella mente l’immagine delle legioni che si lanciavano compatte e ordinate nei più sanguinosi combattimenti.
Sono innumerevoli i mezzi che ci hanno reso così familiare la storia di Roma, i videogiochi però non sono mai stati tra questi… o almeno non lo sono stati in modo particolare. E’ difficile capirne il motivo, ma la storia antica è quasi sempre passata in secondo piano rispetto al fantasy, alla fantascienza, o alle guerre mondiali.
La scelta di questa ambientazione quindi dovrebbe essere un vantaggio per Legion Arena che, pur essendo un titolo budget, dovrebbe beneficiare di una minor concorrenza.