Mount & Blade: WarbandMedioevo di guerra 

Cavaliere o brigante, vassallo o leader di una fazione libera: nel medioevo di TaleWorlds Entertainment siete liberi di decidere il vostro destino!

In ambito videoludico non mancano di certo casi di giochi nati praticamente dal nulla o realizzati con pochi fondi ma tanta passione e ingegno, da diventare poi col tempo e il passaparola iniziale dei veri e propri successi. Produzioni quasi sempre caratterizzate magari da una grafica spartana o comunque non spettacolare come quella delle megaproduzioni tripla A, ma in grado lo stesso (e talvolta perfino di più) di coinvolgere spesso per via di una profondità di gioco tale da far passare tutto il resto in secondo piano. È il caso di Mount & Blade di TaleWorlds Entertainment, titolo capace di conquistarsi in brevissimo tempo una schiera di appassionati a dir poco invidiabile, nonché una comunità di modder tra le più attive della storia videoludica grazie ad una serie di ambientazioni affascinanti in mezzo alle quali il giocatore si trova libero di commerciare, derubare, o cercare la gloria alleandosi con una qualsiasi delle fazioni in guerra in atto di vassallaggio. Il tutto corroborato da una giocabilità solida e senza eccessivi fronzoli.

Mount & Blade: Warband porta le guerre medievali su PlayStation 4 e Xbox One

Warband

Ma è col suo sequel, Mount & Blade: Warband, che la produzione trova forse il suo compimento. Il gioco ha riscosso un buon successo qualche anno fa su PC, al punto che oggi il team di sviluppo lo ripropone in un'edizione rivisitata per PlayStation 4 e Xbox One che andiamo adesso a esaminare. Il prodotto è un prodotto a sé che offre un'esperienza sandbox di combattimento medioevale e costruzione del reame, mescolando sapientemente generi quali i gestionali, i giochi di ruolo, i combattimenti strategici e le avventure con visuale in terza persona. Il giocatore inizia selezionando l'aspetto e il sesso del personaggio da interpretare, la fazione di appartenenza e le abilità, poi entra "in scena" come un semplice "uomo di spada" di primo livello, con a disposizione solo uno stendardo di famiglia, se ha scelto di discendere da un nobile decaduto, poche rozze armi, un'armatura malridotta e, se va bene, un cavallo zoppicante. Insomma, tutto fuorché un eroe bello e fatto. Medioevo di guerra Non a caso le prime battute di gioco possono risultare difficoltose, visto che in base all'equipaggiamento e ai parametri del personaggio, anche una banda di cinque normali ladruncoli può essergli fatale. Ma bastano alcune scelte oculate e il proseguo dell'avventura all'interno del mondo di Calradia, che dopo un po' le cose cominciano a cambiare: l'utente compie le prime missioni, amplia il suo parco oggetti, tra l'altro virtualmente infinito, e migliora le statistiche del suo alter ego virtuale grazie a un sistema di crescita del personaggio stile gioco di ruolo, e che comprende perfino vari bonus/malus nell'uso delle armi da tiro (fermi, a cavallo, in movimento). Magari racimola anche un buon gruzzolo di denaro e con quello, giunto in un villaggio, arruola una manciata di poveri contadini disposti e tutto pur di portare a casa il pane. Una volta addestrati ed equipaggiati a dovere, questi possono costituire una prima unità di soldati personali, coi quali iniziare a farsi valere in giro. Passo dopo passo, l'utente viene coinvolto in una serie di attività e di situazioni davvero infinite: dai castelli occupati da liberare, o viceversa, da assediare per accrescere la propria fama o sotto un compenso in danaro, alle beghe personali tra signorotti da dirimere allenandosi con l'uno o l'altro, fino ai complotti per far scoppiare guerre, alle rivalità personali, agli scambi di schiavi e di viveri, alle principesse da sposare, ai feudi da amministrare, alle rivolte da placare e chi più ne ha più ne metta. D'altronde la forza di Mount & Blade: Warband è nella sua incredibile rigiocabilità e varietà di situazioni, dove la storia viene plasmata dal giocatore stesso con le sue scelte e le sue azioni. Un elemento chiave di Warband sono ovviamente i combattimenti, caratterizzati da un buon set di comandi che sulla carta consentono una gestione "semplice" e immediata di quanto avviene sul campo di battaglia, che è quasi in antitesi con il realismo di fondo che permea gli scontri. In realtà, e per questo abbiamo scritto "sulla carta", si avverte in tal senso l'assenza di una periferica come il mouse, che a nostro parere è quasi indispensabile per questo tipo di giochi.

