A tu per tu con N-Gage  0

Speciale: Era solo questione di tempo: il colosso della telefonia Nokia getta il guanto di sfida e si butta a capofitto nel campo dei videogiochi. Multiplayer.it ha provato per voi N-Gage e i suoi giochi di lancio, ecco quel che pensiamo del primo ibrido console/cellulare lanciato sul mercato...

APPROFONDIMENTO di La Redazione  —   10/12/2003

Abbiamo avuto modo di provare a lungo sei dei titoli di lancio di N-Gage, e vi proponiamo una carrellata di giudizi su ognuno dei titoli testati. Una nota: software e manuali sono interamente tradotti in italiano. Tanto di cappello a Nokia.

Tomb Raider
Numero giocatori: 1
Supporto N-Gage Arena: Sì
E’ sicuramente la punta di diamante dell’intera softeca N-Gage. Lara Croft torna, con il suo episodio più celebre, in formato tascabile, ed è davvero in gran forma. Semplicemente mozzafiato il motore grafico tridimensionale, anche se qualche difettino non manca (ad esempio non c’è correzione prospettica delle texture) ed il frame rate è un po’ bassino. Purtroppo, ed è un vero peccato, i controlli non sono il massimo e difettano in precisione e reattività, tanto che eseguire salti millimetrici o superare le numerose trappole mortali sono esercizi spesso più frustranti che divertenti. Ma tant’è, la conversione si fa perdonare tutto. Semplicemente da avere se si possiede N-Gage.

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Pandemonium
Numero giocatori: 1/2
Supporto N-Gage Arena: Sì
Toh, chi si rivede! Un altro classico PlayStation rispolverato apposta per N-Gage. Pandemonium è un platform semplice nel concetto, ma divertente e ingegnoso nella sua semplicità e linearità, complice un level design di primo piano e un buon sistema di controllo. Anche in questo caso la realizzazione tecnica è davvero ottima, con un motore 3D fluido e convincente.

Sonic-N
Numero giocatori: 1
Supporto N-Gage Arena: No
Certo la conformazione del display non aiuta e, per mantenere elevato il livello di giocabilità Sega ha dovuto ridurre notevolmente le dimensioni degli sprite del gioco, in modo da rendere visibile una buona porzione di piattaforme a video. Ma il risultato finale è più che discreto, il carisma del velocissimo porcospino blu immutato. Certo, le meccaniche di gioco risentono un po’ il peso degli anni, ma per i nostalgici la lacrimuccia è d’obbligo.

Puyo Pop
Numero giocatori: 1/2
Supporto N-Gage Arena: No
E’ sicuramente uno dei migliori puzzle game mai realizzati, immediato e divertentissimo ai livelli di Tetris. La versione N-Gage è piuttosto buona, per quanto il gioco risenta di una certa lentezza generale. Peccato, la conversione poteva essere migliore.

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Puzzle Bobble Vs.
Numero giocatori: 1/2
Supporto N-Gage Arena: No
Vale lo stesso discorso fatto per Puyo Pop. Il gioco è sempre lui, un passatempo perfetto, ma la conversione non è delle migliori: troppo lenta l’azione. In multiplayer rimane comunque una droga…

Monkey Ball
Numero giocatori: 1
Supporto N-Gage Arena: No
Chiudiamo in bellezza la nostra carrellata con le scimmiette Sega: ottima conversione dell’ottimo titolo originale per GameCube e GBA. La mancanza dello stick analogico si fa sentire, ma il divertimento fortunatamente rimane inalterato. Semplice ma molto efficace il motore grafico tridimensionale.

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In definitiva
Come già detto, N-Gage è un buon primo esperimento di Nokia nel campo delle console portatili tascabili, e un ibrido cellulare- videogioco sicuramente interessante. Certo i difetti non mancano e alcune ingenuità di design, frutto dell’inesperienza nel campo dei videogiochi, sono difficili da digerire per un utente smaliziato: peccati di gioventù, per quanto non veniali, ma perlopiù sopportabili. Molto buona la parte telefonia, ma non poteva essere altrimenti con Nokia di mezzo.
Evitiamo volutamente il confronto diretto con il Game Boy Advance. I prezzi delle due device non sono paragonabili, le utenze a cui si rivolgono sono di base differenti: N-Gage è indicato per chi cerca un cellulare ben accessoriato e vuole anche giocare, provando le prime ebbrezza tridimensionali su console tascabile, non lo è per chi cerca il videogioco nella pura accezione del termine.

Era solo questione di tempo, la torta è troppo golosa per non prenderne una fetta e lasciare tutto nelle mani di Nintendo con il suo Game Boy, da anni ormai dominatore incontrastato della scena portable gaming. Ma questa volta a contrastare la grande N non è qualche storica rivale, ma il numero uno nel campo della telefonia cellulare, la finlandese Nokia. Del resto, si sa, i videogiochi sui cellulari tirano, e il passo, per quanto lungo, da Snake verso qualcosa di più sofisticato è pressochè obbligato. Ed ecco quindi N- Gage, il primo telefonino nato per essere anche una console, o viceversa: un ibrido interessante, inconfondibile sin dal primo sguardo, con quel suo schermo al centro, la croce direzionale in puro stile joypad sulla sinistra, e un look da vera console tascabile.

