Winning Eleven 5  0

Il più bel gioco sportivo di tutti i tempi è finalmente approdato sul pianeta PS2. Gozzer e Boc, nel tentativo di emulare il mitico Trap, schierano in campo una recensione vincente.

RECENSIONE di La Redazione  —   09/04/2001

Cercasi interprete

Il menù e la totalità dei testi è in giapponese, non c’è scelta della lingua, sembrano però essere presenti tutte le opzioni e i settaggi della precedente versione, Master League inclusa e ampliata, e cosa da non sottovalutare è la possibilità di giocare amichevoli direttamente con le squadre di club al completo e con i reali nomi e valori della rosa. Fortunatamente la posizione dei menù è rimasta invariata, basta quindi ricordarsi a occhio dove si trovava precedentemente nella versione Psone l’opzione desiderata e il gioco è fatto. Stessa cosa riguarda i menù di settaggio della squadra, che però aggiungono qualcosa a livello tattico. E’ sparita o nascosta tra le pieghe degli ideogrammi la barra della velocità di gioco. Non si trova mettendo in pausa durante il match, ma impostando i parametri di quest’ultimo subito dopo la scelta delle squadre c’è un’opzione con possibilità di scelta di valori da uno a sette. Che sia questa? Che ci sia data la possibilità di settare la severità dell’arbitro? Mettendo su sette non ho visto accelerazioni repentine dei giocatori, ne tantomeno scatti ancor più fulminanti, ma mi è sembrato che qualcosa cambiasse. Chi conosce il giapponese è pregato di contattarmi. A livello tattico mi è piaciuto molto l’ampliamento dell’awareness, o consapevolezza che dir si voglia. Ora, oltre alla possibilità di impostare movimenti sia difensivi che offensivi ( cioè freccia dx, freccia sx ), ci possiamo sbizzarrire in tagli al centro o verso l’esterno, sfruttando cioè tutte le diagonali della croce del pad, nonché su e giù. Poi in partita scopriamo la reale efficacia delle nostre scelte, esaltandoci con movimenti a memoria degni del miglior Milan sacchiano.

Calcio d'inizio

Analizzando la meccanica del gioco ci sono dei cambiamenti a dir poco vistosi, che non pregiudicano di certo la filosofia alla base di W.11, ma che comunque fanno saltare certe abitudini consolidate nei giocatori più esperti . Mi riferisco in particolare al nuovo metodo di chiusura degli 1-2 e dei cross dal fondo. Nel primo caso la faccenda è più complicata. Non basta più semplicemente premere L1+X. Si apre l’1-2 poi, bisogna anche chiuderlo, non è automatico. Questo comporta una successiva pressione o del tasto del cross o di quello del passaggio, e nello stesso tempo bisogna continuare a far correre il giocatore responsabile del primo tocco, pena l’imbambolamento del suddetto che rimane sull’attenti. Il primo impatto è stato drammatico, grida di dolore e sconforto si alzavano dal recensore basito, sconvolto dalla dipartita di tal mezzo offensivo, ma poi scoperto l’arcano, tripudio e gaudio tornavano sul viso grandemente rattristato del poverino. Stupidaggini a parte, presa mano con il nuovo metodo si capisce subito l’efficacia maggiorata, visto che prima l’1-2 veniva dai più esperti intuito, favorendo tempestive chiusure. I cross dal fondo si effettuano allo stesso modo, con risultati ed effetti però molto diversi. In generale possiamo dire che effettuare imperiosi gol di testa è più difficile di prima, posizionare il giocatore sulla traiettoria della palla e premere a tempo il tasto del tiro è a dir poco fondamentale, anche se gli anticipi sul primo palo sembrano essere più frequenti. Di norma, fatta eccezione per i cross a parabola (singola pressione), ogni lancio al centro è più veloce e teso. Il mio schema ottimale prevedeva l’arrivo sul fondo, per poi effettuare un crossettino a mezz’altezza (doppia pressione), per sfruttare o gli inserimenti da dietro del trequartista o della punta centrale. Ora non è più possibile. Arrivati sulla linea di fondo campo, trafelati dall’ennesima sgroppata nonché dal più ubriacante dei dribbling effettuati, in un’impeto simulativo estremo che vuole rendere in modo fedele la perdita di lucidità dopo uno sforzo prolungato, si assiste ad una sagra di lanci sballati in bocca al portiere o sul primo palo. Idea geniale e perfettamente realizzata coerentemente alle proprie idee da parte dei programmatori, ma forse un po’ troppo reale in un videogioco. E si sa che la troppa realtà porta alla frustrazione nell’ambito videoludico. La conseguenza di tutto questo pistolotto è che si predilige la triplice pressione, il lancio teso rasoterra che taglia in diagonale l’area, oppure la classica finta alla Di Livio per crossare spalle alla porta che chiaramente rallenta l’azione in velocità favorendo il posizionamento dei difensori avversari, e in molti casi il fuorigioco, con tanto di centrale difensivo che lo chiama alzando il braccio. Si ripete quindi la stessa storia dell’1-2. Le altre aggiunte a livello di gameplay sono a dir poco eccezionali e nello stesso tempo bellissime da vedere. I programmatori hanno appreso alla perfezione la lezione di Pippo Inzaghi. I palloni vengono difesi strenuamente, allargando le braccia e appoggiandosi al marcatore, rendendo estremamente difficile l’anticipo. Bellissimi poi i tocchi di prima, con delle animazioni da applauso, nel caso si passi la palla al volo saltando o di testa. I contropiedi fulminanti vengono quindi serviti su un piatto d’argento.

