Tropico 2: Il Covo dei Pirati  1

Ahh, il mare, il sole, le palme, un patibolo e una bettola che serve birra a sgangherati manigoldi… Bella la vita ai Caraibi, dominio dei coraggiosi e scellerati felloni che percorrono I sette mari in cerca di fama e fortuna. Tropico 2 vi piazza a capo di una di queste ciurme, o meglio, dell’isola dove esse trovano rifugio al ritorno dalle loro scorrerie. Non siete curiosi di cimentarvi nella gestione di questo singolare piccolo impero ? Allora salpiamo, lestofanti, Har Har !!!

Fuggiamo Galeotti !

Con un setting così sfizioso non poteva mancare un leggero accenno di trama, giusto per connettere le diverse missioni della campagna, organizzata ovviamente in modo graduale per permettervi di prendere confidenza con la meccanica di gioco e le strutture che dovrete costruire. Sì, perché il successo delle vostre missioni dipenderà in gran misura dalle strutture, produttive e non, che verranno erette sulla vostra isola, ma andiamo per ordine e caliamoci prima nella parte.
Da bravo galeotto di sua Regia Maestà, avete colto l’occasione di evadere non appena questa si è presentata sotto forma della formosa (ehm, gioco di parole estivo, perdonate) Charlotte, con la quale vi siete avventurati nei mari proibiti sfuggendo a mille pericoli, bla bla ... insomma, eccovi approdati su uno sperduto isolotto abitato da un pugno di bucanieri, gentilmente offertisi di aiutarvi, e che finiscono sotto il comando vostro e della vostra avvenente compagna di avventure. Unico inconveniente: mentre voi già vi eravate fatti un bel bagno con gli unguenti Compagnia dei Caraibi® (e dopo mesi di prigione non è cosa da poco) e mentalmente preparati a una notte di follie, scoprite con sommo rammarico che la bella indomita (e un po’... OK non dico niente) è partita lasciandovi delle consegne (ma chi si crede di essere, Geena Davis ?): organizzare l’isola e renderla produttiva per il suo ritorno (da dove non si sa), quando insieme allestirete una vera flotta pirata ! Wow ! Suona interessante, no ? Allora mettiamoci al lavoro !
Il core del gioco sta nell’isola che controllate e nella vostra capacità di renderla un luogo al contempo produttivo, gradevole e pacifico. Partendo infatti da alcune sparute capanne dovrete provvedere ad amministrare le risorse e ad erigere le strutture adeguate per avviare la micro-economia che vi permetterà di iniziare la vostra attività di pirata. Sull’isola si trovano pochi pirati e un certo numero di prigionieri che saranno destinati al lavoro. Il vostro compito sarà essenzialmente di ordinare la costruzione degli edifici più adatti permettendo a determinate produzioni o attività di essere avviate: piantagioni per sfamare, raffinerie per dissetare, fabbri per le armi, bordelli e taverne per il divertimento e così via. Esiste inoltre un delicato equilibrio tra i pirati, che esigono svago e soddisfazione, ma anche ordine, e i prigionieri, che vogliono essere meno controllati. Esistono strutture adibite a diffondere sia ordine che anarchia, e l’equilibrio tra le due determinerà uno dei fattori di soddisfazione delle due classi di abitanti. Attenzione, perché pirati insoddisfatti o schiavi imbestialiti possono essere altrettanto pericolosi.
Non sarà possibile controllare direttamente i soggetti, ma solo realizzare le strutture adeguate ed attendere che la forza lavoro venga smistata. Al massimo sarà possibile emanare editti con i quali impartire ordini generali o concedere benefici a isolani e pirati, come un arruolamento forzato tra i pirati, o l’organizzazione di un festival o altro ancora, giusto per tenere la soglia di gradimento del vostro operato a livelli accettabili.

All’Arrembaggio !

