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NetEase ha tagliato i fondi a Nagoshi Studio: Gang of Dragon naviga in bruttissime acque

Continua la crisi dell'industria dei videogiochi, con NetEase che ha smesso di finanziare Nagoshi Studio, mettendo a rischio Gang of Dragon.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   07/03/2026
Il protagonista di Gang of Dragon
Gang of Dragon
Gang of Dragon
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Un report di Bloomberg ha svelato che la società cinese NetEase ha deciso di interrompere i finanziamenti a Nagoshi Studio, la software house guidata dal creatore della serie Yakuza, Toshihiro Nagoshi. La decisione, comunicata ai dipendenti venerdì e confermata da un portavoce dell'azienda, prevede la fine del sostegno economico a partire da maggio. Insomma, continua la crisi dell'industria, con le notizie di chiusure, licenziamenti e progetti in bilico che vanno moltiplicandosi.

Nemmeno il padre di Yakuza si salva

Nagoshi Studio è stato fondato nel 2021, quando Nagoshi lasciò Sega per diventare indipendente. All'epoca sia NetEase sia Tencent cercavano di attrarre sviluppatori giapponesi per espandere la propria presenza internazionale e si contesero il designer a suon di offerte al rialzo.

Gang of Dragon sarà mai finito?
Gang of Dragon sarà mai finito?

Negli ultimi anni NetEase ha però iniziato a ridurre gli investimenti nello sviluppo di videogiochi su iniziativa del fondatore e CEO William Ding, con conseguenti tagli di personale e chiusure di studi in vari paesi. In Giappone, ad esempio, è stato chiuso a fine 2024 Ouka Studio, uno dei primi team creati per sostenere l'espansione globale dell'azienda, mentre a Nagoshi Studio era stato concesso più tempo per completare il suo primo progetto. Tempo evidentemente scaduto.

Gang of Dragon è il nuovo gioco del padre di Yakuza/Like a Dragon Gang of Dragon è il nuovo gioco del padre di Yakuza/Like a Dragon

Lo studio aveva mostrato nel dicembre scorso un teaser del suo primo gioco, Gang of Dragon, ma la decisione di interrompere i finanziamenti è arrivata quando NetEase ha stimato che sarebbero stati necessari almeno 7 miliardi di yen (circa 43 milioni di euro) aggiuntivi per portare a termine lo sviluppo.

Secondo le fonti, Nagoshi sta cercando nuovi finanziatori, finora senza successo. Lo studio sta anche discutendo con NetEase su come gestire i materiali di gioco già realizzati. L'azienda avrebbe infatti chiarito che il team è libero di proseguire autonomamente, ma solo assumendosi tutti i costi necessari per mantenere asset e marchio del progetto; eventuali negoziazioni sarebbero possibili solo se lo studio fosse in grado di "riscattare" questi diritti.