Underground Vol.17  0

La nostra rubrica si propone l'arduo compito di valutare l'immensa mole di titoli che si muovono nell'underground videoludico, totalmente indipendenti dai grandi publisher e immersi nelle apprezzate formule freeware e shareware.

Leggendo gli articoli di questo mese si potrebbe pensare di trovarsi innanzi a uno speciale dedicato agli sparatutto. E, non fosse per The Great Living Room Escape, praticamente lo sarebbe. Eppure l’intento della rubrica non è questo e la scelta dei titoli di questo mese ha casualmente favorito il suddetto genere. Questa casualità, però, ci permette di fare una breve riflessione: come mai gli sparatutto classici, quelli con le astronavi che distruggono orde di alieni, sono tanto amati dalla scena indie ma trovano immense difficoltà ad avere riscontri commerciali paragonabili a quelli di altri generi? In fondo anche le avventure grafiche, date più volte per morte, hanno ancora un discreto appeal sui giocatori e il genere è riuscito a mantenere un suo richiamo commerciale, pur non facendo i numeri dei giochi d’azione più blasonati o dai giochi fingi-di-avere-un-cervello tanto cari ai casual gamer. Insomma, perché il genere più commerciale e amato dal grande pubblico, in proporzione alle epoche, degli anni '80 e dei primi anni '90 non riesce più a “vendersi” (almeno qui in occidente… in oriente qualche appassionato c’è ancora. Non per niente lì gli sparatutto vengono ancora prodotti da grandi nomi). La situazione migliora se teniamo in considerazione le console, anche se da noi arriva soltanto una frazione di quanto il genere offre in Giappone. Cosa ne pensate? Gli sparatutto rientrano ancora nella vostra “orbita degli acquisti”? Pensate che il genere abbia ancora qualcosa da dire?

di Simone Tagliaferri

Söldner X: Himmelsstürmer


Sviluppatore: SideQuest Studios
Tipo di distribuzione: Import
Siti di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: N/D
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

Premettiamo che Söldner X: Himmelsstürmer è un titolo atipico da presentare in questa rubrica, nel senso che, più che di un gioco indie, stiamo parlando di un prodotto di genere venduto nei negozi asiatici (in oriente gli sparatutto hanno ancora un mercato) e che difficilmente troverà una distribuzione nazionale (qui da noi gli sparatutto classici su PC proprio non vendono). Fortunatamente è prevista l’uscita sul PlayStation Store (entro il 2008, salvo rinvii) e, quindi, se la fortuna ci assiste, anche gli occidentali poco avvezzi agli acquisti import potranno testare questo piccolo gioiello di matrice tedesca.
Himmelsstürmer è una parola tedesca che significa, più o meno, attaccare il cielo, ovvero mirare a realizzare un’impresa impossibile…

Himmelsstürmer è una parola tedesca che significa, più o meno, attaccare il cielo, ovvero mirare a realizzare un’impresa impossibile

Söldner X: Himmelsstürmer

Che più o meno è quello che si fa tentando di finire questo sparatutto a scorrimento orizzontale, pensato per un’utenza estremamente hardcore, ovvero per quei videogiocatori che non hanno paura delle sfide impossibili. Tecnicamente ottimo, Söldner X: Himmelsstürmer va giocato partendo dal livello di difficoltà più basso, perché già giocare al livello normal (l’intermedio; i livelli di difficoltà sono cinque in totale) rende superare il primo livello un’impresa degna di menzione nell’albo d’oro della storia dei videogiochi. Non parliamo degli ultimi due livelli di difficoltà, probabilmente pensati per ridurre la vita sociale delle persone a zero e, soprattutto, adatti soltanto a chi non ha problemi di cuore (e alle coronarie).
Eppure è impossibile non valutare positivamente questo piccolo gioiello, soprattutto dopo averci giocato un bel po'. L’inizio, in effetti, non è esaltante, ma dopo qualche partita ci si rende conto di come funziona il sistema di combo, che rende decisamente più facile la vita, e piano piano si riesce a entrare nella dimensione ludica di uno degli sparatutto più tattici di sempre. Insomma, pur essendo difficile da reperire, vi consigliamo questo gioco senza remore, a patto che siate coscienti del livello di sfida che offre.

