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Ash, Maja, Melinda? Ma che nomi sono?

Si inizia a giocare impersonando Ash , poi mano a mano si incontrano gli altri membri della squadra, Maja , Melinda e il roccioso Judd. E qui incontriamo subito la prima peculiarità del titolo EA: questi non sono dei semplici comprimari, ma avranno un peso decisivo nell’evoluzione della storia. Infatti è possibile dialogare con loro, impartirgli dei semplici ordini e usufruire dei loro equipaggiamenti. L’impostazione esemplifica molto l’idea alla base di giochi tipo Rainbow Six e Swat: attraverso un menu accessibile velocemente mediante il tasto quadrato, possiamo ordinare e quindi coordinare i movimenti del gruppo: non c’è la possibilità di assegnare dei cosiddetti rally point, ma perlomeno gli amici del gruppo faranno esattamente quello che gli si dice: captato l’ordine appare una finestra in alto a sinistra in cui si vede il nostro compagno accettare ed eseguire di buon grado l’incarico assegnatogli

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Follow me home! Baby!

I principali comandi sono: follow, cioè si impartisce l’ordine di seguire il leader, recon, pattugliamento, stay, fermi e buoni tutti!!, attack e spread, che significa allargarsi e mantenere una distanza di sicurezza gli uni dagli altri quando si attacca. Si può anche stabilire la strategia, l’atteggiamento da assumere nei confronti della missione: assault e stealth. Chiaramente il primo comporta lo scontro frontale col nemico, il secondo invece privilegia l’elemento sorpresa, colpire alle spalle e poi scappare. Altro elemento cooperativo importantissimo è come precedentemente detto la condivisione dell’inventario: armi, proiettili, oggetti e medikit vari si possono assegnare a qualunque membro della squadra. Di conseguenza scegliere se e cosa prelevare dal proprio o altrui inventario assume un’importanza strategica enorme : mi curo io o curo il mio compagno morente? Sono poco pratico col fucile da cecchino? E allora diamolo a qualcuno più capace di me!! Più o meno le scelte sono di questo tipo, e combinandole con i comandi e le strategie da assegnare, influiranno pesantemente la soluzione di certi passaggi. Di conseguenza la rigiocabilità del titolo viene incoraggiata. Per definire in breve l’impostazione di X Squad possiamo dire che la componente arcade, se mi passate il termine, prevale su quella più puramente simulativa. In fin dei conti l’azione prevale sulla strategia, si fa più affidamento sulle armi che sulla materia grigia, ma il giusto mix delle due componenti è molto azzeccato. Non siamo di fronte al nuovo Metal Gear, le basi sono le stesse, ma lo svolgimento è estremamente diverso. Dopo questo lungo preambolo, che mi sembrava giusto fare, vista la non facilissima collocazione del titolo in un unico genere, passiamo a parlare di X Squad da un punto di vista più tecnico, la grafica. Alcune cose sono molto belle, altre no. Esaustivo come non mai, direi! 4

Ho un nuovo lavoro! Mi infiltro nelle basi nemiche...

Il fatto è che si passa da valori di eccellenza a mediocrità sconvolgente. I membri della squadra sono di fatto costruiti, texturizzati e animati a regola d’arte. I modelli della squadra X sono eccezionali: Ash, il nostro uomo, è incredibile: Non contenti di stupirci con livelli di dettaglio a dir poco parossistici, tipo la maglietta aderente grigia modello Juventus che riflette manco fosse uno specchio lucido, oltre al viso e all’attaccatura dei capelli, anch’essi grigi, ci ubriacano con delle animazioni paurose. Vedere Ash che si aggira con aria circospetta all’interno della base riuscendo pure a scorgere il roteare delle pupille è assolutamente un ‘esperienza incredibile. Gli effetti di luce sono nella norma, invece nebbie e vapori vari sono bellissimi. Stesso discorso va fatto per i compagni di squadra, mentre i nemici all’interno della base, pagano lo scotto di un livello di dettaglio minore. La realizzazione dei fondali è purtroppo abbastanza mediocre: sono poveri di dettaglio, le texture sembrano spiaccicate sui poligoni , e non delicatamente appoggiate. In più la costruzione delle varie locazioni non è molto varia: sembra di aggirarci in sterminate mappe di Quake in attesa che qualcuno ci colga alle spalle . Manca quel qualcosa che da un tocco di verosimiglianza in più a un mondo palesemente artificiale. Il metodo di controllo può dare l’impressione di essere terribilmente complicato, sfruttando infatti tutti i tasti del pad, dorsali e stick analogici compresi. Invece dopo pochi minuti si riesce a padroneggiare tutto perfettamente. Muovere mirino e telecamera tramite i 2 stick, è contemporaneamente facile da fare ma terribilmente impreciso. Quasi mai si riesce ad essere precisi nel mirare, e anche abilitare l’opzione autoaim servirà a ben poco. 5

Pericoloso per la mia vita? No! Ho la memory card!

La gestione della telecamera ci costringe a modificare in corsa l’angolo di ripresa dell’azione, e quando si ha molta gente addosso, questo comporta di solito morte prematura. Come ormai d’abitudine in ogni stealth game che si rispetti ci verrà offerta la possibilità di affacciarci da dietro i muri, il cosiddetto lean, che ci permette di evitare dispendiosi scontri frontali. L’intelligenza artificiale dei nemici è buona nel complesso, anche se talvolta dimostrano di essere poco reattivi. Capita spesso che dopo aver sentito qualcosa non vadano assolutamente a controllare cosa esso sia. Comunque anch’essi concerteranno azioni di gruppo, senza però dare l’impressione di essere realmente coinvolti in quello che fanno. Un'altra peculiarità che fa pendere X Squad più verso l’azione e l’arcade che la strategia e la simulazione pura è la varietà di movimenti che possiamo performare. Infatti se non fosse per la visuale in terza persona sembrerebbe di giocare ad un FPSqualsiasi. Tutti i movimenti principali sono mutuati dai i titoli come Quake e compagnia. I boss di fine livello si superano con una serie infinita di strafe circolari molto divertenti e appaganti da eseguire, ma che danno l’impressione di stonare in un titolo costruito come “simulatore di intrusione stealth di gruppo” . 6

Un'ottima idea! Anzi un gioco banale!

Riassumendo , il titolo EA è pieno di contraddizioni: vuole essere un titolo “serio“ , ma alla fine più che un Rainbow Six semplificato è un Quake in terza persona. Dovrebbe essere divertente e compulsivo quindi, ma sul lungo periodo i livelli sono molto simili tra loro, la noia arriva e si va avanti più per onor di firma che altro. Preso come uno sparatutto anomalo fa il suo dovere, è più adatto ai neofiti che a coloro hanno terminato Half Life, Thief e Metal Gear. Insomma un prodotto rovinato da un eccesso di semplificazione, che spreca delle soluzioni a dir poco geniali, come l’evoluzione dei personaggi modello rpg, per cercare di soddisfare anche quelli non avevano mai sentito parlare di titoli di questo genere. Ottime idee di partenza, ma banalizzate da una realizzazione e da un’impostazione globale assolutamente non all’altezza. 7

X Squad!

X Squad è il primo di una lunga serie di action–stealth game che di sicuro invaderà la Ps2 nei mesi a venire. La trama è la solita: cosa sarà successo al personale della base supersegreta ? Inviamo una bella squadra esperta in missioni non ufficiali e ripuliamo tutto a dovere, questo è quanto! 1