Scarface: The World is YoursScarface: The World is Yours 

Tony Montana è più vivo che mai.

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Il mondo è tuo

Sei arrivato in Florida direttamente da Cuba. Lì non eri uno stinco di santo e qui non hai intenzione di rigare dritto, con la differenza che l’America offre grandi, grandi possibilità a quelli come te. Se hai un po’ di cervello e un bel po’ di attributi, puoi fare qualche lavoretto per un boss della mala ed entrare nel suo team. E poi, pian piano, prendere il suo posto: controllare la città attraverso le attività commerciali e il traffico di droga. Solo che ci sono altre persone che vogliono quello che vuoi tu, e così devi guardarti le spalle. Lasciarti andare, offuscare i sensi equivale a mostrare il fianco, e così ti ritrovi la villa piena di sicari che ti vogliono morto. Ma Tony Montana non è tipo da morire così facilmente… Scarface: The World is Yours inizia esattamente dove il film con Al Pacino finisce, ma con una differenza: il protagonista riesce a sopravvivere alla terrificante sparatoria, si fa largo a colpi di mitra e riesce a fuggire a bordo di un’auto. Qualche tempo dopo torna a Miami, senza possedere più nulla ma con l’intenzione di ricostruire il proprio impero e vendicarsi di chi lo voleva morto.
Ci si mette al comando di Tony proprio durante l’assalto alla villa, dunque bisogna imparare rapidamente come funziona il sistema di combattimento: lo stick analogico sinistro muove il personaggio, quello destro sposta il mirino dell’arma equipaggiata. Premendo uno dei tasti dorsali si può “agganciare” automaticamente il bersaglio più vicino, aggiustando eventualmente la mira sempre con lo stick destro. Un altro tasto dorsale e si preme il grilletto. E già le intenzioni di Radical Games appaiono chiare: colpisci un nemico alla testa e la vedrai esplodere letteralmente; feriscigli una gamba e si piegherà a terra gridando. L’efficacia di ogni arma è trasposta in modo realistico: la pistola “d’ordinanza”, salvo colpi mirati, va letteralmente scaricata sull’avversario per funzionare. Il fucile, invece, è micidiale dalla breve distanza e colpisce i nemici nelle vicinanze. Per non parlare dell’AK47, che funziona bene anche da lontano e si rivela piuttosto versatile. Le armi sono fondamentali in Scarface, come è giusto che sia: sottolineare la bontà del sistema di combattimento era la scelta più logica per dotare di personalità propria un gioco che sulla carta (e non) appariva come una sorta di clone di GTA. Sì, anche in Scarface il personaggio corre più veloce premendo un pulsante del pad…

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Meccanica di gioco

Gli obiettivi del gioco sono molteplici: Tony deve diventare più ricco ma anche accrescere in modo proporzionale la propria reputazione, acquistando una serie infinta di oggetti, facendo investimenti, portando nuove ragazze a casa sua ed eliminando tutte le gang che lottano per dividersi ciò che prima era di sua proprietà: l’intera città di Miami. Anche la questione del territorio in Scarface occupa un ruolo di primo piano: accedendo alla mappa della città, avremo un quadro dettagliato delle attività commerciali di nostra proprietà e di quelle per cui siamo in trattativa, delle gang di trafficanti, delle zone ancora fuori dal nostro controllo nonché del raggio d’azione della polizia. C’è davvero tanta carne al fuoco e si prende coscienza delle varie possibilità solo dopo diverse ore di gioco, per cui è il caso di descrivere tutto con un esempio: avete appena restaurato la casa di Tony e ripreso contatto con il banchiere che si occupa di riciclare il vostro denaro sporco. Ebbene, dopo aver acquistato un’auto tra quelle del “catalogo” e assunto un autista (di nome ma non di fatto: guiderete voi), potrete recarvi in città e contattare il buon vecchio Felix perché vi procuri qualche lavoro da fare. Portata a termine la missione, con un bel po’ di soldi in tasca e una buona quantità di droga, potrete acquistare una delle tante attività commerciali presenti sul territorio e fermarvi a vendere la roba agli spacciatori di zona, cercando di spuntare il miglior prezzo. Se durante uno dei vostri giri doveste imbattervi in una gang, dovrete combatterli e spazzarli via per ripulire il quartiere, ma stando molto attenti alla polizia: stare per strada con un’arma in mano aumenta in modo esponenziale le possibilità di allarmare i passanti, che chiameranno le forze dell’ordine. Se non volete terminare il lavoro “a puntate”, dovrete rischiare l’arresto e fuggire una volta freddato l’ultimo nemico. Non si tratta di una pratica semplice, però, in quanto i poliziotti sono tutto fuorché stupidi, e riusciranno a seguirvi anche se possedete un’auto veloce. Con un po’ di vantaggio e qualche curva ben fatta, riuscirete a seminarli. Se invece la situazione è critica, magari perché avete dovuto eliminare un agente troppo vicino, il gioco vi avviserà che siete letteralmente fott… be’, avete capito. In quel caso, non ci sarà nulla da fare: dovrete ricominciare dall’ultimo checkpoint, perdendo i soldi e la droga raccolti ma non depositati.

