Armored Core: NexusArmored Core: Nexus 

Torniamo ad essere mercenari e ad assemblare i nostri Core in questo nuovo capitolo della serie. Sarà all'altezza dei predecessori?

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Assemblare può non essere così facile come appare

La riuscita delle missioni che dovremo svolgere è basata sulla strategia che applicheremo nell'assemblaggio delle oltre quattrocento parti disponibili per la costruzione del nostro mech, che ci faranno spendere non poco tempo nel tentativo di bilanciare in maniera corretta gli armamenti, il sistema di raffreddamento, di alimentazione, il radar e virtualmente ogni singolo componente del nostro robot. Tempo piacevole verrà speso anche per la scelta dei colori e degli emblemi con cui vorremo fregiare il nostro Mech, opzione che ogni amante dell'estetica e dell'individualità dei mezzi adottati nel gioco non potrà certamente sottovalutare. Ovviamente a pagamento, con crediti che guadagneremo di missione in missione, a patto che il precedente assemblaggio sia stato sufficientemente saggio ed adeguato alle nostre peculiarità di controllo da non farci finire fuori uso sul campo di battaglia senza nemmeno aver avuto il tempo di renderci conto di cosa ci sia capitato.
Con un pò di missioni sulle spalle, ed un pò di crediti nel portafoglio, saremo certamente in grado di rendere il nostro mezzo più bilanciato e potente, ma non dimentichiamoci che montare armi, tracking units, sistemi di raffreddamento ed ammennicoli vari, significa andare a gravare pesantemente sul sistema energetico, che dovrà a sua volta essere sufficientemente aggiornato. La parola magica e': "equilibrio".
Nonostante l'enorme varietà di pezzi che verranno resi disponibili nel corso del gioco, dobbiamo ammettere che sia veramente un peccato andare un pò alla cieca nella strategia che decideremo di adottare nell'ottimizzazione del nostro Mach. Le missioni che andremo a compiere non ci danno grandi indizi, infatti, sul tipo di terreno, i nemici e gli obiettivi stessi che dovremo adempiere, impedendoci di adeguare il nostro robot alle situazioni che via via incontreremo.

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Assemblare può non essere così facile come appare

Una serie di fattori aggiuntivi, come l'intelligenza artificiale dei nemici che è stata sottoposta a netti miglioramenti, aumenteranno di non poco la difficoltà generale del gioco, facendoci trovare di fronte ad avversari che tenderanno a nascondersi, ad evadere, a parare i nostri colpi. I danni che ci infliggeranno, inoltre, ci vedranno più di una volta facilmente distrutti, soprattutto nelle fasi iniziali del gioco, quando il nostro robot sarà ancora lento e pesante nei movimenti. Un altro elemento è sorto inoltre a renderci la vita particolarmente difficile: la temperatura. Ebbene si: i nostri meccanoidi sono soggetti a surriscaldamento. Se voliamo ci surriscaldiamo. Se decidiamo di darci in frenetiche danze, ci surriscaldiamo. Se veniamo presi di mira dai simpatici avversari muniti di lancia-granate... eh beh... ci surriscaldiamo. Insomma, sarà bene imparare il più in fretta possibile a tenere d'occhio la barra della temperatura, e che magari provvediamo altrettanto in fretta ad aggiornare il sistema di raffreddamento, se non vogliamo trovarci col motore fuso, letteralmente. Che in soldoni significa “missione non completata”.
Tutto questo innalza spaventosamente la curva di apprendimento del gioco, che potremmo attestare senza scrupoli di esagerazione intorno alle tre ore di gioco, a meno che non si sia un veterano della serie.

