Quattro ruote, una vallata silenziosa e la semplice volontà di esplorare, per sapere cosa c'è dietro quella collina o quel fiume nascosto dagli alberi. Over the Hill è questo, un gioco semplice, per persone che hanno voglia una volta tanto di non doversi stressare troppo dietro mille obiettivi e complicati sistemi di gioco.
È il titolo stesso a dircelo, nel tutorial iniziale nel quale un Buddha ci spiega i comandi e la filosofia di fondo: niente fretta, non c'è bisogno. Perché Over the Hill non è un "racing game", non ci sono obiettivi a tempo e non si deve arrivare per primi, anche nel caso in cui si giochi in cooperativa, fino a un massimo di quattro giocatori.
È un'opera dove il percorso conta più del traguardo. Funziona? Sì, sebbene non al 100%.
Il sistema di guida di Over the Hill
Iniziamo con le basi: la guida. Over the Hill propone un approccio arcade, che fa solo finta di avere un che di realistico, ma perfettamente funzionale alla filosofia di base. Il nostro mezzo ha due tipi di marce, lunghe e corte per quando si deve andare in velocità o si ha bisogno di maggiore trazione in salita, ci sono indicatori che mostrano chiaramente la nostra inclinazione sul terreno e, per chi vuole, si può giocare con il cambio manuale, sebbene di base sia impostato quello automatico.
Essendo un titolo di esplorazione di aree fuoristrada, Over the Hill pretende un po' di attenzione e precisione nei movimenti: non potete premere sull'acceleratore e fare derapate in mezzo al bosco, perché una roccia che spunta in mezzo all'erba e un tracciato volutamente pieno di buche vi farebbero perdere il controllo.
Basta però molto poco per riuscire ad avere la meglio su ogni percorso, quindi non temete di dover diventare dei guidatori provetti. Ci vuole impegno per far ribaltare il mezzo (che magicamente la maggior parte delle volte riuscirà a tornare sulle ruote) e anche i danni che si subiscono sono veramente minimi.
L'unica eccezione sono i tracciati tecnici, percorsi appositamente segnalati che richiedono di completare sezioni complesse, spesso vicino a strapiombi e con dislivelli scomodi, ma anche in questo caso basta potenziare il proprio mezzo e la sfida è quasi nulla. Ci sono strumenti per aiutarci, tra l'altro, come i verricelli per tirarsi verso un albero e superare un punto troppo ripido, assi di legno per facilitare il passaggio su terreni difficili e non solo: la verità però è che veramente di rado vi è l'obbligo di usarli.
Trovare punti di interesse e potenziare le quattro ruote
A questo punto potreste pensare che Over the Hill non abbia alcun tipo di obiettivo. Si esplora a caso e via. Non è proprio così. Sebbene non ci sia alcun tipo di obbligo, la mappa è disseminata di punti di interesse, iniziando dalle baite, che fanno da checkpoint, punto di teletrasporto e ci permettono di riparare il nostro mezzo e far passare il tempo (oltre al ciclo notte-giorno, ci sono vari eventi meteorologici che cambiano la visibilità e le condizioni del terreno).
Man mano che si esplora, la "nebbia di guerra" della mappa si dirada e appaiono punti di domanda che rappresentano casse con elementi cosmetici al proprio interno, punti di osservazione, aree panoramiche, i suddetti percorsi tecnici e non solo. Non siete obbligati a raggiungerli, ma ammettiamo che, all'interno di una mappa bella ma tutto sommato vuota, sono tutto ciò che spinge ad andare qui e là.
Inoltre, completare questi obiettivi permette di ottenere una valuta per potenziare i nostri mezzi, migliorando il motore, la lunghezza del verricello, le sospensioni, la resistenza ai danni, all'immersione in acqua e non solo. Non abbiamo però apprezzato che ogni singolo mezzo debba essere potenziato in modo indipendente e che i veicoli vadano sbloccati completando i tracciati tecnici.
I singoli mezzi hanno piccole differenze tecniche (tra velocità, trazione e non solo) completamente nascoste dal gioco, ma quando si iniziano a ottenerne di nuovi, non si ha molta voglia di abbandonare il proprio mezzo potenziato al massimo. Considerando che Over the Hill è un gioco anti-obiettivi, avrebbe avuto più senso rendere tutti i mezzi disponibili da subito e rendere più lento il potenziamento (ma condiviso per tutti i mezzi), così da notare pian piano che affrontare i percorsi più complessi di ogni mappa diventava via via più semplice oppure divertirsi a provare subito un'area con un quattro ruote differente.
In questo modo, il minimo senso di avanzamento che gli autori hanno voluto inserire si perde immediatamente e rimane solo la volontà di vedere ogni angolo della mappa, che dopo alcune ore di gioco potrebbe iniziare a calare. Non fraintendeteci, si ottiene un discreto senso di soddisfazione nel raggiungere una baita in cima a un monte dopo una lunga marcia, tra curve strette, tempeste di neve e albe che illuminano la via, ma siamo certi che per molti tipi di giocatori non sarà abbastanza per vedere tutto. Over the Hill è chiaramente un titolo per una nicchia di fan che vogliono avere libertà di esplorazione, ma senza l'ansia degli open world moderni che ci sommergono di quest e sistemi complessi interconnessi.
Fortunatamente, ci sono cinque diverse mappe (tre in Canada, con acquitrini e zone montane, e due in Algeria, con deserti e strane rovine). Non sono tutte disponibili sin da subito: ce n'è solo una per nazione, con le successive che vanno sbloccate trovando un punto specifico sulla mappa. Visto che non c'è obbligo di completamento, si può passare da una mappa all'altra - una volta sbloccate - per cambiare un po' atmosfera. Visivamente sono sempre molto piacevoli e, sebbene a livello tecnico non si parli di un gioco che mostra i muscoli, ci sono vari momenti nei quali viene voglia di attivare la modalità fotografica e fare uno scatto alla vallata autunnale in cima a un monte.
La cooperativa con gli amici può inoltre alleviare il senso di solitudine che Over the Hill ci fa provare, ma nella nostra partita (avvenuta completamente in single player) abbiamo apprezzato le traversate solitarie accompagnate dalla musica della radio di gioco (che potete disattivare per godervi i rumori ambientali).
Conclusioni
Over the Hill è un'avventura semplice, nella quale godersi il viaggio senza stress. Ci sono obiettivi, ma sono più una scusa per capire dove andare e quale nuovo angolo delle mappe esplorare. Non è certamente un'opera adatta a chi ha bisogno di continui motivi per avanzare, ma potrebbe essere un buon gioco per un gruppo di amici che vogliono passare un po' di serate in tranquillità, ammirando la natura. La musica rilassante, la grafica colorata e piacevole e un sistema di guida che richiede attenzione senza mai essere difficile concorrono a renderlo il gioco giusto per chi è stanco di opere mastodontiche con troppi sistemi e troppi stimoli a schermo.
PRO
- La guida richiede attenzione, ma non è mai troppo complessa
- Visivamente piacevole
- Innegabilmente rilassante
- Esperienza senza pressioni né obiettivi stringenti
CONTRO
- Lo sblocco e potenziamento dei mezzi non è stato ben pensato
- L'assenza di scopi concreti può stancare alla lunga