Söldner X: Himmelsstürmer

di Simone Tagliaferri

Scramble


Sviluppatore: Henricus
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

Come le canzoni, i libri, i film e tutte le altre belle arti, anche i videogiochi hanno prodotto una serie di classici riconosciuti universalmente. Molti di questi sono oggetto di culto da parte dei fan, soprattutto da parte di quelli che hanno avuto la fortuna di provarli nelle loro versioni originali. Ad esempio chi ha giocato a Scramble in un bar o in una sala giochi non potrà mai dimenticare quanto sembrava “avanti” rispetto agli altri giochi. Stiamo parlando di uno sparatutto a scorrimento orizzontale in cui un’astronave deve superare cinque livelli, tutti uniti tra loro, per arrivare a distruggere una specie di generatore. Le armi a sua disposizione sono un mitragliatore frontale (almeno pensiamo sia un mitragliatore… magari è un cannone al plasma o roba simile) e dei missili, utili per distruggere le costruzioni al suolo, tra cui dei depositi di carburante che permettono di ricaricare le proprie, preziosissime, riserve di benzina (li farà 10m/litro questo bidone volante?) e il generatore finale stesso.

chi ha giocato a Scramble in un bar o in una sala giochi non potrà mai dimenticare quanto sembrava “avanti” rispetto agli altri giochi

Scramble

I cinque livelli presentano tutti delle sfide differenti: nel primo dei missili vengono lanciati dal suolo contro l’astronave, nel secondo dei minuscoli dischi volanti basculano sullo schermo cercando di farci fuori, nel terzo sono dei meteoriti a volerci fare la pelle, nel quarto tornano i missili ma questa volta gli spazi di manovra sono estremamente ridotti e, infine, il quinto livello è una specie di corsa a ostacoli in cui bisogna evitare di schiantarsi contro le pareti.
Questo remake/fotocopia farà la felicità degli amanti dell’originale perché, oltre a essere praticamente indistinguibile dalla versione coin-op, offre un livello extra e la possibilità di ripercorrere tutta la mappa di gioco in senso contrario. Pur essendo poco creativo rispetto ad altri sparatutto indie, è decisamente godibile.

Scramble

di Simone Tagliaferri

Armed Seven: Battle of steel Corpse in 1989


Sviluppatore: Astro Port
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

La versione scaricabile di Armed Seven è ancora soltanto una demo che permette di testare alcuni livelli e le varie combinazioni di armi. Cos’è Armed Seven? Ma uno sparatutto a scorrimento multi-direzionale sviluppato da un gruppo di indomiti giapponesi, come intuibile visitando il sito ufficiale, ambientato nel 1989 (non chiedeteci perché). Alla guida di un mech il nostro scopo è disintegrare tutto quello che si muove sullo schermo (descrivere gli sparatutto classici è una pacchia) probabilmente per salvare il mondo dall’invasione di qualche esercito alieno. All’inizio di ogni partita va selezionato l’armamento a disposizione del nostro mezzo e poi ci si può gettare nella mischia senza troppi ripensamenti.

nonostante si tratti di un prodotto amatoriale, il livello della realizzazione è decisamente professionale

Armed Seven: Battle of steel Corpse in 1989

Nonostante si tratti di un prodotto amatoriale, il livello della realizzazione è decisamente professionale, con esplosioni spettacolari, armi distruttive e appaganti (soprattutto quelle speciali), nemici schematici ma impegnativi e dei boss di fine livello che fanno sudare le proverbiali sette camicie prima di decidere di esplodere. La difficoltà è impostata su livelli medio/alti e, pur non raggiungendo i picchi di altri sparatutto, si fa rispettare e riesce a mettere in difficoltà più volte. Peccato che per ora sia disponibile per il download soltanto la demo. Non vediamo l’ora di mettere le mani sulla versione definitiva. Intanto andiamo a sgranocchiare un po’ dei resti metallici sparsi per il campo di battaglia.

Armed Seven: Battle of steel Corpse in 1989

di Simone Tagliaferri

The Last Canopy


Sviluppatore: Easy Only! Games
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Sito per giocare
Download del file: N/D
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

Scrivere una storia sensata per giustificare uno sparatutto non è mai un compito banale. Dopo l'avvento d'Ikaruga con il suo filosofeggiare, quei grandi talenti di Easy Only! Games devono aver deciso di giocare d’anticipo, ossia creare dei presupposti tanto insulsi da non essere neppure presi sul serio. Dovrete infatti indossare le ali di una fatina che scatenerà un pandemonio a scorrimento verticale per salvare un uccellino. Sì, il dolce pennuto è fuggito dal nido posto sull’ultimo albero rimasto al mondo e qualcuno deve recuperarlo, combattendo astronavi che sembrano macchine da scavo divenute senzienti e belligeranti. Passiamo oltre, perché The Last Canopy merita la massima attenzione per ben altri motivi. Diciamo intanto che trova la sua identità nella tradizione, dal momento che appartiene al corpus degli sparatutto a scorrimento verticale classici, del genere che vi costringe ad aprire il terzo occhio nascosto sulla fronte per scampare al reticolo di colpi che puntano la vostra astronave.

