Blitzkrieg  0

Gli strategici ambientati durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale non sono poi molti e per questo Blitzkrieg si è fatto attendere con impazienza. La sostanza fortunatamente non manca ma il cammino per Nival Interactive è ancora lungo.

Che belle case: radetele al suolo!

Tra colline ammantate di verde e tenute rurali è difficile immergersi in un clima di tensione guerrafondaia, ma tanta bellezza non durerà molto perché ogni elemento architettonico è destinato a crollare dopo breve sotto i colpi dell’artiglieria. Finché comunque qualcosa si regge in piedi, a parte la mancata tridimensionalità un po’ anacronistica, il paesaggio è tutto sommato discreto, senza però brillare né di fantasia né tanto meno di varietà, con una gamma cromatica piuttosto limitata. L’impatto è discreto ma non c’è nulla in particolare che riveli stile o ispirazione, dalla disposizione artificiale degli elementi fino all’impressione generale di una scarsa pulizia grafica. Quello che però perde nello scenario lo recupera dal punto di vista delle unità che sono dettagliate ed animate con cura (considerandone le dimensioni); soprattutto gli effetti speciali quali il fumo, la polvere che si solleva e le tracce dei pneumatici ridanno gioia allo sguardo. Vorremmo anche poter dire che la colonna sonora vanta un tocco di classe ma ci troviamo alle prese con motivi perfettamente in sintonia senza mai divenire memorabili e con le frasi alcune volte banali delle nostre unità.

Conclusioni

Blitzkrieg poteva essere molto più preciso nella forma e nel bilanciamento, così come nella tecnica che risente di alcuni bug e di un’intelligenza artificiale spesso frustrante nei movimenti delle unità. Nonostante questo e al di là dell’essere sempre un prodotto medio sotto molti aspetti, offre uno spessore tattico sufficiente a coinvolgere il giocatore, in particolare l’amante del genere. La sostanza insomma non manca ma resterà deluso chi si aspettava un grande gioco strategico sulla Seconda Guerra Mondiale, perché l’eccellenza è ancora lontana.

    Pro:
  • Oltre 200 unità disponibili
  • Componente tattica e strategica solida
  • Tantissime abilità
    Contro:
  • Le missioni sono spesso bilanciate male
  • Le truppe stentano a trovare un percorso ottimale
  • Tecnicamente poteva essere più curato

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Non è necessario essere giocatori di vecchia data per essersi trovati almeno una volta tra le mani le sorti della Seconda Guerra Mondiale e lo stesso vi capiterà con Blitzkrieg. Dopo aver preso posizione scegliendo se stare dalla parte degli Alleati, della Germania o della Russia, quello che vi troverete davanti è un RTS in 2D isometrico che stenta a decollare. Fortunatamente, dal momento che vuole ripercorrere coerentemente le tappe storiche del conflitto, non vi costringerà ad erigere improbabili fabbriche arrancando nelle vicinanze in cerca di rifornimenti. Ogni missione infatti vi mette al comando di un numero ben definito di truppe con le quali completare lo scenario, nonostante il bilanciamento non si riveli sempre ottimale. In compenso avrete ai vostri ordini oltre 200 tipi di unità tra fanteria, carri, artiglieria e mezzi di supporto. Da questo punto di vista Blitzkrieg mostra il suo fiore all’occhiello, per la quantità di abilità messe a disposizione per ogni singolo elemento, permettendovi di riparare ponti, costruire trincee, occupare edifici, assaltare i carri con le granate o scatenare l’inferno puntando i mortai persino dove la visuale non arriva. Tutto ciò si traduce in una componente strategica piuttosto articolata, che coinvolge il trasporto di truppe, l’uso di esploratori dotati di binocolo per rivelare le fortificazioni nemiche, ed un’interessante variazione costituita dal supporto aereo con funzioni di attacco e di pattugliamento. Tante possibilità si rivelano però una spina nel fianco quando si tratta di impartire gli ordini, considerando che dovrete occuparvi anche del rifornimento di munizioni per i singoli soldati, dispiegando sul campo gli appositi camion. Questi ultimi come tutti i veicoli motorizzati sono particolarmente goffi nelle manovre, a causa dei continui posizionamenti e della stessa intelligenza artificiale dell’esercito, che vi costringerà spesso a dover prendere per mano le truppe anche durante gli assestamenti più elementari. Ad ingarbugliare la situazione si aggiunge un’interfaccia minuscola piena di opzioni che richiedono ore prima di poter essere padroneggiate e che allungano i tempi necessari per impartire il comando desiderato. Fortunatamente è possibile rallentare l’azione o mettere il gioco in pausa mentre vi occupate di ordinare i comandi. Inoltre qualche idea divertente non manca: è possibile minare i terreni, richiedere il supporto aereo per bombardare un’area o paracadutare truppe di supporto, ma il gameplay rimane tutto sommato privo di innovazioni e spesso tediato dalla ripetitività di molte missioni. Al di là della modalità campagna infatti, e di un multiplayer impostato sulle solite opzioni, non restano che scenari generati casualmente o un editor per i più irriducibili.