Trattandosi di un piccolo impero costruito sulla pirateria, va da sé che una delle primarie fonti di reddito saranno proprio le scorribande dei vascelli che partiranno dai vostri moli. Prigionieri da mettere al lavoro (soprattutto per estrarre metallo e lavorare la legna) e oro da custodire nei forzieri sono le vostre necessità primarie, e solo le spedizioni piratesche ve li procacceranno. Ma dietro ad ogni spedizione sta un’attenta preparazione: le navi vanno rifornite, gli equipaggi vanno sfamati, assecondati ed allettati con birra, donne e divertimenti, ed al loro ritorno gradiscono trovare la loro isola tutta in ordine e non certo in mano a prigionieri riottosi. Inoltre può darsi che le missioni finiscano male, e voi dovrete prontamente ricostruire le vostre navi per rimpiazzare le perdite.
Una volta equipaggiata con razioni, armi, cannoni e quant’altro, la nave potrà essere indirizzata verso un certo tipo di missione, sia essa lo scorazzare per mare in cerca di bottino, oppure assalire un insediamento terrestre per rapire persone specifiche (lavoratori qualificati per gestire gli edifici avanzati) o ancora esplorare nuove rotte commerciali. Potrete anche regolare il livello di aggressività e altri fattori relativi al comportamento dell’equipaggio, ma, purtroppo, ogni azione navale sarà lasciata alla simulazione dell’I.A., mentre voi ve ne starete sul vostro isolotto a dirigere la produzione.
Al suo ritorno da ogni viaggio, la nave attraccherà carica di tesori, armi e prigionieri fatti sulla terra ferma o a danno di altre navi, e tra di essi potreste anche trovare persone ricche, che potrebbero avere un gran valore economico: aspettare il momento giusto per poi emettere un decreto di riscatto su un prigioniero rinomato potrebbe fruttare un bel gruzzolo, molto di più che tenerlo a lavorare in un campo di banane. Nel gioco sono presenti anche attività di diplomazia, da gestire con cura, per non inimicarsi potenze navali come la Spagna o l’Inghilterra, che potrebbero anzi divenire ottimi partner commerciali. Lasciar andare le navi che battono bandiera di una nazione alleata può fruttare molto alle vostre casse, mentre andarci troppo pesante con navi di un’altra vi procurerebbe solo una taglia e magari un’invasione armata in casa vostra. Fare il pirata non è dopotutto questione di sole cannonate…

Il Re dei Pirati ?

Tropico 2 mi trova abbastanza interdetto quando si tratta di dare un giudizio. Interdetto perché se è vero che si sentiva la mancanza di un gestionale fra i titoli più recenti e che l’impatto con l’ambientazione e l’atmosfera è decisamente positivo, è anche vero che la il livello di sfida del gioco lascia alquanto a desiderare, e la complessità non è così elevata da permettere un approccio diversificato e personale. Gli edifici non sono in numero troppo elevato, e l’impossibilità di impartire direttamente ordini a lavoratori ed equipaggio a volte è frustrante. Pare che il succo del gioco sia costruire edifici e stare a guardare mentre l’I.A. smista prigionieri e pirati e l’economia prende lentamente piede. Si ha l’impressione che, volendo segnare un distacco marcato dal primo episodio, dove la parte di produzione e commercio era preponderante, gli sviluppatori abbiano voluto rendere più rilevante il ruolo della pirateria, ma non abbiano centrato appieno il bersaglio, abbozzando appena qualcosa che richiederebbe una maggior definizione.
Le molte statistiche che illustrano le condizioni del vostro dominio e come correggere eventuali lacune gestionali possono all’inizio soddisfare per la loro completezza, salvo poi scoprire che possiamo solo indirettamente agire su di esse. Non c’è in altre parole la sensazione di immediata efficacia delle nostre scelte, e questo dispiace soprattutto considerato che l’ambientazione è resa magistralmente e con una grafica molto curata.
Si tratta quindi non di un gioco sui pirati, ma, come recita il titolo stesso, sul covo dei pirati, anche se questo non giustifica l’eccessiva semplicità del gameplay: a mio avviso si sarebbe dovuto approfondire il controllo, specialmente sulle navi, e variegare maggiormente obiettivi e strategie attuabili - d’accordo, si tratta di un gestionale dopotutto, ma lo trovo comunque troppo limitato, mentre risulta certamente di maggior gradimento e stimolo la parte socio-diplomatica, che riesce a dare un certo sapore ad un gioco altrimenti troppo leggero per saziare appieno.

