NBA Live 2002  0

La pallacanestro a "stelle e strisce" fa il suo ritorno su PlayStation 2 con l'edizione 2002 dell'immancabile NBA Live che quest'anno si presenta con Michael Jordan, tornato a dettare legge sui campi reali e virtuali.

Anno nuovo, NBA Live vecchio

Dati alla mano, la pallacanestro è uno degli sport che vanta più trasposizioni videoludiche su PlayStation 2. Sfortunatamente l'elevata quantità di titoli prodotti non ha portato a niente di interessante dal punto di vista simulativo, mentre solamente l'ottimo NBA Street della EA Sports BIG è riuscito a distinguersi per la sua giocabilità arcade fino all'estremo. Proprio dall'arcinota Electronic Arts ci arriva l'edizione 2002 del celeberrimo NBA Live che da quasi 10 anni delizia i possessori di quasi tutte le console. Per la console di Sony è il secondo appuntamento con un gioco che un anno fa non era stato in grado di convincerci fino in fondo. L'elevato dettaglio grafico non era infatti stato sufficiente a rendere coinvolgente un'esperienza di gioco poco realistica e troppo simile a quella dei predecessori. Sfortunatamente le cose non sembrano essere cambiate neanche quest'anno e, nonostante alcuni apprezzabili miglioramenti, ci troviamo di fronte all'ennesimo NBA Live ben confezionato ma povero di contenuti.

MJ is back!

La più grossa novità di questo NBA Live 2002 è il ritorno del leggendario Michael Jordan, tornato all'attività agonistica alla veneranda età di 38 anni nelle fila dei Washington Wizards, compagine di cui è anche co-proprietario. Quest'anno avrete quindi la possibilità di controllare anche "Air" Jordan e di provare ad andare a canestro con le innumerevoli schiacciate del suo formidabile repertorio. Detto questo, le novità non sono poi molte. Si ritrovano le stesse opzioni dell'anno scorso e le medesime modalità di gioco: partita singola, stagione, franchise, uno contro uno, pratica. Ce n'è quindi per tutti i gusti e la longevità è assicurata dal solito incredibile numero di partite a disposizione. I rosters sono quelli della scorsa stagione ma avrete comunque la possibilità di effettuare transazioni tra le 29 squadre NBA, di modificare le formazioni e di creare voi stessi dei giocatori (tentazione irresistibile :) ). La completezza delle opzioni dei titoli sportivi della Electronic Arts ha fatto scuola e questo NBA Live 2002 non è da meno grazie soprattutto al solito incredibile numero di statistiche e di informazioni sulle squadre.

Difesa a zona nella NBA?

Dal punto di vista della giocabilità non è cambiato moltissimo e questo purtroppo non è una buona cosa. Le azioni si sviluppano con una certa macchinosità soprattutto a causa dei limitati movimenti offensivi a disposizione dei giocatori e dei fenomenali riflessi di cui sono dotati i difensori avversari. Purtroppo lo stesso non si può dire della nostra difesa, spesso piazzata male e quasi mai in grado di fermare le devastanti azioni dei pivot avversari. Neanche la difesa a zona, novità di quest'anno per la NBA, riesce a migliorare le cose aldilà dei raddoppi di marcatura che potrete chiamare con un tasto specifico. La sensazione di non riuscire a difendere è sempre viva più che mai ma alla fine non si rivela quasi mai decisiva. Ho infatti trovato fin troppo facile vincere le partite anche al livello più difficile o utilizzando le squadre meno competitive. Fortunatamente non ci sono solo difetti anche se i miglioramenti riguardano unicamente la fase offensiva delle nostre azioni che, soprattuto in prossimità del canestro, possono risolversi in una serie di situazioni ricreate con maggiore realismo rispetto al passato. Schiacciate, tiri in sospensione, in sottomano, alley-hoop donano al gioco una spettacolarità indubbiamente molto piacevole.

Guido Bagata in diretta dallo Staples Center

Tecnicamente NBA Live 2002 è un insieme di aspetti positivi e negativi. I modelli poligonali dei giocatori hanno raggiunto un livello di realismo piuttosto impressionante, soprattuto grazie a texture facciali molto dettagliate e ad una pelle più "viva" rispetto al passato. Gli stadi non fanno invece gridare al miracolo e francamente ci aspetteremo qualcosa di più dalle solite figurine in 2D di cui sono costituiti gli spettatori sugli spalti. Non mi ha convinto nemmemo il motore grafico del gioco che, seppure non presenti i vistosi rallentamente visti nella passata versione, si muove ad un framerate certamente non esaltante, soprattutto alla luce degli standard attuali della PS2. Le cose vanno decisamente meglio per quanto riguarda il sonoro del gioco, sempre molto curato e forte di convincenti effetti sonori, della discreta telecronaca di Guido Bagatta e di una selezione di musiche orecchiabili.

Overtime!

NBA Live 2002 non è per niente un brutto gioco ma, come accade quasi ogni anno, non riesce a liberarsi di quei difetti che lo renderebbero un titolo imperdibile. Purtoppo queste mancanze sono piuttosto importanti e comunque decisive allorchè ci si trovi a dovere valutare globalmente il gioco. Con l'attesissima conversione di NBA 2K2 di Sega in arrivo su PS2, questo NBA Live 2002 è da considerarsi unicamente un antipasto in vista di qualcosa che promette di essere decisamente più appagante. Per gli appassionati della pallacanestro, e dell'NBA in particolare, può essere comunque un buon acquisto. Ci risentiamo tra un anno con la recensione del prossimo NBA Live che dubito vorrà mancare all'appuntamento con la PlayStation 2.

    Pro:
  • C'è Michael Jordan!
  • Grafica discreta
  • Alcuni miglioramenti nella giocabilità...
    Contro:
  • ...ma purtroppo marginali
  • Soliti problemi di controllo
  • Frame rate non eccezionale

Non solo calcio...

Mentre il nostro Bel Paese vive di solo calcio, dall'altra parte dell'oceano non sembra diminuire la passione per lo sport dei canestri. Era il 1891 quando il Dr. James Naismith fissò le prime regole di un nuovo gioco nato per permettere agli studenti di un Liceo di Springfield di praticare attività fisica anche durante l'inverno. Da allora di tempo ne è passato parecchio e quel "gioco dei cestini" è riuscito a diffondersi a macchia d'olio in tutto il pianeta tanto da diventare lo sport indoor più conosciuto e amato. La pallacanestro, inizialmente solo un fenomeno americano, è diventato presto un fenomeno di massa, grazie anche alla nascita del campionato professionistico americano. Proprio la National Basket Association viene considerata il simbolo stesso della pallacanestro e il maggior veicolo di promozione tra i ragazzini che per la prima volta si avvicinano allo sport. L'eleganza, la potenza delle azioni di Michael Jordan, Shaquille O'Neal, Vince Carter sono probabilmente quanto di più spettacolare si sia mai visto su parquet. Purtroppo in Europa, e in Italia in particolare, si gioca un altro tipo di basket che niente ha a che vedere con quello americano. Se siete stanchi dei punteggi bassi e dell'eccessivo tatticismo della pallacanestro nostrana, potrebbe essere questo il momento giusto per fare un visita al pianeta NBA grazie all'ennesima simulazione cestistica approdata su console.