Syphon Filter Dark Mirror  0

Gabe Logan torna a far parlare di sè, con un titolo per PSP esclusivo di grande qualità

Snake? No, Gabe

Il protagonista è anche in questo caso Gabe Logan, ruvido agente speciale sempre pronto a lanciarsi in missioni impossibili senza nessuna paura; in questo caso si tratta di affrontare una organizzazione terroristica che sta focalizzando la propria attività nell’attacco di stabilimenti chimici. La storia si dipana passo dopo passo all’interno delle diverse ambientazioni attraversate da Gabe, con una manciata di colpi di scena che però non contribuiscono in maniera particolare a sollevare una sceneggiatura discreta ma piuttosto banale. D’altro canto in un gioco d’azione di questo tipo non è certo la storia il punto fondamentale, e fortunatamente i programmatori del team Sony Bend sembrano saperlo bene; ciò che ci vuole in un prodotto del genere è anzitutto un bell’arsenale di armi, condito con una serie di gadget ultra tecnologici capaci di fare la differenza sul campo di battaglia. In questo senso Syphon Filter non delude affatto, grazie ad una serie di occhiali in stile Sam Fisher per la visione nottura, delle fonti di calore e degli “interruttori sensibili” ovvero dei punti in cui è possibile effettuare particolari azioni. Le armi passano invece da semplici pistole a corposi fucili automatici, senza dimenticare l’amato sniper rifle con cui è possibile sparare anche proiettili esplosivi, tranquillanti o elettrici. La struttura di gioco, come già detto, mescola in parti uguali sneaking e azione pura, con una formula complessiva davvero valida; le missioni, articolate con diversi obiettivi che si aggiornano in tempo reale, offrono una buona varietà grazie anche ad un level design particolarmente azzeccato. Malgrado la progressione sia assolutamente lineare e a senso unico, difficilmente ci si sente forzati a imboccare un percorso prefissato, grazie anche alle notevoli dimensioni degli ambienti stessi. Dispiace solamente che la modalità in single player sia piuttosto ridotta, che si ferma a meno di 10 ore di gioco complessivo, anche se non mancano segreti ed extra da sbloccare per incrementare sensibilmente la longevità. Il sistema di controllo è inoltre un altro degli aspetti di grande valore che si possono riscontrare nella produzione Sony; con una mappatura dei tasti studiata in maniera perfetta attorno a PSP, i programmatori sono riusciti ad aggirare brillantemente l’assenza di una seconda levetta analogica per la gestione della telecamera. Ma in generale gestire il protagonista si rivela comodo e naturale già dopo pochi minuti di gioco, fattore questo tutt’altro che da sottovalutare soprattutto nel contesto di un gioco 3d di questa complessità su console portatile. Basti pensare al risultato ottenuto con Splinter Cell Essentials...

Un bel vedere

L’impressione che si ha giocando a Syphon Filter Dark Mirror è quella di un prodotto dall’alto spessore generale, creato con in testa ben presente l’hardware di PSP e cercando di di curarne ogni singolo aspetto. Ed è questo il caso non solo per quanto riguarda il sistema di controllo e il level design, ma anche dal punto di vista tecnico dal momento che la fatica del team americano è senza dubbio uno dei giochi più visivamente impressionanti usciti sul portatile Sony. La complessità delle strutture e il livello di dettaglio sono davvero eccezionali, rendendo sempre tutto chiaro e ben visibile; gli ambienti appaiono vivi, curati e realistici, con una varietà estrema che porta a passare da montagne innevate a piccoli paesi sudamericani da un livello all’altro. Stessa qualità si può riscontrare anche per quanto riguarda i personaggi, ben modellati e animati in maniera soddisfacente; la cura maggiore è stata ovviamente riposta nel protagonista, capace di sfoggiare la elevata varietà di mosse con movenze credibili e ben legate tra di loro. Se non fosse per qualche texture un po’ sottotono e per un frame rate a volte soggetto a qualche calo, si potrebbe senza dubbio trasportare così com’è Dark Mirror su Ps2 senza sollevare nessun tipo di scandalo. Ottimo anche il sonoro, sia per le musiche che per il doppiaggio italiano quasi sempre a livello di quello originale. Come se tutto ciò non fosse sufficiente, Syphon Filter su PSP propone anche una succosa modalità in multiplayer ad hoc oppure online, dove fino a 8 giocatori possono sfidarsi in diverse modalità che vanno dal deathmatch alla necessità di portare a termine specifici obiettivi prefissati. Peccato solo per lo scarso numero di mappe presenti, appena una manciata, che fanno da contrasto con il complesso sistema di lobby, classifiche, lista amici e addirittura la possibilità di chat vocale tramite la cuffia-microfono da acquistare separatamente (o inclusa in Socom, per esempio).

Commento

Syphon Filter Dark Mirror non fatica ad imporsi come uno dei migliori giochi attualmente disponibili su PSP, nonostante il lungo periodo trascorso dal suo lancio americano fino a quello europeo. La produzione Sony è infatti un esempio eccellente di come sfruttare il bellissimo handheld nella maniera ideale, sia per quanto riguarda la componente tecnica che in merito al sistema di controllo davvero naturale e ben studiato. In generale, Dark Mirror dà in ogni momento l’impressione di essere un gioco di alta qualità e grande valore, con una cura riposta in ogni singolo aspetto che è propria solo dei giochi di classe. Gli unici punti deboli possono essere ritrovati in una modalità in single player piuttosto breve e in una struttura di gioco senza dubbio non particolarmente originale; ma si tratta davvero di trovare il pelo nell’uovo in un gioco che nessun possessore di PSP dovrebbe farsi sfuggire.

Pro

  • Tecnicamente eccellente
  • Ottimo sistema di controllo
  • Grande varietà e buon level design
Contro
  • Longevità ridotta nel single player
  • Poche mappe in multiplayer
  • Poco originale e trama leggermente fiacca

La serie Syphon Filter deve la sua discreta fama soprattutto ai primi episodi, nati su Psx quanto Metal Gear Solid era il padrone indiscusso della piattaforma Sony. Cavalcando l’onda del capolavoro Konami, i programmatori americani realizzarono un prodotto che aveva sì come protagonista uno stereotipato agente speciale “solo contro tutti”, ma inquadrato in una chiave molto più action rispetto alla fatica di Kojima. Proprio per questo motivo, assieme ad una meccanica ben studiata e una componente estetica di buon livello, Syphon Filter riuscì a ritagliarsi un notevole successo tanto tra la critica che tra il pubblico, fattore questo fondamentale per la successiva nascita di sequel. Il passaggio su Ps2 si rivelò purtroppo però traumatico, a causa di un capitolo che non riuscì affatto a trasportare con efficacia il franchise ampliandolo sulla base delle maggiori potenzialità della console. Dopo un lungo periodo di silenzio, il nome Syphon Filter si riaffaccia però finalmente sulla scena videoludica grazie ad un episodio del tutto inedito per PSP, sottotitolato Dark Mirror.