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WWE 2K26, la recensione del nuovo gioco di wrestling targato 2K

Quattro differenti edizioni, oltre quattrocento personaggi e una modalità Showcase dedicata alla carriera di CM Punk sono solo alcune delle novità di WWE 2K26, l'ultima edizione del gioco di wrestling targato 2K.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   05/03/2026
CM Punk nell'artwork di WWE 2K26
WWE 2K26
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"The Show Never Stops": la tagline di WWE 2K26 dice molto su come funzionano gli spettacoli della World Wrestling Entertainment, che effettivamente non si ferma mai e produce una quantità di contenuti terrificante fra house show, tapings, PLE (ora gli show pay-per-view si chiamano così) e progetti collaterali come il recente e controverso WWE Unreal.

Quelle parole dicono però molto anche della nuova edizione del gioco di wrestling prodotto da 2K Games, vincolato come sappiamo dalla cadenza annuale tipica dei titoli sportivi, che rende complicato introdurre novità davvero sostanziali e tende a ingabbiare gli sviluppatori, spingendoli a pompare i numeri di un'esperienza che ha raggiunto proporzioni gargantuesche piuttosto che a ripensarne l'impianto di base.

La nuova modalità Showcase

Partiamo dalle buone notizie, perché la modalità Showcase di WWE 2K26 è dedicata alla carriera di CM Punk e viene narrata dal Best in the World in persona, che davanti alle telecamere presenta un totale di ventidue incontri: circa la metà sono avvenuti davvero e hanno definito il percorso del lottatore di Chicago all'interno della federazione di Stamford, anche se avremo spesso l'occasione di riscriverne il finale.

E gli altri? Fanno parte di una sezione in stile "what if...?" in cui il buon Phil ha cercato di immaginare cosa sarebbe successo se non avesse mai lasciato la WWE nel 2014, quali avversari avrebbe affrontato e come sarebbero cambiate le cose per lui. Non mancano neppure alcuni dream match che non sono mai avvenuti per altri motivi, vedi l'incontro con Eddie Guerrero, ma a cui sarebbe stato ovviamente bello assistere.

Il racconto portato avanti da Punk è coinvolgente e la selezione degli incontri davvero interessante, specie per i fan dello Straight Edge, con diverse chicche che non mancheranno di strappare un sorriso e la possibilità di affrontare la modalità anche in una maniera diversa e più impegnativa: un lungo gauntlet match con tanti avversari di peso che potremo disputare, volendo, anche nei panni di AJ Lee.

CM Punk narra lo Showcase di WWE 2K26
CM Punk narra lo Showcase di WWE 2K26

Se avete letto la nostra recensione di WWE 2K25, ricorderete magari che lo Showcase dedicato alla Bloodline non ci aveva fatto impazzire, mentre quello sulla storia di WrestleMania di cui abbiamo parlato nella recensione di WWE 2K24 resta una spanna sopra per via del suo indiscutibile starpower e per le transizioni da gioco a filmati di repertorio che davano davvero un senso al completamento degli obiettivi.

Ebbene, lo Showcase di quest'anno si pone a nostro avviso a metà strada fra quelli delle due passate edizioni e ci siamo molto divertiti a giocarlo.

La Mia Ascesa e The Island

Col passare degli anni e delle edizioni, allo Showcase sono stati affiancati altri contenuti a base narrativa capaci di caratterizzare ogni singolo episodio della serie, come La Mia Ascesa: una modalità che in WWE 2K25 poteva contare su di una storia accattivante, con il classico concetto della "invasion" applicato però a NXT e ai suoi atleti più iconici, che d'un tratto tentavano di rovesciare le gerarchie invadendo appunto i brand di punta della federazione.

La protagonista della modalità La Mia Ascesa al cospetto di Shawn Michaels in WWE 2K26
La protagonista della modalità La Mia Ascesa al cospetto di Shawn Michaels in WWE 2K26

Purtroppo la trama di quest'anno è molto meno interessante e segue le vicende di The Archetype, una superstar che torna nel main roster dopo una lunga assenza, ma subisce una pesante sconfitta e a quel punto si ritrova a dover ricominciare da zero, partendo dal Performance Center di Orlando per cimentarsi poi con i circuiti indipendenti (incluso un simpatico easter egg) fino a ritrovare la grinta per tornare a Smackdown e farsi valere, puntando ad affrontare Bron Brakker o Jordynne Grace a seconda che si sia scelto un lottatore o una lottatrice.