Trofei PlayStation 4

Sono 57 i Trofei messi a disposizione dal gioco. Questi sono suddivisi in 50 di Bronzo, 4 d'Argento, 2 d'Oro e 1 di Platino e si possono ottenere progredendo nel corso dell'avventura principale, diventando Re o Regina, uccidendo un certo numero di nemici con un'arma specifica, crescere di livello in parametri specifici come quello della leadership, e così via.

L'arte e la guerra

Non che col controller di PlayStation 4 non si possa giocare o ci siano problemi insormontabili, ma è innegabile che certi ordini da impartire alle proprie truppe o al proprio personaggio risulterebbero più agevoli da eseguire, per così dire, se si potesse usare uno strumento come il mouse piuttosto che le levette analogiche. Il titolo utilizza infatti un sistema di parate e di attacchi direzionali (spostamento a destra fendente da destra, in su spada sollevata e via così), nonché di "arco" per determinare altezze, distanze e modalità del colpo da infliggere al nemico, che secondo noi sarebbe più comodo da gestire con la sopra citata periferica. Giusto per essere più chiari, se l'obiettivo è quello di abbattere un cavaliere, allora si deve spostare il mouse verso l'alto e allo stesso tempo dare una lunga "curva" di movimento per colpire a spada tesa, mentre se il bersaglio è a piedi, la mano dell'eroe deve abbassarsi e dunque bisogna effettuare un arco di movimento più breve per non fallire il colpo. Ad ogni modo, in Mount & Blade: Warband è possibile scegliere alcune configurazioni dei comandi, comprese delle semplificazioni che garantiscono per esempio parate o attacchi senza la necessità di dover indicare la direzione, ma semplicemente premendo un apposito pulsante. E se combattere contro la CPU non vi basta, c'è il multiplayer, che si rivela divertente e discretamente realizzato, in grado di ospitare fino a 32 giocatori in contemporanea impegnati in battaglie in campo aperto, in conquiste di castelli e villaggi, o in furibonde mischie tutti contro tutti. Medioevo di guerra A completare il quadro di una produzione che bada poco ai fronzoli e si concentra di più sul realismo e sulla giocabilità, c'è un comparto tecnico di sufficiente fattura, specie in relazione al tipo di videogioco. La grafica non sfrutta appieno la potenza dell'hardware di PlayStation 4, e sembra in linea di massima riproporre la stessa della vecchia edizione PC, seppur con qualche sensibile miglioramento. Ad un esame più attento, non può infatti sfuggire la presenza di texture leggermente più definite, l'aggiunta di qualche particolare di contorno utile a ravvivare la scena e un leggero incremento della qualità degli effetti visivi, come per esempio quelli di riflessione della luce solare sulle armature e di rifrazione degli oggetti/persone negli specchi d'acqua. Peccato per la modellazione poligonale, che non è brutta ma risulta palesemente "vecchia" visto che strutturalmente i vari personaggi sono gli stessi dell'edizione originale su computer di qualche anno fa. D'accordo che il videogioco punta ad altro, però è anche vero che gli sviluppatori potevano sforzarsi un po' di più e migliorare davvero l'estetica del prodotto. Allo stesso modo risultano antiquate anche le loro animazioni, che gli conferiscono dei movimenti un po' legnosetti, mentre di contro risulta piacevole il comparto sonoro, capace di restituire decentemente i suoni tipici di battaglie campali, ambienti passati e quant'altro. Infine buono il doppiaggio in inglese, da segnalare l'assenza dei sottotitoli in italiano.

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7.3

Redazione

8.1

Lettori (4)

Mount & Blade: Warband si conferma anche su console un prodotto molto interessante, che a dispetto di un comparto tecnologico non certo all'avanguardia, propone una giocabilità profonda e ben stratificata, oltre a una longevità virtualmente infinita. Peccato per l'assenza di opzioni per il supporto alle mod che avrebbero garantito in futuro di espandere ulteriormente il gioco, e per un sistema di controllo non sempre impeccabile, ma per il resto il titolo targato TaleWorlds Entertainment rimane intrigante, soprattutto per gli appassionati di storia medievale pronti a chiudere un occhio sulla grafica.

Massimo Reina

Pro

  • Grande profondità e varietà di gioco
  • Qualche accorgimento tecnologico in più rispetto all'originale
  • Multiplayer di buona fattura
  • Bella colonna sonora

Contro

  • Alcuni comandi risentono della mancanza di un supporto come il mouse
  • Tecnologicamente vetusto
  • Peccato per l'impossibilità di poter fruire anche delle mod
  • La mancata localizzazione nella nostra lingua potrebbe tenere lontani alcuni utenti

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