La strada davanti a No Man's Sky  113

Come potrebbe migliorare il chiacchierato simulatore di esplorazione spaziale firmato Hello Games?

Nelle ultime settimane il faccione di Sean Murray è diventato uno dei meme più abusati di Internet e il gioco di Hello Games è stato sarcasticamente ribattezzato "No Man's Lie" dai suoi detrattori. I fan continuano a difenderlo a spada tratta, ma è difficile biasimare chi ha acquistato No Man's Sky e non ha trovato le tante feature che lo sviluppatore anglosassone aveva promesso nelle sue interviste a destra e a manca. La settimana scorsa, il presidente di Sony Computer Entertainment, Shuhei Yoshida, ha sostanzialmente ammesso che Murray avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa o affidarsi a un PR.

Si è trattato di un commento... be', un po' paraculo, se consideriamo il rapporto tra Sony e No Man's Sky, ma anche molto veritiero. Nel frattempo si sono susseguiti alcuni aggiornamenti che hanno migliorato la stabilità e la qualità del software, ma che non hanno ancora trasformato No Man's Sky nel gioco che avrebbe dovuto essere al lancio. Sul fronte social, Hello Games si è fatto improvvisamente meno loquace, fatto che non è passato inosservato ai più, e un utente di Reddit si è addirittura preso la briga di compilare una lista con le feature mancanti e i link ai precisi momenti in cui Murray le avrebbe promesse durante le sue interviste. Insomma, il fenomeno No Man's Sky ha assunto contorni inquietanti, specie quando migliaia di giocatori hanno approfittato della politica di Steam per chiederne il rimborso, facendo crollare la quota degli utenti giocanti in contemporanea. La situazione ha persino attirato l'attenzione dell'Advertising Standards Authority britannica, la quale ha avviato un'indagine per pubblicità ingannevole. In questa sede non vogliamo sentenziare - in fondo, lo abbiamo già fatto nella nostra recensione - sulla qualità di un gioco che sa essere particolarmente divisivo, ma capire come potrebbe migliorare in futuro e che cosa dovrebbe implementare Hello Games per renderlo il titolo che avrebbe dovuto essere al lancio e, finalmente, fare contenti tutti... prima che inizi una vera e propria caccia alle streghe.

No Man's Sky ha diviso critica e pubblico, ma noi siamo sicuri che potrebbe migliorare moltissimo

Rotta verso l'ignoto

Miliardi di pianeti generati proceduralmente, ma poca varietà: in sintesi, potremmo definire così il paradossale algoritmo congegnato da Sean Murray e i suoi colleghi. I pianeti sono moltissimi, ma cambiano soltanto i panorami, la geometria, i colori. Può sembrare già tanto, ma alla luce di quanto promesso da Murray in realtà è ben poco, col risultato che ben presto No Man's Sky diventa un simulatore di cartoline: è bello fare le foto, ma da scoprire non c'è granché poiché le stesse strutture, risorse e scoperte si trovano su tutti i pianeti dagli angoli più remoti del cosmo al misterioso centro della galassia. I pianeti, da lontano, si assomigliano tutti. Cambiano soltanto i colori e non ci sono pianeti circondati da anelli come il nostro Saturno, nonostante Murray abbia affermato che non sarebbero mancati perché sono un vero e proprio stereotipo della fantascienza.

Inoltre, Murray aveva pure dichiarato che il ciclo giorno/notte di ogni pianeta - così come gli isotopi - si sarebbe basato sulla sua distanza dal sole del sistema di turno. Il problema è che i pianeti non girano intorno a nessun sole, né le lune orbitano intorno ai pianeti: il sole è una fonte di luce disegnata nel cielo e nello spazio, e questo significa che la sua esistenza non incide minimamente sulla geologia dei pianeti che andremo a visitare (per esempio, quelli più lontani da un sole dovrebbero essere più freddi). Quello che bisogna capire è che la proceduralità ha dei limiti: i pianeti di No Man's Sky sono sassi sospesi in un vuoto fittizio. È impensabile che i ragazzi di Hello Games possano mettere mano ai miliardi di pianeti generati casualmente per differenziarli uno per uno; d'altra parte, modificarne alcuni - anche migliaia - potrebbe essere uno sforzo inutile, dato che i giocatori potrebbero anche non visitarli mai. Come risolvere il problema? Forse si potrebbe elaborare una serie di variabili aggiuntive che tengano conto della posizione dei pianeti in ogni sistema, alterandone le caratteristiche geologiche in base alla loro presunta distanza dalle stelle. Inoltre, se proprio non si può simulare il movimento orbitale dei pianeti e delle lune, si potrebbero ritoccare i codici degli skybox perché simulino anche soltanto visivamente il movimento degli astri nel cielo. In superficie, poi, Hello Games dovrebbe implementare un numero decisamente maggiore di elementi geologici distintivi come i fiumi o i deserti che abbiamo visto nei primi trailer del gioco o i vulcani attivi. Anche le strutture erette dagli alieni tendono ad assomigliarsi tutte un po' troppo e non sarebbe male diffondere un bel mucchio di strutture nuove di zecca, magari imponenti come alcune di quelle mostrate in passato che lascino intendere il passaggio di misteriose civiltà super avanzate. Alcuni giocatori hanno scoperto persino dei portali che, però, non è ancora possibile attivare: essi potrebbero essere dei veri e propri Stargate che collegano pianeti diversi e che consentono di spostarsi a velocità luce senza dover consumare alcuna risorsa.

