Winning Eleven 7  0

Winning Eleven 7: il Re è tornato

Winning Eleven Mania

Fare una cronologia completa di tutti i Winning Eleven usciti è pressoché impossibile nonché inutile, è importante invece conoscere come Konami disponga la cadenza delle sue uscite. Ogni anno appaiono infatti tre versioni della sua simulazione calcistica, la prima in periodo primaverile-estivo, che porta nel titolo la nuova numerazione (come nel caso di Winning Eleven 7) ed è notata delle maggiori novità, seguita nel mese di Ottobre da una versione dedicata al campionato Giapponese e denominata J-League, per finire con una versione riveduta e corretta che solitamente prende la dicitura Final Evolution, dove sono presenti rose aggiornate e raffinamenti apportati al gameplay.
Insomma, gli appassionati della simulazione calcistica made in Konami non possono proprio lamentarsi!

L’utilizzo dei caratteri Giapponesi è sempre stato un grosso ostacolo per comprendere appieno tutte le opzioni e le novità introdotte in ogni episodio della serie, e questo settimo capitolo non fa eccezione.
Solo il menu principale è infatti tradotto in lingua anglosassone, peculiarità che permette almeno di capire facilmente cosa bisogna selezionare per disputare ad esempio una partita veloce, un torneo oppure la master league, modalità fulcro del gioco ma anche maggiormente penalizzata dai kanji presenti all’interno del gioco.
Scorgendo tra i vari menu si notano però subito alcune novità, in primis l’aggiunta di una nuova sezione denominata Winning Eleven shop, nella quale grazie ai punti acquisiti dopo una vittoria di una competizione oppure in seguito al completamento di una sfida nella sezione di training, potremo sbloccare nuove opzioni, squadre e giocatori segreti, effetti sonori e così via. La master league vede la presenza di un maggior numero di squadre di club, che vanno ad aumentare il numero di gironi e delle competizioni extra presenti, senza contare una più completa gestione delle statistiche, dei trasferimenti e del calciomercato.
La sezione di training ha subito ugualmente un grosso boost nelle modalità presenti e nelle opzioni disponibili, divenendo così una buona scuola per i giocatori alle prime armi, ma anche per i veterani della serie.
Chiudiamo la descrizione delle novità presenti nelle opzioni con la modalità di edit, che in questa versione impressiona per la completezza e per le scelte a disposizione; solo per fare un esempio, adesso sarà possibile modificare ogni singola caratteristica del volto dei giocatori, con conseguenti maggiori possibilità di personalizzazione della propria rosa di giocatori.

Kabira Mania

Molti di voi si saranno chiesti chi è quel pazzo scatenato che sottolinea con urli ed esultanze ogni azione dei giocatori in campo in Winning Eleven. Ebbene, il suo nome è John Kabira, telecronista del gioco sin dal primo capitolo della serie, e divenuto oramai componente indiscindibile dalla serie per quanto riguarda il comparto sonoro. Non sono pochi i fan club creati (ovviamente in Giappone, ma anche in Italia ci sono molte persone che lo hanno eretto a vero e proprio mito) per questo vero è proprio “personaggio”, e frasi come “Shutooo! e “Marcatore!” sono oramai entrate nell’immaginario di tutti i giocatori di Winning Eleven.
Volete conoscere il volto di Kabira? Abbiamo recuperato un'immagine per voi!

