Google ha ufficialmente rivelato la sua nuova generazione di smartphone: parliamo di Google Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pro XL, ai quali si aggiunge Pixel 11 Pro Fold per chi preferisce il formato pieghevole. Partendo dalle informazioni principali, le differenze tra i modelli rimangono marcate, soprattutto sul fronte del display e del comparto fotografico, ma tutti i modelli hanno Tensor G6, la piattaforma Gemini e la ricarica magnetica Pixelsnap, che costituiscono il terreno comune sul quale Google ha costruito questa generazione.
Pixel 11 cambia volto, ma senza stravolgere l'identità della serie
La barra fotografica rimane immediatamente riconoscibile, ma Google l'ha ridisegnata con una copertura in vetro da bordo a bordo integrata nella cornice metallica. Sul Pixel 11 il modulo è anche oltre il 40% più sottile rispetto alla generazione precedente, mentre tutta la famiglia mantiene la certificazione IP68 contro acqua e polvere. Pixel 11 sarà disponibile nelle colorazioni Viola glicine, Verde pistacchio, Rosa ibisco e Nero ossidiana. Pro e Pro XL passano invece a una palette composta da Rosa opaco, Verde oliva, Grigio nebbia e Nero ossidiana opaco. Quest'ultima finitura è una novità per la linea Pro, e accompagna un lavoro più consistente sulla resistenza del vetro: secondo Google, lo schermo dei nuovi Pro resiste meglio ai graffi, con un miglioramento superiore a due volte rispetto alla generazione precedente.
Anche i display seguono una gerarchia piuttosto netta: Pixel 11 utilizza un pannello Actua OLED da 160 mm, con risoluzione 1080 x 2424 pixel, refresh rate da 60 a 120 Hz e luminosità massima di 3.000 nit. Pixel 11 Pro passa a un Super Actua LTPO da 161 mm, 1280 x 2856 pixel e frequenza variabile da 1 a 120 Hz, mentre Pro XL sale a 171 mm e 1344 x 2992 pixel. I due modelli Pro raggiungono entrambi 3.600 nit e adottano il nuovo trattamento antigraffio.
Ma la differenza non è solo sulla diagonale: Pixel 11 pesa 197 grammi, Pixel 11 Pro arriva a 204 grammi, mentre Pro XL raggiunge i 226 grammi. Il modello Pro rimane quindi molto vicino per dimensioni al Pixel 11 standard, lasciando al Pro XL il ruolo di alternativa per chi preferisce uno schermo sensibilmente più grande.
Pixel 11 Pro e Pro XL rappresentano il vertice della gamma
Se Pixel 11 costituisce il punto di ingresso nella nuova generazione, Pixel 11 Pro e Pro XL condividono la stessa piattaforma e si differenziano principalmente per dimensioni dello schermo, capacità della batteria e velocità della ricarica. Il Pro mantiene un formato relativamente compatto, con un display da 161 mm e un corpo da 204 grammi, mentre il Pro XL porta la diagonale a 171 mm e il peso a 226 grammi, rivolgendosi a chi vuole maggiore superficie di visualizzazione mantenendo però anche un'ottima dotazione fotografica completa.
Entrambi ricevono il display Super Actua LTPO da 1 a 120 Hz, la nuova protezione antigraffio, HiLight e lo stesso sistema fotografico formato da sensore principale da 50 MP, ultrawide da 48 MP e teleobiettivo da 48 MP con zoom ottico 5x. Anche sul fronte della memoria le due versioni seguono la stessa impostazione: 12 GB di RAM nel modello da 256 GB, mentre le configurazioni da 512 GB e 1 TB passano a 16 GB. La scelta tra Pro e Pro XL riguarda quindi soprattutto il formato, più che la volontà di accedere o meno alle funzioni principali della linea Pro.
Tensor G6 è il centro della nuova generazione
Il nuovo Google Tensor G6 è probabilmente la componente più importante dell'intera famiglia: parliamo di una CPU con un'efficienza energetica dichiarata superiore fino al 20%, navigazione più veloce del 25% e tempi di apertura delle applicazioni ridotti del 15%, mentre la TPU guadagna il 50% di capacità di calcolo. Tutto questo si traduce con un CPU in grado di alimentare tutte le nuove funzioni, soprattutto per fotografia computazionale e intelligenza artificiale eseguita in locale.
