Fallen Lords: Condemnation - Hands on  0

Dalle fucine di Novarama un interessante progetto dai contorni apocalittici sta prendendo forma. Un mondo dominato dalle guerre dell'aldilà in bilico fra le visioni ultraterrene dantesche e le cupe ambientazioni dark che rimandano a American McGee. Ecco Fallen Lords: Condemnation!

Ultraviolenza ultraterrena

E' dalla prima missione che cogliamo un altro degli aspetti del gioco fino ad ora celati. L'ambientazione non è concentrata esclusivamente su territori e scenari ultraterreni, ma la battaglia per il controllo delle anime avviene sulla nostra Terra. Trattandosi però di una battaglia fra forze dell'aldilà il “tempo storico” non ha alcun significato. Se una missione ha come teatro della battaglia un villaggio della Francia medioevale la seguente viene affrontata sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre il gioco viene svolto al comando di un intero esercito e non di una singola unità, controllandone però singole unità alla volta. Per questo è possibile trovarsi al comando di unità dalle caratteristiche completamente differenti per portare a compimento obiettivi e missioni differenti. La portata degli scontri, pur variando di missione in missione, assume spesso portate epiche, su vasta scala. Può capitare di trovarsi al comando di una armata impiegata nell'assedio ad un campo nemico, o di essere un semplice soldato schierato nel plotone di scorta di un importante convoglio e dover respingere le orde nemiche a colpi di ascia e spada. Il sistema di combattimento varia dal corpo a corpo allo scontro a distanza, ma è anche possibile controllare cavalcature speciali, che oltre alla possibilità di travolgere il nemico, a seconda delle dimensioni possono disporre di armi più o meno devastanti, che vanno dalla semplice lancia alla batteria di artiglieria pesante. E' possibile controllare più di 15 tipologie di unità differenti, ognuna equipaggiata con particolari caratteristiche ed una serie di combo e power hit personalizzate, capaci di scatenare sul bersaglio una furia incredibile. Scatenare questa potenza in battaglia equivale a sconvolgere i ranghi avversari spazzando via intere fila di nemici. Una volta eliminati gli avversari è poi possibile raccogliere da terra eventuali power up e armi, aumentando così il potenziale di attacco del proprio personaggio. A seconda dell'arma equipaggiata è possibile eseguire stili di lotta differenti, più o meno efficaci contro determinate tipologie di avversari. Il bastone ad esempio offre la possibilità di eseguire lenti colpi ad effetti mirati sulle ginocchia degli avversari, colpi capaci di stendere in pochi istanti un nemico. La spada a due mani riesce ad applicare fendenti che risultano poi micidiali una volta eseguiti i power hit più complessi. Per raggiungere un power hit è necessario eseguire una serie di colpi ininterrotti portati a buon fine; man mano che l'esecuzione viene portata a termine l'arma lascerà dietro sé una scia che cambierà colore passando dal bianco opaco al giallo ed infine al rosso degli istanti precedenti il colpo con maggiore effetto distruttivo. Il gioco prevede un totale di 100 armi differenti con le quali fronteggiare il nemico. Per quel che riguarda gli archi e le altre armi da attacco a distanza Fallen Lords propone un sistema di tiro basato sulla precisione e la velocità di puntamento. Un mirino a terra indica la direzione della freccia, mentre la lunghezza del “clic di fuoco” indica l'intensità del tiro. Come avverrebbe nella realtà, mandare a segno una freccia non è cosa semplice se si è costretti a scoccare il colpo in movimento, mentre risulta impresa meno ardua se il colpo viene eseguito da fermi.

Aspettando la versione finale

Nonostante la versione a noi pervenuta fosse decisamente incompleta, e lontana da quella auspicata per il commercio, siamo riusciti a cogliere uno degli aspetti più intriganti del titolo, ovvero la gestione strategica delle forze schierate in campo. Pur potendo contare sul controllo diretto del singolo personaggio che ci è stato affidato, spesso le battaglie sono costituite dallo scontro fra veri eserciti composti da centinaia di unità. Per far sì che il giocatore possa avere un controllo sull'intera armata l'interfaccia di gioco prevede una serie di comandi per la gestione remota dei plotoni, in modo tale da gestire in maniera globale la battaglia. Questo aspetto conferirebbe al titolo una dimensione più ampia che esulerebbe dal semplice arcade e si estenderebbe a qualcosa di più ampio e profondo. Purtroppo non siamo ancora in grado di valutare quanto questa implementazione importantissima e di peso notevole possa influire sull'aspetto globale del titolo. La qual cosa vale anche per il bilanciamento delle unità e il duro “labor limae” di perfezionamento delle missioni che potrebbe rendere Fallen Lords un titolo davvero memorabile. I presupposti per sfondare ci sono tutti. Dall'intuizione strategica agli aspetti più prettamente legati allo sviluppo tecnico, con un motore grafico dalle pretese sostenute, ma dalla scorrevolezza più che accettabile, fino a giungere all'implementazione del gioco in multiplayer, che pur non potendo essere testato allo stato attuale dell'opera, lascia presagire sviluppi ugualmente interessanti. Ora non ci resta che aspettare il completamento dei lavori, e che l'Apocalisse abbia inizio.

Cose dell'altro mondo

In bilico fra un'allucinata distorsione fantasy della Commedia di Dante e le cupe ambientazioni alla American McGee. Commistione di generi che sfociano nell'adventure, con tracce di strategia e RPG, Fallen Lords, progetto e fatica di Novarama, propone un titolo dalle grandi ambizioni. Il gioco si apre sulla scelta della campagna da affrontare, mostrando al giocatore le tre grandi fazioni, che nella più classica delle tradizioni, dovranno fronteggiarsi in una guerra all'ultimo sangue. Tre campagne che ci pongono di fronte ai tre grandi blocchi ultraterreni a cui siamo stati educati dalla cultura cristiana, rielaborata a sua volta dalla vorticosa fantasia mistica del medioevo europeo, e reso infine tradizione dall'opera massima dantesca. Paradiso, purgatorio ed inferno, come tre grandi nazioni pronte a fronteggiarsi per il controllo dell'aldilà sono oramai ai ferri corti. Le anime dannate degli inferi scalpitano per assoggettare le anime dell'ultraterreno al grande demone Baal, generale degli eserciti infernali. Le schiere angeliche interessate a riportare l'equilibrio hanno già schierato le miriadi celestiali per prepararsi all'assalto apocalittico. Da ultimo i cadaveri stazionati in purgatorio stanno organizzando una rivolta per ottenere l'indipendenza, costituendo così il vero ago della bilancia di questa guerra, è proprio il caso di dirlo, dell'altro mondo. Il gioco nella modalità campagna si apre sempre nello stesso modo, guidando il giocatore lungo un primo livello in stile tutorial nel quale è possibile prendere confidenza con l'interfaccia di gioco ed il sistema di controllo del personaggio. Quest'ultimo può essere controllato da mouse e tastiera, da una visuale in terza persona con telecamera mobile, ben presto ci si rende conto di quanto sia fondamentale mantenere la telecamera alle spalle del nostro per non perderne il controllo. In queste prime fasi comprendiamo che il gioco è particolarmente incentrato su un sistema di obiettivi da raggiungere in sequenza per portare a termine la missione. L'interazione con l'ambiente è sufficiente per raccogliere oggetti da terra e utilizzarli per i propri scopi, nella maggior parte dei casi come armi per combattere eventuali nemici. Portato a termine il tutorial si viene proiettati nel gioco vero e proprio.