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RayNeo iO: abbiamo provato gli occhiali intelligenti che sembrano normali e non hanno videocamere

RayNeo ha portato a IFA 2026 due nuovi modelli di occhiali: i RayNeo GT Max, per avere un gigantesco schermo portatile con Dolby Vision, e i RayNeo iO, gli smart glasses per chi non vuole essere etichettato come un pervertito.

PROVATO di Raffaele Staccini   —   05/10/2026
Una modella indossa i RayNeo iO

Gli occhiali intelligenti si stanno facendo una pessima reputazione. Complice il pressappochismo dei produttori infatti, per una buona parte dell'opinione pubblica indossare dispositivi come i RayBan Meta significa automaticamente essere una persona a cui non interessa particolarmente la privacy di chi gli sta intorno. Probabilmente è quindi anche in risposta a questa tendenza che RayNeo ha progettato i nuovi RayNeo iO senza alcuna videocamera.

I nuovi occhiali intelligenti dell'azienda cinese, di proprietà di TCL, puntano molto su due capisaldi: da un lato l'essere occhiali veri, leggeri e facili da indossare nella vita di tutti i giorni; dall'altra l'implementazione di un diverso tipo di interazione ambientale, del tutto slegata dalle immagini. Ma non per questo priva di riserve legate alla privacy di chi ci sta intorno. Noi li abbiamo provati brevemente all'IFA di Berlino insieme ai nuovi RayNeo GT Max e queste sono le nostre impressioni a caldo.

Un gigantesco monitor sul naso

Partiamo però dai RayNeo GT Max, che appartengono a una categoria completamente diversa rispetto agli iO. Qui non c'è l'ambizione di trasformare gli occhiali in un assistente personale, né quella di aggiungere informazioni al mondo reale attraverso una videocamera: i GT Max sono, prima di tutto, un monitor da indossare davanti agli occhi. Il principio è quello già visto su altri occhiali XR, come gli ASUS ROG XREAL R1, ma RayNeo ha lavorato soprattutto per aumentare le dimensioni percepite dell'immagine e rendere l'esperienza più simile a quella di uno schermo tradizionale.

RayNeo GT Max
RayNeo GT Max

Indossandoli infatti, davanti agli occhi compare un enorme display virtuale che può arrivare fino a 307 pollici, mentre il campo visivo di 59 gradi è uno degli elementi che maggiormente contribuisce alla sensazione di immersione. Durante la nostra prova allo stand RayNeo di IFA, l'effetto è immediato: non si ha la sensazione di guardare un piccolo schermo inserito nelle lenti, ma di avere davanti a sé una superficie decisamente più ampia, particolarmente interessante per guardare film o giocare quando non si vuole ricorrere a un televisore o ad un monitor tradizionale.

La differenza rispetto a un visore VR è altrettanto importante: la struttura rimane quella di un paio di occhiali, senza isolare completamente l'utente dall'ambiente circostante. Il modello GT Max utilizza inoltre il nuovo Peacock Optical Engine 3.0 Max con pannelli micro-OLED e un sistema di tracking 3DoF dedicato che permette di mantenere il contenuto virtuale ancorato nello spazio e di scegliere tra modalità come Pinned, Steady e Follow. Quest'ultimo aspetto si percepisce soprattutto quando si muove la testa: il display può rimanere fermo nello spazio invece di seguire ogni movimento, avvicinandosi maggiormente alla sensazione di utilizzare un vero monitor.

I RayNeo GT Max pesano 78 grammi, 13 in meno degli occhiali ROG
I RayNeo GT Max pesano 78 grammi, 13 in meno degli occhiali ROG

Anche la componente audio è stata curata in questa direzione, con un sistema a quattro altoparlanti sviluppato insieme a Bang & Olufsen e pensato per offrire un'esperienza spaziale che segue i movimenti della testa. I GT Max pesano 78 grammi, quindi sono inevitabilmente più presenti sul viso rispetto a occhiali normali, ma parliamo comunque di 13 grammi in meno rispetto alla proposta ASUS.

Confronto tra le specifiche di RayNeo GT e GT Max
Confronto tra le specifiche di RayNeo GT e GT Max

Il supporto a Dolby Vision completa una dotazione che sulla carta è molto interessante per l'intrattenimento, anche se va fatta una precisazione: per la riproduzione nativa Dolby Vision RayNeo indica l'utilizzo insieme al Pocket TV Pro, quindi non va interpretato semplicemente come se gli occhiali fossero un televisore Dolby Vision autonomo.

Infografica delle specifiche di RayNeo GT Max
Infografica delle specifiche di RayNeo GT Max

La nostra prova a IFA è stata necessariamente breve e non permette quindi di esprimere un giudizio definitivo sulla qualità dell'immagine, sulla resa cromatica o sull'autonomia, ma è sufficiente per capire la filosofia dei GT Max: non sono occhiali che cercano di sostituire lo smartphone, sono un grande schermo personale che ci possiamo portare ovunque. Rispetto ad altri prodotti della concorrenza però, ci sono apparsi avere un design più rifinito, un'interfaccia più pulita e una compatibilità più semplice con dispositivi di diverso tipo, visto che basta un semplice adattatore HDMI alimentato per collegarli a qualsiasi console.

Il prezzo dei RayNeo GT e dei GT Max in Europa è interessante rispetto alle proposte della concorrenza
Il prezzo dei RayNeo GT e dei GT Max in Europa è interessante rispetto alle proposte della concorrenza

Il prezzo, infine, è decisamente interessante: in Europa RayNeo propone i GT a 369 euro, mentre i GT Max vengono venduti a 489 euro. Circa la metà rispetto ai già citati ROG XREAL R1. Peccato che non siano venduti direttamente in Italia.

