Rogue GalaxyRogue Galaxy - Recensione 

L'atteso anti-Final Fantasy XII arriva finalmente in versione Europa, con una marea di extra rispetto all'edizione giapponese. Basterà a battere il masterpiece Square Enix?

Pirates of the Galaxy

Il protagonista di Rogue Galaxy è Jaster Rogue, un giovanotto spavaldo e maturo che vive di espedienti in un pianeta arido e sottomesso alle forze imperiali galattiche. Ovviamente la situazione gli sta stretta, e diventare un pirata spaziale è un'idea molto più allettante. La prima differenza notevole tra Jaster e Vaan di Final Fantasy XII è la notevole caratterizzazione iniziale: al contrario di Jaster, le motivazioni di Vaan sono più deboli e immature. Insomma, Jaster Rogue nonostante l'età è un personaggio decisamente profondo fin dalle prime battute, caratterizzato in modo convincente nel suo modo di agire e comportarsi.
Quando dei mostri attaccano il suo paesino, Jaster è in prima linea per disfarsene, e finisce con l'incrociare un misterioso guerriero, stringendo un'alleanza temporanea per sconfiggere i nemici: prima della battaglia decisiva, però, il guerriero mascherato gli cede la sua arma e sparisce nel nulla. Quello che Jaster non immagina è che nel frattempo due buffi pirati spaziali stavano cercando il leggendario corsaro Desert Claw, per reclutarlo nella loro ciurma... e neanche a dirlo, quando localizzano la famosissima arma di Desert Claw nelle mani di Jaster, dopo che questo ha sconfitto una marea di nemici, finiscono per scambiare il giovane per il loro obbiettivo. Da quel momento, Jaster entra nella ciurma del galeone spaziale Dorgenark, e tanto per cambiare le sue avventure da pirata, coadiuvato da un variegato cast di eroi, si evolveranno in un'epica quest per salvare la galassia dall'enigmatica minaccia di turno, in puro stile Star Wars.

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... I mini-games sono decisamente ben realizzati e strutturati, espandendo un gioco già enorme di per se.

Di tutto un po'!

Il principale pregio di Rogue Galaxy sta sicuramente nel certosino lavoro di ricerca e selezione svolto dai Level 5, alla ricerca dei migliori elementi che hanno impreziosito gli RPG più recenti: non stupisce quindi avvertire durante l'avventura di Jaster un certo senso di deja-vu, fortunatamente limato dalla cura riposta nella contestualizzazione e nel miglioramento di queste idee non particolarmente inedite.
Un esempio è sicuramente il Revelation Flow, il sistema cioè attraverso il quale i vari personaggi imparano nuove abilità (chiamate appunto Revelation) o migliorano le proprie statistiche: la Chart ricorda notevolmente la Licence Grid di Final Fantasy XII o la Sphere Grid di Final Fantasy X, un enorme schema formato da caselle collegate tra loro, che si allarga in varie direzioni. Ogni casella sostanzialmente rappresenta un'abilità o un bonus, ma per poterla attivare bisogna prima inserirci degli oggetti, che possono essere acquistati, rilasciati dai mostri o trovati nelle casse; una volta sbloccata una nuova abilità, le caselle adiacenti saranno svelate insieme agli oggetti necessari ad attivarle, e di conseguenza starà al giocatore decidere quale skill imparare prima, avanzando in una direzione della Revelation Flow Chart o meno. Il meccanismo si rivela più flessibile della Licence Grid di Final Fantasy XII, pur presentando un minor numero di abilità, che tuttavia si differenziano per personaggio, rendendoli in un certo senso più unici e personalizzabili: diciamo che come sistema di upgrade ricorda ancora di più quello presente in XenoSaga III.
Ovviamente, il Revelation Flow influisce sul battle-system, ispirato a quello perfezionato per oltre un decennio dalla serie Tales di Namco o Star Ocean di Enix: la transizione tra esplorazione e scontro è pressocchè istantanea e lo scenario non cambia con il caricamento di un battlefield, lo scontro avviene in loco, tra i nostri tre personaggi attivi nel party e i vari aggressori. Il giocatore neanche a dirlo controlla uno dei tre eroi, e il combattimento avviene completamente in real-time: è possibile effettuare combinazioni di attacchi fisici o sparare a distanza con un'arma da fuoco, scagliando oggetti in giro o saltando sui nemici per colpire magari il loro punto debole. Ogni azione effettuata scaricherà un indicatore, fino a che non potremo più agire prima che questo si sia ricaricato automaticamente: una parata a buon fine, tuttavia, lo riempirà completamente in un attimo. Attivando un menù è possibile utilizzare le Revelation, e nel caso la situazione diventi complicata i nostri compagni d'avventura ci daranno un suggerimento su cosa potrebbero fare: premendo un tasto si può per esempio acconsentire a far loro utilizzare una pozione curativa, premendone un altro si rifiuterà il consiglio. Il battle-system di Rogue Galaxy è estremamente frenetico, divertente e dinamico, anche se dipende principalmente dal tipo di nemici che si affrontano: in alcuni casi l'incrocio tra pestaggio sfrenato e tatticità contribuisce ad aumentare il coinvolgimento, in altri casi la piattezza di certi nemici rende i combattimenti fin troppo rapidi, semplici e ripetitivi. L'unico vero difetto presente è forse l'assenza di abilità o incantesimi curativi, di conseguenza il giocatore è costretto a fare incetta di item e pozioni per poter sopravvivere negli scontri più ostici. Di sicuro, i boss ideati da Level 5 sono tra i più divertenti, massicci e avvincenti mai affrontati in un prodotto dello stesso genere.

