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Per Masahiro Sakurai l'impiego dell'IA nei videogiochi renderà i veri creativi ancora più importanti

Secondo il creatore di Super Smash Bros. e Kirby, l'intelligenza artificiale porterà a una crescita enorme del numero di giochi pubblicati, ma premierà sempre di più chi saprà proporre idee davvero originali.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   22/10/2026
Masahiro Sakurai

L'utilizzo sempre più diffuso dell'intelligenza artificiale potrebbe trasformare radicalmente l'industria dei videogiochi nei prossimi anni, ma secondo Masahiro Sakurai il risultato finale sarà paradossale: in un mercato invaso da produzioni generate o replicate tramite IA, i veri creativi diventeranno ancora più importanti.

Il celebre autore di Kirby e Super Smash Bros. ha affrontato l'argomento durante una recente intervista concessa a Denfaminico Gamer, nella quale gli è stato chiesto un parere sulla crescita esponenziale del numero di videogiochi pubblicati ogni anno su Steam. Se nel 2010, anno in cui Sakurai lanciò il suo Game Designers Award, i titoli pubblicati erano poche centinaia, oggi il numero si aggira attorno alle 19.000 uscite annuali.

Per il game designer giapponese, però, si tratta soltanto dell'inizio. "Penso che questa cifra crescerà ulteriormente da qui in avanti", ha spiegato. "Ne sono certo, perché sarà l'intelligenza artificiale a guidare questo aumento. Tuttavia credo che la maggior parte di questi titoli non sarà commercialmente sostenibile."

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Secondo Sakurai, la maggiore accessibilità degli strumenti basati sull'IA renderà sempre più semplice realizzare prodotti costruiti su idee già viste, favorendo la proliferazione di imitazioni e varianti di formule di successo. Per spiegare il concetto ha citato il caso di Librarian: Tidy Up the Arcane Library, puzzle game incentrato sul riordino di libri all'interno di una biblioteca magica. Un'idea semplice ma di successo, al punto che in poco tempo sono emersi decine e decine di cloni con meccaniche simili.

A suo dire, il successo di produzioni con meccaniche semplici e facilmente replicabili porta inevitabilmente alla nascita di numerosi cloni. "Sono comparsi all'improvviso tanti giochi basati sulla stessa idea", ha osservato, citando esempi che spostano semplicemente il concetto in contesti differenti, come supermercati da riordinare o oggetti da rimettere al proprio posto. "Questi tipi di imitazioni dovrebbero essere incredibilmente facili da produrre per un'intelligenza artificiale."

Per Sakurai, il vero limite dell'IA riguarda però l'innovazione. Sebbene in futuro possa essere in grado di studiare e riprodurre lo stile di autori affermati come Fumito Ueda, non potrà immaginare quale sarà la prossima direzione creativa scelta dagli stessi sviluppatori.

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"Supponiamo che l'intelligenza artificiale diventi capace di creare ogni genere di videogioco", ha spiegato Sakurai. "Potrebbe essere in grado di studiare l'atmosfera delle opere di Fumito Ueda e realizzare qualcosa di simile a Ico o Shadow of the Colossus. È uno scenario che potremmo vedere concretizzarsi in futuro.

"Tuttavia, l'IA non sarebbe in grado di creare il tipo di gioco che lo stesso Ueda ha intenzione di realizzare in futuro. Solo lui può decidere quale direzione artistica prenderà la sua prossima opera. Credo che sia proprio questo a costituire quell''originalità' che soltanto gli esseri umani possono possedere."

"In sostanza, l'IA attinge a 'ciò che è stato creato finora', ma non può attingere a 'qualcosa che non è mai esistito prima'. E penso che un ragionamento simile possa essere applicato a numerose forme di espressione creativa, non soltanto a quelle prodotte con l'aiuto dell'intelligenza artificiale."

"Non arriverei necessariamente a definire queste persone dei 'pionieri', ma coloro che si avventurano in territori inesplorati, persone che comprendono e sono in grado di creare qualcosa con uno stile unico e personale, diventeranno sempre più importanti. Credo che questo sia particolarmente vero in un'epoca caratterizzata da una così grande quantità di contenuti prodotti in serie e di scarsa qualità."

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