SporeSpore - Provato 

La prossima fatica del creatore di The Sims promette di offrire un'esperienza unica ed irripetibile, che è stato possibile visionare in anteprima in tutta la sua genialità.

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In principio

Tutto ha inizio con il più classico meteorite in collisione con un pianeta sufficientemente bagnato da ospitare la vita. Il piccolissimo essere di cui si prende inizialmente il controllo è un agglomerato di poche cellule che con l'uso del solo mouse deve essere guidato verso il cibo a disposizione. Passa poco e la solitudine viene riempita dalla presenza di altre creature, scatenando una competizione che causa le prime vittime ed inaugura la selezione naturale. Per quanto elementari, le iniziali conquiste non rimangono fini a se stesse e, mentre tutto ciò che si trova attorno si sta sviluppando, anche l'insolito alter ego del giocatore si avvale di piccoli occhi e qualche aculeo fondamentale per difendersi ed attaccare.
La gestione di tutte le modifiche avviene attraverso una versione embrionale dell'editor che nel corso di tutta l'esperienza si dimostrerà semplicemente mastodontico: per il momento le scelte interessano i colori, la livrea e la posizione degli organi progressivamente conquistati.
La fase Cell è quindi l'unione di diversi aspetti e, nella sua immediatezza, riesce ad introdurre sia la narrazione che alcuni degli elementi in comune con tutte le altre varianti del gameplay. La quantità di azioni non è comunque elevatissima e, sconfitti una moltitudine di nemici e qualche boss sporadicamente presente, questa sorta di platform sembra aver detto davvero tutto in circa quindici o venti minuti, il tempo stimato per completarlo.
Ad ogni modo nulla impedisce di prolungare la propria permanenza, divertendosi a sperimentare e tenendo in considerazione come le scelte iniziali influiscano su quelle successive in modo sempre più decisivo. Una partenza colorata e convincente che - nota a margine ma indicativa di come anche la fase meno complessa del gioco sia comunque ben studiata – rappresenterà l'intera offerta di Spore nella sua incarnazione per telefoni mobili.

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Primi passi sulla terraferma

La prima grande svolta si ha con la fase Creature, completamente diversa dalla precedente, più complessa ed articolata. L'interazione consiste sempre nella gestione di una singola creatura, ma questa volta ci saranno altri simili ed i rapporti con le razze concorrenti si faranno più articolati.
Prima ancora del tutorial dedicato, vanno personalizzati a piacere alcuni aspetti basilari per la vita terrestre: tramite l'allungamento o l'inarcamento della spina dorsale in varie direzioni, viene decisa la postura, mentre la lunghezza delle zampe, il tipo di bocca – più adatta ad un erbivoro o a un carnivoro – e molti altri aspetti, saranno fondamentali per plasmare un'identità unica.
Nonostante già specie, il controllo diretto di un solo individuo e la necessità di avere cura unicamente di sé stessi, non porta ancora a quelle realmente definibili come scelte morali ma piuttosto attitudini: le azioni amichevoli e quelle aggressive sono richiamabili tramite due menù separati e la disponibilità di animazioni tra cui scegliere pare essere piuttosto notevole. Che si pieghi verso una direzione o quell'altra, o entrambe, lo scopo è sempre accumulare DNA, imponendosi come nuova realtà del pianeta.
Alla fine delle due ore necessarie a completare questo importante passaggio si potrà contare su ulteriori elementi di differenziazione, tra nasi specificatamente pensati per determinate condizioni e arti più performanti. Nel frattempo non sarebbe inusuale aver incontrato altri personaggi controllati dal computer ma creati e quindi condivisi dagli utenti, che possono metterli liberamente a disposizione attraverso la Sporepedia, così come si saranno già potuti caricare video sulla pagina web personale e mandate via mail immagini catturate per l'occasione. Le possibilità sono tantissime
L'ultimo motivo d'interesse prima di un filmato di direttissima ispirazione Kubrickiana – ma la sorpresa non verrà rovinata a nessuno – che sancisce il passaggio verso un modello di vita sociale, è l'arrivo, casuale, degli alieni sul pianeta. Uno dei molti eventi segreti che potranno capitare di tanto in tanto, per mettere ulteriore carne al fuoco.