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Il mio nemico

Un'altra feature di cui Murray aveva parlato esaustivamente è stata minimizzata nella versione finale del gioco: ci riferiamo alle fazioni e alle loro interazioni reciproche e con il giocatore. In No Man's Sky esistono essenzialmente tre razze aliene - i Korvax, i Vy'keen e i Gek - che incontreremo un po' dappertutto, il che è già abbastanza surreale se si considera che dovremmo essere pionieri spaziali in una galassia dove le suddette razze hanno già stabilito guarnigioni e avamposti commerciali. Secondo Sean Murray, il rapporto tra il giocatore e le fazioni avrebbe dovuto alterare drasticamente la sua esperienza.

Alleandosi con una razza militarizzata si sarebbero ricavati dei benefici nel caso in cui si preferisse sparare a tutto quello che si muove, mentre una fazione più pacifista e incline all'esplorazione avrebbe garantito altri generi di vantaggi. In realtà, non c'è praticamente alcuna differenza tra le fazioni ed è facilissimo raggiungere il massimo livello di reputazione in poche ore. In generale, gli alieni svolgono tutti le stesse funzioni - commercianti, custodi, piloti di passaggio - a prescindere dalle razze a cui appartengono, e i semplici compiti generati casualmente che affidano al giocatore non sembrerebbero tenere da conto la loro storia o la loro filosofia di vita. Hello Games dovrebbe concentrarsi il più presto possibile sulle routine delle fazioni aliene, dando loro scopi e significati più importanti. Per esempio, le battaglie galattiche cui capita di assistere o di partecipare dovrebbero calcolare l'intervento del giocatore e l'eventuale reazione delle fazioni coinvolte. Se i pirati ci attaccano nello spazio vicino a una fregata dei Vy'keen, questi ultimi dovrebbero intervenire in nostro aiuto. Se decidiamo di proteggere un mercantile Korvax da un attacco dei Gek, dovrebbe verificarsi uno squilibrio che porti i primi ad aiutarci più spesso e i secondi a essere più ostili nei nostri confronti. L'intelligenza artificiale di tutte le creature che popolano l'universo di No Man's Sky lascia alquanto a desiderare, in effetti, e questa considerazione vale anche per gli esseri indigeni in cui possiamo imbatterci sui vari pianeti. La fauna può essere essenzialmente ostile oppure no, e nel primo caso gli animali alieni tendono a caricarci a testa bassa senza impiegare nessuna strategia sofisticata, che siano da soli o in branco. Eppure dovrebbe trattarsi di una semplice routine comportamentale che dipende dall'indole della creatura generata proceduralmente. Inoltre, è chiaro che la fauna risente delle modifiche che Hello Games ha apportato all'ultimo minuto: la rimozione dei fiumi, per esempio, ha comportato l'esistenza di animali che sembrerebbero bere nel nulla. La cura della fauna potrebbe sembrare un aspetto superficiale di No Man's Sky, ma in realtà contribuisce in maniera fondamentale a rendere i vari pianeti più credibili e l'esplorazione più coinvolgente. Dovrebbe esistere una catena alimentare e un algoritmo che decreti che tipo di animali esistano a seconda delle condizioni geologiche del pianeta su cui siamo atterrati. Al momento, il gioco genera proceduralmente modelli e creature totalmente a caso che non sembrerebbero rispettare nessuna regola precisa: se Murray e soci riuscissero a replicare davvero il famoso filmato "welcome to Jurassic Park" che sta facendo il giro del web, No Man's Sky farebbe un notevole passo avanti.

