Tom Clancy's The Division: New York UndergroundSottoterra si sta meglio 

Il primo DLC premium di The Division, intitolato New York Underground, è arrivato sul mercato e noi l'abbiamo prontamente recensito

Sono state moltissime le critiche sollevate nei confronti di Tom Clancy's The Division nei mesi trascorsi dalla sua uscita. Molti giocatori si sono concentrati sul pessimo stato della versione PC piagata dai cheater e praticamente ingiocabile a causa di una base utenza che, settimana dopo settimana, si è assottigliata fino a raggiungere cifre veramente ridotte. Altri hanno continuato a lamentarsi per l'instabilità generale dei server che periodicamente sembrano soggetti a lunghi momenti di offline o sono teatro di numerosi bug che Massive Entertainment sta ancora faticando a risolvere. Sottoterra si sta meglio Allo stesso tempo però nessuno può negare che lo sviluppatore abbia supportato con grande costanza e sacrificio il suo gioiello che, a parere di chi scrive, è tra gli shooter in terza persona più sottovalutati di quest'ultima generazione. Il flusso di patch è stato costante e spesso risolutivo, almeno su console, e l'aggiunta di nuovi contenuti, per quanto contestata in più occasioni - come non dimenticare il caos che ha seguito l'uscita di Missing in Action, la prima incursione - ha offerto con grande frequenza qualcosa da fare anche ai giocatori più famelici. In questo scenario si innesta New York Underground, il primo vero DLC premium a pagamento che i possessori del Season Pass si sono ritrovati prontamente installato qualche giorno fa e che tutti gli altri devono acquistare dai vari store a 14,99€. Tutti tranne i proprietari di PlayStation 4 che, per una questione di esclusive temporali, dovranno attendere fino al 2 agosto per poterlo scaricare e installare. Ma prima di scendere nei dettagli di questo corposo aggiornamento vi possiamo subito dire che Ubisoft sembra aver imboccato la strada giusta. Sì è vero, alcuni problemi sembrano ormai innestati nella struttura di gioco ma tra il nuovo sistema di generazione casuale di missioni, l'equipaggiamento inedito, i ritocchi alla difficoltà e alla Zona Nera e l'incursione originale, la sostanza c'è davvero tutta. E per tutti i palati.

New York Underground è un DLC che ci sentiamo di consigliare a tutti i possessori di The Division

Prima gli orpelli…

La principale novità del DLC sono ovviamente i sotterranei che danno il titolo all'add-on. Si tratta, a tutti gli effetti di cunicoli, stazioni abbandonate della metropolitana, cantiere interrati, fondamenta di grattacieli e più in generale di un intricato sistema di passaggi e intersezioni tutte rigorosamente al chiuso e dal sapore labirintico. Per accedere a questo dedalo di corridoi è necessario passare da un nuovo hub sociale, il terminale, piazzato sul retro della propria base operativa, con un accesso immediatamente di fianco al venditore delle ricompense da riscattare. All'interno di questo ambiente sono disponibili un paio di nuovi venditori per armi ed equipaggiamento di altissimo livello acquistabile tramite crediti Phoenix, i nuovi personaggi non giocanti che permettono di accedere agli incarichi giornalieri e settimanali introdotti con la precedente 1.2, ma soprattutto l'ingresso alla stanza che contiene il tavolo per la pianificazione delle operazioni e la stazione metropolitana che consente di imbarcarsi e raggiungere la missione dopo averla impostata. Sottoterra si sta meglio Sottoterra si sta meglio Sottoterra si sta meglio Proprio quest'ultimo elemento è ovviamente il cuore pulsante di New York Underground e si dirama in tutta una serie di novità che coinvolgono la struttura base di The Division. Innanzitutto c'è il nuovo livello sotterraneo (con il cap fissato a 40) che si affianca a quello principale e a quello relativo alla Zona Nera e che permette di sbloccare una serie di bonus e malus relativi alle operazioni che vogliamo svolgere e soprattutto di mettere le mani sull'equipaggiamento inedito inserito in questo DLC. E poi ci sono le operazioni: si tratta di missioni create al volo in modo procedurale e completamente casuale e che possiamo configurare e attivare in pochissimi secondi nel nuovo hub. Il risultato è un'esperienza all'insegna della rigiocabilità visto che, per quanto di base si tratti sempre e soltanto di uccidere nemici o, al limite, di difendere qualcuno o qualcosa, la geografia dello scenario e la composizione degli avversari cambiano in continuazione. Durante la fase di configurazione potremo scegliere uno dei quattro livelli di difficoltà, effettuare il matchmaking al volo e attivare fino a cinque diversi perk, denominati direttive, che aumentano la difficoltà della missione e la sua ricompensa in esperienza. Queste direttive attivano una serie di svantaggi per il giocatore (la scomparsa della minimappa, la perdita delle munizioni rimaste nel caricatore quando si ricarica un'arma e così via) che ci hanno ricordato molto da vicino i teschi di Halo ma che possono essere abilitate solo salendo di livello nel rank sotterraneo e spendendo una valuta che si può raccogliere svolgendo le operazioni stesse. Inoltre è possibile collegare tra loro fino a tre missioni consecutive allungando di molto la nostra permanenza nei sotterranei e guadagnando ulteriore esperienza. Il sistema è veramente elementare da padroneggiare e funziona estremamente bene, anche grazie all'eccellente sistema di matchmaking, consentendo al giocatore di calibrare il suo coinvolgimento in base al tempo che ha a disposizione e dandogli la possibilità di portarsi a casa sempre qualche ricompensa. Ogni operazione si conclude con un boss e un contenitore da aprire e, aumentando di livello, si guadagna un'ulteriore cassa personale che può essere spacchettata nell'inventario e permette di ricevere un pezzo di equipaggiamento coerente con il livello del nostro personaggio. Proprio sul fronte armature e armi è importante segnalare che il nuovo score è ora fissato, rispettivamente, a 268 e 229 ma la cosa più interessante e che evidenzia il grande interesse di Massive nei confronti del feedback dei giocatori è che attraverso New York Underground, The Division torna ad avere le sue due anime PvE e PvP meglio bilanciate laddove fino a poche settimane fa (prima dell'introduzione della 1.2), il passaggio nella Zona Nera era praticamente obbligatorio se si voleva equipaggiare il proprio avatar nel migliore dei modi prima di affrontare le incursioni. È ugualmente importante però far notare che tutta l'area nuova è evidentemente stata progettata per il gioco di squadra in team visto che la difficoltà media dei sotterranei è talmente elevata da rendere, a parere di chi scrive, estremamente difficile affrontarli in solitaria, anche ai livelli di difficoltà più bassi. Non ci dilunghiamo oltre sulle armi e sui cinque set nuovi di zecca ma vi basti sapere che di bottini inediti ce n'è veramente in abbondanza. E naturalmente anche chi ama il PvP avrà pane per i suoi denti con l'aggiunta delle nuove fasce nella Zona Nera in grado di offrire una sfida all'altezza delle aspettative per i giocatori con livello di equipaggiamento superiore a 231.

