NieR: Automata - Voci dal Sottobosco  7

A poche settimane dall'uscita, ecco un'ultima occasione per scoprire qualcosa di più sul bizzarro sequel di NieR

NieR è uno di quei giochi che lascia il segno solo se lo si consuma a fondo. Forse è per questo che critica e pubblico lo accolsero tiepidamente quando uscì nel 2010: da una parte, la genialità della trama a finali multipli era preclusa a chi doveva giocare il titolo in fretta e furia per rispettare le scadenze lavorative; dall'altra, il primo impatto non era certo memorabile, il che conduceva a una specie di circolo vizioso che alienava presto i giocatori quando sarebbe stato necessario stringere i denti e lasciarsi trasportare dalla sua originalità. Quelli che giocarono NieR fino all'ultimo salvataggio - letteralmente - sono gli stessi che ora attendono ansiosamente un sequel che nessuno si aspettava, specialmente se ad averci messo le mani sono stati anche i ragazzi di PlatinumGames, lo sviluppatore nipponico famoso per titoli del calibro di Bayonetta e Metal Gear Rising. Fra poche settimane scopriremo se NieR: Automata riuscirà a imporsi in una primavera affollata, attirando l'attenzione anche di chi non ha apprezzato il prequel, ma nel frattempo sarebbe bello saperne di più sulla filosofia alla base di questo coraggioso esperimento, non credete?

Manca poco all'uscita di NieR: Automata, ma come ha avuto origine questo imprevedibile sequel?

La grande alleanza

È importante soprattutto capire i motivi che hanno condotto a questa inusuale collaborazione, ma per farlo dobbiamo tornare al 2010 e a NieR. Come abbiamo detto, il titolo originale aveva riscosso poco successo e raccolto pareri contrastanti. "All'epoca ci fecero moltissimi complimenti per la sceneggiatura, la colonna sonora e i personaggi", precisa il producer Yosuke Saito. "I giocatori apprezzarono particolarmente il fatto che in NieR ci fossero molti finali. Molti dissero di essersi commossi a più riprese. Tuttavia, erano d'accordo quasi tutti su una cosa: il gameplay non era un granché. E quindi è su quello che abbiamo lavorato".

La decisione di affidarsi a PlatinumGames qualche anno fa poteva sembrare scontata, oggi un po' meno. Lo sviluppatore giapponese è noto soprattutto per i suoi spettacolari action game al fulmicotone, alcuni dei quali - come Bayonetta - sono diventati i capisaldi del genere. Negli ultimi tempi, però, la sua reputazione si è un po' incrinata, soprattutto dopo alcuni passi falsi clamorosi. Tralasciando The Legend of Korra del 2014, i fan delle Tartarughe Ninja non hanno ancora perdonato il pessimo Mutanti a Manhattan del 2016, nonostante di mezzo sia uscito in sordina il divertentissimo Transformers: Devastation. In più, la cancellazione di Scalebound scalda ancora gli animi degli utenti Xbox One. NieR: Automata rappresenta quindi una perfetta occasione di riscatto. "La verità è che NieR: Automata esiste solo grazie a PlatinumGames", afferma con decisione Saito. "All'inizio, Taro Yoko aveva proposto di sviluppare un semplice gioco mobile ambientato nell'universo di NieR e di Drakengard, ma proprio in quel periodo stavamo discutendo una collaborazione coi ragazzi di PlatinumGames... e così abbiamo scoperto che molti di loro erano grandi fan di NieR". Taro Yoko è il director di NieR: Automata, ma oltre al NieR originale ha lavorato anche a tutti e tre i Drakengard, una serie di mediocri action RPG che coi NieR condivide lo stesso universo. "La mia idea originale era di realizzare una specie di Farmville per telefoni cellulari ambientato nel mondo di NieR, ma quelli di Platinum Games si sono fatti avanti e ci hanno proposto un remake del primo NieR per PlayStation Vita". A quel punto, la situazione doveva essere chiara un po' per tutti. Yosuke Saito era stremato dagli anni passati a lavorare su Dragon Quest X e il futuro Dragon Quest XI, mentre a PlatinumGames non vedevano l'ora di lavorare a un progetto sostenuto col cuore. E così Yoko decise che era il momento perfetto per un nuovo NieR. "Il fatto che PlatinumGames sia uno sviluppatore ferratissimo sul gameplay mi è sembrato quasi un segno del destino: molti giocatori avevano abbandonato il primo NieR senza vedere neanche tutti i finali perché trovavano insostenibili le sessioni interattive", ammette Saito, dimostrando grande umiltà. NieR: Automata, comunque, non rinuncerà alle sue origini ruolistiche a favore di un sistema di combattimento frenetico. "Ovviamente abbiamo lavorato al gameplay come avremmo fatto con uno qualsiasi dei nostri giochi", precisa Tasahisa Taura, il designer che rappresenta PlatinumGames. "Abbiamo trattato Automata come fosse un gioco d'azione vero e proprio, rifinendolo sotto ogni aspetto. Dopodiché ci siamo avvicinati alla componente RPG in modo diverso dal solito, riflettendo su cosa ci sarebbe piaciuto vedere nel gioco. Alla fine, invece di cercare un punto d'equilibrio, abbiamo deciso di rendere ogni aspetto del gioco interessante a modo suo, nella speranza che la somma delle singole parti offra un'esperienza soddisfacente". In altre parole, NieR: Automata dovrebbe piacere sia a chi preferisce i giochi d'azione, sia a chi adora i giochi di ruolo... e per chi ama entrambi dovrebbe essere una vera e propria primizia.