Realtà o videogioco?

Tornando ad un impianto più classico della recensione sarebbe giusto spendere qualche parola su grafica e sonoro. W. 11 è senza dubbio una gioia per gli occhi. Le prime cose che saltano agli occhi sono la straordinaria fluidità del titolo e la totale assenza di scalettature. Le animazioni sono strepitose ( ne sono anche state aggiunte nuove riguardanti portieri e tackle leggeri ) e le skin applicate ai modelli poligonali da urlo. I visi riprodotti delle controparti reali sono il più delle volte uguali all’originale. Del Piero e Davids sono identici, barba incolta e occhialini tamarri inclusi, Toldo sembra più Turci, e se non fosse per la fascetta bianca si scambierebbe Totti per Baronio. Comunque ripeto, sono le skin più belle e verosimili apparse sin d’ora. Gli stadi sono qualitativamente altalenanti. La struttura vera e propria e i fumogeni sono da Oscar. Il livello di dettaglio è impressionante, peccato per il pubblico, palesemente bidimensionale e caratterizzato da una qualità grafica a dir poco scadente. Le textures del terreno sono impressionanti, così come l’effetto delle condizioni climatiche su di esso. San Siro è anche qui inguardabile, e anche nella finzione del gioco, la fisica del pallone risente delle buche. L’effetto pioggia che nelle versioni Psone era risibile, ora è bello e realistico, con tanto di campo pesante e pozzangheroni fantozziani annessi. Sconvolgente è a mio parere lo stacco tra le zone al sole e quelle all’ombra del terreno. A seconda di dove si trovi il giocatore, è difficile spiegarlo a parole, la brillantezza, NON la qualità delle textures, cambia. Splendono al sole ( che sembra avere intensità diverse ), e si rabbuiano repentinamente all’ombra delle tribune. Eccezionale. Anche il sonoro si attesta su livelli di eccellenza. John Kabira è in splendida forma, i cori campionati strappano sorrisi e applausi. Purtroppo il nuovo effetto sonoro della palla sul palo mi ha ricordato il tristemente famoso tonfo sordo del rigore di Di Biagio allo stadio di Saint Denis, comunque è molto bello. Il fischietto dell’arbitro nel caso del duplice e triplice fischio è invece abbastanza sfiatato. ?

Perfetto? quasi...