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La strategia della tribù

Diventati i più influenti del pianeta, arriva il momento di mettere in piedi una famiglia e poi una vera tribù, con tutte le implicazioni che ne conseguono. Se fino a questo punto quindi, si trattava di decidere per uno solo, ora la responsibilità si sposta su molti più individui e per adempiere in modo corretto al proprio dovere, tutti gli aspetti del gameplay mutano a favore di quelli tipicamente accomunati agli strategici in tempo reale: il sistema di controllo e la telecamera si impostano secondo le nuove esigenze e la sensazione, da verificare e tenuto in considerazione il numero relativamente basso di unità da gestire, è che reggano adeguatamente il passaggio, risultando funzionali.
Scelto un colore ed una tipologia di capanna come abitazione, la priorità resta la ricerca e ora anche l'accumulo del cibo attraverso caccia e pesca, oltre all'espansione del villaggio aggiungendo passo dopo passo strutture che facilitino lo svolgersi delle funzioni sociali e militari. Si può decidere di sviluppare rapporti più o meno bellicosi con le altre tribù, garantendosi un certo margine di fedeltà e qualche utile regalo, mentre per cementare un'amicizia si possono improvvisare canti e coreografie di gruppo con tanto di valutazione finale.
La nuova prospettiva di gioco facilita l'esplorazione completa del mondo, già prima visitabile in tutta la sua interezza ma ora più sensatamente oggetto delle attenzioni espansionistiche del giocatore. Durante il test è stato possibile osservare lo scontro con un villaggio avversario e poi con un enorme mostro, evidenziando come anche i combattimenti avvengano in modo molto rapido ed agile, senza eccessivi fronzoli.
L'editor si arricchisce di oggetti con i quali personalizzare ogni nuovo aspetto, dalle maschere rituali fino a bastoni ed altri strumenti; un ulteriore passatempo che completa questa fase da circa un paio d'ore, anche se in questo caso dipenderà molto dai risultati ottenuti nelle singole iniziative intraprese.

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Tempi moderni

Il passo che naturalmente segue la vita tribale è quello della più evoluta e sofisticata creazione di una città, partendo dal palazzo del comune per poi spostarsi a tutti gli aspetti che concernono la gestione di un futuro impero, con tanto di confini e decisioni da prendere su larga scala.
Le tre aree di interesse da prendere in considerazione sono diplomazia, religione e gestione delle milizie. In base alle azioni compiute durante le tre precedenti fasi, si arriva a questa con una certa predisposizione specifica, che può comunque non essere presa in considerazione. La costruzione di ogni edificio è gestibile tramite la solita Sporepedia, decisiva in quanto lo sviluppo tecnologico permette di scegliere tra una moltitudine di differenti possibilità, compresi i mezzi volanti, terrestri o d'acqua.
Rispetto alle altre sezioni di gioco, questa non è stata mostrata nei minimi dettagli, lasciando comunque intravedere come con ogni probabilità finirà per rappresentare il maggior ostacolo sotto il punto di vista strategico e gestionale, un omaggio agli appassionati di Sims City che pur non ritrovandone tutta l'immensa mole di opzioni potranno sbizzarrirsi nel creare i modelli urbani più disparati, oltre a dover considerare le implicazioni belliche che conseguono al tentativo di dominare completamente un pianeta.
In tale occasione è stato possibile dare una fugace occhiata all'editor per le musiche, con il quale modificare quelle già presenti grazie a diversi effetti, oppure scriverne di nuove inserendo a mano ogni nota. È anche ora possibile dare un primo parere sull'aspetto grafico del gioco, che ben renderizza tutta la vastità di modelli presenti su schermo, senza stupire ma mostrandosi piacevole nella suo stile fumettoso e colorato.

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Gran finale tra le stelle

Quando oramai si è conquistata ogni possibile striscia di terra e lo sviluppo scientifico- tecnologico è maturato sufficientemente, il passo successivo è quello della scoperta dello spazio e la visita dei moltissimi pianeti che compongono la galassia, con tutti i suoi sistemi solari e le sorprese che vi sono nascosti.
Con l'ausilio della propria navicella si può esplorare e quindi atterrare su ogni corpo celeste precedentemente selezionato dall'apposita mappa, trovandosi fondamentalmente al cospetto di due possibili sviluppi: l'assenza di vita aliena permette la colonizzazione diretta ed immediata, mentre qualora si trovassero altri esseri viventi si può decidere se farli propri alleati, combatterli o adempiere alle missioni che di volta in volta possono assegnare.
Nel primo caso è interessante notare come la superficie sia totalmente personalizzabile, dal colore delle terre emerse alla quantità d'acqua che compone gli oceani, passando dalla creazione di fiumi e montagne, oltre a tutta una serie di piccoli accorgimenti che promettono una profondità straordinaria per quest'ultima fase open ended, quella che dovrebbe tener occupati per mesi e saziare gli appetiti dell'utenza fino al rilascio delle ancora non annunciate ma certe espansioni. A tal proposito la producer Caryl Shaw ha manifestato come il team abbia un certo interesse per il mondo dei robot, anticipando quello che potrebbe essere il tema di uno dei futuri add- on.
Da non sottovalutare è infine il sistema di obbiettivi, divisi per motivi di interesse, che in modo simile a quanto accade per i giochi per Xbox 360 marcano i risultati ottenuti, rappresentando motivo di orgoglio personale e di confronto con la community.

