Mega Man Powered UpMega Man Powered Up 

Uno dei personaggi più longevi della storia dei videogiochi approda su PSP, in un mix di nostalgia ed innovazione...

Giovane fuori, vecchio dentro

Mega Man Powered Up si presenta come una sorta di remake all’ennesima potenza del primo titolo della serie, apparso originariamente su NES quasi vent’anni fa. Ai pochi che non conoscessero i trascorsi dell’omino blu, basti sapere che si tratta del capostipite dei platform/shooters, una vera e propria pietra miliare peraltro caratterizzata da un livello di difficoltà decisamente poco convenzionale. Mega Man Powered Up prende dunque tutte le caratteristiche innate del classico Capcom e le riversa su PSP all’interno di due differenti modalità, opportunamente chiamate “Old Style” e “New Style”. Com’è lecito intuire, la prima mette a disposizione dell’utente gli stessi identici livelli dell’originale, con cosmesi aggiornata ma musiche ed effetti sonori d’annata; la seconda, di converso, offre stage dal rinnovato design, due boss inediti ed altro ancora, e per questo si rivela decisamente la più meritevole d’attenzione. Come dicevamo, i livelli sono stati ridisegnati sia in termini di visualizzazione -al fine di sfruttare al meglio lo schermo di PSP- sia soprattutto per quanto riguarda la loro struttura, arricchita da tutta una serie di aree in un primo momento irraggiungibili per Mega Man: questo perché la modalità New Style contempla la possibilità di poter giocare anche nei panni degli otto boss del gioco, a patto di sconfiggerli senza l’aiuto delle armi speciali. Lo sfruttamento delle abilità peculiari dei vari personaggi gioca quindi a favore del replay value, ma con alcuni limiti di seria entità: il rovescio della medaglia nell’utilizzo dei boss sta infatti nella loro incapacità di usare qualsiasi altra arma che non sia quella di default, con anche evidenti ricadute nella godibilità dei combattimenti. Al di là di questo, comunque, il gameplay di Powered Up ricalca alla perfezione il classico Mega Man, senza dunque provare nemmeno a conciliare la netta scissione che da sempre caratterizza le impressioni dell’utenza di fronte alla serie Capcom: anche in questo caso si tratta quindi di amore o odio, vuoi per la struttura ludica estremamente old school del gioco, vuoi per il livello di difficoltà elevato (nonostante l’inserimento di tre diversi step in tal senso).

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Costruire il futuro

Come accennato in introduzione, comunque, Mega Man Powered Up non è un pedissequo remake, ma aggiunge interessanti modalità a fianco delle due principali descritte sopra. Da segnalare anzitutto il corposo Challenge Mode, che offre la bellezza di 100 sfide di varia natura: al comando di diversi personaggi, si è chiamati a portare a termine missioni che vanno dal semplice raggiungimento di una bandiera saltando da una piattaforma all’altra fino ad altre che richiedono di eliminare un certo numero di nemici entro un tempo prestabilito e così via. Anche qui il livello di difficoltà non è propriamente abbordabile, con sfide capaci di mettere a seria prova abilità e pazienza, ma da Mega Man non ci si poteva certo aspettare altrimenti. Il vero asso nella manica del prodotto Capcom è comunque l’editor di livelli, che consente di creare da zero uno scenario e -udite udite- condividerlo con altri utenti PSP tramite la rete. Caratterizzato da una discreta facilita d’utilizzo e comodità d’interfaccia, l’editor offre la possibilità di utilizzare una vasta serie di elementi, molti dei quali peraltro sbloccabili nel corso del gioco vero e proprio. Ma più del lato meramente creativo (non è detto che tutti gli utenti siano interessati a produrre stage) quello che colpisce di questo aspetto di Mega Man Powered Up è proprio il discorso relativo alla condivisione tramite database, che apre la strada ad intensi upload e download di contenuti per buona pace della longevità globale del titolo. Appare evidente come l’opera Capcom sia una vera e propria manna per gli appassionati della serie, nonostante una realizzazione cosmetica che potrebbe far storcere il naso anche ai fan più accaniti. Powered Up si mostra infatti con uno stile poligonale super-deformed e bambinesco, con colori accesi e vivaci e una tendenza al minimalismo fin troppo accentuata. Una decisa sterzata rispetto ai canoni usuali del franchise, che non convince troppo né stilisticamente né tecnicamente, a causa di rallentamenti poco giustificabili data l’estrema semplicità della cosmesi. Discorso diverso per il sonoro, con musiche dell’originale NES che si uniscono a convincenti remix ed effetti sonori all’altezza, per chiudere con un doppiaggio cartoonesco e sopra le righe quanto basta.

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Commento

Mega Man Powered Up rappresenta sicuramente uno dei migliori esempi di remake, e in questa affermazione risiedono punti di forza e di debolezza della produzione Capcom. Se infatti va indubbiamente dato merito ad un titolo capace di fondere sapientemente vecchio e nuovo, allo stesso tempo non sempre è facile chiudere un occhio sugli effettivi limiti di una struttura ludica vecchia quasi vent’anni. Proprio per questo motivo, Mega Man Powered Up è un titolo che gli utenti più giovani forse faticherebbero ad apprezzare e che dunque pare indicato esclusivamente agli amanti della saga.

Pro Gameplay classico Ottima longevità L’editor dei livelli è un piccolo gioiello Contro Veste grafica non entusiasmante Livello di difficoltà sempre elevato E’ lo stesso gioco di vent’anni fa

Mega Man è uno dei più fulgidi esempi di rispetto delle tradizioni. Fedele alla natura dei propri esordi, l’omino blu Capcom è sempre rimasto saldamente ancorato ad uno schema ludico bidimensionale duro e puro, limitando le divagazioni nel 3D ad elementi accessori o a progetti paralleli alla serie principale. E Mega Man Powered Up non tradisce affatto questa filosofia, proponendo sì qualche importante aspetto innovativo ma sostanzialmente portando avanti la bandiera di un gameplay quanto mai old school…

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