Tutti i miglioramenti elencati poche righe più sopra vengono però sgretolati una volta scesi in campo, dove Winning Eleven 7 mostra ancora una volta la sua immensa classe e la capacità oramai più unica che rara di regalare divertimento ai giocatori che impugnano il pad in mano, senza particolari sensazioni di deja vu.
I volti dei giocatori hanno raggiunto, soprattutto per quanto riguarda quelli più carismatici e famosi, vette incredibili di somiglianza con le loro controparti reali, e nelle inquadrature ravvicinate (ad esempio dopo aver segnato un goal o sfiorato la rete in seguito ad un’azione offensiva) saranno riconoscibili immediatamente grazie ai loro tratti somatici. L’utilizzo anche in questa versione del motore grafico Renderware da parte di Konami Tyo restituisce degli stadi di buona fattura dal punto di vista poligonale, ma una realizzazione ancora insufficiente del pubblico, che seppure animato si riduce a mere texture spalmate su pixel bidimensionali. Sensazione decisamente diversa la danno i giocatori in campo, che si muovono in maniera fluida e armoniosa e riescono ad imitare in tutto e per tutto i loro alter ego. Konami ha infatti operato un’azione di ulteriore raffinamento per quanto riguarda le movenze dei calciatori e il loro repertorio di animazioni, il tutto ad un frame rate ancorato stabilmente sui 60 frame al secondo, senza alcun rallentamento anche in situazioni più affollate. La differenza tra i giocatori maggiormente dotati tecnicamente e gli altri sarà visibile ad esempio durante i dribbling e negli stop, oppure ancora sotto porta in concomitanza di tiri, pallonetti od incornate di testa. Anche la fisica del pallone ha beneficiato di qualche raffinamento, sempre mirato a regalare un realismo estremo e mai raggiunto da nessuna simulazione calcistica. Tutto questo si traduce in un varietà di gioco accresciuta e di una maggiore equilibratura dei giocatori in campo, anche quando gli avversari saranno controllati dal computer. Il giocatore quindi potrà creare azioni ragionate e varie come mai successo prima e non raramente capiterà di segnare un goal già visto in televisione, complici le movenze dei portieri e dei giocatori più blasonati. Fa piacere inoltre constatare l’introduzione di novità magari auspicabili già da molte edizioni ma che soltanto adesso sono state introdotte: stiamo parlando infatti della regola del vantaggio, dei falli di mano e della possibilità di visualizzare il replay in ogni momento della partita.

Le uniche incongruenze si hanno forse con i tiri (soprattutto da fuori area) che nella fase di preparazione appaiono un po’ troppo lenti, e quindi hanno la possibilità di andare a buon fine solamente se si hanno davanti grossi spazi a disposizione; ad ogni modo con un po’ di pratica questo difetto può essere limato di molto.

Commento

Era un compito molto difficile, ma ancora una volta Konami è riuscita nell’intento di migliorare un titolo già di elevata caratura sotto praticamente tutti i punti di vista. Winning Eleven 7 è LA simulazione calcistica per eccellenza e offre rispetto al suo predecessore una maggiore varietà di gioco, più equilibrio in campo e ancora più realismo. Le partite multigiocatore offrono, in attesa di una vera modalità online, un’esperienza di gioco unica ed ancora più appagante. Konami è stata infatti attenta ad evolvere e affinare ogni aspetto della sua simulazione, dalla meccanica di gioco alle opzioni offerte al giocatore. Forse solo l’uscita del titolo si colloca in un periodo poco felice, poiché in pieno calciomercato e di conseguenza con formazioni non aggiornate con gli ultimi trasferimenti.
Cosa dobbiamo aspettarci per le prossime versioni? Forse una maggior cura per le rose e per gli stadi, tutto il resto lo abbiamo già a disposizione.

    Pro:
  • Meccanica di gioco ancora più raffinata
  • Opzioni di gioco numerose
  • Realismo e divertimento allo stato puro
    Contro:
  • Rose non aggiornate con gli ultimi trasferimenti

Cominciare con un cappello introduttivo adeguato per un titolo di tale caratura non è sempre cosa facile, soprattutto se stiamo parlando di Winning Eleven, simulazione calcistica per eccellenza che viene proposta da Konami ogni anno in tre versioni differenti, pronte a sfamare tutti gli appassionati di calcio digitale e non.

Da questo settimo capitolo bisogna quindi aspettarsi molto, e se la tanto agognata modalità online non è stata implementata nemmeno in questo settimo capitolo, possiamo dire che Konami Tyo ha fatto ancora una volta centro, regalandoci una simulazione calcistica virtualmente perfetta.