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Spore sempre in tasca

La prima – e momentaneamente unica - versione di Spore annunciata per console riguarda l'incarnazione DS, che ricalcherà in modo piuttosto fedele quanto sperimentabile durante la seconda fase dell'originale per PC, offrendo l'opportunità di controllare direttamente una singola creatura sulla terra ferma.
Le fasi di personalizzazione sono state mantenute, così come l'impostazione generale e la necessità di vagare per il pianeta relazionandosi in modo più o meno aggressivo con gli altri esseri. La prima grossa differenza consiste nella presenza di una trama inedita e fortemente veicolante che, attraverso il completamento di una serie di missioni, porta addirittura a chiedere di salvare l'intera galassia.
Il sistema di controllo grava interamente sul pennino, in modo simile a quanto sperimentato con Zelda, con gli schermi inferiore e superiore che visualizzano rispettivamente l'area di gioco e la mappa. Una serie di minigiochi e la presenza di diversi oggetti collezionabili, rappresentano una buona offerta supplementare a quella dell'esperienza principale, senza contare che, qualora si disponesse di un amico, alcune sfide sono state specificatamente pensate.

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Spore sempre in tasca



Non resta che aspettare, consapevoli che dopo quanto mostrato il livello di stima nei confronti del team di sviluppo è ulteriormente salito e pur non avendo ancora nessuna certezza, ci si troverà con ogni probabilità al cospetto di un titolo in grado di diventare un fenomeno di costume e di avvicinare parecchia gente ai videogame, magari spinta dall'onda mediatica che ne seguirà l'uscita, attualmente prevista per il 5 Settembre 2008.

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Spore, l'anno dei contenuti personalizzati e la condivisione

Tra piattaforme per sviluppare in minor tempo e più semplicemente, varianti create dagli utenti anche su console e qualche iniziativa ancora da conoscere meglio, il 2008 sembrerebbe essere all'insegna dei contenuti ideati direttamente da chi gioca.
In quest'ottica Spore sceglie di dare strumenti semplici e funzionali, uniti a servizi già conosciuti e tipici dell'era del Web 2.0. Se quindi l'editor di mezzi, creature ed edifici è potente e completo ma non permette di importare modelli realizzati esternamente, semplificando i lavori e mantenendo ogni singola opera entro i 20kb, il sito ufficiale dovrebbe permettere di crearsi una pagina personale nella quale vedere e far vedere tutti i progressi fatti all'interno di Spore, leggere le descrizioni date, vedere le foto e, in generale, gestire una sorta di blog a tema.
Non sono invece previste modalità online vere e proprie, quindi niente incontri nello spazio o sfide a chi ha le caratteristiche genetiche più adatte ad evolversi.

Spore sarà disponibile per Nintendo DS e PC.

Parlando di giochi entrati nella leggenda ancor prima della loro uscita, Spore non può non essere citato. Il suo sviluppo è stato caratterizzato da moltissimi ritardi, un'attesa snervante e la certezza che Will Wright – giù autore di The Sims e Sim City – difficilmente possa aver puntato sul cavallo sbagliato.
Il 2008 sarà l'anno della verità e la lunga dimostrazione offerta da Elettronic Arts e Maxis, rispettivamente produttore e sviluppatore, ha evidenziato come lo stato dei lavori sia assolutamente avanzato e le idee chiarissime su ogni più piccolo aspetto di questa mastodontica opera.
La prima sfida che ci si trova a fronteggiare analizzando il titolo è la sua definizione: ciascuna delle cinque fasi che lo compongono è profondamente diversa dalle altre, lasciando che il filo conduttore sia l'ideale scalata evolutiva, la richiesta di prendersi sulle spalle il destino di una specie, dal brodo primordiale fino alla conquista dello spazio.
Per farlo si deve accumulare nei modi più disparati quanto più DNA possibile e riempire l'apposita barra, godendo di volta in volta degli step genetici disponibili.

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