Tensor G6 aiuta anche per quanto riguarda Gemini, che ora può essere eseguito fino a tre volte più velocemente consumando due volte e mezzo meno energia in alcuni carichi, come i riepiloghi delle notifiche e le elaborazioni del Registratore. Il nuovo ISP integra inoltre un acceleratore dedicato all'elaborazione video e permette per la prima volta su Pixel di realizzare video ritratto con bokeh in 4K. Al suo fianco trova posto Titan M3, il nuovo chip dedicato alla sicurezza, che introduce protezioni basate anche sulla crittografia post-quantistica.
La dotazione parte per tutti da 256 GB di memoria interna: Pixel 11 mantiene 12 GB di RAM sia nella versione da 256 sia in quella da 512 GB; Pixel 11 Pro e Pro XL partono invece da 12 GB con 256 GB di memoria e salgono a 16 GB nelle configurazioni da 512 GB e 1 TB. Per queste ultime Google utilizza inoltre archiviazione UFS zonata, pensata per migliorare le prestazioni.
Le fotocamere cambiano soprattutto sui modelli Pro
Google continua a differenziare nettamente Pixel 11 dai due Pro, pur portando anche sul modello standard una configurazione a tre fotocamere. Pixel 11 utilizza un sensore principale da 48 MP con apertura f/1,70, un ultrawide da 13 MP e un teleobiettivo da 10,8 MP stabilizzato otticamente con zoom ottico 5x. Il Super Zoom del Pixel 11 arriva fino a 30x, mentre davanti trova posto una fotocamera da 10,5 MP con autofocus e campo visivo di 95°.
Pixel 11 Pro e Pro XL condividono invece un sistema composto da principale da 50 MP, ultrawide da 48 MP e teleobiettivo da 48 MP. Quest'ultimo mantiene lo zoom ottico 5x ma utilizza un sensore sensibilmente più grande rispetto a quello del Pixel 11; Google inoltre dichiara una sensibilità alla luce superiore del 30% rispetto al tele della precedente generazione. Grazie alla combinazione tra ottica, Tensor G6 e nuovi modelli di elaborazione, lo Zoom Pro può spingersi fino a 120x. Per quanto riguarda invece la fotocamera frontale, sale infine a 42 MP con autofocus e campo visivo ultrawide di 103°.
Passando invece dal lato software, Magic Capture introduce un modo diverso di affrontare gli scatti nelle situazioni in cui è difficile prevedere il momento giusto: si avvia la cattura e il telefono analizza la scena per individuare autonomamente i fotogrammi più riusciti. Google ha parlato di circa 500 frame analizzati durante una sessione tipica, con la possibilità di applicare automaticamente interventi leggeri come ritaglio, raddrizzamento e rimozione della sfocatura.
Arrivano poi gli Stili Fotografici, che consentono di modificare l'aspetto dell'immagine già in fase di acquisizione lavorando su contrasto, ombre, temperatura e resa cromatica. Google ha sviluppato la funzione mantenendo come riferimento Real Tone, in modo da conservare una resa qualitativamente valida dei diversi incarnati anche quando vengono utilizzati profili più marcati.
Sui Pro debutta inoltre Foto Notturna rapida, che riduce fino a 4,5 volte i tempi necessari per uno scatto notturno, mentre sul fronte video tornano Video Boost fino a 8K e arriva Stabilizzazione Pro. Nelle impostazioni video compare anche una nuova scheda Creator, che raccoglie la Suite per creator: tra gli strumenti ci sono un suggeritore, il Miglioramento vocale, funzioni di montaggio e la possibilità di salvare automaticamente i filmati in specifici album di progetto.
HiLight porta le notifiche sul retro dei Pixel 11 Pro
Una delle aggiunte più insolite riguarda esclusivamente Pixel 11 Pro e Pro XL. HiLight utilizza una serie di LED inseriti attorno al flash per fornire informazioni quando il telefono è appoggiato con lo schermo verso il basso. Le notifiche possono così arrivare senza accendere il display, attraverso impulsi luminosi discreti associati a determinate situazioni.