Alla fine però si notano anche dei grossi difetti, che in alcuni casi possono portare alla frustrazione i giocatori meno pazienti. Il primo e a mio avviso più vistoso, è il verificarsi, non sempre fortunatamente, di un fastidiosissimo ritardo nella risposta alla pressione dei tasti. Chiaramente questo comporta una serie infinita di clamorosi bestemmioni, nel caso si perda l’attimo buono, finendo per cincischiare con la palla fra i piedi, arrivando così a facilitare chiusure tempestive o a effettuare passaggi imprecisi. Stessa cosa avviene per i tiri al volo, e soprattutto per i tocchi di rapina dentro l’area piccola. Sarebbe meglio non tentare di stoppare la palla a 2 metri dalla linea di porta, e invece anche premendo il tasto del tiro nel medesimo istante in cui la palla è a portata di scarpino, vedremo molte volte il nostro giocatore portarsi avanti la palla in preda ad un attaccamento quasi morboso alla sfera, tanto da favorire il recupero dell’estremo difensore avversario. I portieri poi sono decisamente scandalosi. Saranno pure animati da Dio, ma si limitano a fare il compitino, prendono infatti dei gol sulle conclusioni in diagonale da far cadere le braccia. Sono decisamente poco brillanti, e talvolta non si tuffano nemmeno ( e quando lo fanno molte volte sono in ritardo ), assumendo una posizione a metà tra il raccoglitore di funghi e il fulminato da colpo della strega. Con meno frequenza assistiamo a dormite colossali dei giocatori, che presi in mezzo non sanno dove andare a chiudere, rimanendo belli fermi impalati così da non fare torto a nessuno. Come da copione, rimangono veri e propri marchi di fabbrica della serie Winning 11, tipo la pressione dei tasti che rimane in memoria, o frangenti in cui la CPU prende possesso dei movimenti dei giocatori ( come quando involontariamente si cerca di recuperare una palla sul filo dell’out laterale, finendo poi per regalarla all’avversario, viste le scarse capacita di controllo in corsa della sfera ), ma tant’è, il gioco è questo, accontentiamoci.

Fischio finale

Winning 11 5, grafica a parte aggiunge ben poco di nuovo alla precedente versione. A seconda delle interpretazioni questo può essere un bene o un male. Personalmente ritengo ciò un fatto positivo, peccato per certi difetti che pregiudicano in parte un giudizio comunque di assoluta eccellenza. In parole povere, l’anima del titolo è rimasta intatta, non si è sacrificata la simulazione pura sull’altare del immediatezza e della giocabilità a buon mercato, e questo credo sia la cosa migliore. Per ora il titolo è globalmente di poco inferiore a I.S.S. PRO 2 per Psone, ma se come consuetudine l’uscita europea apporterà correzioni e aggiustamenti, allora ad ottobre avremo per le mani il titolo sportivo più bello di sempre. Vi lascio ora al commento di BOC che troverete nella pagina successiva.

Pro:

  • E' Winning Eleven!
  • Ottima grafica e animazioni da urlo
  • Nomi dei giocatori reali
  • Amichevoli tra squadre di club

    Contro

  • Risposta ai comandi lenta
  • Presenza alcuni fastidiosi bug
  • Portieri veramente scarsi

  • Il commento di BOC

    Come sopra accennato dal buon vecchio GOZZER è stata scelta questa bi-recensione sia perché il titolo in questione è uno di quei giochi che ogni possessore di Ps2 non vede l’ora di poter giocare (quindi meglio due voci che una sola no!?) ma soprattutto perché entrambi siamo dei cultori della serie Winning 11 sin dalle sue prime incarnazioni sul buon vecchio Super Nintendo, quando ancora si chiamava Perfect Eleven! Avendo giocato praticamente tutti i capitoli della saga ho potuto apprezzare come nel tempo i programmatori siano riusciti nel difficile intento di migliorare un prodotto che ad ogni sua uscita faceva gridare al miracolo, rendendo di volta in volta stupiti i giocatori, grazie ad innumerevoli innovazioni che hanno portato il gioco a livelli d’eccellenza mai visti. Premetto che ebbi grosse difficoltà (soprattutto nel modo di giocare) nel traghettamento tra WE 3 Final Version e WE 4 e sinceramente ce ne ho messo di tempo per apprezzare a fondo il nuovo titolo. Il passaggio al più recente WE2000 è stato meno traumatico visto che era solo un upgrade della precedente versione e anzi venivano corretti alcuni errori. Con questa doverosa premessa potete immaginare lo spirito con cui mi sono avvicinato per la prima volta al pad della Ps2! Ero terrorizzato all’idea che i miei schemi consolidati e le mie tattiche andassero irrimediabilmente persi a causa di un rinnovato sistema di gioco, ma d’altro canto non speravo certo che WE5 fosse una copia “più bella” del fratello minore….volevo un gioco nuovo, migliore, visto e considerato che da anni ormai Konami ci ha abituato a queste imprese.

