Assetto Corsa - Porsche Pack IRitorno di fiamma 

Dopo una lunga assenza, i bolidi di Stoccarda tornano su un simulatore col primo Porsche Pack per Assetto Corsa

Sebbene al giorno d'oggi sia quasi "scontato" avere i marchi più noti e prestigiosi nei racing di punta (chi ricorda l'attesa per il debutto della Ferrari su Gran Turismo?), l'affascinante licenza Porsche mantiene tuttora un notevole grado di esclusività; vi basti pensare che nell'ultimo decennio essa è apparsa principalmente su Need For Speed e in costosi DLC per le serie Forza. Non è un caso che diverse software house, per aggirare l'ostacolo, spesso si siano affidate all'iconica RUF, azienda tedesca specializzata nell'elaborazione dei bolidi di Stoccarda. Ritorno di fiamma Tenendo presente che Porsche, ufficialmente, in un simulatore propriamente detto non compare da ben dodici anni, l'accordo stretto con Kunos Simulazioni non poteva che essere accolto con grandissimo entusiasmo; del resto, il sublime modello fisico-dinamico di Assetto Corsa e la capacità degli sviluppatori nel donare un'anima a ciascun mezzo riprodotto, rappresentano qualità universalmente riconosciute e motivo d'orgoglio per l'industria videoludica italiana. Dopo alcuni mesi di attesa, il 25 ottobre si è concretizzato il sogno di molti piloti virtuali, col lancio su Steam del primo dei tre Porsche Pack previsti e del relativo, vantaggioso Season Pass, che arriveranno su PlayStation 4 e Xbox One a novembre. Come sempre, il DLC è stato accompagnato da un importante aggiornamento del codice (giunto alla build 1.9) che abbraccia diverse novità; tra le principali vi sono un notevole miglioramento del comparto audio, l'aggiunta del tyre model 10 per le GT3, nuove leaderboard, la licenza Sparco e tutta una serie di fix e rifiniture per l'intelligenza artificiale, la grafica, le collisioni online e altro ancora. Non mancano inoltre un paio di contenuti gratuiti di grande spessore, ovvero la fascinosa Porsche Panamera Turbo, della quale tratteremo nel prossimo paragrafo, e la spettacolare versione storica del circuito di Silverstone, palcoscenico ideale per molti dei bolidi presenti su Assetto Corsa.

Il primo Porsche Pack arricchisce Assetto Corsa con sette bolidi del prestigioso marchio tedesco

