Battle Engine Aquila  1

In un pianeta lontano e devastato da mutazioni ambientali, due fazioni si scontrano per la supremazia, utilizzando la più sofisticata tecnologia bellica. Infogrames ci propone un nuovo sparatutto, dotato di risvolti strategici. Riuscirà a conquistare i possessori di Xbox e PS2?

Sviluppo del gioco

La struttura di gioco di Battle Engine Aquila si sviluppa di pari passo con la trama: le vostre prime missioni saranno un “battesimo del fuoco” (da affrontare dopo un rapido tutorial) per convincere i responsabili dell’esercito del vostro talento. Comincerete, quindi, a svolgere delle operazioni d’assalto e di rinforzo, prendendo confidenza con l’Aquila mentre disintegrate qualche veicolo corazzato Muspell. Una volta superati i primi stage, entrerete a far parte di un corpo speciale dell’esercito e vi sarà data la possibilità di scegliere, prima di ogni missione, la configurazione ottimale per l’Aquila, nonché un ufficiale a vostro supporto. Le varie configurazioni differiscono sostanzialmente per la presenza di determinate armi o per la loro maggiore o minore efficacia, mentre il vostro eventuale compagno di lotta potrà essere selezionato in base alle proprie attitudini al combattimento in aria o sulla terra. L’Aquila, nelle intenzioni degli ingegneri Forseti, è il più potente nonché versatile veicolo da combattimento esistente. Il suo punto di forza è la possibilità di agire in modo efficace sia sulla terra che in aria, benché la capacità di volo sia limitata da un’apposita barra, che si ricarica automaticamente in assetto terrestre.

Tra cielo e terra

Durante l’una o l’altra fase, il sistema di controllo del veicolo rimane essenzialmente invariato (una combinazione dei due stick analogici per i movimenti fondamentali, i tasti dorsali per fare fuoco o selezionare l’arma, un tasto deputato alla trasformazione ed un altro all’azionamento dei propulsori per l’atterraggio), ma cambia profondamente l’approccio al combattimento: l’assetto terrestre vi permette di colpire con precisione, magari dalla distanza (è presente la funzione zoom), e vi offre una maggiore potenza di fuoco, a scapito della velocità e quindi rendendovi molto vulnerabili; utilizzando l’assetto volante, invece, potrete eliminare senza particolari problemi le forze aeree Muspell, ma i vostri colpi diretti ai veicoli di terra saranno molto meno precisi e, non dimenticatelo, avrete un’autonomia limitata. Le armi cambiano a seconda della configurazione e dell’assetto. La configurazione “Pulsar”, ad esempio (quella di partenza, che personalmente preferisco), è dotata nell’assetto terrestre di un mitragliatore Vulcan, di un cannone ad impulsi e di un lanciagranate. In assetto volante, invece, oltre al mitragliatore Vulcan potrà utilizzare solo dei micromissili.

Ostico o realistico?

Gli sviluppatori del team Lost Toys hanno evidentemente fatto una scelta precisa, per quanto riguarda il “feeling” di Battle Engine Aquila. Il controllo del veicolo è macchinoso, prende le distanze dalla simbiosi uomo-macchina vista in titoli come ZOE in favore di un approccio se vogliamo più realistico ma, ovviamente, più complesso. Una prova è data anche dalla gestione delle munizioni, che si esauriscono (le armi finiscono i proiettili o si surriscaldano momentaneamente) ma che è possibile ripristinare – insieme all’energia degli scudi – raggiungendo una postazione apposita. Il discorso della complessità non si limita a questi aspetti, in quanto le stesse missioni offrono una chiave di lettura strategica e poco incline al massacro indiscriminato. In ogni stage avrete degli obiettivi primari e secondari da raggiungere (talvolta ci saranno anche degli imponenti “boss” da eliminare), quindi dovrete seguire alla lettera le istruzioni che i vostri superiori vi daranno in tempo reale, senza perdere tempo e facendo attenzione a non esporvi troppo al fuoco nemico. Il conseguimento di tutti gli obiettivi vi permetterà di sbloccare delle missioni “alternative”, posizionate in parallelo rispetto a quelle normali nella rappresentazione grafica del vostro cammino verso la risoluzione finale del conflitto. Vista la presenza di una modalità per due giocatori, è scontato dire che superare le varie missioni vi farà ottenere degli scenari extra in cui ambientare i vostri deathmatch o le operazioni in collaborazione.

Aspetto tecnico

La grafica di Battle Engine Aquila vanta un gran numero di poligoni ed è mossa da un motore di buona fattura. I veicoli Forseti e Mospell sono stati realizzati in modo abbastanza dettagliato, ma soprattutto sono numerosissimi in alcuni stage e vi daranno davvero la sensazione di trovarvi in un conflitto di grandi dimensioni. Le ambientazioni non sono molto varie, ma questo difetto è giustificato dallo scenario in cui vi muovete. Il sonoro offre poca sostanza tra musiche ed effetti, ma è arricchito da un gran numero di fasi parlate. Per quanto riguarda questo aspetto, c’è da dire che il gioco è stato completamente localizzato in Italiano: voci, testi e persino gli allarmi dell’Aquila! Un plauso ad Infogrames Italia per l’ottimo lavoro svolto.

In sintesi...

Battle Engine Aquila è un titolo di buona fattura, che vanta una realizzazione tecnica di tutto rispetto ed una trama solida anche se non molto originale. L’approccio tecnico del gioco e la sua complessità lo rendono adatto ai videogiocatori più inclini all’azione ragionata che non alle sparatorie frenetiche. Anche queste non mancano, comunque…

    Pro:
  • Missioni "alternative" da sbloccare
  • Grande profondità
  • Completamente in Italiano
    Contro:
  • Non adatto agli amanti degli arcade
  • Sistema di controllo non immediato
  • Qualche rallentamento

Forseti e Muspell

Più le risorse di un pianeta vengono a mancare, maggiore è il rischio che si creino conflitti per averne il totale appannaggio. Un concetto piuttosto attuale, che ritroviamo nel nuovo titolo targato Activision: in seguito allo stravolgimento dell’ecosistema del proprio pianeta, Forseti e Muspell si scontrano per il controllo di ciò che rimane, dando vita all’ennesima guerra sanguinosa. Lo spericolato Hawk Winter, imbattuto campione di corse clandestine, viene scelto dall’esercito Forseti per pilotare un’innovativa e temibile arma da guerra: l’Aquila. Lo scontro con i Muspell è in una fase delicata, e purtroppo non c’è il tempo materiale per istruire a dovere una persona al controllo del nuovo veicolo, che guardacaso è dotato di un sistema di comandi molto simile a quello a cui Hawk è da sempre abituato. Nei panni di questo personaggio, starà a voi aiutare la fazione Forseti (che, per dirla tutta, non vi lascerà molta scelta) ad avere il sopravvento sui nemici di sempre!