Occhiali sempre in ascolto

Sui RayNeo iO il punto di partenza è completamente diverso: qui si prova a rendere l'elettronica quasi invisibile, al punto che a prima vista sembrano semplicemente un paio di occhiali da vista. Durante la prova a IFA è proprio questo l'aspetto che ci ha colpito maggiormente: con un peso di appena 33 grammi, una montatura relativamente discreta e una trasparenza dichiarata del 97%, gli iO non hanno l'aspetto di un dispositivo tecnologico da indossare, ma quello di un normale paio di occhiali.

I RayNeo iO sembrano dei normali occhiali da vista
I RayNeo iO sembrano dei normali occhiali da vista

Sotto le lenti, però, si nasconde un display trasparente equivalente a uno schermo da 33 pollici visto a circa due metri di distanza, che permette di visualizzare notifiche, risposte dell'assistente, traduzioni, sottotitoli, appuntamenti e contenuti del teleprompter senza dover ricorrere allo smartphone.

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La nostra impressione durante l'utilizzo è che il sistema sia effettivamente molto meno invasivo di quanto ci si potrebbe aspettare: le informazioni compaiono nel campo visivo senza trasformare la lente in uno schermo tradizionale e, soprattutto, senza impedire di continuare a guardare ciò che accade intorno. È però importante capire cosa significhi davvero usare gli iO: non sono occhiali AR capaci di sovrapporre complessi elementi tridimensionali all'ambiente, ma una sorta di piccolo pannello informativo personale sempre disponibile davanti agli occhi.

L'interazione avviene soprattutto attraverso la voce, grazie a un array di quattro microfoni e ad un sensore a conduzione ossea, oltre alla Smart Crown e ai gesti della testa. Ed è proprio qui che emerge la questione più interessante, e meno immediata, legata alla privacy. L'assenza della videocamera elimina certamente uno dei problemi più evidenti degli smart glasses, cioè la possibilità di riprendere qualcuno senza che se ne accorga, ma gli iO sono tutt'altro che sordi. Possono registrare conversazioni, effettuare trascrizioni, generare automaticamente riassunti delle riunioni e, attraverso la funzione Lifelog, mantenere una sorta di archivio personale basato sull'audio catturato durante la giornata.

RayNeo specifica che l'avvio della registrazione viene segnalato da una luce bianca sulla stanghetta e che per le funzioni di Voice Memo, le registrazioni possono essere successivamente trasformate in trascrizioni e riassunti AI; il produttore invita inoltre esplicitamente a ottenere il consenso degli altri partecipanti quando richiesto dalla normativa locale.

Infografica delle specifiche dei RayNeo iO
Infografica delle specifiche dei RayNeo iO

Questo aspetto rimane comunque molto controverso: la videocamera è assente, ma il microfono può diventare altrettanto delicato quando l'ambiente circostante viene trasformato in una fonte continua di dati vocali. Una persona che si trova davanti a chi indossa gli iO può non essere ripresa visivamente, ma può comunque finire all'interno di una conversazione registrata, trascritta e successivamente analizzata da un sistema di intelligenza artificiale.

RayNeo ci tiene a farvi sapere che gli iO possono darvi utili suggerimenti anche durante un appuntamento galante
RayNeo ci tiene a farvi sapere che gli iO possono darvi utili suggerimenti anche durante un appuntamento galante

Il problema diventa ancora più evidente con Lifelog, pensato proprio per costruire una memoria digitale della giornata: RayNeo afferma che gli originali audio non vengono conservati e che vengono mantenuti i record testuali generati dalle conversazioni, ma resta il fatto che il dispositivo deve ascoltare e processare ciò che avviene intorno all'utente per poter produrre quei contenuti.

Inoltre, non tutte le funzioni IA sono necessariamente eseguite localmente: RayNeo indica che quelle più avanzate (e non meglio definite) possono utilizzare diversi modelli IA e che le richieste vengono gestite attraverso i servizi associati, rendendo particolarmente importante capire quali dati vengano elaborati sul dispositivo, quali passino dallo smartphone e quali possano arrivare ai servizi cloud.

RayNeo sostiene di adottare un approccio "Privacy by Design" e afferma che i dati di sistema vengono anonimizzati sul dispositivo prima di essere trasferiti, oltre a prevedere indicatori visibili quando sono attive le funzioni legate alla registrazione. Sono misure sicuramente utili, ma durante una prova pratica non è possibile verificare fino in fondo cosa accada ai dati una volta usciti dagli occhiali, né quanto sia intuitivo per le persone presenti capire quando stanno partecipando a una registrazione.

Ed è forse questa la vera contraddizione degli iO: sono molto più facili da accettare rispetto agli smart glasses con videocamera, ma proprio perché sembrano normali occhiali possono rendere meno evidente il fatto che al loro interno ci siano microfoni capaci di ascoltare, registrare e alimentare funzioni di intelligenza artificiale.

Sul piano dell'esperienza quotidiana, invece, ci hanno convinto soprattutto per la leggerezza e la discrezione: il concetto funziona proprio quando ci si dimentica di averli addosso. Resta però da capire quanto sia realmente utile avere questo flusso di informazioni sempre disponibile e, soprattutto, quanto saremo disposti ad accettare che un dispositivo così poco appariscente ascolti una parte della nostra vita quotidiana.

Il prezzo dei RayNeo iO
Il prezzo dei RayNeo iO

Per quanto riguarda il prezzo, infine, si parte da 549 euro in Europa. Anche qui, però, non si sa se e quando arriveranno in Italia.

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