Si tratta insomma di una storyline molto simile a quelle che abbiamo già sperimentato, e sebbene siano presenti alcuni simpatici bivi che definiscono il percorso (con anche la possibilità di effettuare un turn heel e poi magari il contrario, volendo), il risultato finale non risulta piacevole come nella passata edizione de La Mia Ascesa, né si distingue sul piano della realizzazione tecnica, fortemente datata.

Una delle strade di The Island in WWE 2K26
Una delle strade di The Island in WWE 2K26

The Island torna in WWE 2K26 dopo il debutto dello scorso anno: allora l'inedito scenario a base di poteri occulti e microtransazioni era governato da Roman Reigns, ma dopo che il Tribal Chief è stato spodestato l'isola si è trasformata in un territorio conteso da tre differenti fazioni: The Order of Anarchy, con a capo CM Punk; The Order of Shadows, con a capo Rhea Ripley; e The Order of Tradition, con a capo Cody Rhodes.

Dopo aver creato la nostra superstar e scelto il gruppo di cui vogliamo far parte, avremo la possibilità di esplorare l'ambientazione (che, bisogna dirlo, gira ancora malissimo e non si schioda dai 30 fps, nonostante una qualità visiva mediocre), che ora risulta più ampia, ma non più stimolante da visitare, visto che gran parte dei punti di interesse sono negozi di oggetti cosmetici.

La nostra superstar affronta un incontro nella modalità The Island di WWE 2K26
La nostra superstar affronta un incontro nella modalità The Island di WWE 2K26

Il problema principale di The Island quest'anno però è un altro, legato a doppio filo alle criticità del gameplay che WWE 2K26 si trascina dietro da tempo e che si manifestano in particolare quando gli incontri prevedono più di due contendenti, cosa che a quanto pare sull'isola va di gran moda: match a tre o a quattro si trasformano in frustranti incubi di macchinosità, lentezza e interazioni sgangherate, visto che purtroppo i sistemi di puntamento lasciano a desiderare e la CPU è sempre pronta a ostacolarci.

Gli altri contenuti

Le modalità Universe, Il Mio GM e La Mia Fazione fanno ormai parte della dotazione standard di ogni edizione di WWE 2K e possono impegnarvi letteralmente per centinaia di ore, anche se è francamente difficile percepire delle reali novità. Universe, ad esempio, ha visto l'introduzione del draft, il sorteggio che porta le varie superstar a passare da un brand all'altro, ma per il resto la formula è rimasta quella che ben conosciamo e che ricrea il palinsesto televisivo della WWE.

Il nuovo Inferno Match, in questo caso fra Bronn Brakker e Randy Orton in WWE 2K26
Il nuovo Inferno Match, in questo caso fra Bronn Brakker e Randy Orton in WWE 2K26

Ne Il Mio GM potremo partecipare alla solita sfida fra general manager, scegliendo il nostro personaggio fra diverse opzioni (ci sono anche Miss Elizabeth, Sensational Sherri, Mr. Fuji e Bobby Heenan), selezionando un brand e componendone il roster andando a ingaggiare varie superstar facendo riferimento a un determinato budget, per poi impostare la card dei vari show settimanali di modo da ottenere ascolti superiori a quelli dei nostri avversari, simulando gli incontri o giocandoli davvero.

La Mia Fazione è un po' l'Ultimate Team di WWE 2K, che fra spacchettamenti e livelli di rarità permette di costruire una squadra di lottatori e conquistare i diversi territori degli Stati Uniti portando a termine sfide spesso brevi e sfiziose. Dopodiché naturalmente c'è la modalità Esibizione, che quest'anno include stipulazioni inedite come Dumpster Match, I Quit Match, Inferno Match e Three Stages of Hell, che si aggiungono alle numerose opzioni già presenti, e una sezione dedicata al multiplayer online.

Gameplay migliorato oppure no?

Per quanto si possa discutere sull'effettiva qualità di alcune delle modalità disponibili, in termini di contenuti WWE 2K26 è inattaccabile e chiunque si avvicini alla serie per la prima volta, o vi faccia ritorno dopo diversi anni di assenza, si ritroverà davanti una montagna di cose da fare e un roster mai così ampio, che arriva addirittura a superare quota quattrocento lottatori.

Stephanie Vaquer in WWE 2K26
Stephanie Vaquer in WWE 2K26

Tuttavia, come scritto in apertura, arricchire sempre di più l'offerta non equivale a migliorarne l'impianto di base, ed è appunto sul piano del gameplay che permangono alcuni problemi sempre più difficili da ignorare, come la già citata gestione degli incontri che prevedono più di due contendenti, le interazioni con l'avversario in corsa (che spesso danno vita a riposizionamenti da brivido) e un sistema di contrattacco caratterizzato da finestre di opportunità brevissime.