Per le chiamate è possibile assegnare colori differenti ai contatti preferiti, con integrazione sia nell'app Telefono sia in WhatsApp; HiLight viene utilizzato anche durante le interazioni vocali con Gemini, mostrando attraverso diversi segnali quando l'assistente sta ascoltando, elaborando la richiesta oppure rispondendo.
Gemini Intelligence entra nelle conversazioni e prova ad anticipare le azioni
Con Pixel 11, Google vuole rendere Gemini meno simile a un'applicazione da aprire quando serve una risposta e più vicino a un livello di assistenza distribuito nel sistema. Gemini Intelligence lavora direttamente sul contesto dell'utente, utilizzando ciò che sta accadendo sullo smartphone per proporre informazioni o azioni pertinenti senza obbligare a passare continuamente da un'applicazione all'altra.
Un esempio mostrato durante il briefing riguarda una conversazione nella quale qualcuno chiede l'orario di arrivo di un volo: Gemini può recuperare le informazioni, mostrare una scheda con i dettagli e verificare attraverso Google Flights se l'aereo è puntuale o in ritardo, consentendo poi di condividere direttamente lo stato del volo. Un meccanismo simile può funzionare con i ristoranti, recuperando informazioni da Maps, mostrando le fotografie dei piatti e controllando il calendario quando nella conversazione si inizia a parlare di giorno e orario.
L'assistente può anche suggerire di affidargli un'attività successiva, come preparare una prenotazione, confrontare gli appartamenti condivisi in chat oppure organizzare un confronto tra hotel, prodotti ed esperienze. Google insiste sul fatto che queste funzioni rimangano sotto il controllo dell'utente: ogni azione richiede comunque una scelta esplicita, mentre i suggerimenti possono semplicemente essere ignorati. La disponibilità dipenderà inoltre da paese, lingua e singola funzione.
Cambia anche la dettatura, che ora può ripulire il parlato naturale eliminando intercalari e organizzando frasi poco lineari prima di trasformarle in testo. A questa si affianca un'assistenza alla scrittura capace di utilizzare ciò che compare sullo schermo e adattare una risposta al modo di scrivere dell'utente.
Sul fronte della traduzione, Traduzione Istantanea può lavorare durante la riproduzione di video, podcast e messaggi vocali nelle lingue supportate, mentre Cerchia e Cerca può essere richiamato direttamente dal mirino della fotocamera: non serve più fotografare prima ciò che si vuole cercare per identificarlo, tradurne il testo o ottenere altre informazioni.
Google sta lavorando anche sull'accessibilità, con un sistema che utilizza la fotocamera per trasformare la lingua dei segni in testo e un input dedicato integrato in Gboard. Nel materiale fornito viene però specificato che questa modalità richiede, almeno nella configurazione indicata per il lancio, l'impostazione della tastiera in inglese statunitense o canadese.
Considerato il doppio nodo che lega questi nuovi Pixel con Gemini, per chi acquista Pixel 11 Pro o Pixel 11 Pro XL ci saranno gratuitamente anche sei mesi di Google AI Pro senza costi aggiuntivi. L'offerta comprende limiti di utilizzo più elevati per Gemini, 5 TB di spazio cloud e Google Health Premium.
Batteria oltre le 30 ore e Pixelsnap su tutta la serie
Pixel 11, Pro e Pro XL dichiarano tutti oltre 30 ore di autonomia, ma utilizzano batterie differenti: 4.985 mAh per Pixel 11, 4.850 mAh per Pixel 11 Pro e 5.115 mAh per Pro XL. Per quanto riguarda invece la velocità di ricarica, Pixel 11 e Pixel 11 Pro raggiungono il 55% in circa 30 minuti utilizzando un alimentatore USB-C PPS da 30 W compatibile, mentre Pixel 11 Pro XL raggiunge il 75% in mezz'ora con un caricatore da 45 W.