    Pro:
  • Ideale per i non-hardcore gamers
  • Colonna Sonora azzeccata e piacevole
  • Atmosfere e Grafica di buon livello
    Contro:
  • Sconsigliato ai più esigenti
  • Gestibilità limitata
  • Longevità ridotta

Calura Pre Estiva ? Niente paura, si salpa per i Caraibi !

Salve a tutti, bella giornata eh ? Date un’occhiata fuori dalla finestra e ditemi: avete caldo ? Siete costretti a girare per casa, col soave ronzio delle cicale che trapassa mura e porte (le finestre sono debitamente aperte immagino) a tenervi compagnia, abbigliati in tenuta balneare – o peggio – sudando come irrigatori campestri e il minimo sforzo vi abbassa la pressione a livello vecchietta spossata ? Bene, anche io. Ma se volete posso portarvi con me in un luogo lontano, dove il caldo non è così opprimente come nelle giungle d’asfalto, primo, perché là c’è una piacevole brezza costiera e, secondo, perché a quell’epoca ancora non esistevano le giungle d’asfalto.
Di quale posto sto mai parlando ? Ovviamente dei Caraibi, i Caraibi del XVII secolo, terra di nessuno, circondata da mari incontaminati e battuti lega a lega dai temibili galeoni dei pirati ! Il clima era decisamente più accettabile, e forse la vita meno caotica, forse… Sicuramente non per colui che aspirava a divenire il Re dei Pirati – un tizio del tutto fittizio, necessario a giustificare l’esistenza di uno strategico gestionale e, soprattutto, di queste sudatissime (in ogni senso) righe.
Tutta questa pappardella per introdurre il giochillo che vado a presentarvi, ossia Tropico 2 – Il Covo dei Pirati, che ripropone in chiave riveduta e corretta lo scenario e la dinamica di gioco del suo predecessore (Tropico, of course) riportando sullo schermo un genere un tantino eclissato, per condire quel gameplay che i pargoli svezzati a pane e Sim City hanno imparato ad amare con un tocco di esotico e di avventuroso.
Non si tratta tuttavia di uno strategico dai toni epici come potrebbe essere un film sui pirati, o un duello navale in stile Warcraft 2 - tutt’altro: si tratta di un gestionale appunto, che vi metterà di fronte a problemi di natura non strettamente bellica, quanto di amministrazione della vostra bella isola, covo di malfamati tirapiedi che si lanciano in mare aperto a mietere bottini e schiavi per alimentare la vostra economia, il tutto con una punta di leggerezza e di spensieratezza (sul box del gioco si parla di “esilarante simulazione” ma non prestateci troppa attenzione, si sono un po’ montati la testa...).
Voglio segnalare subito la cura dedicata dai developer alla realizzazione dell’ambiente, magnificamente descritto con una grafica pulita e precisa, dall’ampia scalabilità. Il fattore di zoom ha un range molto vasto, che vi permette di passare sa una panoramica globale, alla lettura delle insegne di un singolo edificio senza perdita di dettaglio. Inoltre, con l’ausilio degli effetti 3D il tutto risulta più vivo e palpabile, come ad esempio il mare che si frange sulla spiaggia con le sue onde ritmiche. Anche il comparto audio è di impatto davvero positivo, con una gamma molto vasta di effetti sonori (addirittura i prigionieri si lamentano nella loro lingua madre, sia essa francese, inglese o spagnola!) e alcune tracce di sfondo davvero azzeccate (tuttavia ce ne sarebbero potute stare di più).
In sostanza abbiamo quindi per le mani un titolo che riesce subito ad accattivare con il suo disegno gradevole e la sua musica rilassante e che non attende altro che di essere giocato. Non ci resta allora che andare a vedere da vicino gli aspetti meccanici e gestionali di Tropico 2 !