Per la strada

Iniziamo la nostra carrellata con la "piccola" del lotto, ovvero l'elegante coupé 718 Cayman S, terza generazione della serie tradotta dalla roadster 718 Boxster. Il numero 718 è un chiaro omaggio all'omonima, storica vettura da corsa, che suggerisce il passaggio dal motore a sei cilindri della precedente generazione a quello più efficiente (e meno inquinante) a quattro cilindri con turbocompressore, ovvero un 2.5 Litri da 350 cavalli. Su Assetto Corsa, grazie all'agilità, al piacere di guida e all'ottimo impianto frenante, la 718 Cayman S offre tutte le qualità che caratterizzano il modello reale. Ritorno di fiamma Le prestazioni complessive non sono da urlo, ma i 285 km/h di velocità massima e lo 0-100 km/h staccato in 4,7 secondi sono comunque numeri che meritano rispetto e soprattutto forieri di divertimento. L'abbondante coppia di 420 Nm la rende efficace anche nel drifting, e non a caso è disponibile una sfida dedicata tra gli eventi speciali a Vallelunga. Meraviglioso il modello poligonale, sia negli interni che negli esterni: in 4K infatti, l'unico neo è rappresentato da qualche sparuta ombra imprecisa. Ottimo anche il sound del motore. Dalla Cayman passiamo a una vera e propria icona tra le auto sportive, ovvero la celeberrima e vendutissima 911, che da oltre quarant'anni rappresenta il sogno proibito di innumerevoli automobilisti. Presente nella versione Carrera S del 2015, su Assetto Corsa si tratta di una delle auto meglio bilanciate e divertenti da guidare, traducendo alla perfezione il connubio tra performance e comfort che da sempre caratterizza la linea Porsche. Con i suoi 420 cavalli e i 500 Nm di coppia, la vettura, spinta da un 3.0 Litri a sei cilindri, raggiunge la velocità massima di 308 chilometri orari e, per la prima volta nella storia della Carrera, grazie al Sport Chrono Package sfonda il muro dei quattro secondi nello 0-100 km/h, piazzando un ottimo 3,9 secondi. Anche in questo caso il modello poligonale, così come il sound del motore, sono eccellenti: gli unici nei sono ancora una volta piccole imperfezioni delle ombre, comunque visibili solo nelle aree più nascoste della carrozzeria. Facendo un ulteriore balzo in avanti arriviamo alla cattivissima 918 Spyder, una cosiddetta "hypercar" ibrida analoga alle rivali Ferrari LaFerrari e McLaren P1: non è un caso che il vecchio trio di Top Gear desiderasse ardentemente metterle tutte sulla stessa pista, un sogno infranto dalle case costruttrici che oggi è reso possibile grazie ad Assetto Corsa. Ritorno di fiamma Tecnologicamente avanzatissima e con diverse caratteristiche sviluppate in collaborazione col reparto corse di Porsche, la vettura raggiunge i 345 km/h di velocità massima e stacca lo 0-100 km/h in appena 2,6 secondi; un vero e proprio missile su quattro ruote che può offrire anche un comfort invidiabile e consumi ridotti, se paragonati alle prestazioni spaziali. L'otto cilindri da 4.6 Litri e 608 cavalli è accompagnato da due moduli elettrici che, complessivamente, fanno toccare alla 918 Spyder gli 887 cavalli di potenza massima e una coppia mostruosa di 1.279 Nm. Su Assetto Corsa, ciò si traduce in una reattività impressionante e un piacere di guida unico, legato all'eccellente distribuzione dei pesi e all'impianto frenante potentissimo. Per essere portato al limite, questo gioiello richiede indubbiamente parecchia pratica, ma è così ben simulato che spinge a migliorarsi senza provocare un minimo di frustrazione. La vettura è meravigliosa anche sotto il profilo sonoro ed estetico: i dettagliatissimi interni, ricchi di carbonio, sono una vera e propria scultura. Chiudiamo il paragrafo dedicato alle stradali con un cenno alla Panamera Turbo, la potente saloon di lusso resa disponibile per tutti con l'aggiornamento 1.9. Caratterizzata da un sound spettacolare, che si incattivisce tra la quarta e la quinta marcia attorno ai settemila giri, la Panamera risulta la più docile da domare dell'intero pacchetto Porsche, pur offrendo prestazioni in linea con quelle della 911 Carrera S, grazie ai 306 km/h di velocità massima e a un'accelerazione persino migliore, ovvero 3,6 secondi per lo 0-100 Km/h. Del resto, anche se pesa ben 2.070 chilogrammi, monta un V8 4.0 Litri che sfodera 500 cavalli e una coppia massima di 770 Nm. Eccellente il modello poligonale, che pecca solo per un pizzico di aliasing sul lunotto posteriore, anche in 4K.

