Phantom Blade Zero è finito sotto la lente d'ingrandimento di Digital Foundry, che nella sua consueta analisi tecnica ha sottolineato i pregi e i difetti del titolo sviluppato da S-Game, dotato di tre differenti modalità grafiche su PS5.
Uno degli aspetti più interessanti del gioco sono le animazioni e il modo in cui gli scenari reagiscono alle nostre azioni. La vegetazione, ad esempio, si muove sotto passi e fendenti, piegandosi, spezzandosi e oscillando in modo dinamico: un grado di interazione che non è sempre scontato nei giochi basati su Unreal Engine 5.
Anche il protagonista Soul contribuisce alla resa visiva dei combattimenti: i suoi abiti, caratterizzati da tessuti ampi che si muovono liberamente attorno alle gambe e alle spalle, arricchiscono la silhouette e aggiungono animazioni secondarie che enfatizzano il movimento.
L'illuminazione è generalmente convincente, con una buona resa delle ombre di contatto e della luce riflessa, che contribuisce a dare maggiore realismo alle ambientazioni. Esistono tuttavia alcune imperfezioni per quanto concerne la complessità delle ombre stesse.
Le tre modalità grafiche
Capace di vendere un sacco di copie ancora prima del lancio, Phantom Blade Zero mette a disposizione tre modalità grafiche su PS5: Prestazioni punta ai 60 fps con una risoluzione dinamica fra i 900p e i 1080p; Bilanciata punta ai 40 fps con risoluzione intermedia; Qualità punta ai 30 fps e usa una risoluzione indicativa di 1440p.
A seconda della modalità variano la qualità delle ombre e la risoluzione, con il Performance Mode che offre i risultati più stabili, restando quasi sempre incollato ai 60 fotogrammi al secondo, mentre le altre due opzioni non godono della medesima solidità.
In particolare, la modalità bilanciata sembra soffrire di problemi di frame pacing che a quanto pare non si risolvono neppure attivando il variable refresh rate e sembrano peggiorare nelle fasi più avanzate della campagna.
Le differenze su PS5 Pro
La versione PS5 Pro di Phantom Blade Zero è chiaramente la migliore, visto che mantiene le tre modalità grafiche di cui abbiamo appena parlato e ne aggiunge una quarta con effetti di ray tracing per ombre, riflessi e illuminazione globale: tecnologie che spingono la qualità dell'immagine, anche se non in maniera drastica.
Il vantaggio più evidente di PS5 Pro riguarda tuttavia la maggiore nitidezza in tutte le modalità, particolarmente apprezzabile in quella a 60 fps: la console sembra utilizzare PSSR per l'upscaling al posto di TSR, anche se la combinazione con la risoluzione dinamica rende difficile determinare con precisione le risoluzioni interne effettive.