quello che lo rende speciale comunque, è l’assenza di uno sparo di base decente

The Last Canopy

Quello che lo rende speciale comunque, è l’assenza di uno sparo di base decente. Infatti se non fosse per la sua dote segreta, la fatina non farebbe neanche in tempo a battere le ali senza essere nuclearizzata. Interrompendo l’attacco principale però, può assorbire lo sparo di un nemico, che si tramuterà in una sfera svolazzante pronta a far fuoco sugli avversari. Ogni nemico ha uno sparo diverso da rubare e fino a cinque sfere saranno pronte a sposare la vostra causa animalista. Soprattutto i boss non si possono affrontare decentemente senza adeguati potenziamenti e imparare quando interrompere l’assalto per vampirizzare il nemico è la chiave del successo. The Last Canopy beneficia poi dell’originalità di certi avversari e di alcune meccaniche di gioco, come lo scanner che appare nel secondo livello e che fa scattare l’allarme se sparate mentre vi esamina. Non è neppure tutto, perché le musiche elettroniche vi terranno compagnia a tempo di guerra, proiettandovi di fatto in un’esperienza coinvolgente e rilassante allo stesso tempo. Vale la pena sottolineare infine che The Last Canopy ha sufficienti livelli di difficoltà per essere fruibile da chiunque. Insomma, non dovete necessariamente amare il birdwatching, per (s)vestire i panni di questa fatina armaiola e partire alla volta del pennuto fuggiasco, è sufficiente essere in grado di stupirsi ancora davanti a un semplice sparatutto.

The Last Canopy

di Andrea Rubbini

Ad Nauseam 2


Sviluppatore: Cactus
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Sito ufficiale
Download del file: Link
Da sapere per giocare al meglio: Contiene alcune rappresentazioni grafiche con blandi rimandi sessuali. Si tratta per lo più di un tocco d'umorismo, ma se vi offendete facilmente, potete disattivare l’opzione con il tasto F1.

Rispetto a The Last Canopy, questo titolo degli svedesi Cactus approccia il genere degli sparatutto con una filosofia radicalmente diversa. Al diavolo fatine e uccellini, in Ad Nauseam 2 dovrete solo cercare di distruggere tutto ciò che deambula su schermo, prima che il suo vagare arrivi a una brusca conclusione contro la vostra astronave. La musica tecno e il design tanto geniale quanto inquietante garantiscono un coinvolgimento profondo, mentre vi fate strada lungo le tre fasi di gioco previste. Inoltre, come se già non ci fosse il rischio che vi venga il mal di mare, uno dei due attacchi speciali scuote l’intero schermo come se qualcuno stesse praticando l’elletroshock al vostro pc.

la musica tecno e il design tanto geniale quanto inquietante garantiscono un coinvolgimento profondo

Ad Nauseam 2

Meglio rassegnarsi, tutto il viaggio organizzato dal team Cactus è un tour allucinato, che parte da quelli che potrebbero essere dei disegni di un bambino divenuti incubi, passando poi per un’ammutinamento del codice binario. Sembra folle lo sappiamo, ma date uno sguardo alle immagini e tutto diverrà chiaro. Anzi, fate prima a provarlo direttamente. È gratuito, pesa poco e vale la pena di essere sperimentato in prima persona. Buon viaggio e ricordatevi di fare qualche pausa, se vi doveste trovare a non battere le palpebre per troppi minuti consecutivi.

Ad Nauseam 2

di Andrea Rubbini

The Great Living Room Escape


Sviluppatore: http://pastelgames.com/
Tipo di distribuzione: Freeware
Siti di riferimento: Sito per giocare
Download del file: N/D
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

The Great Living Room Escape fa parte di quel genere di puzzle che imprigionano il giocatore in un’area, spesso domestica, e poi lo costringono a trovare il modo di uscire combinando tra loro oggetti sparsi in giro per la stanza (non provateci a casa con il vostro partner però). Un’interfaccia punta e clicca al servizio di un rompicapo insomma, che questo nuovo titolo di Pastelgames miscela insieme a preziose animazioni e disegni accattivanti.

rimpiangerete che i programmatori non vi abbiano chiusi anche nel bagno

The Great Living Room Escape

L'immediatezza di The Great Living Room Escape strega il giocatore sin dal primo istante, ma finisce comunque troppo presto, a causa dei pochi enigmi basati solo sulla combinazione degli oggetti raccolti. Una volta ottenuta la chiave per fuggire dal salotto rimpiangerete che i programmatori non vi abbiano chiusi anche nel bagno. A ogni modo, se questo è il vostro primo tentativo nei panni di Houdini, potete sempre consolarvi con il prequel, The Great Kitchen Escape, altrimenti saranno stati comunque dieci minuti spesi bene.

The Great Living Room Escape

di Andrea Rubbini

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere alll'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione. Per tutti i numeri precedenti della rubrica, seguite questo link.