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Androidi contro alieni

Okay, quindi NieR: Automata è stato sviluppato pensando ai fan del primo NieR e a quello che non aveva funzionato nel 2010. Il che lascerebbe presupporre che chi non ha giocato quel NieR si troverà in difficoltà... ma non sarà così. NieR: Automata, infatti, si svolge migliaia di anni dopo uno dei finali più struggenti di NieR. In questo nuovo scenario, la Terra è stata invasa da una specie aliena e gli esseri umani sono stati costretti a trovare rifugio sulla Luna. Ora la nostra razza sta contrattaccando con una serie di androidi comandanti a distanza denominati YoHRa: i protagonisti 2B, 9S e A2 sono proprio androidi da battaglia.

"Sono il primo ad ammettere che NieR non ha avuto successo, ma al tempo stesso so per certo che molti giocatori lo hanno amato", spiega Saito. "Ecco perché vorrei che lo conoscessero meglio molte più persone. Se avessimo sviluppato un sequel diretto di NieR sarebbero stati in pochi a giocarlo, e per questo motivo ho deciso di scrivere una storia che si regge in piedi da sola". È un'affermazione che, tuttavia, non esclude i collegamenti tra NieR: Automata e il suo predecessore, per la gioia dei fan a caccia di riferimenti e easter egg. "Devola e Popola, per esempio, appariranno anche in Automata", anticipa Saito. "Abbiamo sviluppato il gioco in modo che i veri fan di NieR potranno finalmente togliersi un certo peso dalle spalle e fare qualcosa che nel primo episodio non hanno potuto". Saito è abbastanza criptico, ma è chiaro che i giocatori del primo NieR coglieranno dei dettagli in più rispetto a chi non lo ha giocato, mentre i neofiti riusciranno comunque a goderselo lo stesso. È un approccio intelligente che sposa anche un altro tipo di filosofia. "Volevamo che ci fossero contenuti per tutti i gusti, così abbiamo cominciato coi vari livelli di difficoltà e poi siamo passati a ragionare sulla durata del gioco", prosegue Saito. A quanto pare, serviranno tra le venticinque e le trenta ore per completare la storia di NieR: Automata, ma se si vuole collezionare tutto e scoprire ogni segreto il timer potrebbe raggiungere tranquillamente la cinquantina di ore abbondanti. "La cosa più interessante è che non abbiamo contato subito i contenuti extra", rivela Yoko. "Abbiamo semplicemente continuato ad aggiungere idee su idee, assicurandoci che fossero divertenti e che si incastrassero bene nel gioco, e non perché volevamo prolungarlo a tutti i costi". Oggigiorno, molti giochi - soprattutto di ruolo - puntano molto sul cosiddetto endgame per garantire un'esperienza longeva che spesso finisce per diventare trita e ripetitiva. A detta di Saito e soci, con NieR: Automata questo non dovrebbe accadere. Il gioco è stato pensato per offrire contenuti diversi in grado di stimolare l'interesse di varie categorie di giocatori, spesso ricompensandoli con minigame e attività strampalate. "Nel primo NieR c'erano alcuni minigiochi che non si confondevano bene col resto del gioco, così questa volta abbiamo deciso di incorporarli in modo più naturale, magari sotto forma di missioni secondarie", anticipa Taura. "Per esempio, vi consiglio di potenziare tutte le armi al massimo livello. Alcune offrono poteri e abilità molto interessanti che non servono solo a combattere. Ce n'è una che sblocca uno sconto nei negozi. È strano, ma c'è una ragione precisa!"

Da questo punto di vista, bisogna ammettere che NieR: Automata ha proprio l'aria di essere una produzione nipponica sotto ogni aspetto, piena di idee stravaganti che potrebbero lasciare perplessi i giocatori più schizzinosi. Prendiamo i protagonisti, per esempio. "Sono androidi, forme di vita artificiali", conferma candidamente Saito. "Detta così, potreste pensare che non abbiano emozioni e che siano personaggi piatti... e invece interagiranno tantissimo tra di loro. I loro dialoghi esprimeranno concetti e sentimentalismi che potrebbero cambiare il modo in cui si percepiscono solitamente queste macchine". Uno dei temi centrali del gioco, in effetti, sarà la lotta, non solo contro un nemico, ma anche quella interiore. "In Automata si scontrano soprattutto gli esseri umani e gli alieni, ma anche gli androidi hanno le loro ragioni per le quali lottare. In questa storia ho voluto incorporare tematiche importanti come l'amore che normalmente non potrebbe esistere tra robot". Sembra proprio che NieR: Automata voglia essere qualcosa di più di un sequel che funziona anche stand alone: il riscatto dei PlatinumGames, come dicevamo, ma anche un'occasione, per gli autori originali, di esprimere tutte le loro idee. È difficile prevedere il successo che avrà sul nostro territorio, ma negli ultimi tempi i videogiochi squisitamente giapponesi come Persona, Tales o Danganronpa stanno conquistando sempre più giocatori. "Nel nostro piccolo, speriamo che i fan di NieR si avvicineranno al gioco per l'amore che nutrono nei confronti della serie... e che il passaparola faccia il resto", confida Yoko. "In fondo stiamo puntando anche agli appassionati dei giochi d'azione firmati PlatinumGames. Se tutto andrà come dovrebbe, Automata potrebbe essere quell'inizio che NieR non era riuscito a essere".

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