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Giochi stellari

L'ultimo aspetto di No Man's Sky che meriterebbe una bella revisione, a nostro avviso, possiede una certa duplicità e sfiora un problema davvero delicato della versione finale distribuita da Hello Games. Ma andiamo con ordine, perché è importante precisare che il combattimento spaziale esula quasi completamente dal tipo di esperienza che No Man's Sky dovrebbe offrire: in fondo, si tratta di una specie di simulatore di esplorazione spaziale, e Sean Murray non l'ha mai venduto come uno sparatutto.

È giusto tenere a mente questo dettaglio, ma è altrettanto corretto ricordare che Murray in persona ha discusso una gran quantità di feature che alla fine sono completamente scomparse dal suo gioco, a cominciare dalla possibilità di rinominare le astronavi scoperte. Inoltre, non esiste minimamente una presunta differenza tra i tipi di navette a disposizione del giocatore: un caccia vola e si comporta esattamente come un mercantile. La differenza tra le due navi è puramente cosmetica e, al massimo, incide solo sulla capienza della stiva, che comunque sembrerebbe proprio essere casuale. Non si possono potenziare i motori o la maneggevolezza delle navette, il che le rende fondamentalmente identiche in termini di gameplay. Dicevamo che No Man's Sky non è uno sparatutto, ma i ragazzi di Hello Games hanno insistito parecchio su questo elemento del gioco. Nella versione finale non è possibile atterrare sugli asteroidi come era stato promesso, né è possibile abbattere le stazioni spaziali e gli incrociatori. E soprattutto non è possibile farlo in compagnia di un amico o di un altro giocatore. Immaginate di sbucare dopo un salto iperspaziale in un sistema in cui un altro giocatore sta prendendo le parti dei Korvax in uno scontro con i pirati spaziali che infestano la galassia. Potreste decidere con chi schierarvi o semplicemente farvi i fatti vostri, lasciando l'altro esploratore spaziale al suo destino. Oppure potreste aiutarlo e poi atterrare sulla luna più vicina per esplorarla insieme, o semplicemente dividervi e non incontrarvi mai più. Nulla di tutto ciò è possibile perché, apparentemente, nella versione attuale di No Man's Sky non si possono incontrare altri giocatori. Questa è forse la discrepanza più famosa e importante tra quanto sostenuto da Sean Murray e quanto programmato effettivamente. L'intervista ha fatto il giro del web in pochissimo tempo e il momento in cui Sean risponde "Yeah!" con un sorrisetto beffardo alla domanda "Si può giocare con i propri amici?" è diventato praticamente il grido di battaglia dei detrattori del gioco. Ma allora si può o non si può giocare coi propri amici? La risposta è sinteticamente: no. Poco tempo dopo l'uscita di No Man's Sky, alcuni giocatori sono riusciti a raggiungere lo stesso sistema, lo stesso pianeta e lo stesso punto d'interesse per scoprire di non potersi vedere a vicenda, come se si trovassero in due istanze diverse della stessa partita.

Sean Murray aveva anche dichiarato che il momento in cui i giocatori si fossero visti a vicenda sarebbe stato catartico, in quanto avrebbe svelato un segreto importante, probabilmente la razza cui appartengono i giocatori stessi. Invece, a quanto pare, non è proprio possibile incontrarsi e quindi non si può commerciare, combattere o aiutarsi a vicenda. I ragazzi di Hello Games avevano anche reiterato sulla questione, affermando che in un universo così vasto sarebbe stato pressoché impossibile imbattersi casualmente negli altri giocatori, e il concetto stesso di socializzazione in No Man's Sky fa un po' a pugni con l'atmosfera del gioco e le sensazioni di solitudine e vastità che vorrebbe suscitare. D'altra parte, però, ci sono alieni un po' dappertutto e un gran via vai di piloti e commercianti che fanno soste continue negli avamposti situati in ogni sistema stellare. Si tratta, insomma, di un controsenso ambiguo e delicato. Ammettendo che sia possibile incontrarsi nel gioco, grazie magari a qualche aggiornamento futuro, ci piacerebbe che sia comunque un'eventualità rarissima e davvero epocale: d'altra parte siamo convinti che a questo punto sarebbe davvero difficile andare a ritoccare l'infrastruttura per implementare l'interazione tra i giocatori. Forse Hello Games implementerà davvero tutte, o quasi, le feature mancanti, o forse l'enorme polverone sollevatosi intorno al suo titolo si placherà e nel giro di qualche tempo i giocatori ricorderanno un'occasione mancata oppure un'esperienza unica nel suo genere.

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