X-Men: Next DimensionX-Men Next Dimension 

Sono innumerevoli i tie-in basati sugli X-Men. Dopo i due Mutant Academy su PSOne, Paradox ci riprova con una versione del suo picchiaduro per il monolite nero

Un gioco già vecchio

Il problema principale di questo titolo è che pur introducendo nuovi elementi rimane sostanzialmente simile al suo predecessore uscito a più di un anno di distanza, l’intero concept quindi risulta vecchio se confrontato con la complessità dei titoli moderni. Se è possibile sono stati addirittura peggiorati alcuni elementi come il sistema di controllo e l’intelligenza artificiale dei nemici,lo stesso comparto grafico denuncia un brusco calo di qualità se confrontato con i splendidi predecessori. La trama, puramente accessoria, vede gli X Men e Magneto, acerrimi rivali, unirsi per scongiurare la minaccia di Bastion che vuole eliminare tutti i mutanti senza distinzione. Le modalità presenti sono le solite Arcade, Versus, Survival e Pratice. A queste si aggiunge lo Story Mode, una modalità abbastanza usuale se non fosse per il modo in cui è stata strutturata. In pratica il giocatore deve impersonare obbligatoriamente un determinato personaggio per un certo numero di scontri, superati il quale sarà libero di sceglierne un altro tra una piccola rosa di combattenti e così via. L’idea non è certo strutturata nel migliore dei modi: pur variando il personaggio, infatti, la sequenza degli intermezzi in CG sarà la stessa così come la serie di combattenti da affrontare. Fa comunque piacere notare che almeno sia stato proposto qualcosa di originale all’interno di un titolo che di originale in fondo ha ben poco. Nell’Arcade invece sarete impegnati ad affrontare una serie di personaggi così come accade in tutti gli altri picchiaduro presenti sul mercato. Il numero dei personaggi è salito a 20 più 4 segreti selezionabili dopo aver portato a termine il gioco. Le altre 2 modalità non hanno bisogno di spiegazioni.

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Sul campo di battaglia

Una volta scesi nell’arena, qualunque modalità voi scegliate, vi ritroverete ad affrontare avversari dotati di una buona quantità di mosse e colpi speciali. Le mosse eseguibili si dividono in debole, medio e forte, mentre le supermosse richiedono come sempre una certa combinazione di tasti ed il riempimento tramite combo di tre barre poste appena sotto la barra energetica. Ogni barra rappresenta una “super” diversa, la peculiarità sta nel poter caricare una barra specifica a proprio piacimento a seconda della necessità. Le mosse disponibili sono numerose, tuttavia la strana IA dei vostri nemici vi porterà ad eseguire sempre le stesse combo poiché gli avversari soffrono di una sindrome che caratterizza tutti i beat’em up dai tempi di Street Fighter 2: nei picchiaduro mal bilanciati capita spesso che al combattimento studiato sia preferito l’utilizzo di poche tecniche, questo perché l’algoritmo alla base dell'intelligenza artificiale dell'avversario recepisce tardivamente che la tattica fino ad allora adottata debba essere cambiata in fretta. Fortunatamente questo difetto è compensato dal livello di difficolta, abbastanza alto già dopo il quarto o quinto combattimento. Le mosse aeree, criticate nella precedente versione, sono state riviste ma in negativo visto che, se prima erano troppo efficaci, adesso risultano essere controproducenti. Le arene, che riprendono il concetto già espresso in Dead or Alive, sono divise in sezioni raggiungibili solamente nel caso di “lancio” dell’avversario contro una struttura. Questa volta però le sezioni stesse rappresentano i vari stage riducendo così il numero di ambientazioni disponibili. Il sistema di controllo dei personaggi, ben studiato nei precedenti episodi, risulta essere in questa versione un po’ goffo, anche a causa di alcune animazioni non perfettamente realizzate. Il gioco, inoltre, sembra rispondere tardivamente ai comandi impartiti, risultando lento, ciò contribuisce a limitare a volte l’elemento tattico in favore dello smanettamento folle sui tasti. Complessivamente tutto l’impianto di gioco sa di già visto e i difetti citati, pur non essendo in effetti troppo pesanti, non contribuiscono di certo alla valutazione finale del titolo. Nota finale per i caricamenti, veramente troppo lunghi tra un combattimento e l’altro, la vastità dei fondali non spiega da sola i tempi di attesa così lunghi quando un DoA2 per giunta più vecchio e più complesso riusciva a caricare gli stage in metà tempo.

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"For a better tomorrow”

Anche a livello grafico, Next Dimension non brilla di certo. Le animazioni pur essendo realizzate egregiamente soffrono a volte di una certa goffaggine, mentre i modelli poligonali denotano uno complessità perlopiù modesta. I fondali sono enormi ma poco complessi, inoltre le texture che li coprono spaziano da un valore sufficiente allo scialbo nella pavimentazione di alcuni stage. Nonostante ciò tutto il comparto grafico riesce comunque a dare la sensazione di stare all’interno di un fumetto. La grafica molto colorata risulta adatta al tipo di ambientazione e gli effetti speciali, pur non essendo sempre all’altezza (vedi lo strano effetto che avvolge le carte di Gambit), riescono a conferire la spettacolarità richiesta dalle varie evoluzioni e super mosse. Il comparto audio è quello meno curato. Gli effetti sonori sono buoni ma il parlato è appena discreto. Tra l’altro i personaggi continuano a ripetere ossessivamente le stesse frasi ad ogni combattimento, cosa che non da fastidio nella modalità arcade ma stona decisamente nello Story Mode. A contornare il tutto dei brani musicali decisamente anonimi.

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Commento

L’ho ripetuto più volte: X-Men: Next Dimension è un gioco già vecchio in partenza. Non che sia brutto, sia chiaro, però i picchiaduro moderni sono ben altra cosa. Dispiace vedere una serie partita bene finire in questo modo ma evidentemente Paradox aveva ben poca voglia di portare a termine il progetto, o forse si è lasciata tentare dall’usanza parecchio in voga oggi di nascondere dietro una licenza famosa un gioco non particolarmente brillante. La licenza X-Men è stata sfruttata per confezionare un prodotto appositamente creato per i fan dei Super Mutanti, gli altri credo che troveranno ben poco appetitoso un prodotto tutto sommato discreto contando che in giro ci sono giochi del calibro di Virtua Fighter 4 e Tekken 4.

PRO:
+Story Mode originale
+Parecchi personaggi selezionabili
+Alto numero di mosse e colpi speciali

CONTRO:
+Concept riciclato dai precedenti episodi
+Graficamente deludente
+Sistema di controllo non ineccepibile
+Sa di già visto

Se c’è una cosa che è rimasta inalterata negli anni nel mondo dei videogiochi, quella è sicuramente la stretta parentela che li lega ai fumetti: un'inestinguibile fonte di ispirazione che ha generato una miriade di titoli ispirati a questo o a quest’altro personaggio della carta stampata. Senza fare un elenco, cosa peraltro impossibile, vi basti sapere che i soli titoli ispirati alla saga di Wolverine risalgono a più di 10 anni fa ed evidentemente se continuano ad uscirne significa che il fascino di questa serie non si è ancora esaurito. Lo sa bene Paradox Development, artefice dei due Mutant Academy su PSOne, picchiaduro che hanno riscosso parecchio successo grazie ad una valida meccanica e ad uno straordinario comparto grafico. Oggi Paradox ci riprova con questo Next Dimension, purtroppo però il risultato non è quello che tutti ci aspettavamo.