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Sam Altman sull’IA: dobbiamo accettare i rischi perché i benefici saranno enormi

Sam Altman ha parlato dei rischi dell'intelligenza artificiale, sostenendo che possibili danni e conseguenze negative siano un prezzo da accettare rispetto agli enormi benefici che l'IA potrebbe portare.

NOTIZIA di Stefania Netti   —   06/10/2026
Sam Altman

Nelle scorse settimane si è ampiamente parlato della velocità con cui i sistemi IA diventano sempre più potenti e capaci, con annessi rischi e a volte incidenti. Ora, Sam Altman ha condiviso il suo punto di vista, sostenendo che accadranno cose negative e che il mondo dovrà accettarlo, in quanto le persone faranno "cose positive di gran lunga superiori".

Un sacrificio che si è disposti a fare?

Sam Altman, CEO di OpenAI, è intervenuto nel podcast Decoded di Politico. Parlando dell'IA, ha detto di essere disposto ad accettare dei danni pur di ottenere i benefici più ampi dell'IA. In particolare, i vantaggi saranno così grandi che "il mondo dovrebbe accettare che accadano alcune cose negative", indicando - tra i vari scenari - truffe e attacchi hacker. Contemporaneamente, OpenAI sta spingendo per un approccio più "soft" alla regolamentazione dell'IA, in uno scenario in cui tra l'altro David Robinson, ex responsabile della sicurezza, ha deciso di dimettersi in quanto reputa la strada attuale "inaccettabile", senza prestare la necessaria attenzione ai potenziali rischi.

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Sam Altman ha invece una visione diversa. Sebbene abbia evidenziato una certa distanza tra OpenAI e Anthropic, ha comunque affermato che sono necessarie regolamentazioni, ma mettendo in guardia dal rischio di limitare eccessivamente questa tecnologia. "Se ci spingiamo troppo oltre nel limitare questa tecnologia in nome della sicurezza, e finiamo per avere un numero ristretto di aziende o persone - o forse un solo Paese - che detengono un potere eccessivo su di essa, anche questo è un modo in cui le cose potrebbero andare terribilmente male", ha detto.

Sam Altman
Sam Altman

È bene specificare che Altman ha riconosciuto la possibilità di rischi più estremi legati alla perdita di controllo dei sistemi IA, la cui autonomia rischia di essere gravemente pericolosa se non gestita e limitata attentamente dall'essere umano. A tal proposito, ha invitato a essere prudenti prima di lanciarsi in questo futuro.

Altman ha inoltre spiegato di non poter garantire che non ci saranno importanti attacchi informatici, usi impropri della tecnologia o truffe. La sua convinzione, però, è che le persone finiranno per fare moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive.

Rallentare non è la soluzione?

Per avere un quadro più completo della situazione, ricordiamo che è stato Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ad avanzare la richiesta di rallentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Una dinamica che tra l'altro era stata inizialmente appoggiata dallo stesso Altman, il cui timore è però quello di creare regole che poi finiscano col limitare troppo le aziende.

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Insomma, sarebbe necessario un compromesso. Una visione simile è quella di Jensen Huang, CEO di NVIDIA, secondo cui l'intelligenza artificiale può contribuire a combattere il cambiamento climatico, ma prima deve provocare "un'enorme quantità di dolore e sofferenza".

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