La novità comune è Pixelsnap, il sistema magnetico integrato che accompagna la certificazione Qi2 e permette una ricarica wireless fino a 25 W sui nuovi modelli. Google parla di un incremento della velocità fino al 25% sul Pixel 11 e fino al 29% sul Pro; Pixel 11 Pro XL migliora invece fino al 17%. Il Pixel 11 standard avrà inoltre una modalità Ricarica estrema che concentra l'energia sulla batteria quando è necessario recuperare autonomia nel minor tempo possibile, mentre Pro e Pro XL adottano una camera di vapore per gestire meglio le temperature sotto carico.
Pixel 11 Pro Fold diventa più sottile, leggero e resistente
Fino ad ora abbiamo parlato dei tre modelli più classici, ma la famiglia comprende anche Pixel 11 Pro Fold, che Google descrive come il suo pieghevole più sofisticato. Rispetto a Pixel 10 Pro Fold pesa quasi il 10% in meno, è più sottile di circa un millimetro e utilizza le cornici più sottili mai adottate su un Pixel Fold. Cambia anche la costruzione: il retro passa a un composito in fibra di vetro e la cerniera è stata modificata per proteggere meglio il pannello interno durante le cadute. Secondo Google, la nuova costruzione triplica la resistenza rispetto al predecessore.
Il display esterno è più luminoso del 20% e utilizza un nuovo rivestimento vetroceramico, mentre quello interno riceve un vetro ultrasottile più spesso e due strati di pellicola antiurto. La luminosità arriva a 3.600 nit. Sotto la scocca troviamo anche qui il Tensor G6, in questo caso accompagnato da 16 GB di RAM, mentre l'autonomia dichiarata supera le 24 ore; la ricarica cablata raggiunge il 50% in circa mezz'ora e anche quella wireless arriva fino a 25 W.
Per la fotocamera Google introduce un nuovo sensore principale da 48 MP, con una sensibilità alla luce migliorata del 56%, e un teleobiettivo capace di raggiungere il Super Zoom 30x. Il formato pieghevole viene sfruttato anche per la traduzione della lingua dei segni: utilizzando la fotocamera interna, l'utente può comunicare in American Sign Language mentre la trascrizione viene mostrata all'interlocutore sul display esterno. Sul fronte del multitasking debutta inoltre una funzione che permette di trasformare qualsiasi applicazione in una bolla rapidamente richiamabile quando il dispositivo è aperto.
Disponibilità in Italia e promozioni di lancio
I nuovi Pixel sono preordinabili da oggi, 12 agosto, e saranno disponibili dalle 13.00 del 20 agosto. Gli acquisti potranno essere fatti su Google Store, Amazon, MediaWorld, Unieuro ed Euronics. Le configurazioni previste comprendono Pixel 11 da 256 e 512 GB e Pixel 11 Pro e Pro XL da 256 GB, 512 GB e 1 TB. Per quanto riguarda invece i prezzi, ecco quelli per l'Europa:
- Google Pixel 11
- 256GB: 999 euro
- 512GB: 1.129 euro
- Google Pixel 11 Pro
- 256GB: 1.199 euro
- 512GB: 1.329 euro
- 1TB: 1.589 euro
- Google Pixel 11 Pro XL
- 256GB: 1.399 euro
- 512GB: 1.529 euro
- 1TB: 1.789 euro
- Google Pixel 11 Fold
- 256GB: 1.999 euro
- 512GB: 2.129 euro
- 1TB: 2.389 euro
Sono previste anche diverse campagne di supervalutazione dell'usato: presso Amazon, MediaWorld, Unieuro ed Euronics verranno dati fino a 200 euro per Pixel 11, 300 euro per Pixel 11 Pro e 400 euro per Pixel 11 Pro XL; per quest'ultimo sono previsti altri 100 euro di valutazione per chi restituisce un precedente Pixel. Le promozioni saranno valide fino al 13 settembre.
Sul Google Store, invece, Pixel 11 avrà 200 euro di supervalutazione dell'usato e uno sconto legato all'acquisto di Pixel Watch 5, mentre Pixel 11 Pro e Pro XL arriveranno a 400 euro di supervalutazione accompagnati anche in questo caso da uno sconto sul nuovo smartwatch. Queste offerte saranno attive da oggi, 12 agosto, fino al 1° settembre.