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Evolution e Revolution: due facce della stessa medaglia

Per quanto riguarda il comparto grafico, dobbiamo ammettere che non ci troviamo di certo di fronte a nessuna “Evolution”, anche in questo caso il nuovo capitolo della serie non si discosta molto dai suoi predecessori. In ogni caso la presentazione dei meccanoidi, così come quella degli ambienti è tutt'altro che scadente e la varietà dei colori sufficiente a rendere piacevole la giocabilità generale. Alcuni effetti ambientali che incontriamo in una serie di scenari, come nuvole di sabbia o pioggia battente contribuiscono alla piacevolezza dell'esperienza di gioco, resa ancora più adeguata dalla colonna sonora di stamo adeguatamente tecno che in maniera quasi ipnotica ci accompagna di missione in missione, favorendo l'immersione nell'atmosfera di genere.
In aggiunta alle circa 150 missioni del disco principale, chiamato “Evolution”, nella confezione troveremo un secondo disco, chiamato “Revolution”. Mentre il primo disco ci porta attraverso la scoperta della storia principale, che verrà svelato nel corso dell'assegnamento delle missioni, Revolution ci presenta una serie di svariate decine di missioni tratte dai precedenti titoli della serie, rivisitati per soddisfare gli attuali canoni grafici. Il menu delle missioni ci presenta quindici principali “contenitori” di sotto-missioni, che potremo scegliere liberamente di intraprendere senza necessariamente seguire una linea temporale. Il conseguimento delle missioni sbloccherà una serie di extra, come poster, brani musicali e goodies del genere. I due dischi ci permetteranno di salvare sullo stesso slot della nostra memory card, in piena compatibilità fra i due sistemi di gioco, permettendoci di utilizzare lo stesso meccanoide che avremo faticosamente assemblato in Evolution per svolgere le nostre missioni in Revolution.

Armored Core: Nexus

Conclusioni

Armored Core Nexus non delude i fan dei Mech-Games e della serie, presentandosi come un titolo sufficientemente ricco ed attraente grazie alle centinaia di pezzi disponibili per una personalizzazione pressochè infinita del nostro meccanoide, di una grande varietà di missioni, comprese anche nel secondo disco presente nella confezione, che prende il nome di “Revolution” e ci permette di sbloccare una buona quantità di extra, ad una grafica ed un sonoro accettabili e coinvolgenti. La difficoltà del gioco è stata tuttavia innalzata rendendo piuttosto alta la curva di apprendimento e creando una certa difficoltà di approccio ai neofiti della serie, che potrebbero rimanere frustrati in più occasioni dalla difficoltà di gestione di un meccanoide non proprio malleabile. Pro: Enorme varietà di pezzi disponibili per l'assemblaggio Buon livello del comparto grafico e sonoro Piuttosto longevo, grazie anche alla presenza del secondo disco Contro: Comandi poco precisi Curva di apprendimento piuttosto alta Alla lunga soffre di monotonia

Quando i Core dominavano la terra

La serie di Armored Core, uno dei punti di riferimento per ogni appassionato di mech-game su console che vede i suoi natali nel lontano 1997, è arrivata ormai alla sua ottava apparizione, pre la quinta volta su PS2. From Software, fedele al principio secondo il quale se qualcosa funziona non c'e' motivo di cambiarla, non si discosta in maniera significativa dalle linee guida dei predecessori di Nexus, pur apportando una serie di innovazioni e contenuti che lo rendono comunque meritevole di essere giocato, sia per i neofiti della serie che per i fan più fedeli.
Armored Core: Nexus si presenta come un titolo concettualmente onesto e lineare: tutto ciò su cui dobbiamo focalizzarci è assemblare il nostro meccanoide, chiamato appunto "Core", per poi impegnarci nel portare a termine una serie di missioni che prevedono, sostanzialmente, la liberazione di diverse aree dai meccanoidi a noi opposti o la distruzione di obiettivi di vario genere, sullo sfondo di uno scenario che vede in lotta una serie di corporazioni per l'affermazione del predominio economico. Noi siamo i mercenari, membri di un'organizzazione chiamata "Raven", ingaggiati per svolgere il lavoro sporco.

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