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In Australia bisognerà dimostrare di essere diciottenni per giocare a titoli come Grand Theft Auto Online

Continua la stretta del governo australiano sui contenuti online, che in questo caso colpisce i giochi classificati come vietati ai minori di 18 anni.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   06/03/2026
Uno dei personaggi di Grand Theft Auto Online
Grand Theft Auto Online
Grand Theft Auto Online
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In Australia sta per entrare in vigore una nuova normativa che obbligherà gli utenti a dimostrare la propria età per accedere ai videogiochi online classificati R18+. Chi tenterà di giocare a questi titoli dovrà quindi sottoporsi a un sistema di verifica dell'età, mentre gli editori che non implementeranno tali controlli potrebbero incorrere in multe elevatissime, fino a quasi 50 milioni di dollari australiani (poco più di 30 milioni di euro al cambio attuale). La misura riguarda esclusivamente i giochi con componenti online: i titoli per giocatore singolo e offline con classificazione R18+, come Doom Eternal, non saranno coinvolti. Al contrario, giochi online come Grand Theft Auto Online dovranno adeguarsi rapidamente alle nuove regole.

Restrizioni

Secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald, il requisito entrerà in vigore lunedì e non interesserà solo i videogiochi, ma anche i siti pornografici e chatbot di intelligenza artificiale con contenuti espliciti. La misura rientra nelle nuove norme chiamate Age-Restricted Material Codes, che, come spiegato in un comunicato dalla direttrice dell'ufficio australiano per la sicurezza online, coprono "la maggior parte degli angoli dell'ecosistema online".

In Australia, le piattaforme utilizzano dei metodi spesso molto invasivi per la verifica dell'età, per non subire sanzioni: YouTube richiede i dati della carta di credito o una copia di un documento registrato, mentre Instagram e TikTok impiegano sistemi che stimano l'età in base al volto, basati su video caricati dagli utenti, oltre alla possibilità di verificare l'età tramite documento d'identità.

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L'Australia viene spesso indicata come uno dei paesi in prima linea per i sistemi di verifica dell'età online. Sebbene siano pochi a contestare l'idea che i minori non dovrebbero avere accesso a contenuti espliciti per adulti, il sistema solleva alcuni dubbi sul piano della privacy e della sicurezza delle informazioni: consegnare quantità sempre maggiori di dati personali a società private che gestiscono la verifica dell'età non convince tutti.

La commissaria australiana per la sicurezza online, Julie Inman Grant, ha spiegato che le piattaforme dovranno adottare metodi di controllo dell'età "accurati, robusti, equi e affidabili". Secondo lei la logica è simile a quella che esiste nel mondo reale: "Non permettiamo ai bambini di entrare in bar, negozi di alcolici, negozi per adulti o casinò, ma quando si tratta degli spazi online dove trascorrono gran parte del loro tempo non esistono tutele di questo tipo". In un altro comunicato è stato inoltre chiarito che "qualsiasi misura di verifica dell'età deve rispettare le leggi australiane sulla privacy ed essere gestita esclusivamente dal servizio utilizzato, non dal governo australiano".