Più telefonino…
Nokia sui cellulari non è seconda a nessuno, e si vede. L’N-Gage è basato sulla collaudata architettura Serie 60, fondata sul sistema operativo Symbian, comune ai Nokia 7650 e 3650. Il software come sempre è molto completo e, soprattutto, velocissimo in qualsiasi circostanza: non manca davvero nulla (pieno supporto a GPRS, navigazione WAP, Bluetooth e lettura/invio delle email), e l’interfaccia si distingue per immediatezza e semplicità d’uso. Tutte le funzioni principali sono accessibili con la pressione di un paio di tasti e, dopo essersi abituati un minimo all’atipica conformazione della tastiera, anche l’invio di SMS con la sola mano destra diventa un gioco da ragazzi, complice anche l’ottimo supporto al T9 e la velocità di risposta del telefono agli input da tastiera. Il cellulare include inoltre le funzionalità da radio e legge gli MP3: in entrambi i casi la qualità d’ascolto, tramite normali cuffie stereo o auricolare, è davvero molto buona.
Giudizi altrettanto entusiastici per la durata della batteria, ovviamente al litio, per il display a colori, molto luminoso e cromaticamente vivo e brillante.
Il look è molto personale, particolare e accattivante: di sicuro N-Gage non passa inosservato e attira immediatamente l’attenzione. Le dimensioni sono piuttosto importanti per un cellulare, ma viste le prestazioni e le funzioni si chiude volentieri un occhio, e il peso è contenuto, così come lo spessore.
Due gli appunti: per telefonare il cellulare va tenuto di taglio, ed è davvero scomodo, tanto da rendere imprescindibile l’uso di un auricolare (ottimo il supporto agli auricolari wireless Bluetooth). Poi si sente la mancanza di una fotocamera integrata, essenziale su un telefono di questo livello.

…o console?
Se sul fronte telefonico eravamo certi che Nokia avrebbe fatto un ottimo lavoro, maggiori erano i dubbi a proposito del lato prettamente videoludico di N-Gage. Purtroppo Nokia difetta di esperienza nel campo videogiochi, e si vede: N-Gage è un buon primo esperimento in un settore del tutto sconosciuto al colosso finlandese, ma alcune pecche sono davvero imperdonabili. Ma partiamo dai lati positivi. Nonostante l’affollamento di tasti, che sulle prime genera qualche confusione, la risposta dei medesimi e della croce direzionale è piuttosto buona e precisa, e l’impugnatura risulta comoda ed ergonomica, tanto da non affaticare le mani nemmeno dopo intense sessioni di gioco. La potenza c’è, ed è tanta: non c’è bisogno di spendere troppe parole, basta caricare Tomb Raider per rimanere di stucco. Una fedele replica dell’originale, con un ottimo engine tridimensionale. Certo il frame rate è bassino e ballerino, ma fa sensazione.
Come già accennato, il display è ottimo come luminosità, risoluzione e resa dei colori, ma ecco spuntare la prima ingenuità: come su tutti i telefonini Serie 60, l’orientamento del display è verticale, ovvero lo schermo è più alto che largo. Ottimo insomma per tutti gli sparatutto a scrolling vericale o per i puzzle game Tetris style, inadeguato per tutto il resto. Basta dare un’occhiata a Sonic-N per rendersene conto: per riuscire a garantire al giocatore un campo di visuale decente in un platform così veloce, gli sviluppatori hanno dovuto ridurre ai minimi termini le dimensioni degli sprite, sacrificando il lato estetico alla giocabilità. La seconda grave carenza progettuale riguarda le complesse operazioni richieste semplicemente per cambiare gioco. I giochi N-Gage risiedono su schede di memoria MMC e, come su tutti i cellulari Serie 60, per cambiare scheda è necessario, nell’ordine: spegnere il cellulare, aprire il coperchio posteriore, rimuovere la batteria, sostituire la MultiMediaCard, richiudere il tutto e riaccendere il telefonino (il boot del sistema non è dei più rapidi). Insomma, una soluzione inappropriata che rende inutilmente macchinoso il semplice processo di cambiare gioco, un’evenienza che occorre sovente ai giocatori più accaniti.

Notevole il supporto alla connettività con altri giocatori, N-Gage punta davvero molto sul multiplayer. Oltre alla possibilità di giocare in più persone wireless tramite tecnologia Bluetooth, offre spunti interessanti, che se adeguatamente sviluppati potrebbero diventare un punto di riferimento per la categoria, il servizio gratuito N-Gage Arena, accessibile tramite connessione GPRS dal telefono. Oltre a poter uploadare sui server i propri punteggi o i migliori tempi ottenuti nei giochi abilitati, si possono scaricare vari extra e trucchi e soluzioni per proseguire nei giochi. Purtroppo l’online gaming tramite GPRS ancora non è possibile: i tempi di latenza sono davvero proibitivi per garantire buone prestazioni in real time.

Prima di passare a dare un giudizio finale sul telefono, uno sguardo ad alcuni dei giochi disponibili nei negozi…