Driver: Parallel Lines - Anteprima  0

Archiviato l'"incidente di percorso" Driver 3, Reflections riemerge dopo un paio d'anni con una nuova versione del suo gioco più famoso.
Imparare dagli errori è più importante che non commetterne: cominciamo a scoprire l'esito del suo lavoro.

Una nuova chance

In termini quantitativi il gioco sembra sapere il fatto suo: 80 veicoli da due, quattro e più ruote (non mancano camion e veicoli militari), discreta varietà di minigiochi e modalità alternative, fra cui vari tipi di arene, stunt race e circuiti convenzionali.
Abbondanza e ricchezza di dettagli anche nella riproduzione dell'area di New York, dal quartiere di Harlem, al Bronx, al New Jersey.
In ossequio al trend attuale, non manca nemmeno una significativa modalità di personalizzazione delle auto, che da al gioco quel tocco di spessore in più sempre ben accetto.
Non manca una modalità online fino a 8 giocatori che dovrebbe ben sposarsi con il modello di guida così immediato e versatile: Deathmatch, Capture The Flag e un "Destruction Derby" che farà la felicità dei nostalgici, sono le opzioni dichiarate, ma pare sia possibile anche completare in rete le missioni convenzionali.
Una nota finale vogliamo dedicarla alla cura con cui Reflections sembra essersi impegnata nel tentativo di riprodurre nel suo titolo l'atmosfera e i colori alla Starsky & Hutch propri della seconda metà degli anni '70 (e, più avanti nel gioco, degli anni duemila), in modo del tutto analogo a quanto fatto nell'ultimo GTA e il suo contesto di degrado nella L.A. degli anni '90.
Un plauso alla colonna sonora, che annovera artisti come Blondie e Jimi Hendrix, così come ai filmati di intermezzo, con personaggi estremamente caratterizzati eppure modellati al limite del fotorealismo - anche se, la pochezza e approssimazione delle animazioni ci fa supporre che fossero lungi dall'essere completi.
In ogni caso un valore di produzione non trascurabile. Driver Parallel Lines sembra avere un buon numero di carte da giocare e una chance di lasciarsi il passato alle spalle: staremo a vedere se l'occasione è stata colta a fondo.

Luci e ombre

Il primo Driver, uscito nel 1999 su PC e Playstation, fu un ottimo prodotto, per giunta estremamente originale, poichè abbinava a uno dei primissimi esempi di free roaming cittadino, l'esperienza in termini di "gameplay a quattro ruote" accumulata da Reflections, che molti ricorderanno per aver dato i natali a Destruction Derby.
Sfortunatamente, dopo un primo capitolo divertente e ben riuscito, la saga di Driver sembrò aver imboccato una spirale negativa, che dopo un discreto seguito "culminò" con il terzo episodio in una delle produzioni videoludiche più ferocemente criticate degli ultimi anni.
Pallido concorrente di GTA, Driver 3 offriva una storia piatta e prevedibile, missioni banali al limite della noia e un comparto tecnico deludente, pessima cornice a un gameplay "out of car" semplicemente inqualificabile.
Un fiume ininterrotto di critiche che portò sotto i riflettori l'annoso problema dell'hype management da parte dei publisher, ma che alla luce di questo seguito, funse evidentemente da base su cui ricostruire le sorti di un brand non gestito in tutte le sue potenzialità.
E' quasi superfluo sottolineare come il marchio di Driver sia sopravvissuto fino ad oggi in particolare grazie al grande successo dell'illustre capostipite.

Una nuova chance

Pur innestando nel gameplay alcuni dei tratti più caratteristici di GTA, Parallel Lines punta a perpetuare ed a riportare in auge lo spirito della serie, focalizzandosi principalmente sulla guida dei veicoli.
Ambientato nella Manhattan del 1978 (ma aspettatevi un significativo "salto" verso la metà del gioco, sia in termini di trama che di contesto), impersoniamo il classico giovanotto capellone pieno di ambizioni, a partire da quella di farsi strada nella malavita grazie al suo talento come "weelman".
Reflections dimostra di non aver perso la mano, e la fisica e il modello di guida ci sono sembrati sugli stessi ottimi livelli di sempre, con la differenza che tutto sembra essere diventato molto più veloce e adrenalinico, complice la possibilità di sparare da dentro l'auto.
Per breve che fosse la nostra visione del gioco, abbiamo avuto modo di constatare la soluzione di molti dei problemi più eclatanti che affliggevano Driver 3: ad esempio sono scomparsi i caricamenti interminabili che si infliggevano al giocatore una volta fallito missioni e minigiochi, ora integrati con la storyline e ripetibili istantaneamente.
Ancora più evidente è la differenza di gameplay controllando il protagonista senza macchina.
Per pur scarso che sia il tempo trascorso appiedati, non solo è stato reso giocabile ma gli è stato conferito anche uno scopo plausibile, al di là dell'appropriazione indebita di veicoli altrui.
La nuova IA della polizia infatti, integrata con il cosiddetto "Felony System" che tiene traccia delle nostre azioni recenti, associa i crimini commessi al mezzo su cui eravamo quando ci hanno visti commetterli: per ripulire la propria "fedina", basterà quindi distanziare gli inseguitori e cambiare veicolo senza essere visti. Più complessa la questione se si viene "beccati" in flagrante senza la protezione dell'abitacolo di un'automobile, quindi è buona norma mantenere un basso profilo durante le brevi sezioni da semplice pedone.