Io, Avatar

Dagli autori di MadWorld e Bayonetta 2 arriva un action game basato sul franchise dell'acclamata serie Nickelodeon

RECENSIONE di Vincenzo Lettera   —   28/10/2014
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Durante la scorsa estate, Activision annunciava con un trailer di pochi secondi un nuovo action game sviluppato da Platinum Games e basato sul franchise di The Legend of Korra. Chi non conosceva la serie si domandava incuriosito come mai altre persone online fossero così entusiaste, lasciandosi andare a galvanizzati messaggi sui forum e su Reddit. Dopotutto per i fan della serie Nickelodeon si è trattato di una notizia bomba: dopo una sfilza di tie-in mediocri dedicati ad Avatar: The Last Airbender, finalmente l'universo creato da Bryan Konietzko e Michael Dante DiMartino è stato affidato a uno degli sviluppatori più competenti e apprezzati nel genere action. Nonostante il curriculum del team, tuttavia, restavano però dei dubbi: con la maggior parte dei membri al lavoro su Bayonetta 2 e Scalebound, il nostro timore era che Platinum non riuscisse a trattare una licenza occidentale come Korra con la stessa cura e le stesse attenzioni a cui ci ha abituati. Timore che, sfortunatamente, si è rivelato fondato.

The Legend of Korra è un action con alcuni momenti riusciti, ma che non rende onore alla serie TV

Trofei PlayStation 4

Nonostante in The Legend of Korra siano presenti più di 30 Trofei da ottenere, sono veramente pochi quelli originali, e praticamente nessuno rappresenta una sfida interessante per il giocatore. La maggior parte si sblocca infatti proseguendo nella storia, ottenendo nuovi poteri e oggetti o raccogliendo i collezionabili sparsi nei vari livelli.

Dominatrice di platino

Il fatto che The Legend of Korra sia una serie americana mai trasmessa in Giappone non è un dettaglio di poco conto. Quando Activision ha commissionato il progetto a Platinum Games, né il director Eiro Shirahama, né il producer Atsushi Kurooka avevano familiarità con il franchise, e nonostante gli sforzi di restare fedeli allo spirito della serie animata, la mano di neofiti non sfugge all'occhio attento dei fan. Dopotutto The Legend of Korra ha abituato a sottotrame interessanti e personaggi sfaccettati e non banali: Amon nella prima stagione e Kuvira nella quarta sono esempi di nemici sovversivi ed estremamente sfaccettati, che combattono per una causa che i fan della serie TV sono in grado di comprendere e, in certi casi, addirittura condividere. Invece la trama del gioco ruota tutta attorno a un nemico assai stereotipato, una sorta di malvagio stregone che priva Korra dei suoi poteri allo scopo di dominare il mondo.

Io, Avatar
Io, Avatar

Perché? Perché sì. Gli sviluppatori hanno dato pochissimo o nessuno spazio all'apprezzato cast della serie TV: Jinora fa da guida, come Navi per Link, Iroh vende oggetti e power-up, Tenzin viene solo menzionato, mentre Mako e Bolin appaiono soltanto in una brevissima scena d'intermezzo animata. Senza contare poi dialoghi che non hanno la verve e l'humour visto nella serie TV, e col gioco esclusivamente in inglese, la totale assenza di sottotitoli rappresenta una grossa rogna per chi non mastica la lingua. Da un gioco digital venduto a prezzo budget e realizzato da una minuscola costola di Platinum Games non ci si aspettava certo un livello tecnico al pari di un Bayonetta, ma The Legend of Korra fallisce ad essere artisticamente interessante. Republic City è un grigio corridoio in mezzo a palazzoni squadrati tutti uguali, c'è pochissima varietà artistica tra i nemici e nel complesso le ambientazioni del gioco non comunicano minimamente il fascino della serie. A questo punto verrebbe da pensare che, quantomeno, il know-how di Platinum abbia assicurato un sistema di combattimento frenetico e divertente, ma sfortunatamente anche in questo caso gli sviluppatori hanno fatto un lavoro tutt'altro che impeccabile. In pieno stile Metroid, The Legend of Korra permette al giocatore di provare tutte le abilità della protagonista nei primi cinque minuti dell'avventura, per poi privarla dei suoi poteri di bending e costringerla a recuperarli pian piano. Il problema è proprio questo: tutta la prima parte del gioco la si passa con un sistema di combattimento spoglio e poco divertente, che non permette combo interessanti o tecniche spettacolari. Fortunatamente le cose migliorano dopo aver ottenuto il potere di dominare l'acqua, potendo così eseguire attacchi sulla distanza o incatenare tecniche diverse. È chiaro che più si va avanti, più si sbloccano nuove abilità, e più i combattimenti si fanno vari e frenetici, ma quando si è in grado di usare i quattro elementi, spostarsi con l'air scooter (tanto caro ad Aang) e addirittura entrare nello Stato dell'Avatar, è ormai troppo tardi e l'avventura giunge al termine. Una delle cose che più ci ha dato fastidio è vedere gli stessi boss riciclati in continuazione nelle quattro ore di gioco: abbiamo perso il contro di quante volte abbiamo affrontato un Mecha Tank o la Triade Triple Thread, dovendo utilizzare piccole varianti della stessa strategia per sbarazzarcene. Il tentativo di Platinum di aggiungere varietà attraverso le sfide di pro-bending e brevi sessioni in stile Temple Run non basta a risollevare il ritmo del gioco, con l'avventura che termina con un combattimento finale mediocre e frustrante.

Versione testata
PlayStation 4
Prezzo
14,99 €
Multiplayer.it

5.5

Lettori (8)

7.8

Il tuo voto

Con tutti i suoi enormi problemi e la scarsa varietà, The Legend of Korra è senza dubbio uno dei progetti meno ispirati di Platinum, con il team di sviluppo che è riuscito solo in piccola parte a riproporre i pregi della serie Nickelodeon. In assenza di alternative di pari livello è probabile che molti fan si accontenteranno, ma non c'è dubbio che, con tutti gli spunti che è in grado di offrire, un universo come quello di Korra meriti un trattamento decisamente migliore.

PRO

  • Il sistema di combattimento migliora man mano
  • Il minigioco del pro-bending è particolarmente riuscito
  • Ottime le musiche della serie TV

CONTRO

  • Boss ripetitivi e poco divertenti
  • Artisticamente e tecnicamente mediocre
  • Non riesce a replicare lo spirito della serie