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Com’è grande la città

Miami è divisa in zone, che vanno conquistate una ad una. Ciò significa raccogliere il denaro necessario per acquistare un’attività commerciale e prepararsi a difenderla dall’assalto degli uomini di Sosa, ovvero il trafficante che vi vuole morti. Questa fase del gioco è un po’ come affrontare un boss di fine livello, e vi permette di fare realmente un passo in avanti sotto il profilo della reputazione. L’ultima attività commerciale di ogni zona è generalmente un grosso deposito, che va svuotato di tutti i suoi guardiani (tanti) e utilizzato per dar vita ad allegre sessioni di consegna.
Come accennato in precedenza, è possibile in qualsiasi momento mettere il gioco in pausa e dare un’occhiata alla mappa della città. Da lì potrete mettere una “croce” sul posto dove volete recarvi, croce che poi verrà riportata sul radar a schermo per orientarvi verso la meta. Girare per le strade all’inizio è un po’ complicato, poi man mano si imparano gli incroci e anche fare molti chilometri diventa piacevole: il modello di guida è valido, i veicoli risultano profondamente diversi l’uno dall’altro e solo in alcuni casi ci si può lamentare di un’eccessiva severità, ad esempio quando si buttano per aria i semafori come se niente fosse ma ci si inchioda contro un alberello. Durante la guida, è possibile utilizzare il freno a mano per prendere le curve in derapata (stando attenti all’inevitabile traffico) ma anche usare le armi, in maniera piuttosto disinvolta. E così potrete decidere di andare all’assalto di una gang arrivando con l’auto veloce, decidere di investire un paio di nemici e freddarne altri due dal finestrino, quindi decidere di scendere e completare l’opera. Ecco, decidere: l’elemento fondamentale di Scarface. Il gioco non vi pone di fronte a un binario prestabilito, o quantomeno lo fa solo a grandi linee: potrete attuare qualsiasi strategia reputate migliore per perseguire i vostri obiettivi, e conquistare i quartieri uno dopo l’altro non sarà che un risvolto naturale della vostra condotta.

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La questione tecnica

Quantità o qualità? Scarface: The World is Yours propende decisamente per la prima, ma senza trascurare la seconda. Nel gioco avremo la possibilità di girare per tutta Miami, nonché per le location delle “isole”, senza alcun caricamento, il che è davvero un risultato eccezionale. Il prezzo da pagare è un livello di dettaglio non altissimo, ma comunque più che funzionale all’azione di gioco. Tony Montana / Al Pacino è perfettamente riprodotto, la qualità generale dei personaggi è piuttosto buona e anche i veicoli sono belli da vedere. Il comparto sonoro è anch’esso di grande sostanza, con una colonna sonora firmata e costituita da decine e decine di brani tratti non solo dal film originale, ma anche dagli anni in cui la pellicola è ambientata. Il tutto è condito da effetti convincenti e da un parlato di grande qualità, con la voce di Pacino imitata in modo efficace (non ci è dato sapere se la versione italiana avrà anche il doppiaggio nella nostra lingua o solo i sottotitoli).

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Commento

Non capita spesso di trovarsi di fronte a prodotti convincenti come Scarface: The World is Yours. Il gioco è davvero enorme per estensione dell’area, per l'alto numero di cose che si possono acquistare (auto, barche, arredamenti, oggetti, armi, faccendieri, ecc. ecc.) e per le numerosissime missioni presenti. La pur buona realizzazione tecnica, che dà il meglio di sé su PC per via dell’alta risoluzione e di texture molto definite, ma che se la cava bene anche su Xbox e PS2, non è che funzionale all’azione. Il sistema di combattimento è ottimo, la gestione dei veicoli convincente. Uno dei pochi limiti di Scarface, per assurdo, può essere solo la sua grandezza: trovarsi a gestire un territorio così vasto diventa difficoltoso per via dei “punti morti” rappresentati dai necessari viaggi da una parte all’altra della mappa. Per il resto, se volete un gioco a cui appassionarvi, un prodotto di spessore e dai contenuti forti, il nuovo titolo Radical Entertainment deve essere la vostra prima scelta. Senza ombra di dubbio. Pro: Immenso Tecnicamente all’altezza della situazione Ottimo sistema di combattimento Contro: Qualche punto morto nelle fasi avanzate Occasionali bug nel rendering dei poligoni

I got the yeyo

In Scarface viene utilizzato un sistema particolare per portare a buon fine le transazioni, di qualsiasi genere (la vendita di droga, il deposito di denaro a un tasso agevolato, la ricerca di informazioni): si preme uno dei pulsanti del pad per far partire una barra, e si deve rilasciarlo prima del “capolinea”. Più ci si avvicina al limite e migliore sarà il risultato. Se le cose vanno male, però, preparatevi a tirar fuori le armi…

Scarface: The World is Yours

Ce le hai le palle?

Oltre alla barra dell’energia, il nostro caro Tony dispone di una barra molto particolare: quella delle… ehm, degli attributi. Ammazzando i nemici con armi da taglio, oppure minacciandoli verbalmente mentre ci sparano addosso, questa barra salirà e una volta riempita ci permetterà di entrare in modalità “furia cieca”: per un periodo limitato di tempo la visuale passerà in prima persona, saremo invulnerabili agli attacchi e i nostri colpi diventeranno mortali.

Trarre un videogame da un film ormai rientra nei piani di merchandising di qualsiasi grossa produzione, alla pari delle magliette, dei cereali, delle figurine, del cd con la colonna sonora e delle action figure. Ci sono volte, però, in cui non si cerca di cavalcare l’hype del momento, approfittando della popolarità di una pellicola per vendere giochi troppo spesso mediocri. Volte in cui si decide di confrontarsi con un cult, per rendergli omaggio, per comunicare ai giocatori la passione per quella pellicola… È successo con “The Warriors” e succede ora con “Scarface”, film diretto da Brian De Palma e interpretato dal grande Al Pacino. Se nel caso di “The Warriors” gli sviluppatori del team Rockstar hanno deciso di raccontare la stessa storia del film, aggiungendo dettagli e flashback, il caso di “Scarface” è emblematico, in quanto pone l’interrogativo “cosa sarebbe successo se Tony Montana fosse sopravvissuto?”.

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