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L'eredità di Dark Cloud

Naturalmente non poteva mancare il marchio di fabbrica della softco, che anche questa volta ha condito il Role Playing Game centrale con una marea di attività secondarie che lo rendono semplicemente immenso da giocare: effettivamente Rogue Galaxy eredita dai due episodi della serie Dark Cloud le ottime idee che lì la facevano da padrone (fino a rendere i due titoli troppo dispersivi) e che qui invece si integrano perfettamente con lo sviluppo narrativo e l'ottimo battle-system.
Rieccoci quindi a creare oggetti nelle apposite Factory, dopo aver ottenuto i "blueprint" necessari, in un modo più semplice e intuitivo di Dark Chronicle, e decisamente più utile per progredire nell'avventura; contemporaneamente, è possibile fondere più armi per ottenerne una nuova e migliore, dandole in pasto a una bizzarra rana aliena di nome Toady.
In quanto pirata, la ciurma della Dorgenark può anche dare la caccia ai "Quarry", mostri e furfanti con una notevole taglia sulla testa: sconfiggendoli si otterrano degli Hunter Point, incrementati anche vincendo i combattimenti di tipo Challenge, in cui bisogna soddisfare determinate condizioni. I punti Hunter permetteranno di acquistare delle particolari "licenze", tramite le quali è possibile ottenere sconti nei negozi, o comprare oggetti precedentemente irreperibili.
Dulcis in fundo, in Rogue Galaxy c'è anche una sorta di mini-game decisamente originale chiamato Insectron, più o meno un gioco di scacchi incrociato all'idea dei Pokémon, in cui le pedine sono degli insetti alieni, acquistabili o catturabili: in quest'ultimo caso, saranno necessarie trappole ed esche particolari, e perfino gabbie speciali che influenzeranno le abilità apprese dall'insettone, e che diventeranno anche il nido d'amore di due insetti, che ne potranno generare un altro. Le possibilità sono tantissime, e per quanto opzionali questi mini-games sono decisamente ben realizzati e strutturati, espandendo un gioco già enorme di per se.

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Best Looking Game?

E' ironico il fatto che proprio in questo periodo di declino, PlayStation 2 riesca a mostrare dei veri prodigi della tecnica grafica: se God of War II si prospetta assolutamente incredibile, e se Final Fantasy XII fa del suo estremo e raffinato dettaglio un esempio da imitare, Rogue Galaxy semplicemente si candida come il gioco graficamente migliore per la seconda console Sony. Il cel-shading sviluppato da Level 5 per dare vita alla galassia di Jaster e dei suoi pirati è il più sofisticato mai realizzato: l'incredibile dettaglio, la varietà cromatica sgargiante, l'aliasing praticamente assente e le animazioni fluide e naturali rendono Rogue Galaxy un vero e proprio cartone animato interattivo, cosa vera specialmente nelle cutscene, in cui l'ottimo doppiaggio (accompagnato da sottitoli chiari e privi di refusi) contribuisce a dare al gioco un feeling davvero cinematografico. La possibilità di cambiare gli abiti dei vari personaggi si riflette tra l'altro nelle cutscene stesse, un piccolo tocco di classe visivo che rende ulteriormente l'idea dell'incredibile lavoro svolto dai Level 5 nella diversificazione e varietà grafica.
Le battaglie sono un'esplosione di colori ed effetti speciali, senza un minimo rallentamento, minate solo da una telecamera sbarazzina che talvolta ha difficoltà a inquadrare perfettamente l'azione, sopratutto nei momenti più concitati: non è raro trovarsi ad affrontare almeno cinque o sei nemici insieme, sotto il fuoco incrociato di pistole e magie.
Pollice in alto anche per l'ottima colonna sonora, che non raggiunge la qualità di Final Fantasy XII o XenoSaga III, pur mantenendosi su livelli decisamente alti, anche se a volte si nota una certa ripetitività di alcuni brani melodici, specialmente quelli che accompagnano i "dungeon": in compenso, la varietà dei themes e degli effetti sonori, insieme alla parlantina random dei personaggi che ci accompagnano e che rendono più vivace perfino l'esplorazione, denotano una cura per quest'altro aspetto tecnico decisamente sopra le righe.