…poi la sostanza

Per andare ulteriormente incontro alla voglia di PvE dei moltissimi giocatori che apprezzano la componente cooperative contro il computer di The Division e giustificare la disponibilità di nuovo loot di altissimo livello, è stato introdotto con la patch 1.3 il nuovo livello di difficoltà eroico da subito disponibile per tutti i possessori anche del gioco base. Sarà quindi essenziale affrontare le missioni principali, le incursioni già disponibili e le nuovissime operazioni con un team davvero molto affiatato e ben equipaggiato per puntare all'equipaggiamento di massimo livello. Per quanto riguarda invece La tana del drago, la nuova incursione introdotta con New York Underground, bisognerà aspettare fino alla prossima settimana per poterla affrontare in modalità eroica. Sottoterra si sta meglio Sottoterra si sta meglio E, visto che ne abbiamo iniziato a parlare, è tempo di concentrarci proprio su questo importante contenuto inedito perché bene rappresenta la voglia di Massive di soddisfare la sua base utenza. Pur rimanendo lontano dalle esperienze migliori viste in Destiny, è indubbio che questo raid segni un importante distacco dai due precedenti, Missing in Action e Cielo terso, per l'aggiunta di alcune dinamiche che finalmente obbligano i giocatori a dialogare e cooperare lasciando momentaneamente da parte la gestione di ondate costanti di nemici. Sia chiaro che non ci troviamo di fronte a nulla di rivoluzionario ma questo è sicuramente il primo passo nella direzione giusta. L'incursione può essere concettualmente suddivisa in due parti: una prima sezione molto action dove il team si deve limitare a gestire numerosi gruppi di Purificatori fino a raggiungere una sezione all'aperto controllata da quattro soldati corazzati della fazione. Possiamo considerarli dei boss intermedi con tanto di bottino al seguito. Una volta ripulita questa zona, ci potremo addentrare nella componente più originale della sfida: una sezione al chiuso dove il nostro obiettivo sarà distruggere un camion dotato di un enorme lanciafiamme. La particolarità di questa sezione, che solo a un primo sguardo superficiale può ricordare l'incontro di Missing in Action essendo ugualmente ambientata al chiuso, con un mezzo indistruttibile con le normali armi e la costante presenza di nemici, è la dinamica che ci permette di sconfiggere il boss. L'obiettivo del team è quello di spostare un enorme serbatoio refrigerato dal fondo dello stanzone fino a sopra il camion per poi farlo precipitare. Per far questo bisognerà premere contemporaneamente quattro coppie di pulsanti disposti sui lati opposti del locale. E quando diciamo "contemporaneamente" intendiamo proprio nello stesso, preciso istante: un'operazione che obbliga i giocatori a dialogare per potersi sincronizzare e ad attivare una forma di cooperazione che va ben oltre il semplice curarsi a vicenda e bersagliare lo stesso nemico. Sia chiaro che non possiamo gridare al miracolo e, una volta digerita la pratica, diventerà abbastanza automatico muoversi all'unisono ma, considerato il gameplay delle precedenti due incursioni, è ovvio che questa variazione sul tema ci fa ben sperare per quanto potrà essere introdotto con i futuri DLC. Peccato soltanto, a questo punto, per la costante instabilità dei server che ci ha fatto faticare non poco nel portare a termine questa sfida e le nuove operazioni.

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8.0

Redazione

7.1

Lettori (34)

Se da un lato ci sentiamo obbligati a bacchettare ancora una volta Massive e Ubisoft per la pessima gestione del lancio di nuovi contenuti, possiamo tranquillamente affermare senza rischio di smentita che ci troviamo di fronte al migliore aggiornamento rilasciato fino ad oggi per The Division: un DLC che rispetta le aspettative che molti giocatori si erano creati in queste settimane e che riesce a giustificare il suo prezzo di vendita decisamente voluminoso.

Pierpaolo Greco

Pro

  • La nuova incursione offre una sfida che va oltre la gestione delle ondate di nemici
  • Le missioni sotterranee sono veloci, divertenti e incredibilmente rigiocabili
  • Tra nuovi set e armi inedite, il farming risulta molto stuzzicante

Contro

  • Le nuove missioni possono apparire troppo ripetitive da un punto di vista grafico e stilistico
  • Le operazioni non sono adatte ai giocatori in solitaria