    Il commento di BOC

    A questo punto vorrete giustamente sapere se le mie aspettative si sono avverate? Risponderò con un filosofico NI!!! Ora mi spiego. Il gioco è effettivamente diverso, anche se la meccanica di fondo rimane la stessa; per quello che riguarda grafica e altro vi rimando a quanto scritto sopra da GOZZER perché è stato esaurientissimo e ha detto quello che penso anch’io. Riguardo l’aspetto giocabilità sono rimasto un pochino deluso perché sono ritornati degli odiosi bug che affliggevano le precedenti versioni, primo fra tutti la risposta dei comandi. Non è accettabile che ci siano ritardi di risposta quando viene premuto un pulsante: se io decido di passare la palla ad un compagno il tutto deve essere immediato e non può, anzi non deve passare nemmeno un secondo! Al contrario ci ritrova spesso con giocatori che continuano per la loro strada oppure immobili, senza che eseguano i comandi da voi impartiti. Tutto questo visto poi che nel corso degli anni il problema in questione era stato più che risolto. Un altro appuntino riguardo i portieri. Sono un po’ più imbranati del solito e prendono gol veramente stupidi, lasciando un po’ di amarezza e frustrazione nel giocatore che probabilmente aveva faticato tantissimo per mantenere il vantaggio e si vede raggiungere e magari superare in due secondi per errori grossolani dell’ estremo difensore. Concludo questa mia analisi dei “problemi” con un aspetto più che altro soggettivo : il movimento dei giocatori. Ormai i movimenti sono diventati iper-realistici e questo rende il gioco a mio avviso un po’ troppo macchinoso, soprattutto nell’effettuazione di dribbling manuali ( non parlo delle finte automatiche) che ora sono veramente tosti da realizzare, ma come ho anticipato, questo è un aspetto che potrebbe anche piacere ad alcuni, ma che non ha convinto il sottoscritto. Per il resto ci troviamo di fronte comunque a Winning 11 in tutto e per tutto e senza alcun problema gli si può conferire la palma di miglior titolo calcistico attualmente disponibile per Ps2, un gioco che indiscutibilmente regalerà tante belle ore di gioco a tutti coloro che decideranno di acquistarlo. Un appello doveroso alla KCET: avendo più di sei mesi per la conversione europea speriamo riescano nella non impossibile “impresa” di migliorare un titolo buono che sfortunatamente non riesce ad eguagliare il fratellino WE2000 o ISS2 che dir si voglia. Concludo volendo ricordare che queste sono solamente delle impressioni “a caldo” avendo potuto provare il titolo per circa due settimane e sinceramente credo occorra più tempo per essere maggiormente obbiettivi . Continuerò ovviamente a giocarlo e se il mio giudizio in merito cambierà con il passare del tempo sarò ben felice di scrivere un altro pezzo con le mie future considerazioni.

    Finalmente ho tra le mani una copia di Winning Eleven 5, giapponese si intende. Questo significa che noi poveri giocatori Europei dovremo aspettare sino ad Ottobre, cosicché avremo un ottimo motivo per azzerare la nostra vita sociale nelle uggiose serate autunnali. Parlando con Boc abbiamo deciso di scrivere questo pezzo a due mani, vista l’importanza del prodotto, privilegiando più le impressioni, le idee e gli sfoghi nati sul momento, che un analisi più canonica e istituzionale, comunque distaccata e mai troppo partigiana, nonostante il vero e proprio “amore” che proviamo verso i titoli KCET.