Come al solito è possibile regolare dalle opzioni la maggior parte dei meccanismi che meno funzionano dell'esperienza, ma si tratta alla fine dei conti di uno scarico di responsabilità rispetto a un sistema che dovrebbe risultare ben bilanciato in partenza. L'introduzione della stamina, con il lottatore che si trova a dover tirare il fiato dopo una serie di manovre, si pone da questo punto di vista come un ulteriore appesantimento della formula, un altro problema da risolvere piuttosto che un'opportunità.

Cody Rhodes affronta Drew McIntyre in WWE 2K26
Cody Rhodes affronta Drew McIntyre in WWE 2K26

Dunque sì, WWE 2K26 si riconferma lento e legnoso in molte delle cose che fa: negli incontri uno-contro-uno questi aspetti possono essere gestiti e si riesce a tirare fuori dei gran bei momenti, ma con l'aumentare dei personaggi sul ring aumentano anche le possibilità che qualcosa vada storto e si tratta di problemi che non si risolvono di certo aggiungendo tavoli impilabili, puntine da disegno o carrelli della spesa.

Realizzazione tecnica

Sebbene WWE 2K26 sia il primo episodio della serie disponibile esclusivamente sulle piattaforme di attuale generazione, e non debba dunque più fare i conti con i limiti di PS4 e Xbox One (e Nintendo Switch), a livello tecnico è difficile percepire dei miglioramenti concreti rispetto alla precedente edizione.

Rhea Ripley in WWE 2K26
Rhea Ripley in WWE 2K26

Sì, è stata inserita l'entrata interattiva ed è divertente giocare con le telecamere o far partire i fuochi pirotecnici, magari coordinandone l'attivazione con le coreografie dei vari personaggi, ma per il resto siamo nel campo delle sfumature: qualche ritocco al pubblico e al sistema di illuminazione, una resa migliore dei capelli in alcuni casi, ma siamo lì.

Intendiamoci: ci sono tantissime superstar riprodotte in maniera fenomenale, finalmente anche all'interno della divisione femminile, che fino a qualche tempo fa lasciava parecchio a desiderare; ma non si è verificato in alcun modo quel balzo che qualcuno sperava di vedere e ci sono dunque tanti aspetti dell'esperienza che ancora lasciano fortemente a desiderare, specie quando si esce dai palazzetti per visitare l'isola o qualche scenario fittizio.

Qualcuno ha parlato di The Island in WWE 2K26?
Qualcuno ha parlato di The Island in WWE 2K26?

In quei frangenti la sensazione è che il motore grafico faccia una fatica enorme a muovere asset che sembrano vecchi di anni se non di decenni, forse proprio per colpa dei tanti contenuti che il sistema deve tenere costantemente in considerazione e che finiscono per appesantire l'intero impianto, probabilmente incapace di gestire con un minimo di agilità una tale mole di elementi.

Passando al comparto audio bisogna invece riconoscere il grande impegno nel realizzare una telecronaca per larga parte inedita, grazie all'arrivo di Wade Barrett e Booker T, a cui si aggiungono i tantissimi dialoghi che arricchiscono le varie modalità e che sono stati interpretati dalle superstar che vediamo sullo schermo. E la colonna sonora? Anche stavolta è un mix di brani firmati e theme song che metterà tutti d'accordo.

Conclusioni

Versione testata Xbox Series X
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store
Prezzo 79,99 €
Multiplayer.it
7.0
Lettori (1)
9.1
Il tuo voto

WWE 2K26 è senza dubbio l'edizione più ricca di sempre per la serie prodotta da 2K Games, grazie a un roster sconfinato, alle nuove stipulazioni e a un set di modalità di grande spessore, che potrebbero tenervi occupati per centinaia di ore. Lo Showcase dedicato a CM Punk è davvero godibile e divertente, mentre La Mia Ascesa non può contare su di una trama interessante come l'anno scorso e The Island conferma i problemi di uno scenario sorprendentemente complicato da gestire per un gioco che continua a vivere di alti e bassi, tanto sul piano tecnico quanto - soprattutto - su quello del gameplay.

PRO

  • Tantissimi personaggi, tantissimi contenuti
  • Lo Showcase dedicato a CM Punk è molto divertente
  • Il gameplay uno-contro-uno funziona

CONTRO

  • Ancora molto legnoso, specie in presenza di più avversari
  • Modalità La Mia Ascesa e The Island poco interessanti
  • La grafica si muove fra alti e bassi