AMDAMD Zen - Il punto di svolta 

AMD si prepara a tornare in campo con una serie di CPU ridisegnate da zero

Dopo aver speso buona parte degli ultimi anni quasi interamente sulle APU, vitali per l'economia della compagnia anche grazie all'impiego nelle console Sony e Microsoft, AMD si è data una svegliata negli altri settori a partire da quello software i cui miglioramenti hanno permesso alle GPU della scorsa generazione, tra l'altro refresh di tecnologie precedenti, di tornare competitive. E con l'architettura Polaris le Radeon hanno toccato nuove vette nel rapporto tra qualità e prezzo, recuperando rispetto a NVIDIA anche parte del gap dal punto di vista dell'efficienza energetica. Grazie a queste mosse, le prospettive per il prossimo futuro di AMD sono decisamente più rosee di quanto non lo fossero anche solo pochi mesi fa ma all'appello mancano ancora le nuove CPU discrete che hanno l'importante compito di farci dimenticare lo scivolone della tecnologia Excavator. AMD Zen - Il punto di svolta La nuova architettura, lo sappiamo da tempo, si chiama Zen ed è stata finalmente mostrata al mondo con un evento presentato a San Francisco dalla CEO AMD Lisa Su e con un'interessante conferenza online. Parliamo col dire che le nuove CPU mantengono, almeno secondo i test interni, la promessa del 40% di istruzioni per ciclo in più rispetto ai processori AMD della generazione precedente. L'aumento prestazionale è accompagnato dall'inevitabile riduzione dei consumi garantita anche dall'adozione degli stessi transistor FinFET a 14 nanometri, già utilizzati per le GPU Polaris. I transistor Samsung sono decisamente più efficienti di quelli a 28 nanometri impiegati per le famiglie di CPU Excavator e Steamroller ma non sono l'unico punto di forza delle nuoce CPU AMD. I processori della prima serie di processori Zen, nome in codice Summit Ridge, dispongono di otto core, questa volta tutti interi, e mettono in campo 16 thread grazie alla tecnologia Simultaneous Multi-Threading che funziona in modo analogo all'HyperThreading dei processori Intel. L'altro grande cambiamento riguarda la cache che che può contare anche su una cache micro-op con scheduler indipendente, 8MB di cache di livello tre, una cache di livello due unificata da 512kb e una cache di livello uno separata in un blocco da 64k a quattro vie per le istruzioni e in uno da 32k a 8 vie dedicato ai dati. Tutto questo garantisce alla cache di livello tre una banda cinque volte superiore rispetto al passato e contribuisce a migliorare diversi aspetti del processore a partire dal caricamento delle istruzioni. Grazie a branch prediction migliorata, ampiezza di esecuzione maggiore e scheduling delle istruzioni rivoluzionato, i miglioramenti dichiarati si traducono nel 75% di efficienza in più nella gestione delle istruzioni e nella capacità, da parte dei nuovi processori, di gestire istruzioni il 50% più ampie.

La prima CPU AMD Zen scende in campo sfidando un processore Intel di fascia estrema

Zen versus Broadwell-E

Guardando alle dichiarazioni e alle specifiche rese note sembra proprio che le nuove CPU Zen siano in grado di colmare il divario rispetto ai processori Intel, ma i proclami aziendali lasciano il tempo che trovano. Per dimostrare che i numeri dichiarati non sono aria fritta AMD ha deciso di far competere la CPU Summit Ridge contro il Broadwell-E Core i7-6900K, anch'esso contraddistinto da 8 core e 16 thread. L'unico accorgimento per il test in questione è stato quello di di portare il processore Intel da 3.2 a 3.0GHz, per equiparare la frequenza a quella della CPU Zen. Il confronto ha evidenziato risultati molto simili tra i due processori: Zen che è riuscita a completare la sessione di rendering con qualche millisecondo di anticipo sulla CPU Intel, ma prima di decretare vincitore il processore AMD è bene aspettare visto non conosciamo tutte le condizioni del test e le specifiche dei relativi sistemi. L'unico dato certo sulla configurazione AMD è l'utilizzo del chipset AM4 che supporta DDR4, PCIe 3.0, USB 3.1 e controller NVMe per sfruttare al meglio le SSD. AMD Zen - Il punto di svolta Inoltre è probabile che AMD abbia puntato a sottolineare un punto di forza della sua CPU che potrebbe non essere rappresentativo delle performance complessive ma il test ha comunque evidenziato che Summit Ridge ha senza alcun dubbio qualche freccia al proprio arco. Una di queste, lo abbiamo già detto, è l'efficienza con i 95W di consumo tipico che non dipendono dalla sola riduzione del processo produttivo. Grazie ai clock gestibili indipendentemente per le componenti del chip, grazie alla nuova cache e grazie alle ottimizzazioni, il nuovo processore AMD promette gli stessi consumi in termini di energia per ciclo rispetto a Excavator ma, lo abbiamo già detto, con l'aumento del 40% di istruzioni per clock. Il risultato, che ovviamente è ancora tutto da confermare con i test sul campo, sembra più che buono e le promesse di AMD includono ulteriori evoluzioni in grado di spremere con maggiore efficacia la nuova tecnologia. Nonostante la presentazione in pompa magna, condita anche con l'annuncio del server Naples capace di mettere in campo ben 32 core, restano ancora avvolti nel mistero alcuni dettagli tecnici a partire dalla potenza effettiva del singolo core per arrivare alla latenza specifica della cache, ma quello che siamo più ansiosi di scoprire è il prezzo. D'altronde AMD è scesa in campo sfidando un processore Intel Extreme da oltre mille euro e una politica di prezzo aggressiva potrebbe costringere Intel a rivedere i suoi piani. Purtroppo per avere dettagli in merito dovremo avvicinarci all'uscita che è prevista a cavallo tra novembre e dicembre. Nello stesso periodo dovrebbero anche arrivare informazioni sulle CPU per i portatili, che potranno anche essere fanless grazie alla maggiore efficienza, e dettagli sui nuovi system on a chip che probabilmente ritroveremo anche all'interno di Playstation Neo e Xbox Scorpio.

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