"Attualmente, il programma per creatori è aperto soltanto ai residenti dell'Unione Europea e del Regno Unito, esclusa l'Italia." Questo è quello che si può leggere nelle FAQ ufficiali di Yu-Gi-Oh! Tag Force GX, titolo che già si era segnalato per aver discriminato il nostro paese nella localizzazione. In quel caso, molti si erano lamentati del fatto che l'originale Tag Force avesse la lingua italiana tra quelle supportate, mentre questo, che è un remake e che vedrà alcune lingue tradotte con l'IA, l'ha completamente tagliata. Ora, ad aggiungere sale sulla ferita è arrivato il programma per creator, che ci vede completamente esclusi, unici nell'Unione Europea.
Il programma per creator
Il programma prevede la creazione e l'invio di video a tema Yu-Gi-Oh! prima del 15 novembre, che devono seguire le regole dettate nella FAQ di cui sopra. In palio ci sono diversi premi, tra i quali un viaggio completamente spesato alla Jump Festa 2027 in Giappone, che comprende tra le altre attività un'anteprima esclusiva del gioco.
In Europa tutti potranno partecipare, tranne i nostri connazionali. Konami, l'editore, non ha fornito spiegazioni alla comunità nostrana in merito a questa decisione, comunità già di suo alterata per la questione della traduzione che ha visto l'esclusione come l'ennesima beffa.
Va detto che il pubblico italiano di Yu-Gi-Oh! non sembra particolarmente numeroso, visto che il thread sul forum ufficiale di Steam con richiesta di spiegazioni per la mancata traduzione ha avuto soltanto poche decine di interventi, non tutti di connazionali, oltretutto.
Va aggiunto che la petizione lanciata su Change.org da Luchino Luke, che ha sempre come obiettivo di ottenere una traduzione ufficiale in italiano di Tag Force GX, ha raccimolato soltanto 62 firme verificate (al momento di scrivere questa notizia).
"Invitiamo la casa di sviluppo a considerare quanti più dati possibile riguardanti la comunità italiana di giocatori," si può leggere nel testo della petizione. "Non solo una traduzione migliorerà la qualità dell'esperienza di gioco ma aumenterà inevitabilmente il numero di utenti e le loro recensioni positive, traducendosi in un maggiore successo commerciale."
L'impressione, è che ci sia bisogno di smuovere un po' più le acque, producendo numeri più interessanti, se si vuole ottenere qualcosa, come una traduzione ufficiale post lancio. Rimane il fatto che Konami sembra vedere il mercato italiano nemmeno come secondario, ma come terziario, tanto da escluderlo da traduzioni e iniziative pensate per la comunità.