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Commento

La versione occidentale riveduta e corretta di Rogue Galaxy include una marea di oggetti e armi aggiuntive, un pianeta completamente nuovo da esplorare, dungeon ridisegnati e molto più vari rispetto all'edizione nipponica, una Intelligenza Artificiale più raffinata, e un maggior numero di sidequest: il lavoro svolto dai Level 5 per perfezionare il loro gioco d'addio alla PlayStation 2 giustifica un ritardo di mesi. Rogue Galaxy è dunque l'antagonista di Final Fantasy XII su PlayStation 2? In realtà, i due RPG sono decisamente diversi: il capolavoro Square Enix si concentra maggiormente sulla trama, che in Rogue Galaxy è invece di minore entità rispetto alla massiccia dose di gameplay che lo rende per certi versi più divertente di FFXII. Sono quindi due prodotti destinati a target leggermente diversi, e un confronto tra i due sembrerebbe quasi inadeguato, considerando poi che il titolo Level 5 pesca a piene mani nel panorama RPG degli ultimi dieci anni riproponendo meccaniche ed idee perfezionate e ricontestualizzate. Di sicuro, la qualità visiva è assolutamente eccezionale per PS2, e rivaleggia con qualsiasi altro prodotto sul mercato, vincendo senza problemi il confronto tecnico. L'abbiamo atteso tanto, e la presenza di altri concorrenti ora ne adombra un po' le qualità, ma Rogue Galaxy è senz'altro ancora più bello di quanto ci aspettassimo.

Pro Tecnicamente il non-plus-ultra su PlayStation 2 Semplicemente immenso Ottimo battle-system e tantissimi personaggi, quest e mini-game Contro Combattimenti talvolta ripetitivi Alcune location sono troppo lineari

I Level 5 sono probabilmente gli sviluppatori che più sono riusciti a spremere l'hardware PS2 nel corso degli anni, sfornando prima di chiunque altro titoli tecnicamente impressionanti e originali. Quando Square Enix mostrava l'ottimo engine tridimensionale di Kingdom Hearts, i Level 5 ribattevano con quello a dir poco sbalorditivo di Dark Chronicles. Sempre un passo avanti, Level 5 ha collaborato anche nello sviluppo dello stupefacente Dragon Quest: Journey of the Cursed King, mostrando ancora una volta una firma inconfondibile: una realizzione grafica certosina e orientata verso un'esperienza visiva assimilabile a un vero e proprio cartone animato interattivo.
Rogue Galaxy fu annunciato un paio di anni fa, scatenando le fantasie di chi aveva amato Dark Chronicles, visto che Rogue Galaxy ricordava quell'ottimo action-RPG, promettendo migliorie ludiche per non essere altrettanto ripettivo. A stimolare ancora di più gli animi, la nuova ambientazione: lo spazio, nel quale navigano astronavi pirata, popolate da bizzarre creature aliene tra le quali si muovono i protagonisti, coinvolti in avventure straordinarie. Il progetto ricordava tantissimo Il Pianeta del Tesoro, riuscitissimo lungometraggio animato Disney basato sull'immortale L'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson.
Quando Rogue Galaxy uscì in patria, l'entusiasmo però venne smorzato da un prodotto a tratti lacunoso, che non soddisfece pienamente i fan di giochi ricchi di contenuti come Dark Chronicle o i più recenti Final Fantasy. La versione americana di Rogue Galaxy, che era stato ormai ribattezzato come "anti-Final Fantasy XII" (in effetti, molti sono i punti in comune tra i due titoli, a cominciare dai protagonisti: entrambi biondi, giovani e scavezzacollo), si è fatta attendere decisamente più del dovuto, per via dei contenuti extra inseriti durante l'adattamento, che hanno reso il prodotto finale decisamente più completo e soddisfacente dell'originale controparte nipponica.
E adesso, Final Fantasy XII deve veramente tremare? La risposta è più complicata del previsto.

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