Monster Madness: Grave DangerMonster Madness: Grave Danger - Recensione 

Una nuova edizione di Monster Madness cerca di migliorare un gioco già colmo di difetti: basterà qualche cambiamento a renderlo un prodotto più appetibile?

Monster Madness: Battle for Suburbia è stato proposto l'anno scorso da South Peak Interactive per colmare quel vuoto nelle ludoteche che appartiene ai titoli arcade "puri", ormai praticamente assenti dal panorama videoludico globale. L'idea era piuttosto simpatica: essenzialmente un action-game, un po' picchiaduro e un po' sparatutto, in cui il giocatore interpreta un teen-ager alle prese con orde di zombie, mostri e schifezze infernali di vario genere. L'esecuzione, purtroppo, lasciava parecchio a desiderare: Monster Madness era un prodotto scadente, sopratutto dal punto di vista dei controlli. Con questa sorta di remake, Grave Danger, gli sviluppatori hanno cercato di risolvere alcuni problemi che affliggevano il gioco originale, aggiungendo contemporaneamente delle features inedite per migliorare l'esperienza. Ci sono riusciti? Eh no...

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Putrescente

Cominciare una partita a Grave Danger è davvero immediato: il giocatore seleziona uno dei quattro stereotipati protagonisti, praticamente identici tra loro a parte l'aspetto visivo, e comincia a distruggere nemici su nemici, alternandosi tra combattimento ravvicinato e armi da fuoco di ogni genere. La varietà nel secondo caso non manca: lanciafiamme, mitragliatori, ci sono davvero parecchi sistemi per eliminare i nemici a distanza, e per via dell'enfasi posta su questo sistema di attacco gli sviluppatori della Psionics hanno pensato di rielaborare i controlli, assegnandoli a un secondo stick: rispetto al titolo originale il miglioramento è tangibile ed è molto più semplice e intuitivo girovagare per gli stage spazzando via mostri di ogni genere. Purtroppo, il nuovo sistema di controllo non salva il ritmo del gioco dalla tediosa mediocrità: la prosecuzione è unidirezionale, il gioco mantiene un andamento piuttosto lento e monotono, interrotto solo da stage speciali in cui ci si trova a pilotare dei veicoli. In questi casi, la situazione peggiora sensibilmente visto che il controllo dei veicoli è impreciso, piuttosto che giovare al ritmo questi stage risultano alla lunga irritanti e inutili. Si torna a terra, e ricomincia la monotona distruzione di dozzine di creature e di sporadici boss, caratterizzati più dalla lunghezza dello scontro che dall'effettiva difficoltà: ne risulta quindi un gioco frustrante, che propone fasi eccessivamente semplici alternate ad altre davvero ostiche. La nota positiva è la possibilità di affrontare la modalità principale in compagnia di altri tre giocatori: insieme alla banalissima storia, raccontata però tramite simpatiche videate a fumetti, è forse l'unico elemento che salva Monster Madness dalla bocciatura totale.

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Aspetti tecnici

Nessuno si aspettava certo meraviglie da questo Monster Madness, ma rispetto all'anno scorso i miglioramenti sono stati praticamente inesistenti. Il motore grafico continua a proporre fastidiosi cali di frame-rate, assassini del gameplay nelle frequenti situazioni concitate in cui si presentano su schermo dozzine di creature, e non manca un irritante screen-tearing. La telecamera mantiene una distanza appropriata dai modelli poligonali al fine di mantenere visibile il più possibile dell'area di gioco: in realtà si tratta probabilmente di un sistema per nascondere la bassa qualità di dettagli e texture, un espediente realizzato perfino sommariamente, visto che il movimento della telecamera è spesso poco fluido. Tutto sommato Monster Madness ha un enorme pregio, ovvero di presentarsi con uno stile davvero accattivante e particolarmente fumettoso, tanto da rendere piacevoli anche i quattro, stereotipatissimi protagonisti: le già citate sequenze a fumetti contribuiscono ad aumentare questo feeling. Pollice in basso per il comparto audio, invece, caratterizzato da brani musicali ripetitivi e banali, nonchè da un doppiaggio veramente terribile e una serie di effetti sonori e urletti decisamente imbarazzanti.

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Sfide extra

Rispetto al precedente Battle for Suburbia, Grave Danger propone una modalità di gioco alternativa in cui il giocatore è chiamato ad affrontare venticinque stage a difficoltà crescente con svariati obbiettivi, tipicamente concentrati comunque nello sterminio continuo di mostri e zombie. Queste sfide non incidono sulla modalità principale di gioco, ma premiano il giocatore con features aggiuntive, come la possibilità di cambiare abiti ai protagonisti. Insieme alla modalità online, è probabilmente la caratteristica migliore di questa nuova edizione di Monster Madness.

Commento

Grave Danger cerca di porre rimedio ai difetti del "prequel", è vero, ma il tentativo è svogliato e ingenuo: in realtà, a parte un sistema di controllo rinnovato e un paio di modalità extra, i problemi di Monster Madness permangono, e il gioco continua a essere noioso, ripetitivo e dalla difficoltà estremamente sbilanciata. Contribuisce al giudizio negativo anche l'aspetto tecnico, davvero vetusto e avvilito da magagne tecniche di vario genere. Rimane comunque uno dei pochi veri e propri arcade sul mercato, che può divertire a piccole dosi grazie sopratutto alla modalità online (dal lag purtroppo frequente) e a quella co-operativa. Pro Stile accattivante Action-game immediato e intuitivo Contro Ripetitivo e noioso Tecnicamente deludente A tratti frustrante

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