Per la pista

Derivata dalla 911 Carrera RS 3.0, prodotta in poco più di cento esemplari nel 1974, la 911 Carrera RSR (acronimo di RennSport Racing) 3.0 ne era la potente versione da gara, equipaggiata con un sei cilindri da 330 cavalli che le permetteva di raggiungere i 280 km/h di velocità massima. Immediatamente riconoscibile grazie al generoso spoiler posteriore e per i sovrabbondanti passaruota, che coprono enormi pneumatici Firestone, su Assetto Corsa è una vettura piuttosto nervosa, tendente al sovrasterzo ma comunque divertentissima da guidare. Ritorno di fiamma Gli interni tipicamente racing sono caratterizzati da una cura maniacale per i dettagli e il suo animo selvaggio, oltre che dal rombo del motore, è sottolineato dai cigolii meccanici che si ascoltano continuamente mentre si cerca di domarla. Insomma, siamo innanzi alla classica leggenda su quattro ruote che richiede rispetto e una buona dose di pratica. Leggermente più veloce della 911 Carrera RSR 3.0 ma molto più semplice da condurre, la Cayman GT4 Clubsport è il classico "animale da trackday", una moderna vettura non omologata per la strada nata per mordere l'asfalto delle piste. Col suo boxer sei cilindri 3.8 Litri da 385 cavalli e un peso di 1.300 chilogrammi sfiora i 300 km/h di velocità massima in assoluta fluidità e scioltezza, rientrando nella categoria delle corsaiole più adatte ai principianti nel simulatore italiano. Non è tra le Porsche più desiderate, ma l'ottimo impianto frenante, l'agilità sui circuiti tecnici e l'equilibrio del telaio la rendono un'ottima alternativa a modelli più blasonati. Eccellenti anche il modello poligonale e il sound del propulsore. Con un balzo indietro nel tempo passiamo a un'altra icona uscita dagli stabilimenti Porsche, ovvero la celebre 935/78 'Moby Dick', così soprannominata per le dimensioni importanti e il colore principale della livrea, ovvero il bianco. Nata per partecipare alle gare di durata, la vettura era equipaggiata con un 3.2 Litri da ben 845 cavalli, che le permise di raggiungere i 366 km/h sul rettilineo delle Hunaudières a Le Mans. Nonostante la vittoria nella gara di debutto a Silverstone, la 935/78 'Moby Dick' ebbe qualche problema di affidabilità e nei consumi rispetto ad altri prototipi, caratteristiche che la fecero accantonare solo dopo una manciata di gare. Ritorno di fiamma Su Assetto Corsa la vettura si presenta particolarmente nervosa da domare e richiede parecchia esperienza per essere condotta ai limiti, inoltre offre un impianto frenante tutt'altro che efficace. Il modello poligonale, ricco di appendici aerodinamiche, è eccellente così come il sound del propulsore, che spesso viene accompagnato da poderose fiammate dalle marmitte. Se la curva d'apprendimento fa un balzo notevole passando dalla 911 Carrera RSR 3.0 alla "Moby Dick", con la barchetta 917/30 Spyder si apre una vera e propria voragine. I numeri di questo mostro su quattro ruote parlano da soli: 800 chilogrammi di peso, propulsore dodici cilindri biturbo capace di erogare 1.400 cavalli con una coppia massima di 1.200 Nm, velocità massima di 385 km/h e uno 0-100 km/h di appena 2,4 secondi. Sviluppata per partecipare alla libertina categoria Can Am, la vettura fu soprannominata "imbattibile" o più amichevolmente "Turbopanzer" dagli appassionati americani. Come avrete intuito, si tratta di uno dei modelli più complessi in assoluto da condurre su Assetto Corsa; è sufficiente sfiorare più del dovuto il pedale del gas per ritrovarsi immediatamente in testacoda, inoltre i freni non brillano per efficienza e il sovrasterzo è onnipresente. Prenderne le misure richiede dunque impegno e pazienza; non osiamo davvero immaginare i sacrifici dei piloti Mark Donohue e George Follmer che guidarono l'originale. Il modello poligonale, fedelissimo alla controparte reale, ha una silhouette piuttosto semplice che si complica nella parte posteriore, dove sono ben visibili i vari ingranaggi del propulsore. Soffre di un pizzico di aliasing sullo spoiler anteriore e attorno alle feritoie dei passaruota anteriori.

Consigliato

10

Lettori (1)

Pro

  • La Porsche finalmente disponibile su un vero simulatore
  • Tutti i modelli sono realizzati meravigliosamente
  • LaFerrari VS McLaren P1 VS 918 Spyder
  • Prezzo ottimo, sia per il singolo pacchetto che per il Season Pass

Contro

  • Per imparare a guidare la 917/30 Spyder probabilmente dovrete abbandonare lavoro e famiglia